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Polmonite, solo nel 2018 800mila bambini, con meno 5 anni di età, sono morti nel mondo

Pubblicato il 15 Nov 2019 alle 8:54am

Nel 2018, sono oltre 800mila i bimbi con meno 5 anni di età morti nel mondo a causa della polmonite: uno ogni 38 secondi. La maggior parte di loro aveva meno di due anni, e circa 153.000 bambini sono morti nel primo mese di vita. L’Unicef e altre organizzazioni mondiali (IsgGlobal, Gavi, Save the Children, Every Breath Counts, Unitaid) hanno lanciato un appello, per la Giornata mondiale contro la polmonite, per avviare un’azione globale.

“Ogni giorno, sono circa 2.200 i bambini sotto i 5 anni che muoiono a causa di una polmonite. Una malattia curabile e quasi sempre prevenibile”, a dirlo è anche Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef. Un maggior numero di bambini sotto i 5 anni è morto a causa di polmonite nel 2018 rispetto a qualsiasi altra malattia: 437.000 bambini sotto i 5 anni sono morti per diarrea e 272.000 per malaria. Oltre la metà delle morti di bambini a causa di polmonite è avvenuta in soli 5 paesi: Nigeria (162.000), India (127.000), Pakistan (58.000), Repubblica Democratica del Congo (40.000) ed Etiopia (32.000). Sempre nel 2018, 71 milioni di bambini non hanno ricevuto le tre dosi raccomandate di Pcv (vaccino pneumococcico coniugato), esponendoli a un rischio maggiore di contrarre la malattia. A livello globale, il 32% dei bambini con una sospetta polmonite non viene portato nelle strutture sanitarie. Oggi solo il 3% delle spese attuali per le ricerche per le malattie infettive a livello globale è destinata alla polmonite, nonostante la malattia causi il 15% delle morti nei bambini sotto i 5 anni. Le sei organizzazioni chiedono alle nazioni di attuare strategie per il controllo della malattia.

A gennaio ospiteranno i leader mondiali al Global forum sulla polmonite nei bambini che si terrà in Spagna insieme alle fondazioni “la Caixa” e Bill and Melinda Gates e Usaid.

Balbuzie, in aumento i casi. Ma come superare questo problema?

Pubblicato il 26 Ott 2019 alle 6:25am

La balbuzie non è altro che, un disordine del ritmo della parola nel quale il soggetto sa di preciso cosa intende dire, ma nello stesso modo non è in grado di dirlo. È un insieme di alterazioni del ritmo e della fluidità dell’espressione verbale. Nella stragrande maggioranza dei casi è vissuto con grande disagio psicologico da chi ne soffre. Soprattutto se si fa un certo tipo di lavoro.

I casi di balbuzie in Italia sono aumentati dell’8% negli ultimi dieci anni. La notizia arriva dal primo convegno italiano sui disturbi della fluenza verbale, in corso dal 25-26 ottobre a Calenzano alle porte di Firenze con il patrocinio della Federazione Logopedisti Italiani (FLI), del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino e della Sapienza Università di Roma.

C’è, però, anche una bellissima notizia. Tre casi su 4 possono recuperare la fluidità nel linguaggio. Come? Se la balbuzie è affrontata agli esordi prima dei sette anni. Quando invece, si arriva all’adolescenza è molto più complicato. Si può migliorare ma non completamente come invece capita per i bambini. Nell’adulto è ancora più difficile, per la prolungata esposizione a questo disturbo del linguaggio.

In Italia questo disturbo, colpisce il 17% dei bambini. Interessa di più gli uomini, rispetto alle donne con un rapporto di 4:1.

I giovani i più numerosi: due ragazzi contro una ragazza.

L’approccio terapeutico prevede il lavoro tra un logoterapeuta e uno psicologo. La terapia in media dura dai sei ai 12 mesi. La balbuzie spesso sparisce da sola soprattutto quando si manifesta prima dell’età della scuola elementare. Se questo disturbo invece, del linguaggio dura più di un anno, occorre rivolgersi subito a uno specialista. Chi soffre di balbuzie spesso ha problemi legati all’autostima che possono incidere anche in modo significativo sulla qualità della loro vita.

Un bambino su 5 con problemi mentali a causa della sovrastimolazione

Pubblicato il 22 Ott 2019 alle 7:17am

Nel corso degli ultimi 15 anni i ricercatori hanno raccolto dati veramente molto allarmanti. Il noto professore di psichiatria dell’Università di New York, Luis Rojas Marcos parla degli effetti negativi legati alla sovrastimolazione sui bambini: le cui statistiche parlano chiaro: un bambino su 5 soffre di malattie mentali.

Le ricerche condotte per 15 anni hanno messo in luce un aumento dell’ ADHD pari al 43% e una crescita della depressione infantile del 37%. Aumenta in maniera esponenziale anche il tasso dei suicidi fra i bambini che ha raggiunto il 200%.

Lo psichiatra di Siviglia, Luis Rojas Marcos, ha spiegato la causa di questi dati veramente molto sconcertanti. Ciò accadrebbe perché ragazzi e bambini sono segnati dalla sovrastimolazione, ossia da oggetti e privati dei fondamentali per una crescita sana, quale la presenza dei genitori, limiti definiti, alimentazione equilibrata, opportunità per combattere la noia o per giocare in maniera creativa.

I bambini si ritrovano così, molto più spesso di quanto si creda, con genitori distratti dal mondo digitale e fin troppo permissivi. Gli adolescenti di oggi hanno una vita sedentaria, noiosa e fatta di gratificazioni istantanee.

Ma come combattere gli effetti della sovrastimolazione? I bambini devono avvertire la sensazione di trovarsi su una nave in cui i genitori hanno il controllo del timone. Uno stile di vita equilibrato, una dieta salutare e il consumo dei pasti senza l’uso dei cellulari sono le prime regole da mettere in pratica.

Coinvolgere i propri figli nei lavoretti domestici, ritardare le gratificazioni, ristabilire il corretto ciclo sonno veglia, insegnare loro la responsabilità e l’indipendenza, educarli a gestire la rabbia o la frustrazione, ad essere educati con i familiari e con il prossimo, sono solo ulteriori aspetti che contribuiscono alla crescita sana di ogni bambino.

Altrettanto importante è educare i propri figli a salutare, a rispettare i turni o a dire grazie. Fondamentale collegarsi emotivamente con i bambini, attraverso baci, abbracci, sorrisi e momenti di gioco senza ma l’uso della tecnologia.

Diabete di tipo 1: letale con protocolli sanitari inadeguati

Pubblicato il 14 Ago 2019 alle 6:49am

Le cronache raccontano che ancora oggi ci sono bambini che muoiono per un diabete di tipo 1 non riconosciuto o trattato adeguatamente per un certo periodo. L’ultimo caso potrebbe essere quello del bimbo deceduto all’ospedale di Santorso, nel vicentino: sembra che le cause del decesso non siano direttamente imputabili a un diabete non riconosciuto, ma come spiega Manuela Bertaggia, del Coordinamento Associazioni Diabetici Regione Veneto (http://www.diabeticiveneto.it/), «anche la sola ipotesi che una tardiva diagnosi possa essere coinvolta nella morte del piccolo riapre una ferita non ancora chiusa». (altro…)

Vacanze, bambini in viaggio: attenzione a cibo, sole e altitudine

Pubblicato il 07 Ago 2019 alle 6:21am

Arrivano alcuni consigli contenuti in un vademecum realizzato dall’ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), con il supporto del primario di Pediatria, Gaetano Mariani. In montagna, prima regola per i genitori è quella di non raggiungere alte quote troppo rapidamente, cosa che potrebbe causare disturbi come mal di testa, insonnia, spossatezza, perdita di appetito e nausea. L’altitudine potenzia l’effetto delle radiazioni solari, pertanto sono necessari un filtro solare elevato e occhiali da sole. Scarpe alte e comode. Al mare o in piscina i bimbi devono essere adeguatamente protetti dal sole, aspettare di aver digerito prima di tuffarsi, evitare il bagno se l’acqua è troppo fredda. È bene poi, non allontanarsi troppo da riva con loro, specie se il mare è agitato e ricordarsi sempre che sono più facili le punture da tracina (il dolore scompare mettendo la sede della puntura a contatto con il calore). (altro…)

Olio di canapa sativa efficace contro il colesterolo cattivo anche nei bambini

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 7:29am

L’olio di canapa sativa è efficace contro il colesterolo cattivo e ha importanti effetti positivi per la salute cardiovascolare, anche dei bambini. Questi i risultati ottenuti da uno studio preliminare condotto a Torino.

Tra le proprietà dell’olio di canapa c’è anche il suo effetto benefico sui livelli di colesterolo e trigliceridi e di conseguenza sulla salute del cuore. Una nuova ricerca italiana ha analizzato gli effetti benefici più importanti in relazione alla salute di bambini e adolescenti.

Secondo gli esperti del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino, guidati da Ornella Guardamagna, l’olio di canapa sativa sarebbe infatti molto efficace nel ridurre il colesterolo LDL (cattivo) e i trigliceridi anche nei bambini. E’ la prima volta che una ricerca si sofferma ad analizzare i benefici di questo tipo sui più piccoli.

Per farlo sono stati presi in esame 36 bambini e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 16 anni con iperlipidemia primaria. A ciascuno sono stati somministrati, per 8 settimane, 3 grammi di un integratore a base di olio di canapa sativa (Alfalife), particolarmente ricco di acido alfa-linoleico (700 mg) e ancor di più di acido linoleico (1400 mg).

I risultati al termine dell’esperimento hanno evidenziato che i livelli di colesterolo LDL erano scesi insieme agli acidi grassi saturi e monoinsaturi dei globuli rossi, ad aumentare erano stati invece i benefici acidi grassi polinsaturi (Omega 3 e Omega 6).

L’iperlipidemia in giovane età è un fattore di rischio che può portare a seri disturbi genetici ereditari e provocare la comparsa di malattia coronarica e infarto del miocardio. Prevenire è sempre la soluzione ideale. La prevenzione può arrivare dunque da una giusta terapia per tenere a bada i grassi nel sangue con cambiamenti nello stile di vita e alimentari. Utilizzo di farmaci ma anche di integratori alimentari.

La dottoressa Guardamagna, autrice dello studio ha infatti dichiarato: “Pur trattandosi di un primo studio preliminare, le prospettive di intervento terapeutico con questo integratore rappresentano un importante passo avanti nel trattamento di patologie a lungo silenti ma potenzialmente severe. Un aspetto non trascurabile è l’assenza di effetti collaterali del trattamento utilizzato. Quest’ultimo rappresenta un elevato valore aggiunto e un fattore di miglioramento delle cure e della qualità della vita dei giovani pazienti e apre a nuove prospettive di ricerca clinica nel trattamento di patologie dismetaboliche anche in età pediatrica”.

Bambini, troppe ore di tablet e smartphone mettono a rischio di miopia e astenopia

Pubblicato il 01 Ago 2019 alle 8:25am

Tenere gli occhi fissi sullo schermo dello smartphone o del tablet per troppe ore al giorno fa male alla salute, alla vista, soprattutto dei più piccoli, parola di esperto. Le raccomandazioni arrivano in particolare nel periodo estivo, quando i bambini e i ragazzi sono a casa, in vacanze, lontani da scuola e compiti, impegni giornalieri. (altro…)

Creme solari per bambini, quelle consigliate e sconsigliate

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 6:53am

In questo periodo di sole e mare esistono creme solari che non proteggono quanto dovrebbero, la pelle dei bambini, provocando così scottature. Tra i solari incriminati che dai controlli eseguiti sono state bocciate da esperti del settore, abbiamo:

1) Rilastil Baby transparent spray wet skyn; in etichetta era riportato il valore di protezione, Spf 50+ altissima protezione, ma in realtà, secondo i test di laboratorio eseguiti questa crema assicurava una protezione a 20,9 e quindi non alta, ma nella media. Per controprova è stato preso un altro campione dello stesso lotto, è stato rilevato addirittura 16,3!

2) Isdin Transparent spray wet skyn; anche qui la crema doveva garantire un fattore di protezione di 50+, invece alle analisi è risultata essere di 16,5!

Ma c’è di più. Questi solari incriminati contengono anche sostanze sconsigliate, ed è per questo motivo che è stata inviata una segnalazione al Ministero della Salute chiedendone il ritiro immediato.

Quindi controllate se avete in casa queste creme e gettatele via!. Un consiglio invece per affidarvi alle creme migliori per i vostri figli, che sono risultate dalle analisi affidabilissime, tenendo presente che non contengono alcun componente pericoloso, vediamo quali sono:

1) Garnier Ambre Solar Kids Advanced Sensitive Spray anti-sabbia

2) Cien Sun Spray Solare per bambini.

Relativamente alla pubblicazione uscita il 4 luglio su Altroconsumo dove è riportato che il prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+ garantisce una protezione solare inferiore a quella indicata sulla confezione, Rilastil comunica che: • Rilastil è il brand dermatologico di Istituto Ganassini, azienda farmaceutica italiana nata nel 1935 che opera nel settore cosmetico dal 1972, garantendo i massimi standard qualitativi dei suoi prodotti nel pieno rispetto delle normative vigenti e del regolamento del Comitato scientifico europeo (SCCS), l’istituzione scientifica dell’Unione Europea che valuta la sicurezza dei cosmetici e dei loro ingredienti. In ottemperanza a quanto sopra, per i suoi prodotti ad azione fotoprotettiva, di cui oggi l’Azienda è tra i leader di mercato, Rilastil effettua presso laboratori esterni certificati ed accreditati i test riconosciuti a livello internazionale per la determinazione del fattore di protezione UVB e UVA: SPF UVB in vivo in accordo alla norma ISO 24444:2010 e SPF UVA in vitro in accordo alla norma ISO 24443:2012. • A riprova della protezione solare dichiarata, SPF 50+ e indice UVA-PF maggiore di 20, per il prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+, Rilastil ha eseguito i seguenti test che, per totale trasparenza, ha subito fornito ad Altroconsumo:

– un test realizzato tra luglio e agosto 2017 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 24,28; – un test realizzato tra luglio e agosto 2017 con risultato che il Prodotto ha SPF UVB 60,4; – un test realizzato tra aprile e maggio 2019 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 27,49; – un test realizzato tra aprile e maggio 2019 con risultato che il Prodotto ha SPF UVB 60,3; – un test realizzato a luglio 2019 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 24,38. • Nell’ottica di un confronto aperto e trasparente, Rilastil ha inoltre chiesto ad Altroconsumo di poter visionare i test menzionati dall’organizzazione secondo i quali i valori di SPF e UVA-PF risulterebbero inferiori rispetto a quanto riportato sul prodotto. Sempre per poter chiarire le cause della discrepanza dei risultati dei test, Rilastil ha inoltre chiesto ad Altroconsumo di essere messo in contatto con il laboratorio che dovrebbe aver effettuato i test per suo conto. Il confronto, volto a dirimere ogni dubbio, chiesto da Rilastil è stato tuttavia negato da Altroconsumo. • Altroconsumo non ha contestato la metodica dei test forniti da Rilastil, ma ha ugualmente pubblicato i risultati dei propri test, che Rilastil non ha potuto visionare per verificarne la metodologia e la coerenza rispetto alle norme ISO internazionali riconosciute. • A conferma dei risultati dimostrati dai test forniti da Rilastil, l’Azienda aggiunge che dall’uscita in commercio di questa formula nel 2017 non ha ricevuto ad oggi alcuna segnalazione relativa a scottature solari incorse con l’utilizzo di questo prodotto. • A garanzia della salute dei consumatori e in coerenza con un operato sempre trasparente, Rilastil rende disponibili ai farmacisti e ai medici specialisti i test che certificano l’efficacia fotoprotettiva del prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+. • Per garantire ai propri clienti la massima sicurezza d’uso, Rilastil ha inoltre effettuato i seguenti test sul prodotto: – un test clinico pediatrico per la verifica della tollerabilità e accettabilità cosmetica su bambini di età compresa fra 0 e 14 anni; – un test (Human Repeated Insult Patch Test) al fine di assicurare una formulazione a basso rischio di allergia; – un test clinico per verificare l’efficacia elasticizzante; – un test per la verificata della biodegradabilità del prodotto a tutela dell’ambiente. Inoltre per garantire elevati livelli di tollerabilità, Rilastil effettua su ogni lotto di produzione la verifica dei livelli di Nickel, Cromo, Cobalto, Mercurio e Palladio, i metalli maggiormente responsabili di sensibilizzazione cutanea. • Il consumatore può ritenersi così tutelato sia dalle garanzie riportate dall’Azienda che dalla parola del suo farmacista e/o medico di fiducia.

Ed in merito allo studio condotto da Altroconsumo e il prodotto ISDIN Fotoprotector Pediatrics Transparent Spray SPF 50+ che conferisce una protezione inferiore a quella evidenziata in pubblicità e comunicazioni commerciali, ISDIN vuole sottolineare che:  ISDIN è una società di riferimento nel segmento della fotoprotezione e sottopone tutto il suo portafoglio prodotti alle prove e ai test più esigenti per garatirne l’efficacia. Per questo, le caratteristiche del Prodotto che vengono dichiarate nelle pubblicità e comunicazioni di prodotto, tra le quali si includono il Fattore di Protezione Solare (SPF) e UVA-PF, corrispondono ai risultati dimostrati negli studi effettuati da organizzazioni di certificazione specializzate, indipendenti e di prestigio;  Nello specifico, a riprova dell’efficacia e di quanto dichiarato in pubblicità e nelle comunicazioni del Prodotto (SPF 50+ e un indice UVA-PF superiore a 20), ISDIN ha il supporto dei seguenti studi: o Due studi indipendenti evidenziano che il Prodotto ha un SPF 50+ d’accordo con la norma ISO 24444:2010. Nello specifico: a) uno studio realizzato tra settembre e ottobre 2015 con il risultato che il prodotto ha un SPF di 64,4; b) uno studio realizzato tra marzo e aprile del 2017 con il risultato che il Prodotto ha un SPF di 64,8.

o Due studi indipendenti evidenziano che il Prodotto ha un UVA-PF superiore a 20 d’accordo con la norma ISO 24444:2010. Nello specifico: c) Uno studio realizzato a Marzo 2018 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 34,14; d) Uno studio realizzato ad Aprile 2018 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 29,5.

o Uno studio indipendente aggiuntivo (e), realizzato seguendo il metodo colipa in-vitro method UVA-PF determination realizzato nel mese di Agosto 2015 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 24,41.

 Nonostante ISDIN abbia inviato ad Altroconsumo gli studi indipendenti, questi non sono stati presi in considerazione in nessun momento da parte dell’organizzazione prima di redigere l’articolo sui protettori solari;  Inoltre, nonostante ISDIN ne abbia fatto esplicita richiesta, Altroconsumo non ha fornito copia dello studio in cui, ipoteticamente, è stato ottenuto un SPF e un UVA-PF inferiore rispetto a quanto indicato sull’etichetta del Prodotto; pertanto, ISDIN non hapotuto verificare la metodologia, l’implementazione e la coerenza dei risultati dello studio;  Il consumatore può essere sicuro che le affermazioni e indicazioni che compaiono sul packaging del Prodotto sono supportate da Studi Indipendenti effettuati da enti e organizzazioni di certificazione di primo livello;  D’altro canto, dal lancio del Prodotto nel 2015, i servizi di cosmeticovigilanza di ISDIN non hanno registrato richieste, reclami o denunce significative di consumatori che facessero riferimento alla mancanza di sicurezza o efficacia del Prodotto, né comunicazioni che potessero far dubitare che i dati di SPF e UVA-PF dichiarati nelle pubblicità o comunicazioni di Prodotto non corrispondessero effettivamente ai risultati ottenuti dagli Studi Indipendenti.

Bolle di sapone, ministero della salute lancia allarme per rischio microbiologico

Pubblicato il 27 Giu 2019 alle 10:04am

Il Ministero della Salute lancia un nuovo allarme. L’allarme che riguarda dei prodotti dei bambini, nello specifico delle confezioni di bolle di sapone. In data 25 giugno 2019 il Ministero ha pubblicato sul proprio sito web l’avviso che riguarda il prodotto pericolo per “rischio microbiologico”. (altro…)

Nei figli di genitori separati aumenta il rischio di obesità

Pubblicato il 23 Giu 2019 alle 11:45am

Uno studio condotto dalla London School of Economics and political science dimostra che i figli di divorziati corrono un rischio maggiore di avere problemi di obesità rispetto ad altri bambini.

I risultati hanno evidenziato infatti che la separazione ha effetti negativi anche sulle abilità cognitive, educative ed emotive dei bambini che possono incorrere persino nella depressione.

Un’esperienza traumatica, che risulta essere tanto più dannosa quanto più piccolo è il bambino.

Seguiti 1.573 dei nati tra il 2000 e il 2002 in 5 momenti della loro vita: 9 mesi, 3, 5, 7 e 11 anni nei successivi 24 mesi dopo la separazione si è manifestato un aumento di massa corporea, mentre, nei seguenti 12, si è sviluppata la possibilità di diventare obesi. Altri studi hanno poi rilevato ulteriori effetti negativi della separazione: ovvero che l’obesità può provocare a sua volta persino la depressione.

Dalle cause individuate dai ricercatori è emersa che la minore disponibilità economica delle famiglie separate impedisce di acquistare cibi freschi (frutta e verdura) e quindi di affrontare costi di attività extra-curriculari come sport e svaghi fondamentali per la salute di un bambino. Lo studio ha evidenziato infine che i bambini si adeguano ad abitudini alimentari sbagliate soprattutto quando i genitori separati hanno meno tempo ed energie a causa di un lavoro più intenso o altre problematiche di vita quaotidiana.