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Italia primato in Europa per decessi per antibiotico-resistenza

Pubblicato il 15 Mar 2019 alle 8:23am

Il nostro Paese detiene il primato, con oltre 10mila decessi ogni anno, su 33 mila circa in Europa, delle morti da resistenza agli antibiotici, secondo un’indagine che sarà presentata oggi a Milano nel corso del VII Congresso Internazionale AMIT. In Italia, secondo l’Iss, le infezioni ospedaliere hanno un’importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati. Nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di decessi. Il problema delle patologie da batteri multi resistenti è sempre più attuale e tutte le istituzioni internazionali (WHO, OCSE, CDC, ECDC) hanno sviluppato algoritmi e linee guida per gestirle.

I numeri sono veramente sconvolgenti. Dai report delle più importanti agenzie sanitarie internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità, Centro europeo per il Controllo delle Malattie Infettive, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ecc.) emerge che queste resistenze determinano aumenti molto significativi dei decessi per infezioni batteriche. “Attualmente qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non ha mai preso antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti, soprattutto se si trova in ospedale o nelle altre strutture di assistenza sanitaria. I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina come anche il report dell’OMS dimostra chiaramente” afferma Marco Tinelli, presidente del Congresso AMIT insieme a Massimo Galli, rispettivamente componente del Consiglio Nazionale e presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Migranti, Spagna dice no. Raggiunto accordo col Marocco

Pubblicato il 21 Feb 2019 alle 2:13pm

Secondo quanto riferisce El Pais, Spagna e Marocco hanno raggiunto un’intesa sui migranti.

Dopo mesi di trattative, il governo spagnolo, prossimo a finire il mandato, ha raggiunto un accordo con quello marocchino per gestire i flussi migratori provenienti dal Nord Africa.

L’accordo fra Madrid e Rabat consentirà alle autorità iberiche di sbarcare una parte dei migranti soccorsi in mare direttamente in Marocco. Fino a questo momento, le persone recuperate dalla guardia costiera spagnola nello stretto di Gibilterra o nel mare di Alboran venivano trasferite direttamente in un porto spagnolo. Nonostante il porto sicuro più vicino fosse una località marocchina.

Ora i due governi hanno raggiunto un’intesa che permetterà in particolare, al governo di Pedro Sanchez, di ridurre la pressione migratoria da Sud. E questo soprattutto a seguito della conferma dei numeri dell’immigrazione forniti anche dalle agenzie europee, Frontex davanti a tutte. La quale sostiene che con la chiusura delle rotta del Mediterraneo centrale, ovvero quella dalla Libia verso l’Italia, il flusso di migranti sia convogliato a ovest, verso la Spagna.

Come affermato dall’agenzia, i numeri mostrano un netto calo degli arrivi a gennaio del 2019, dal momento che si registra una diminuzione di un terzo degli attraversamenti illegali delle frontiere sulle principali rotte migratorie europee. I dati rilevati da Frontex mostrano infatti che il numero degli arrivi illegali si è fermato a quota 6.760.

L’agenzia ha poi sottolineato un altro dato estremamente importante. E cioè che la metà dei rilevamenti è avvenuto sulla rotta del Mediterraneo occidentale. Il che vuol dire che è la Spagna il Paese che ha subito il maggior numero di sbarchi rispetto a tutto il resto dell’Europa mediterranea. Nel mese di gennaio, gli arrivi sono stati 3.780, nella maggior parte dei casi provenienti da Guinea e Marocco.

Anzi, come dichiarato dalla stessa Frontex, è proprio la chiusura della rotta del Mediterraneo centrale (quindi quella Libia-Italia) ad aver diminuito drasticamente gli arrivi illegali in Europa e avere di conseguenza incrementato la proporzione di chi arriva in Grecia (nel Mediterraneo orientale gli arrivi sono stati 2.540, con un calo del 44%) e in territorio iberico. Il totale dei migranti arrivati lo scorso mese è infatti stato un quinto in meno rispetto a gennaio 2018 in tutto il Mediterraneo.

E questo è stato dovuto soprattutto al calo degli arrivi in Italia, dal momento che a gennaio sono stati individuati circa 150 migranti, con un calo del 73% rispetto a dicembre e del 96% rispetto al gennaio del 2018. Numeri che, dopo quelli pubblicati già a gennaio, dimostrano che gli effetti della politica dei porti chiusi intrapresa dal governo Conte, a guida Matteo Salvini, sono molto lusinghieri.

Moda, cresce il made in Italy. 2018 chiude con 95,7 miliardi di euro

Pubblicato il 03 Feb 2019 alle 7:22am

Secondo le stime di Confindustria Moda, il made in Italy incontra una crescente fioritura. Ha chiuso l’anno 2018 con un fatturato di ben 95,7 miliardi di euro.

Il merito è dovuto all’export grazie ai paesi extra europei che sembrano gradire molto la firma italiana.

Infatti, in occasione della presentazione del libro “Lo stato della Moda”, in cui viene delineato il sistema della filiera fashion nel biennio 2016-2017, Confindustria ha diffuso un pre-consuntivo in cui annuncia le stime del mercato moda made in Italy.

I numeri sono decisamente positivi. Infatti il settore moda ha registrato un fatturato di 95,7 miliardi di euro, ossia +0,9% rispetto all’anno precedente. Inoltre l’import è aumentato del 3,1% in confronto al 2017, ossia 35,1 miliardi di euro, e l’export del 2,6% rispondente a 63,4 miliardi di euro.

Lino Banfi entra in commissione Unesco come rappresentanza italiana

Pubblicato il 22 Gen 2019 alle 1:05pm

Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: abbiamo individuato Lino Banfi perché rappresenti l’Italia nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco». Lo annuncia il vicepremier Luigi Di Maio all’evento M5s sul reddito di cittadinanza. «In mezzo ai plurilaureati che siedono nelle commissioni, porteremo un sorriso» ha aggiunto Lino Banfi.

«Ora Luigi ha chiarificheto la mia presenza…». Non rinuncia al suo classico stile pugliese e umorismo che ha fatto la sua fortuna in tanti anni, il comico Lino Banfi vip d’onore all’evento M5s sul reddito di cittadinanza. «È una carica bellissima – ha sottolineato riferendosi alla sua nomina – . Il mio sogno è di vedere sorridere anche mentre si fa politica». L’attore ha ricordato quando ha conosciuto Di Maio : « Questo ragazzo mi disse che sapeva tutti i miei film e mi disse interrogami … e poi si presentò al mio ristorante per il mio compleanno con un mazzetto di fiori. Luigi ha 32 anni ma quando parla con Salvini e Conte ne ha 55.. non so come fa». Poi, prosegue: «Non ti chiedo niente per chi voti, mi disse, ma io ti adoro perché hai fatto ridere 3 generazioni.. Ora abbiamo fatto 5 minuti faceti.. adesso parlate di cose serie».

Migranti, barcone con 100 persone a bordo soccorso da mercantile libico dopo intervento del premier Conte

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 11:06am

Viaggiano verso Misurata gli oltre 100 migranti a bordo del barcone in avaria a 50 miglia dalle coste libiche. Dopo la mezzanotte di ieri è terminato il trasbordo sul mercantile inviato da Tripoli in loro soccorso. Si tratta del cargo Lady Sharm, battente bandiera della Sierra Leone. (altro…)

Italia, da non credere, oltre 4000 suicidi l’anno!

Pubblicato il 06 Gen 2019 alle 5:05am

I decessi per suicidio in Italia sono in netta diminuzione sia in valori assoluti che in quelli in percentuale sulla popolazione italiana. Il dato che è stato inserito nell’Annuario Istat del 2018, relativo all’anno però del 2015. (altro…)

La Camera ha approvato ieri la legge di bilancio con 313 sì. Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il testo

Pubblicato il 31 Dic 2018 alle 11:01am

La Camera ha approvato ieri in via definitiva la Manovra di bilancio. I voti a favore sono stati 313, 70 i contrari. Dopo la proclamazione del risultato il premier Giuseppe Conte ha abbracciato i ministri. La legge di Bilancio aveva già passato sabato l’esame del voto di fiducia. “Sono soddisfattissimo”, ha commentato il vicepremier Di Maio. In serata è arrivata anche la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ stato evitato l’esercizio provvisorio.

Molto soddisfatto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini che lo ha esternato sulle sue pagine social.

“L’Italia riparte, ora più diritti ed equità sociale” – Gli italiani si accorgeranno “presto, presto” degli effetti positivi della cosiddetta “Manovra del popolo”. A parlare è convinto il presidente del consiglio Giuseppe Conte che si è detto “molto soddisfatto” dell’approvazione del testo. Ora “facciamo entrare in vigore le norme”, ha aggiunto ancora Conte spiegando che “il 2018 si chiude con la prima Manovra economica del governo del cambiamento. Una Manovra frutto di scelte di politica economico-sociale ben precise orientate a redistribuire ricchezza e a puntare sugli investimenti. Il tutto rispettando appieno la volontà espressa dagli elettori. Finisce un anno, ma inizia la stagione del riscatto con più diritti, più crescita, più equità sociale e con al centro il lavoro. L’Italia è pronta a ripartire. E a tornare grande”.

Papa Francesco e chiese senza più fedeli: “Vendiamole per aiutare i poveri”

Pubblicato il 01 Dic 2018 alle 7:17am

Il cardinale Ravasi, ministro vaticano della Cultura, ha osservato alcuni giorni fa, in occasione del convegno sulla dismissione dei beni ecclesiastici che bisogna rendersi conto oramai che il cattolicesimo in Occidente è sempre più in minoranza. Un lento declino che significa di anche chiese sempre più vuote. E dunque anche in vendita. Tanto che papa Francesco è intervenuto, sottolineando come il ricavato delle cessioni dovrà essere messo “al servizio dei poveri”.

In Italia una stima sul numero totale di chiese vuole e abbandonate non è possibile farla. Solo le chiese che appartengono alle parrocchie sono circa 65mila e 100mila se si considerano anche i privati. Le Regioni e i Comuni. Di queste tra le 600 e le 700 sono state dismesse.

“L’Italia recuperi l’Ici sugli immobili religiosi. A stabilirlo è la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Stangata di 5 miliardi alla Chiesa

Pubblicato il 07 Nov 2018 alle 11:32am

Lo Stato Italiano dovrà ora recuperare l’Imposta comunale sugli immobili (Ici) da tutti gli enti che tra il 2006 e il 2011 hanno goduto delle esenzioni dichiarate «illegittime».

A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue e la sentenza che si riferisce agli edifici religiosi, compresi i no-profit, che ospitano scuole, alberghi, case di riposo e cliniche. Resta invece valido l’impianto dell’attuale Imposta municipale unica (Imu), in vigore dal 2012: il provvedimento varato dal governo Monti che fa una netta distinzione prevedendo l’esenzione soltanto per gli edifici in cui viene svolta attività non commerciale (come per esempio gli oratori), mentre gli altri devono pagare (per esempio le case di riposo di proprietà della Chiesa). La norma aveva già ottenuto il via libera Ue e ieri è arrivato l’ok della Corte di Giustizia.

Secondo le stime dell’Anci si tratta dunque di una cifra che sarebbe di valore intorno ai quattro – cinque miliardi di euro. L’ordine di recuperare quelle cifre non è ancora esecutivo, perché prima servirebbe un apposito provvedimento della Commissione europea. Nel dicembre del 2012 l’esecutivo Ue aveva infatti definito «aiuto di Stato illegale» l’esenzione Ici accordata dal governo anche agli immobili della Chiesa nei quali viene svolta un’attività commerciale. Ma Bruxelles aveva rilevato «l’assoluta impossibilità di recuperare gli aiuti a causa di difficoltà organizzative» e dunque aveva deciso di non imporre allo Stato italiano il recupero coatto dell’Ici dovuto e non versato. L’Italia, secondo la Commissione Europea, non sarebbe stata in grado di accertare con chiarezza il tipo di attività (commerciale o non) attraverso le proprie banche dati catastali.

Il Comune di Roma ha chiesto intanto un censimento di tutte le strutture di proprietà della Santa Sede che non hanno finalità religiose. E’ il caso dei negozi, ma soprattutto degli ex conventi trasformati in hotel e case vacanze. Un dato, che le organizzazioni religiose possiedono a Roma circa 273 strutture ricettive per tredicimila posti letto: per ogni quattro alberghi privati uno è infatti della Chiesa.

Tumore al seno, dati choc: è il più diffuso in Italia. Da Perugia uno studio rivoluzionario per raggiungere la mortalità zero

Pubblicato il 27 Ott 2018 alle 7:28am

Il cancro al seno è il più diffuso in Italia. Da Perugia è partito infatti uno studio davvero molto rivoluzionario: “Vogliamo raggiungere la mortalità zero”. Sostengono gli esperti. (altro…)