mare

Inquinamento da mercurio oceani, raggiunto il punto più profondo

Pubblicato il 27 Giu 2020 alle 7:55am

L’inquinamento da mercurio generato dalle attività produttive umane ha raggiunto il picco e il punto più profondo degli oceani, la Fossa delle Marianne, entrando nella catena alimentare di uno degli ecosistemi marini più remoti del Pianeta, come dimostrano le tracce del metallo tossico rilevate in molte specie di pesci marini e crostacei da due ricerche indipendenti, presentate alla Conferenza Goldschmidt dell’università cinese di Tientsin e dall’università del Michigan. (altro…)

Le prime mascherine chirurgiche in cotone certificate dall’ISS sono italiane e venete

Pubblicato il 08 Giu 2020 alle 6:36am

Un team di donne guidate dall’imprenditrice veneta, Laura Pilotto, ha prodotto mascherine chirurgiche, lavabili ed idrorepellenti, in grado di proteggere dalla maggior parte dei virus e batteri, ovvero con un coefficiente BFE (Efficienza di Filtrazione Batterica) pari al 99%. Da pochi giorni l’Istituto Superiore di Sanità ha anche confermato la idoneità e innovatività delle mascherine chirurgiche lavabili prodotte da Ninfea Srl alla normativa tecnica e ai requisiti obbligatori richiesti (Norme UNI). Un’importante riconoscimento per la loro sicurezza di protezione. Un importante risultato per l’azienda, ma anche per l’ambiente, l’Italia intera e tutti quanti noi.

L’ “UNEP Frontiers Report-Emerging Issues of Environmental Concern”, il Rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ha inserito già da alcuni anni l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali più emergenti e distruttive del mondo. Viene stimato che ogni anno finiscano nei nostri mari ed oceani 8 milioni di tonnellate di plastica e, secondo stime fatte dalle Nazioni Unite, se non si interviene subito per il 2050 in mare ci sarà più plastica che pesce da mangiare.

Se a questi quantitativi si vanno ad aggiungere gli enormi volumi di mascherine e guanti monouso prodotti e in produzione in tutto il mondo il disastro ambientale è già annunciato. Infatti un po’ per il vento, un po’ per l’uomo finiscono in acqua e per terra.

Moda mare, il costume intero perfetto durante il Covid 19

Pubblicato il 04 Giu 2020 alle 6:46am

Il costume intero è avvolgente e sensuale. Capace di sottolineare ogni fisicità, con il risultato di stare bene ad ogni donna. Apparire pratico ed elegante per ogni occasione. (altro…)

Fase 2: Inail-Iss, ecco come staremo in spiaggia e mangeremo al ristorante

Pubblicato il 15 Mag 2020 alle 6:49am

Protocolli “insostenibili”, per ridurre un terzo dei posti al ristorante e ancora di più negli stabilimenti balneari, provocando “gravi danni” a tutto il settore. E’ questo, secondo quanto si apprende, il messaggio che stanno dando le associazioni delle imprese al governo, nel corso dell’incontro con il ministro Stefano Patuanelli. Se si volesse riaprire seguendo certi criteri indicati dall’Inail-Iss, la cosa sarebbe veramente molto complicata da gestire e sostenere. Anche molto stressante per i vacanzieri stessi.

Inail e Iss hanno pubblicato due documenti tecnici, uno sulla balneazione, l’altro sulla ristorazione. Nel primo caso si tratta di un’analisi di rischio e presenta le misure di contenimento del contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. L’altro è un’ipotesi di rimodulazione delle misure nel settore della ristorazione.

ECCO NEL DETTAGLIO:

Piscine chiuse negli stabilimenti – Vietato l’uso delle piscine negli stabilimenti. “Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a 4 metri e mezzo. Da evitare, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo, nonché, l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Negli stabilimenti con prenotazione – “Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata”.

Distanza lettini sulla battigia due metri – Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri e “le distanze, potranno essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – oltre all’attività ludico sportiva, giochi di gruppo, anche feste ed eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie – Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti “la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”.

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale – “Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”- Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell’emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso ” evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Su spiagge libere decisioni locali – Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere – si legge – cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line.Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi” essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti”. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

4 metri a cliente in ristoranti, no a buffet – Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si sottolinea anche l’importanza dell’introduzione della prenotazione obbligatoria. ” Il layout dei locali di ristorazione – si legge – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli – anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. Vanno eliminati – si legge ancora – modalità di servizio a buffet o similari.

Perché bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno

Pubblicato il 09 Ago 2019 alle 6:15am

Un valido alleato per la salute è l’acqua. Umberto Solimene, dell’Università degli Studi di Milano, suggerisce di consumarne almeno 8 bicchieri al giorno. (altro…)

Congestione digestiva dopo il bagno, come si presenta e cosa fare

Pubblicato il 10 Lug 2019 alle 7:55am

Parliamo di congestione digestiva ogni qualvolta si avverte un brusco calo della temperatura interna. Il flusso sanguigno si sposta dall’addome, dove si era accumulato in quantità superiori al solito per agevolare la digestione, fino a riscaldare il corpo e provocare di fatto un blocco del processo digestivo. Quando mangiamo infatti il sangue si sposta verso gli organi digestivi, dove porta l’ossigeno necessario per la trasformazione del cibo, nel momento in cui la temperatura corporea però cala improvvisamente, il flusso sanguigno diminuisce e si sposta nelle zone più periferiche rallentando pertanto i processi digestivi e causando malessere. (altro…)

Cellulare in spiaggia, come non disturbare

Pubblicato il 07 Lug 2019 alle 7:31am

Quante volte siamo “molestati” dal comportamento incivile del nostro vicino di lettino in spiaggia? Riusciamo davvero a “staccare” e a goderci appieno le vacanze, oppure tendiamo sempre a dare un occhio o un orecchio al nostro smartphone? Il Trend Radar di Samsung ha scoperto che su 1.500 giovani tra i 25 e i 35 anni, ha voluto indagare i comportamenti legati allo smartphone nel corso dell’estate, alla scoperta di come la vita da spiaggia si combini sempre di più con la tecnologia. (altro…)

Prova costume e stress psicofisico, perché?

Pubblicato il 25 Giu 2019 alle 7:04am

Secondo un recente studio condotto dal National Center for Biotechnology Information, basare la propria identità sociale sulla forma fisica contribuisce all’aumento di peso e cattiva salute.

Complice uno stile di vita sedentario (16%) e poca attenzione nei confronti dell’alimentazione (33%), il 54% degli adulti si sente impreparato alla prova costume, ogni anno. Con conseguenti crisi d’ansia e abbassamento dell’autostima.

A dirlo anche un recente pubblicato su In a Bottle (www.inabottle.it) condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.300 italiani fra i 20 e i 55 anni, cui è stato chiesto quanto si sentano fisicamente pronti all’estate.

Ebbene, è emerso che per il 21% delle persone non è il momento ideale per spogliarsi in pubblico, e il 33% si dichiara poco contento della propria silhouette. L’idea di dover esibire più leggeri o costumi da bagno genera ansia nel 38% delle persone intervistate a causa del probabile giudizio altrui, minore autostima (22%) e, in alcuni casi, perfino depressione (17%).

Secondo gli esperti è più probabile che il cambiamento avvenga quando si apportano modifiche basate su chi si è piuttosto che su come si pensa di essere percepiti. Per questo motivo, per rimettersi in forma, occorre fare scelte allineate con i propri valori e abitudini, senza legarli a fattori esterni.

Ma perché si sente il bisogno di una “remise en forme” in vista dell’estate? La maggior parte degli intervistati (35%) dice poiché vuole fare bella figura con gli altri, mentre c’è chi lo fa per fare conquiste è il 22%, contro il 28% che punta invece semplicemente allo star bene con se stessi.

Per 6 italiani su 10 (62%) la zona che più suscita preoccupazione è il girovita, a seguire glutei (55%), cosce (43%) e braccia (32%).

Carlo Galimberti, psicologo sociale della comunicazione presso l’Università Cattolica di Milano, è convinto che l’approccio giusto per tornare in forma sia legato al concetto di “Psicologia Positiva”, che “consiste nel considerare i fenomeni della vita psichica in riferimento a 3 dimensioni: edonica (ciò che ci dà piacere), eudemonica (legata agli aspetti valoriali che portano all’autorealizzazione) e sociale (la qualità dell’interazione con gli altri).

Per quanto riguarda la prova costume, le attività avviate devono rispondere a questi tre aspetti fondamentali affinché vengano vissute in modo sano: dobbiamo essere indirizzati verso cose che ci piacciono, che non vengano percepite come obbligo e che si sposino con i nostri valori, in questo caso lo stare bene con se stessi viene prima di ogni cosa, anche del sentirsi in forma”.

E per tornare in forma, il 48% degli italiani pensa a condurre una dieta ferrea, mentre il 33% a iscriversi in palestra a corsi “last minute”, e ancora il 23% ad abolire dolci e gelati, infine il 28% aumenterà il consumo di acqua, frutta e verdura (28%).

“Per ritrovare o mantenere la giusta forma fisica – consiglia Maurizio Fiocca, Nutrizionista e docente di Scienze dell’Alimentazione a Milano – l’idratazione risulta fondamentale. Tutti i processi enzimatici, biochimici nel nostro organismo avvengono in presenza di acqua. Una mancanza di acqua porta a una riduzione dell’efficienza delle operazioni metaboliche. Soprattutto per le donne, più esposte a problemi legati alla ritenzione idrica e alla circolazione al livello delle gambe, avere un aumento del consumo di acqua permette un migliore drenaggio e una riduzione dell’effetto buccia d’arancia”.

I benefici del mare sulla salute

Pubblicato il 04 Giu 2019 alle 6:56am

Molte volte, per determinate patologie, e per chi ne ha le possibilità, i medici prescrivono di andare al mare, con una certa regolarità. (altro…)

Baubeach diventa lido ecofriendly

Pubblicato il 17 Apr 2019 alle 1:09pm

Comincia il prossimo 19 aprile la stagione estiva della Baubeach, la spiaggia per cani ecofriendly di Maccarese, vicino Roma che quest’anno tra le tante novità apre anche una BauSpa organizzata da yolettatori professionisti, per cui sarà possibile tornare a casa dopo la giornata al mare, con il cane profumato e asciutto, sempre nel rispetto dell’ambiente, grazie all’utilizzo di prodotti biocompatibili. (altro…)