cronaca

Macerata, uccisa e fatta a pezzi giovane 18enne, Pamela Mastropietro: Oseghale accusato anche di vilipendio di cadavere

Pubblicato il 02 Feb 2018 alle 12:44pm

I vestiti insanguinati di Pamela Mastropietro, assassinata e smembrata, sono stati ritrovati nell’abitazione di via Spalato a Macerata dove abitava da solo, Innocent Oseghale, 29 anni, nigeriano con precedenti per spaccio di droga.

Le tracce ematiche sul balcone, due testimoni che lo hanno visto in compagnia della ragazza diciottenne e mentre abbandonava i due trolley contenenti il corpo fatto a pezzi a Pollenza.

La giovane si era allontanata dalla comunità di recupero Pars di Corridonia. L’uomo è anche accusato di vilipendio di cadavere.

Dopo una notte di accertamenti e un lungo interrogatorio è stato fermato per omicidio e occultamento di cadavere, anche se l’autopsia non ha sciolto ancora il giallo sulle cause della morte, e cioè se la ragazza è stata uccisa o è rimasta vittima di una overdose. Domani la convalida dell’arresto.

Esplosione in appartamento a Sesto San Giovanni, 6 feriti

Pubblicato il 14 Gen 2018 alle 12:05pm

Una forte esplosione, le cui cause sono ancora da chiarire, ha distrutto l’ultimo piano di un edificio a Sesto San Giovanni, nel Milanese. L’esplosione, avvenuta intorno alle 5 di questa mattina, in via Villoresi, ha coinvolto due nuclei familiari causando 6 feriti, tra cui anche un bambino, cinque erano in un appartamento e uno in un altro. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco e le ambulanze del 118.

Il sesto ferito, una persona di 73 anni, che viveva nell’altro appartamento, ha riportato ustioni di secondo grado. Ciò fa supporre che l’esplosione, sulla cui causa stanno indagando i vigili del fuoco, sia avvenuta nell’appartamento di quest’ultimo. Tre feriti sono stati portati al Niguarda, tra cui l’ustionato, e tre all’ospedale San Raffaele. Nessun passante, vista anche l’ora dello scoppio, è rimasto colpito dalla caduta dei calcinacci sulla strada.

Scomparsa pittrice Renata Rapposelli, indagato il figlio e l’ex marito

Pubblicato il 04 Nov 2017 alle 7:23am

Ci sono due indagati per concorso in omicidio per il giallo di Renata Rapposelli, la pittrice di 64 anni scomparsa il 9 ottobre al rientro da un viaggio a Giulianova. L’ex marito l’avrebbe lasciata a due chilometri da Loreto, senza riaccompagnarla a casa, ad Ancona, al culmine di un litigio. Gli indagati sono l’ex marito e il figlio della donna. (altro…)

Emanuela Orlandi, giallo sul dossier: “Il Vaticano spese 483 milioni fino al 1997”

Pubblicato il 18 Set 2017 alle 9:04am

Un nuovo inquietante documento apre un nuovo capitolo sulla vicenda di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa dalla Città del Vaticano il 22 giugno del 1983. (altro…)

Milano, modella inglese sequestrata, drogata, venduta sul web

Pubblicato il 05 Ago 2017 alle 9:59am

E’ una storia orribile quella raccontata dal Corriere della Sera, che vede protagonista una giovane modella britannica che è stata prima stata sequestrata per una settimana e poi messa in vendita sul depp web per la cifra di 300mila euro come schiava sessuale. Il suo carceriere, un polacco, arrestato, ma dietro di lui ci sarebbe un gruppo organizzato, denominato “Black death” (“Morte nera”).

Tutto ha inizio l’11 luglio scorso quando la ragazza inglese ventenne è stata attirata a Milano per un finto set fotografico. Atterrata a Linate si dirige in via Bianconi 7, in zona Navigli. Qui la giovane trova in un appartamento il set fotografico organizzato, ma anche un polacco che prima la droga e poi crea per lei un annuncio nel deep web, internet dove si commercia illegalmente, nel quale la giovane deve essere venduta per 300mila euro pagabili in bitcoin.

Per sette giorni la 20enne è in balia dell’uomo. Il suo agente, preoccupato, non avendo sue notizie si rivolge al consolato inglese.

Partono le indagini. L’uomo sentendosi minacciato il 17 luglio libera la ragazza adducendo come motivazione il fatto che la sua rapita aveva un figlio di due anni e le sue “regole” escludevano la vendita di madri. Ma prima di rilasciarla le chiede un riscatto: “Non parlare con nessuno, fammi avere 50mila euro o ti eliminiamo”.

Il polacco porta la 20enne al consolato britannico dove la deposita con l’intenzione di dileguarsi. Lì ad attenderlo ci sono gli uomini della Squadra Mobile e così finisce l’incubo per la giovane modella e inizia la fase processuale per i pm Ilda Boccassini e Paolo Storari che chiedono un incidente probatorio per interrogare subito i protagonisti e cristallizzare i ricordi, soprattutto della ragazza.

Molte le prove che attestano quanto è avvenuto. Il capello della vittima ritrovato nel bagagliaio dell’uomo in stato di fermo, insieme alle sue tracce biologiche, i riscontri tossicologici nel sangue della giovane che mostrano che è stata drogata con ketamina (farmaco usato per stordire i cavalli), i telefoni e i computer che dimostrano come l’annuncio e le richieste di denaro siano partiti dai dispositivi del polacco e infine le foto della casa-lager che immortalano la ragazza ammanettata e stordita.

Omicidio Erika Preti, confessa il fidanzato: “L’ho uccisa io durante una lite per le briciole sul tavolo”

Pubblicato il 23 Lug 2017 alle 9:33am

Dimitri Fricano, trentenne di Biella, ha confessato l’omicidio della fidanzata Erika Preti, 28 anni, avvenuto il 12 giugno a San Teodoro, nel nord della Sardegna, dove la coppia si trovava in vacanza. Il giovane era l’unico indagato per omicidio volontario. (altro…)

Confermato ergastolo a Massimo Bossetti, i suoi legali: “Processo farsa, ricorreremo in Cassazione”

Pubblicato il 18 Lug 2017 alle 2:55pm

Claudio Salvagni, uno dei difensori di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo anche dalla Corte di Appello di Brescia, per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha lanciato, all’indomani della sentenza una vera e propria provocazione, dicendo: “Il Parlamento faccia una norma: perché se c’è il Dna non si faccia nemmeno il processo, altrimenti è una farsa”.

Il legale sostiene infatti che il Dna presenta “numerose anomalie” e la procedura seguita non ha rispettato i criteri stabiliti dalla comunità scientifica internazionale.

In ambienti giudiziari, il giorno dopo la sentenza, si apprende che è stata una camera di consiglio “normale”, nonostante le 15 ore di camera di consiglio, in linea con i tempi richiesti da una processo complesso.

I giudici hanno dato ragione al procuratore generale, Mario Martani, che aveva chiesto la conferma della sentenza emessa un anno fa dal Tribunale di Bergamo. Bossetti è rimasto impassibile al momento della lettura del verdetto. Poi, come ha riferito uno dei suoi legali, ha “pianto” nella sua gabbia.

Il legale ha aggiunto, insieme a Paolo Camporini: “Aspettiamo le motivazioni ma il ricorso in Cassazione è scontato. Questa sera abbiamo assistito alla sconfitta della giustizia”. Il muratore prima di lasciare l’aula, scortato dalla polizia penitenziaria, ha avuto solo il tempo di salutare la mamma. Presente anche la moglie dell’imputato.

“Giustizia è stata fatta”: questo invece il commento dell’ avvocato di parte civile, dell famiglia Gambriasio, Enrico Pelillo.

Donna stuprata da indigente, non avrà risarcimento dallo Stato

Pubblicato il 20 Mag 2017 alle 5:50am

Donna stuprata non riceverà risarcimento per danno subito né da parte dello stupratore, né da parte dello Stato italiano.

Eppure, la norma prevede che le vittime di reati violenti intenzionali debbano essere risarcite dallo Stato perché in molti casi “non possono ottenere un risarcimento dall’autore del reato, in quanto questi non può essere identificato o non possiede le risorse necessarie”.

La donna ha denunciato il suo stupratore che una volta individuato dagli inquirenti è stato condannato al carcere e dovrà scontare 8 anni e due mesi. L’uomo aveva anche dei precedenti per lo stesso reato.

Ma, secondo i giudici, la donna non avrebbe fatto abbastanza per cercare di ottenere quanto dovuto a titolo di risarcimento direttamente dallo stupratore e quindi non avrebbe diritto a richiedere il medesimo risarcimento da parte dello Stato.

Ma lo stupratore non ha reddito e non ha beni, pertanto non può risarcirla.

Ma la cosa più assurda, è che sebbene la legge lo preveda, lo Stato si sia rifiutato di risarcirla. Così dopo il danno anche la beffa.

Rapinata e violentata sotto casa, mentre rientrava dal lavoro, non avrà nessun risarcimento per questo dramma che l’accompagnerà per tutta la vita. Paura che la perseguita ancora.

Mestre, ritrovata bambina di 8 anni rapita da un conoscente del padre

Pubblicato il 14 Mag 2017 alle 10:08am

E’ stata ritrovata, e si trova ora a Zagabria con la madre, la bambina di otto anni sequestrata nella mattinata di ieri a Mestre da un conoscente del papa’. (altro…)

Omicidio Sara Di Pietrantonio, condannato all’ergastolo l’ex fidanzato

Pubblicato il 06 Mag 2017 alle 10:15am

E’ stato condannato all’ergastolo l’omicida della giovane Sara Di Pietrantonio, Vincenzo Paduano. Ex fidanzato che la bruciò il 29 maggio dello scorso anno a Roma dopo averla prima strangolata nel quartiere Magliana. (altro…)