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Cina, virus misterioso: “Confermata la trasmissione da uomo a uomo”. Consigli aeroporti per chi viaggia

Pubblicato il 22 Gen 2020 alle 8:02am

Si parla di quattro o cinque voli al giorno, circa sessanta in totale a fine mese, che finiranno al centro dei controlli delle autorità italiane dopo che l’allarme per un virus misterioso scoperto in Cina è stato lanciato anche in Italia. Verranno controllati tutti i voli dell’aeroporto di Fiumicino e di Malpensa, provenienti da diverse città della Cina e in particolari quelli diretti e indiretti in arrivo dalla città di Wuhan, dov’è in corso un’epidemia di polmonite causata proprio da questo virus fino ad ora sconosciuto e che ha causato, per ora, la morte di almeno sei persone.

In totale sono sette le compagnie a cui la direzione sanitaria dell’aeroporto soprattutto romano ha chiesto controlli accurati su passeggeri ed equipaggi.

I consigli del ministero della Salute per i viaggiatori

Affisso negli aeroporti, un volantino con i consigli del ministero della Salute:

Nella città di Wuhan, Cina è in corso un’epidemia di polmonite. Identificata la causa in un nuovo coronavirus 2019-nCoV non si conoscono le modalità di trasmissione.

I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie.

Consultate il vostro medico curante per essere informati sulle misure di igiene da applicare per prevenire le malattie respiratorie e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio

• valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari AL VOSTRO ARRIVO applicate misure igieniche quali:

– Lavate frequentemente le mani con acqua e sapone – Coprite la bocca e il naso con un fazzoletto quando starnutite o tossite (non con le mani) – Evitate il contatto con persone affette da malattie respiratorie – Evitate luoghi troppo affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi – Evitate di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti – Rivolgetevi a un medico o a una struttura sanitaria qualora compaiano sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) – Non mettetevi in viaggio se siete malati – Per qualsiasi necessità contattare la Vostra Ambasciata o il Vostro Consolato

Consigli ai viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan, Cina Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria. AL VOSTRO RITORNO IN ITALIA se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio.

Il coronavirus cinese che ha già colpito, secondo alcune stime, 1.700 persone, uccidendone sei si può trasmettere anche da uomo a uomo. Un team di esperti della National Health Commission cinese ha infatti confermato, nella giornata di ieri, che il nuovo ‘misterioso’ coronavirus, che provoca una malattia simile alla polmonite, si trasmette da persona a persona. Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong, ha fatto sapere il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan.

Influenza, la Campania la regione più colpita

Pubblicato il 08 Gen 2020 alle 6:55am

Secondo i dati raccolti da “Influnet”, il sistema di sorveglianza della sindrome influenzale, la Campania è una delle regioni più colpite dal virus influenzale.

I bambini i più colpiti: “Negli studi dei pediatri di famiglia- sostiene infatti Antonio D’Avino, vicepresidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) – sono aumentate enormemente le visite per influenza. Ad essere maggiormente colpiti risultano i bambini al di sotto dei cinque anni, e solo grazie alla chiusura delle scuole per le festività natalizie abbiamo registrato, nell’ultima settimana del 2019, un lieve calo dei casi”.

Secondo l’esperto, vi sono precauzioni semplici ma essenziali da seguire per evitare la diffusione del virus, indicate dal Ministero della Salute sul proprio sito:

1. evitare luoghi affollati,

2. lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone o, in alternativa, con soluzioni detergenti a base di alcol oppure salviettine disinfettanti,

3. aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna.

Difterite, morto un bimbo, torna la malattia in Europa

Pubblicato il 14 Dic 2019 alle 7:36am

A oltre 40 anni dall’ultimo caso autoctono, in Grecia è tornata anche la difterite, che ha colpito un bambino piccolo di soli otto anni, morto a seguito della malattia. L’episodio è stato riportato dai media locali e confermato nel’ultimo report dell’European Center for Disease Control (Ecdc).

Il bimbo, riferisce il quotidiano online Ethnos.gr, è arrivato in ospedale in gravi condizioni, ed è morto pochi giorni dopo il ricovero ospedaliero e terapia intensiva nell’ospedale pediatrico di Atene. In un primo momento era stato riportato dai media locali che il bimbo fosse in realtà non vaccinato, la notizia però non è stata poi confermata ufficialmente.

«L’ultimo caso registrato di difterite in Grecia è stato un caso importato nel 1994 – scrive l’Ecdc – mentre l’ultimo caso autoctono letale agli anni ’70. La malattia in un individuo completamente vaccinato è molto rara. Tuttavia la difterite è stata implicata nella morte di diversi bambini non vaccinati in Europa negli anni più recenti».

Solo nel 2018 morte 140mila persone per morbillo. Soprattutto bambini

Pubblicato il 11 Dic 2019 alle 6:35am

Solo nel 2018 sono state 140mila, le vittime morte per morbillo. Soprattutto bambini di meno di 5 anni. Dati impressionanti per una malattia evitabile con la vaccinazione e che denota un fallimento collettivo, spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il fatto che un bambino muoia a causa di una malattia prevenibile tramite la vaccinazione è francamente un’offesa”, (in inglese outrage, una cosa che indigna), ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreysus, direttore generale dell’Oms, “e un fallimento collettivo nella protezione dei bambini più vulnerabili in tutto il mondo”.

“Per salvare vite dobbiamo assicurare che ogni persona possa beneficiare dei vaccini”, prosegue il direttore Oms, “il che implica di investire nell’immunizzazione e nella qualità delle cure sanitarie come un diritto per tutti”. I paesi più colpiti dalle epidemie, con circa la metà dei casi verificati ed esaminati, sono Congo, Liberia, Madagascar, Somalia e Ucraina. E il 2019 vede purtroppo in prima linea le isole Samoa.

Il problema del morbillo non riguarda però soltanto i paesi a medio-basso reddito ma anche Usa, dove si è registrato il più alto numero di casi degli ultimi 25 anni, mentre in ben quattro paesi europei – Albania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito – il morbillo, che era stato completamente eliminato, ha fatto la sua ricomparsa.

In Africa, si sono registrati 1,8 milioni di contagi con quasi 53mila morti, in America (sia del Nord, sia centrale sia del Sud), quasi 84mila i casi, verificati, nelle regioni del Mediterraneo orientale quasi 3 milioni di casi e 49mila morti, in Europa (862mila).

Morbillo continua a diffondersi in Europa. Nel 2018 trentacinque morti

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 8:06am

Il morbillo continua a diffondersi in Europa, complice anche del fatto che vi è un’insufficiente copertura vaccinale nella maggiore parte dei casi e dei Paesi coinvolti. Vasti focolai epidemici con morti continuano ad esserci in Romania, Francia, Grecia e Italia e nel 2018 35 le persone morte a causa del morbillo, di cui 23 in Romania, 7 in Italia, 3 in Francia e 2 in Grecia. A novembre il numero di casi non ha smesso di crescere rispetto al mese di settembre e ottobre scorsi, soprattutto in Polonia e Portogallo.

Complessivamente tra dicembre 2017 e novembre 2018, in tutta Europa sono stati segnalati 12.790 casi di morbillo, di cui il 70% confermato in laboratorio. Il primato spetta alla Francia (2.921), seguita da Grecia (2.634), Italia (2.548), Romania (1.346) e Regno Unito (984). Il 30% delle persone colpite sono stati bambini con meno di 5 anni di età, e il 51% giovani e adulti dai 15 anni in su. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2017 solo 4 paesi europei (Ungheria, Portogallo, Slovacchia e Svezia) hanno raggiunto la soglia del 95% di copertura vacciale con entrambe le dosi.

Pavia: epidemia di polmonite negli anziani. La colpa è dell’aria condizionata

Pubblicato il 08 Ago 2018 alle 11:33am

“Attenzione all’aria condizionata e agli sbalzi di temperature”. Questi i consigli degli esperti per il periodo estivo, in generale ovunque, ma soprattutto a Pavia. (altro…)

Rapporti non protetti, boom di epatite A e allerta gonorrea, ecco perché

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 7:46am

Nel 2017 è stata registrata una grande epidemia di epatite A che ha colpito gran parte dell’Europa e anche l’Italia, raggiungendo proporzioni spropositate con un’incidenza pari a 6,9 casi per 100.000 abitanti, facendo registrare ben 3.426 casi. (altro…)

Influenza, quella che si contrae dipende molto dall’anno di nascita

Pubblicato il 13 Nov 2016 alle 8:09am

L’influenza che si contrae potrebbe dipendere, almeno in parte, dall’anno di nascita. A svelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science.

Le persone sviluppano una diversa immunità a seconda del primo ceppo virale che le colpisce. Nel corso degli anni si è rilevato che circolano ceppi differenti, ecco perchè ha molta importanza anche l’anno di nascita. Perché molto dipende dalla risposta immunitaria e dal tipo di risposta a seconda dell’età.

Katelyn Gostic e il suo staff hanno notato che i bambini e i giovani tendevano a contrarre l’influenza causata dal ceppo virale H5N1, mentre gli anziani erano più colpiti dal virus H7N9.

L’H5N1 e l’H7N9 sono di gruppi distinti di ceppi virali, uno include le sigle H1, H2 e H5, l’altro le sigle H3 e H7. Il rischio di infezione sarebbe cambiato a partire dal 1968, quando è comparso il gruppo di virus rappresentato dall’H7N9.

Ecco perchè, le persone nate dopo il 1968 tendono ad avere gli antigeni contro quel ceppo, che agiscono anche contro i ceppi appartenenti allo stesso gruppo. Sono invece, più vulnerabili ai virus del gruppo rappresentato dall’H5N1.

Le persone nate prima del 1968 hanno un quadro esattamente opposto. Dal 1977 son arrivati entramlo studio le persone sviluppano una diversa immunità a seconda del primo ceppo virale che le colpisce. Nel corso degli anni circolano ceppi differenti, ecco pechè ha importanza l’anno di nascita.

Katelyn Gostic e il suo staff hanno partiti notato che i bambini e i giovani tendono a contrarre l’influenza causata dal ceppo virale H5N1, mentre gli anziani sono più colpiti dall’H7N9. L’H5N1 e l’H7N9 sono di gruppi distinti di ceppi virali, uno include le sigle H1, H2 e H5, l’altro le sigle H3 e H7. Il rischio di infezione è cambiato nel 1968, quando è comparso il gruppo di virus rappresentato dall’H7N9. Ecco perchè, le persone nate dopo il 1968 tendono ad avere gli antigeni contro quel ceppo, che agiscono anche contro i ceppi appartenenti allo stesso gruppo. Sono più vulnerabili ai virus del gruppo rappresentato dall’H5N1. Le persone nate prima del 1968 hanno un quadro esattamente contrario. Dal 1977 sono arrivati invece entrambi virus.

Ecco perchè l’anno di nascita può aiutare a prevedere, basandosi sulla struttura demografica della popolazione, la gravità di un’epidemia di influenza.

Virus Zika al centro dell’epidemia in Brasile

Pubblicato il 04 Gen 2016 alle 6:57am

Potrebbe esservi il virus Zika al centro dell’epidemia di microcefalia che nel 2015 si è registrata in Brasile.

Una malformazione neurologica che porta con sé una ridotta crescita a sia del cervello che della circonferenza del cranio ma che in generale non si associa a problemi cognitivi.

La microcefalia può condurre a ritardi mentali, paralisi degli arti, epilessia, mal di testa o dolore alle articolazioni.

Visto il cospicuo numero di casi e di morti registrati che si sono verificati in Brasile, le autorità cercano di capire il motivo per cui si sarebbe verificato.

Il virus Zika si chiamerebbe in questo modo perché presente nelle scimmie che vivono nella foresta ugandese di Zika e sarebbe trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti ed Aedes Albopictus.

Al momento, però, non è certo che l’epidemia di microcefalia sia stata provocata proprio da questo virus perché il gran numero di casi si sarebbe verificato soltanto in Brasile e non in altri Paesi sudamericani e oceanici in cui il virus Zika è presente.

Il rischio più grande riguarderebbe le donne in gravidanza, con il pericolo che il feto nasca con microcefalite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già emanato un’allerta epidemiologica e l’attenzione è ora alta anche in Europa.

Si teme infatti che i casi possano aumentare e che il virus Zika possa espandersi anche in altri territori.

Nigeria, strana malattia, già 18 morti

Pubblicato il 20 Apr 2015 alle 7:01am

Nella città di Ode-Irele, nello Stato di Ondo, e sta diffondendo una brutta epidemia che ha fatto già 18 morti.

A darne notizia la Bbc. I sintomi presenti sarebbero alterazioni della vista, mal di testa e perdita di coscienza.

Questa malattia, di cui non si conosce ancora il nome, ha già causato in Nigeria la morte di 18 persone.

Esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono nelle zone dove si sono registrati i casi di decesso per cercare di identificare la malattia.