Consigli

Linee guida Oms per prevenire la demenza

Pubblicato il 17 Mag 2019 alle 10:00am

L’Oms ha appena pubblicato le prime linee guida con le indicazioni per prevenire l’insorgenza delle demenze, che secondo gli esperti costano l’1,1% del Pil globale.

Le persone possono ridurre il rischio di demenza con l’esercizio regolare, affermano le linee guida degli esperti, evitando di fumare e di bere alcol, tenendo sotto controllo peso, pressione, colesterolo e glicemia, mentre non ci sono sufficienti evidenze che evidenziano come l’utilizzo di supplementi, come quelli di vitamine B ed E, possano avere un effetto benefico. “Nei prossimi 30 anni il numero di persone con demenza potrebbe triplicare – afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre il rischio. Le evidenze scientifiche raccolte da queste linee guida confermano ciò che sospettavamo da qualche tempo, cioè che ciò che è buono per il cuore è buono anche per il cervello”.

Oggi si stima che ogni anno nel mondo ci siano 10 milioni di nuove diagnosi di demenza, con il numero totale che raggiungerà i 152 milioni nel 2050. Alla riduzione dei fattori di rischio, sottolinea l’Organizzazione Mondiale della sanità, devono poi seguire anche altri azioni, come il rafforzamento della raccolta dei dati agli interventi su diagnosi, trattamenti e assistenza al supporto delle persone con la malattia a una maggiore ricerca e innovazione sul tema. La malattia è uno dei principali fattori di disabilità negli anziani, e il suo costo per la società potrebbe crescere fino a duemila miliardi di dollari l’anno nel 2030.

Allarme virus para-influenzali, come difendersi in questo periodo

Pubblicato il 06 Mag 2019 alle 6:27am

Anche in questo mese di maggio appena cominciato, le temperature cambiano di continuo, in quanto, si passa velocemente da picchi di caldo a picchi di freddo. A causa di questi continui sbalzi di temperatura, dicono gli esperti, sono diverse le forme di virus para-influenzali che ci sono in giro e che stanno mettendo ko tantissime persone.

L’influenza sembra non essere terminata. Sono circa 150-200 mila gli italiani a settimana che si trovano a dover fare i conti con i sintomi para-influenzali. Numerose infatti sono le persone con raffreddore, mal di gola e problemi gastrointestinali. Ed ancora quelle con crampi addominali, diarrea, vomito e talvolta anche febbre.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, conferma che queste forme gastrointestinali, in questo specifico periodo dell’anno, sono decisamente le più diffuse. Colpiscono a tutte le età e molto spesso a fare da veicolo di trasmissione sono i bambini. Che a loro volta li trasmettono ai genitori, mamme in gravidanza, fratellini più grandi ed infine persone anziane.

Per contrastare i virus para- influenzali, il virologo Pregliasco consiglia di esporsi il meno possibile a sbalzi termici. Vestirsi a “a cipolla”, evitare il contagio lavandosi spesso le mani soprattutto se frequenti di luoghi e mezzi pubblici durante la giornata.

“L’effetto di questi virus para- influenzali dura in circa tre – quattro giorni. Si invita chi li contrae a ricorrere a un’automedicazione responsabile. Bisogna anche prestare molta attenzione all’alimentazione e all’idratazione soprattutto in caso di febbre. Il riposo è di vitale importanza. In caso di disturbi gastro- intestinali non bisogna mai eccedere con gli antidiarroici ma optare per i probiotici e a un’igiene molto attenta”.

Allergie primaverili: vediamo come combatterle con rimedi naturali

Pubblicato il 30 Apr 2019 alle 12:56pm

Non tutti sanno che una sana alimentazione, può essere anche un’ottima alleata contro i disturbi di stagione derivanti da infiammazioni e allergie agendo come un autentico antistaminico naturale. Ecco dunque allora un vademecum di cibi “amici” da non far mancare nella nostra alimentazione nel periodo primaverile. (altro…)

Coldiretti, 1 Maggio, oltre 5 milioni di italiani in vacanza. Come fare il pic nic

Pubblicato il 28 Apr 2019 alle 6:55am

Sono oltre cinque milioni gli italiani che trascorreranno una giornata all’aperto in occasione della festa del 1 Maggio, per molti anche la possibilità di poter fare un ponte lungo. Molti, non rinunceranno, visto che le previsioni meteo sono buone, alla tradizionale gita fuori porta, ma anche al tradizione picnic, a contatto con la natura o dentro o fuori le città. A rilevare l’andamento è un’analisi Coldiretti\Ixè che per l’occasione presenta un decalogo dell’eco-picnic con istruzioni su come effettuarlo.

Tra le istruzioni, quelle di scegliere un luogo adatto privilegiando gli spazi attrezzati e facendo attenzione a non danneggiare aree protette o campi coltivati, di acquistare alimenti sfusi invece che confezionati in modo da “tagliare” gli imballaggi che pesano sull’ambiente, di utilizzare prodotti a Km zero, di fare grigliate in sicurezza e di usare piatti e bicchieri biodegradabili che consentono di evitare l’uso delle stoviglie.

Dal punto di vista enogastronomico l’organizzazione agricola segnala che tra i piatti più gettonati nei picnic ci sono fave e pecorino, lasagne, salumi, formaggi, uova sode, insalate di riso, di verdure, grigliate da fare sul posto a base di carne, pesce e verdure. Non mancano poi, precisa la Coldiretti, polpette, frittate di pasta o di verdure, pizze, focacce, ratatouille e macedonia, ma anche colomba farcita da creme realizzate con la “cucina del giorno dopo” favorita dalla positiva tendenza a ridurre gli sprechi.

Fame emotiva, come superarla

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 12:57pm

La fame emotiva è un comportamento alimentare che spinge a chi ce l’ha ad utilizzare il cibo in maniera inappropriata, come fonte di sfogo delle proprie frustrazioni, emozioni negative: rabbia, tristezza, malinconia, sgomento, abbandono. Sono le principali cause scatenanti di un bisogno di mangiare per sentirsi meglio.

In questi casi la voglia di mangiare non serve a rispondere a un bisogno fisiologico, ma a soddisfare un aspetto che è di natura psicologica: il fatto è che è molto difficile distinguere un attacco di fame emotiva dalla fame reale.

La fame emotiva si distingue da quella fisiologica in quanto si ha la sensazione che non si plachi con qualsiasi cibo ma ci porti a consumare i cibi cosiddetti spazzatura, come dolci, gelati, patatine, snack, noccioline, cioccolato e tutte le altre schifezze che fanno male alla salute e alla linea.

Spesso, a soffrire di fame emotiva, sono le persone più sensibili, buone e intelligenti. Questo non vuol dire essere deboli, ma semplicemente affrontare i problemi e le delusioni che sono più grandi di loro, attraverso il cibo, vista come una fonte di sfogo.

A volte basta una giornata storta, un litigio con il partner o semplicemente un momento di stanchezza per avere subito il bisogno di mangiare qualcosa di buono, dolce o salato che sia!

Solitamente la fame emotiva serve a superare le emozioni negative e ad ottenere dei momenti di piacere, relax, distensione e calma che pensiamo di non riuscire ad ottenere senza cibo.

Come combatterla?

1. Come prima cosa cercare di capire la causa

Ogni volta che state per buttarvi a capofitto sul cibo, fermatevi un attimo e pensate a cosa provate: rabbia? Tristezza? O è semplicemente fame?

2. Non mentite a voi stessi

Guardatevi dentro e scoprite in tutta onestà quali siano i possibili vantaggi quando vi sfogate con il cibo. Questo esercizio vi aiuterà a mettere a fuoco delle possibili alternative al cibo per sentirvi subito meglio.

3. Perdonate voi stessi

Anche se avete fame e la vostra è una fame emotiva e non riuscite ad vere la meglio, imparate ad accettare le vostre debolezze e a perdonarvi: se non lo farete non potrete agire e risolvere il problema.

4. Fate esercizio fisico

Fare attività fisica vi aiuta a scaricare stress, rabbia, tensioni e tristezza: in questo modo supererete le vostre emozioni negative che portano a sfogarti sul cibo.

5. Scegliete i cibi giusti

Quando la fame prende il sopravvento, tenete a portata di mano cibi sani e ricchi di fibre come frutta e verdura in modo da limitare i danni. Altrimenti poi dovrete fare i conti anche con la linea!

6. Fate il pieno di triptofano

Il triptofano è un amminoacido che si trova nel cacao, nella frutta secca e nei semi oleosi. Agisce sulla produzione della serotonina, l’ormone del piacere che aiuta a migliorare l’umore. Assumete un po’ di cacao nel latte ogni mattina!

Macchine da caffè espresso, le migliori del 2019

Pubblicato il 24 Gen 2019 alle 1:37pm

Le macchine da caffè tradizionali per l’espresso sono degli strumenti che permettono di poter godere di un ottimo caffè. Solitamente questo tipo di macchine riescono ad erogare prodotti affini come il cappuccino o caffè lungo. Una buona macchina tradizionale deve erogare acqua ad una temperatura di almeno 88°-96°, ed avere una pressione di circa 9bar affinché tutti gli aromi possano discogliersi e sprigionarsi nella tazza.

Le macchine da caffè tradizionali possono essere superautomatiche o manuali. Le prime fanno tutto da sole e sono rivolte in particolare agli intenditori. Le seconde, sono invece la versione casalinga delle macchine da bar.

Le macchine da caffè superautomatiche sono apprezzate in particolar modo per la loro praticità. Sono più costose di quelle tradizionali. Necessitano di maggiore dimestichezza per ottenere prestazioni più elevate.

Nelle macchine tradizionali il caffè va inserito in un filtro, e va pressato fino ad ottenere una superficie liscia.

A quel punto la maniglia portafiltro va attaccata alla macchina che è pronta per produrre il caffè. Buona parte delle macchine da caffè manuali erogano due tazzine di caffè.

Per riconoscere una buona macchina tradionale da caffè è necessario prendere in considerazioni alcuni aspetti. Distinguerla tra superautomatica o manuale.

Le macchine da caffè superautomatiche migliori permettono di scegliere l’intensità dell’aroma del caffè. Si può ottenere un caffè più o meno forte a seconda dei tuoi gusti. La pressione è meno importante rispetto alle macchine manuali. Le macchine migliori sono provviste di un boiler più potente per ottenere migliori cappuccini. Sono apprezzate per la facilità di utilizzo e di manutenzione. E’ importante che il contenitore del caffè sia mantenuto pulito per evitare la formazione di muffe.

Qui sotto vi proponiamo la classifica delle macchine del caffè e cappuccino migliori di febbraio 2019 .

1. De’Longhi macchina per caffè espresso superautomatica ECAM21.110.B Magnifica S prezzo € 387.83 2. DeLonghi EC 685 M Macchina per caffè Espresso Manuale, 1350 W, Acciaio Inossidabile prezzo tra € 230 – € 164.99 3. De’Longhi macchina per caffè espresso manuale EC685.BK Dedica Style prezzo tra € 230 – € 148 4. De’Longhi Magnifica S ECAM 21.117.SB prezzo tra € 362.48 – € 299.99 5. De’Longhi EN 560.B Nespresso Lattissima Touch Animation Macchina da Caffè prezzo tra € 299 – € 199.99 6. Gaggia RI8525/01 Carezza Deluxe – Macchina per il Caffè prezzo tra € 239.9 – € 147.98 7. De’Longhi macchina per caffè espresso manuale EC685.W Dedica Style prezzo tra € 230 – € 163.99 8. De’Longhi macchina per caffè espresso manuale ECZ351.W Scultura prezzo tra € 200 – € 138.99 9. Gaggia RI9403/11 Macchina per il caffè manuale prezzo € 313.6 – € 203.61 10. De’Longhi macchina per caffè espresso superautomatica ETAM29.510.SB Autentica prezzo tra € 600 – € 369.99

Le macchine da caffè manuali migliori sono quelle che consentono di riscaldare la tazzina così da avere un caffè che sia caldo per più tempo. Se volete poter godere di un buon cappuccino scegliete una macchina con areatore che possa essere inserito nella tazza. La manutenzione è molto semplice. Areatore, filtro e maniglia portafiltro vanno costantemente puliti. La macchine manuali necessitano di essere sottoposte a decalcificazione che varia da produttore a produttore.

Perché alcuni bambini urlano piuttosto che parlare?

Pubblicato il 22 Gen 2019 alle 6:26am

Per rispondere a questa domanda è sicuramente opportuno effettuare delle visite specialistiche più approfondite, tuttavia in linea teorica è possibile avanzare alcune ipotesi che possono determinare l’instaurarsi di questa condizione. Spesso motivo di grande apprensione nei familiari.

Tale situazione potrebbe riscontrarsi per fattori organici, come ad esempio difficoltà uditive, di qualunque gravità, poiché si tratta di condizioni che in ogni caso alterano la percezione uditiva del bambino. E pertanto, non si includono solamente bambini con disturbi strettamente circoscritti all’apparato uditivo, ma anche coloro che presentino frequenti episodi di otite e difficoltà respiratore croniche.

Un’ulteriore causa possibile è la disprassia verbale. Questo disturbo è caratterizzato da una difficoltà dell’apparato fono-articolatorio nel ricostruire uno schema motorio adeguato per permette una corretta produzione verbale, determinando così un’influenza negativa sull’inventario fonetico del bambino e le sue combinazioni fonotattiche. Alcune caratteristiche del linguaggio del bambino poi, con la disprassia sono proprio un linguaggio disprosodico (cioè con un’intonazione alterata, specialmente per quanto concerne velocità, ritmo, fluenza e timbro), produzione di pochi fonemi ed eventualmente distorsione dei fonemi più complessi.

Tuttavia non è da trascurare l’aspetto comportamentale; infatti bisogna considerare che un bambino che urla potrebbe anche semplicemente attuare una strategia comportamentale utile per attirare l’attenzione dell’adulto o per comunicare in un ambiente estremamente rumoroso. Trattandosi di casistica molto ampia, l’intervento di interesse logopedico vuole mirare a raggiungere il miglior risultato possibile a livello comunicativo attraverso il quadro precedentemente presentato.

Il trattamento per farlo parlare, includerà, pertanto, un counseling logopedico rivolto ai genitori riguardo le modalità comunicative più adeguate per rivolgersi al proprio bambino; inoltre potrà essere proposta una stimolazione uditivo-percettiva, una stimolazione cognitivo-linguistica o interventi di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, a seconda del quadro clinico riscontrato.

In ogni caso, dicono gli esperti, l’abitudine dell’urlare può determinare un’alterazione della voce fisiologica e, nel lungo termine, può anche dar luogo a problemi organici della voce.

Possibili cause La prima cosa da fare è analizzare il proprio stile familiare. Un bambino che utilizza in maniera inappropriata la voce, potrebbe semplicemente averlo appreso dalle modalità comunicative di cui si avvalgono i propri genitori; ad esempio, un bambino con genitori che utilizzano un tono di voce alto, difficilmente ne avrà uno diametralmente differente. Un altro fattore molto considerato è quello dello stile di vita dei genitori. Figure genitoriali con ritmi estremamente veloci nel lavoro e nella vita quotidiana potrebbero influenzare l’uso del tono della voce del bambino, che aumenterà per richiedere maggiori attenzioni nel crogiolo di stimoli ricevuti ordinariamente.

Tra queste risulta essere efficace:

– Regolare il timbro della propria voce: questo è il punto più spigoloso poiché consiste nel modificare una propria abitudine, tuttavia è imprescindibile perché il bambino utilizza le figure genitoriali come modelli. Al contrario è opportuno avvicinarsi al bambino e comunicare con lui utilizzando un tono di voce adeguato; – Ridurre eventuali rumori di sottofondo per creare un ambiente ottimale per modificare una modalità comunicativa abituale. Inoltre è comunque buona consuetudine, spegnere il televisore o la radio durante una qualunque conversazione. – Quando il bambino urla per ottenere qualcosa (ad esempio per una richiesta non necessaria dell’attenzione dei genitori o per l’acquisto di un giocattolo), il genitore che cede a un “capriccio” rafforza una modalità comportamentale sbagliata del bambino, che quindi implicitamente riconosce nell’urlo un buon mezzo per ottenere tutto ciò che vuole.

Piatti puliti, il nuovo libro di Gwyneth Paltrow

Pubblicato il 15 Gen 2019 alle 6:51am

Alimenti ‘puliti’: zuppe, lattuga rossa e verde, riso nero, carne bianca, mango, avocado, cetrioli, semi di chia, cioccolato vegano e aquafaba, ovvero l’acqua di cottura dei legumi ritenuta l’ingrediente vegano per eccellenza. E ancora cavolfiore, patate, piselli, menta, cumino, lime e sale kosher. Sono solo alcuni degli alimenti base usati da Gwyneth Paltrow per cucinare i suoi piatti puliti, come li definisce lei stessa, che fanno un gran bene alla nostra pelle, salute, sgonfiano e prevengono diversi disturbi fisici. I cibi che si contrappongono agli alimenti ‘tossici’, come merende e menù industriali, zucchero, glutine, latticini, carne rossa, soia, arachidi, melanzane, alcol e caffeina, che attaccano le pareti intestinali, favoriscono le allergie e le intolleranze, le reazioni infiammatorie e la cattiva digestione. Fra i cibi incriminati anche la mozzarella e la pasta, cibi per eccellenza italiani, ai quali si dovrebbe dire addio per evitare il patatrac intestinale.

“Ci vorrà qualche giorno per abituarsi all’assenza di questi cibi così consolatori ma rimuovendoli nel giro di ventuno giorni, questo il periodo soglia, vi sentirete più forti, con una pelle luminosa e non più gonfi. Deciderete poi se reintrodurre gli alimenti preferiti oppure proseguire con una alimentazione pulita. Vi garantisco che una volta intrapresa questa strada sarà facile proseguirla, – dice l’attrice americana nel nuovo libro di ricette, appena uscito negli Stati Uniti.

Giunta al suo terzo libro, la star questa volta pare voglia giustificarsi agli occhi dei detrattori che attaccano le sue (arbitrarie, l’accusano) lezioni salutistiche che le portano qualche grattacapo (l’ultimo, in ordine cronologico, in Inghilterra dove i suoi integratori per la gravidanza sono stati molto criticati dal mondo accademico). Nell’introduzione di ‘The clean plate’ (questo il titolo del nuovo testo che non sottintende ‘fate la scarpetta’ ma include ricette da lei ‘ripulite’ dagli ingredienti tossici), l’attrice si sente di precisare che la sua non è una vita di privazioni alimentari come in molti si aspettano. “Quando intendo ‘pulito’, – sottolinea Paltrow, – in molti pensano che io mi nutra di cibi come cavolo, latte d’avena, polvere di alghe ed erba di grano e chissà cos’altro che in realtà non ho mai mangiato. Seguo invece una ‘pulizia’ una volta all’anno anche se non mi piace punire il mio corpo con hamburger e whiskey il resto del tempo. Mangiare pulito come principio di base da seguire anche solo in periodi limitati è una scelta morale che non deve essere considerata una forma di punizione”.

Sebbene fra gli strumenti essenziali in cucina l’attrice includa accessori da centinaia di dollari, la maggior parte delle ricette sembra fattibile. Alcune sono etichettate come ‘veloci’ perché si preparano in meno di 30 minuti. Naturalmente ci sono menù per i vegani e gli intolleranti al glutine. “La vita è disordinata, tutti ci destreggiamo in troppe cose a cui non possiamo rinunciare ma sento sempre di più i miei amici ripetere il ritornello ‘non mi sento…in ottima forma’ – scrive nelle prime pagine di ‘The clean plate’ Gwyneth Paltrow che promette nuove energie a chi sposa la sua filosofia ‘pulita’ in cucina. Alle nuove ricette scritte di suo pugno segue la seconda parte del volume che include consigli sullo stile di vita e la prevenzione delle malattie ma, questa volta, a firma di medici e nutrizionisti.

Come prendersi cura del contorno occhi e attenuare efficacemente borse e occhiaie

Pubblicato il 01 Gen 2019 alle 7:07am

Sono tante le cause che possono determinare la comparsa di antiestetiche borse e occhiaie sotto gli occhi, e segni scuri che tolgono freschezza allo sguardo. (altro…)

Macchie scure sulle mani, quali creme comprare o rimedi naturali utilizzare

Pubblicato il 30 Dic 2018 alle 8:39am

Le macchie scure sulle mani sono un fenomeno abbastanza comune in molte donne di mezza età. L’iperpigmentazione della pelle è causata da diversi fattori, tra tutti uno squilibrio della melanina, condizione tipica delle persone più avanti con l’età. (altro…)