Una famiglia di quattro persone è finita in ospedale dopo un’intossicazione da monossido di carbonio a Isola Vicentina, in provincia di Vicenza. A essere soccorsi sono stati due genitori e i loro figli, di 19 anni e appena 2 anni, trasferiti all’ospedale San Bortolo di Vicenza per ricevere le cure necessarie.
L’allarme è scattato poco prima delle 3 del mattino, quando è stata segnalata la situazione nell’appartamento in cui la famiglia stava trascorrendo la notte.
Un braciere con la carbonella tra le possibili cause
Secondo le prime ricostruzioni, all’interno dell’abitazione sarebbe stato utilizzato un braciere con della carbonella per riscaldare gli ambienti. La combustione, protrattasi durante la notte in un locale non adeguatamente ventilato, avrebbe provocato un accumulo di monossido di carbonio, coinvolgendo tutti i componenti della famiglia.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 e i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza. I quattro familiari sono stati quindi accompagnati all’ospedale San Bortolo di Vicenza.
Le cause e la dinamica dell’accaduto sono oggetto degli accertamenti del caso. Al momento, le informazioni disponibili non consentono di precisare ulteriormente le condizioni cliniche dei ricoverati.
Monossido di carbonio, un pericolo invisibile
Il monossido di carbonio è un gas particolarmente insidioso perché è incolore, inodore e non irritante: non è possibile riconoscerne la presenza attraverso i normali sensi. Può svilupparsi in seguito a una combustione incompleta di carbone, legna, gas e altri combustibili, soprattutto in ambienti chiusi o poco ventilati.
L’esposizione può provocare mal di testa, nausea, vertigini, debolezza e confusione. Nei casi più gravi può causare perdita di coscienza e mettere in pericolo la vita.
Per prevenire incidenti è fondamentale non utilizzare bracieri, barbecue o dispositivi a combustione non progettati per gli ambienti interni. Aprire una finestra non rende sicuro l’utilizzo di un braciere in casa.
In caso di sospetta intossicazione, bisogna raggiungere l’aria aperta senza esporsi ulteriormente al pericolo e chiamare immediatamente i soccorsi al 112 o al 118, senza rientrare nell’ambiente contaminato.
La vicenda di Isola Vicentina richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati ai sistemi improvvisati per riscaldare le abitazioni e sull’importanza di adottare precauzioni per proteggere tutti gli occupanti, soprattutto i bambini.