cronaca

Delitto Elena Ceste: Cassazione conferma condanna a 30 anni al marito Michele Buoninconti

Pubblicato il 18 Mag 2018 alle 10:35am

Confermata dalla Cassazione la condanna a trenta anni di reclusione per l’ex vigile del fuoco Michele Buoninconti, accusato di aver ucciso la moglie Elena Ceste (37 anni, scomparsa dalla casa coniugale di Costigliole d’Asti, il 24 gennaio 2014. (altro…)

Perde il posto di lavoro ‘perché di colore’, un imprenditore le offre un’occupazione

Pubblicato il 05 Mag 2018 alle 6:56am

Fatima Sy, la senegalese che due giorni fa ha denunciato di non essere stata confermata nel posto di lavoro in una casa di riposo a Senigallia (Ancona) a causa del colore della sua pelle, “se vorrà venire a Firenze sarò ben lieto di prenderla con me a lavorare. E fin da ora mi metto in contatto con la prefettura di Ancona per dare a lei un’opportunità. Al razzismo si dice no. Sempre”. (altro…)

“Dormivano vegliate dal loro cane Margot”: ritrovate le gemelline di 4 anni scomparse nel bosco in Friuli

Pubblicato il 26 Apr 2018 alle 11:29am

Sono state ritrovate le due gemelline di 4 anni scomparse martedì sera a Tarcento, in provincia di Udine. Per ritrovarle si era attivata anche l’intera comunità, oltre a trecento uomini per le ricerche.

Le due piccole si erano perse nel bosco selvaggio del Monte Stella, fra tigli, rovi e crepacci. Con il buio, due bambine, Elisabetta e Adele, hanno deciso di fermarsi ai piedi di un aspro declivio, e lì sono rimaste per cinque ore, finendo col addormentarsi accanto a Margot, il loro pitbull che pare le abbia vegliate per tutta la notte senza mai allontanarsi.

Adele ed Elisabetta stavano giocando con due cani nel giardino della propria abitazione, con un pitbull e un pincher quando sono sparite nel nulla. Avevano aperto il cancello con un bastone e Margot, il pitbull che le ha vegliate era uscita. Volevano riprenderla e così sono finite nel bosco. Solo il pincher era rientrato a casa, mentre il pitbull Margot era rimasta a vegliarle come una sentinella fino all’arrivo dei soccorritori.

Macerata, uccisa e fatta a pezzi giovane 18enne, Pamela Mastropietro: Oseghale accusato anche di vilipendio di cadavere

Pubblicato il 02 Feb 2018 alle 12:44pm

I vestiti insanguinati di Pamela Mastropietro, assassinata e smembrata, sono stati ritrovati nell’abitazione di via Spalato a Macerata dove abitava da solo, Innocent Oseghale, 29 anni, nigeriano con precedenti per spaccio di droga.

Le tracce ematiche sul balcone, due testimoni che lo hanno visto in compagnia della ragazza diciottenne e mentre abbandonava i due trolley contenenti il corpo fatto a pezzi a Pollenza.

La giovane si era allontanata dalla comunità di recupero Pars di Corridonia. L’uomo è anche accusato di vilipendio di cadavere.

Dopo una notte di accertamenti e un lungo interrogatorio è stato fermato per omicidio e occultamento di cadavere, anche se l’autopsia non ha sciolto ancora il giallo sulle cause della morte, e cioè se la ragazza è stata uccisa o è rimasta vittima di una overdose. Domani la convalida dell’arresto.

Esplosione in appartamento a Sesto San Giovanni, 6 feriti

Pubblicato il 14 Gen 2018 alle 12:05pm

Una forte esplosione, le cui cause sono ancora da chiarire, ha distrutto l’ultimo piano di un edificio a Sesto San Giovanni, nel Milanese. L’esplosione, avvenuta intorno alle 5 di questa mattina, in via Villoresi, ha coinvolto due nuclei familiari causando 6 feriti, tra cui anche un bambino, cinque erano in un appartamento e uno in un altro. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco e le ambulanze del 118.

Il sesto ferito, una persona di 73 anni, che viveva nell’altro appartamento, ha riportato ustioni di secondo grado. Ciò fa supporre che l’esplosione, sulla cui causa stanno indagando i vigili del fuoco, sia avvenuta nell’appartamento di quest’ultimo. Tre feriti sono stati portati al Niguarda, tra cui l’ustionato, e tre all’ospedale San Raffaele. Nessun passante, vista anche l’ora dello scoppio, è rimasto colpito dalla caduta dei calcinacci sulla strada.

Scomparsa pittrice Renata Rapposelli, indagato il figlio e l’ex marito

Pubblicato il 04 Nov 2017 alle 7:23am

Ci sono due indagati per concorso in omicidio per il giallo di Renata Rapposelli, la pittrice di 64 anni scomparsa il 9 ottobre al rientro da un viaggio a Giulianova. L’ex marito l’avrebbe lasciata a due chilometri da Loreto, senza riaccompagnarla a casa, ad Ancona, al culmine di un litigio. Gli indagati sono l’ex marito e il figlio della donna. (altro…)

Emanuela Orlandi, giallo sul dossier: “Il Vaticano spese 483 milioni fino al 1997”

Pubblicato il 18 Set 2017 alle 9:04am

Un nuovo inquietante documento apre un nuovo capitolo sulla vicenda di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa dalla Città del Vaticano il 22 giugno del 1983. (altro…)

Milano, modella inglese sequestrata, drogata, venduta sul web

Pubblicato il 05 Ago 2017 alle 9:59am

E’ una storia orribile quella raccontata dal Corriere della Sera, che vede protagonista una giovane modella britannica che è stata prima stata sequestrata per una settimana e poi messa in vendita sul depp web per la cifra di 300mila euro come schiava sessuale. Il suo carceriere, un polacco, arrestato, ma dietro di lui ci sarebbe un gruppo organizzato, denominato “Black death” (“Morte nera”).

Tutto ha inizio l’11 luglio scorso quando la ragazza inglese ventenne è stata attirata a Milano per un finto set fotografico. Atterrata a Linate si dirige in via Bianconi 7, in zona Navigli. Qui la giovane trova in un appartamento il set fotografico organizzato, ma anche un polacco che prima la droga e poi crea per lei un annuncio nel deep web, internet dove si commercia illegalmente, nel quale la giovane deve essere venduta per 300mila euro pagabili in bitcoin.

Per sette giorni la 20enne è in balia dell’uomo. Il suo agente, preoccupato, non avendo sue notizie si rivolge al consolato inglese.

Partono le indagini. L’uomo sentendosi minacciato il 17 luglio libera la ragazza adducendo come motivazione il fatto che la sua rapita aveva un figlio di due anni e le sue “regole” escludevano la vendita di madri. Ma prima di rilasciarla le chiede un riscatto: “Non parlare con nessuno, fammi avere 50mila euro o ti eliminiamo”.

Il polacco porta la 20enne al consolato britannico dove la deposita con l’intenzione di dileguarsi. Lì ad attenderlo ci sono gli uomini della Squadra Mobile e così finisce l’incubo per la giovane modella e inizia la fase processuale per i pm Ilda Boccassini e Paolo Storari che chiedono un incidente probatorio per interrogare subito i protagonisti e cristallizzare i ricordi, soprattutto della ragazza.

Molte le prove che attestano quanto è avvenuto. Il capello della vittima ritrovato nel bagagliaio dell’uomo in stato di fermo, insieme alle sue tracce biologiche, i riscontri tossicologici nel sangue della giovane che mostrano che è stata drogata con ketamina (farmaco usato per stordire i cavalli), i telefoni e i computer che dimostrano come l’annuncio e le richieste di denaro siano partiti dai dispositivi del polacco e infine le foto della casa-lager che immortalano la ragazza ammanettata e stordita.

Omicidio Erika Preti, confessa il fidanzato: “L’ho uccisa io durante una lite per le briciole sul tavolo”

Pubblicato il 23 Lug 2017 alle 9:33am

Dimitri Fricano, trentenne di Biella, ha confessato l’omicidio della fidanzata Erika Preti, 28 anni, avvenuto il 12 giugno a San Teodoro, nel nord della Sardegna, dove la coppia si trovava in vacanza. Il giovane era l’unico indagato per omicidio volontario. (altro…)

Confermato ergastolo a Massimo Bossetti, i suoi legali: “Processo farsa, ricorreremo in Cassazione”

Pubblicato il 18 Lug 2017 alle 2:55pm

Claudio Salvagni, uno dei difensori di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo anche dalla Corte di Appello di Brescia, per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha lanciato, all’indomani della sentenza una vera e propria provocazione, dicendo: “Il Parlamento faccia una norma: perché se c’è il Dna non si faccia nemmeno il processo, altrimenti è una farsa”.

Il legale sostiene infatti che il Dna presenta “numerose anomalie” e la procedura seguita non ha rispettato i criteri stabiliti dalla comunità scientifica internazionale.

In ambienti giudiziari, il giorno dopo la sentenza, si apprende che è stata una camera di consiglio “normale”, nonostante le 15 ore di camera di consiglio, in linea con i tempi richiesti da una processo complesso.

I giudici hanno dato ragione al procuratore generale, Mario Martani, che aveva chiesto la conferma della sentenza emessa un anno fa dal Tribunale di Bergamo. Bossetti è rimasto impassibile al momento della lettura del verdetto. Poi, come ha riferito uno dei suoi legali, ha “pianto” nella sua gabbia.

Il legale ha aggiunto, insieme a Paolo Camporini: “Aspettiamo le motivazioni ma il ricorso in Cassazione è scontato. Questa sera abbiamo assistito alla sconfitta della giustizia”. Il muratore prima di lasciare l’aula, scortato dalla polizia penitenziaria, ha avuto solo il tempo di salutare la mamma. Presente anche la moglie dell’imputato.

“Giustizia è stata fatta”: questo invece il commento dell’ avvocato di parte civile, dell famiglia Gambriasio, Enrico Pelillo.