Mare e sole, consigliati per donne operate al seno?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 11 Giu 2018 alle ore 6:31am

Mare e sole, possono fare bene anche alle donne operate di cancro al seno. In molte però hanno paura di correre possibili rischi.

A fugare i loro timori arrivano dunque i cinque consigli dell’oncologo Giuseppe Petrella, docente di chirurgia generale dell’Università Tor Vergata di Roma, e del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club.

Gli esperti, infatti, sostengono che è però meglio aspettare almeno 3-6 mesi dall’operazione prima di esporsi al sole, per evitare che la cicatrice diventi ipertrofica e si irriti. Grazie alle suture intradermiche con punti riassorbibili, la qualità delle cicatrici post-intervento è migliorata moltissimo, ma se all’inizio la cicatrice è bianca dopo un mese diventa rossa perché c’è comunque un elemento irritativo.

Chi ha già trascorso i 6 mesi dall’operazione non ha bisogno di indossare particolari indumenti al di là del costume da bagno: basta una protezione solare molto alta, con un Spf superiore a 50, tranne in casi particolari in cui la cicatrice non si possa coprire neanche indossando un costume intero. In quel caso conviene indossare indumenti protettivi.

Fare il bagno al mare, sempre con la cicatrice coperta e non esposta al sole, non solo è possibile ma è addirittura consigliato da parte degli specialisti: nuotare anche, fa molto bene, soprattutto alle donne che hanno subito lo svuotamento ascellare perché questo tipo di attività fisica si favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

La regola fondamentale, indipendentemente dalla cicatrice che si ha, è sempre quella di esporsi al sole solo nelle prime ore del mattino o dopo le 17.

Discorso diverso per le donne che si stanno sottoponendo alla chemioterapia perché ci sono dei farmaci che possono provocare danni notevoli sulla cute e l’esposizione al sole può peggiorare queste situazioni.

Niente sole per un anno, anche per coloro che hanno fatto la radioterapia, a causa del problema relativo alle radiodermiti, delle teleangectasie e di tutta una serie di complicanze che possono generare.