L’Italia si prepara ad affrontare nei prossimi decenni una trasformazione demografica profonda: meno abitanti, più anziani e un numero sempre più ridotto di famiglie con figli.
Secondo le proiezioni diffuse dall’Istat, dai 58,9 milioni di residenti registrati al 1° gennaio 2025 si potrebbe scendere a circa 55 milioni nel 2050, fino ad arrivare a 45,8 milioni nel 2080. Significa oltre 13 milioni di residenti in meno rispetto a oggi.
Ma dietro i numeri c’è una trasformazione ancora più significativa che riguarda direttamente la famiglia.
Sempre meno coppie con figli
Le coppie con figli, oggi circa 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale delle famiglie, potrebbero scendere a 5,8 milioni nel 2050, rappresentando appena il 21,1%.
Al contrario, le coppie senza figli sono destinate ad aumentare: dai 5,4 milioni del 2025 potrebbero arrivare a 5,9 milioni nel 2050, con un’incidenza sul totale delle famiglie destinata a salire al 21,4%.
Una questione che riguarda il futuro dei bambini
La fotografia dell’Istat non rappresenta soltanto un problema di numeri. Dietro la diminuzione delle nascite ci sono scelte di vita, difficoltà economiche, precarietà lavorativa, costo della casa, difficoltà nella conciliazione tra lavoro e famiglia e la necessità di servizi adeguati per sostenere chi decide di avere figli.
Parlare di natalità significa quindi parlare anche di politiche familiari, sostegno alla genitorialità, servizi educativi, welfare e condizioni che permettano alle famiglie di guardare al futuro con maggiore serenità.
Una società che invecchia e nella quale diminuiscono progressivamente i bambini deve interrogarsi non soltanto su come affrontare l’invecchiamento della popolazione, ma anche su come rendere nuovamente possibile e sostenibile il progetto di una famiglia con figli.
Perché investire sull’infanzia e sulla famiglia significa investire sul futuro dell’intera comunità.