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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di madre e figlia a Pietracatella, in provincia di Campobasso, decedute lo scorso dicembre dopo essere state avvelenate con la ricina, secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi.

Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, è stato ascoltato negli uffici della Questura, dove si è trattenuto per diverse ore. Secondo le indiscrezioni, durante gli accertamenti sarebbe stato effettuato un confronto tra l’uomo e una donna sua amica.

Agli incontri investigativi hanno partecipato anche la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e il capo della Squadra Mobile Marco Graziano.

Gli esami effettuati in Germania

Un ulteriore elemento era emerso nei giorni precedenti. Il 19 agosto sono arrivati da Berlino i primi risultati degli esami del sangue effettuati su Gianni Di Vita e sulla sorella di Sara, Alice.

I prelievi erano stati eseguiti il 1° luglio, su richiesta della Procura di Larino, che aveva incaricato gli esperti tedeschi del Robert Koch Institute di verificare l’eventuale esposizione alla ricina attraverso la ricerca di specifici anticorpi.

Secondo quanto comunicato agli investigatori, nei campioni analizzati non sono emerse, al momento, evidenze di un’esposizione alla ricina.

L’inchiesta prosegue

Il risultato degli esami rappresenta un elemento dell’indagine, ma non chiude il caso. Gli investigatori continuano infatti a ricostruire la vicenda e ad analizzare i rapporti tra le persone coinvolte, cercando di comprendere cosa sia accaduto prima della morte delle due donne.

Il confronto in Questura rappresenta dunque un nuovo passaggio investigativo in un’inchiesta ancora aperta, nella quale gli inquirenti stanno cercando di mettere insieme tutti gli elementi disponibili.

ph credit the social post