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Una studentessa universitaria di 19 anni ha raccontato di essere stata vittima di una violenza sessuale nel bagno della stazione della metropolitana di Cadorna, a Milano. L’episodio sarebbe avvenuto lunedì pomeriggio. La giovane è stata accompagnata alla Clinica Mangiagalli per ricevere assistenza sanitaria.

La vicenda è ora al vaglio delle forze dell’ordine, mentre viene mantenuto il massimo riserbo per tutelare la ragazza e la sua riservatezza.

La richiesta di aiuto partita dall’Università IULM

Dopo quanto sarebbe accaduto nella stazione della metropolitana, la 19enne si sarebbe recata all’Università IULM, dove ha raccontato l’episodio a un’amica e compagna di studi. È stata proprio quest’ultima a convincerla a chiedere aiuto all’ateneo.

In una nota, l’università ha precisato di aver immediatamente allertato i Carabinieri e il servizio di emergenza sanitaria 118, attivando i soccorsi. L’istituzione ha inoltre chiarito che il campus è stato il luogo dal quale è partita la richiesta di intervento, dopo che la giovane aveva confidato quanto riferito alla compagna.

Il trasferimento alla Clinica Mangiagalli

La studentessa è stata trasportata in codice giallo alla Clinica Mangiagalli di Milano, struttura specializzata nell’assistenza ostetrico-ginecologica e punto di riferimento anche per le donne che necessitano di cure dopo una possibile violenza sessuale.

Sul caso viene mantenuto il massimo riserbo, nel rispetto della privacy della ragazza e della delicatezza della vicenda.

Accertamenti in corso, nessuna denuncia formalizzata

Secondo le informazioni disponibili, al momento la giovane non avrebbe ancora formalizzato una denuncia. Saranno gli eventuali sviluppi investigativi a chiarire la dinamica dei fatti e le circostanze dell’episodio.

La vicenda riporta l’attenzione sull’importanza di garantire ascolto e sostegno alle persone che riferiscono di aver subito una violenza, evitando giudizi e ricostruzioni premature. In situazioni così delicate, la tutela della persona coinvolta e il rispetto dei tempi necessari per chiedere aiuto restano aspetti fondamentali.

La presunzione di innocenza e la necessità di verificare i fatti impongono prudenza, mentre alla giovane devono essere garantiti riservatezza, assistenza e protezione.