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Bambini: i dati raccolti sui possibili effetti collaterali delle cure alternative

Pubblicato il 12 Mar 2019 alle 7:20am

Non esistono dati di consumo che consentano una stima reale dei prodotti che spesso sono auto-somministrati ai bambini, senza alcun consulto del pediatra, sovrapponendo magari anche un trattamento farmacologico con altri prodotti “naturali” creduti innocui ma che in realtà non lo sono. (altro…)

Giornata internazionale contro il cancro infantile: in Italia guariti dal tumore 44.000 bambini e ragazzi

Pubblicato il 16 Feb 2019 alle 12:13pm

La possibilità di ammalarsi di tumore aumenta con l’avanzare dell’età, ma ciò non vuol dire che questa malattia non colpisca anche i bambini e gli adolescenti. Ogni anno infatti, circa 2.200 bambini e ragazzi ricevono una diagnosi in Italia. Ma, grazie ai progressi nelle terapie, quelli che possono dire di averla superata sono oggi ben 44.000: un esercito di giovani, molti dei quali ormai trentenni. (altro…)

Influenza: 52 morti dall’inizio dell’epidemia, si tratta soprattutto di bambini

Pubblicato il 09 Feb 2019 alle 9:58am

Sono 282 i casi gravi e 52 i decessi a causa dell’influenza di questo periodo – 13 dei quali nell’ultima settimana – registrati dall’inizio della stagione epidemica. Questo il bilancio diffuso dalla rete di sorveglianza Influnet dell’Istituto superiore di sanità.

Il numero di casi gravi e decessi ha registrato un aumento negli ultimi 7 giorni. Che hanno segnato il picco dei contagi con 832.000 casi in una settimana. L’80% dei casi gravi e l’85% dei decessi presentano almeno una patologia cronica preesistente. I dati del Sistema nazionale di sorveglianza InfluNet evidenziano che nella quinta settimana del 2019 (28 gennaio – 3 febbraio), molto probabilmente, la curva epidemica delle sindromi influenzali ha raggiunto il suo picco stagionale.

In linea con i dati degli ultimi anni, anche questa stagione influenzale ha interessato soprattutto le età pediatriche.

Addio a trasfusioni per 3 bimbi talassemici, funziona la cura genica

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 6:00am

Tre bambini che soffrivano di talassemia beta, non dovranno più sottoporsi a trasfusioni, grazie ad una nuova terapia genica che si è dimostrata efficace soprattutto nei pazienti più giovani, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine e ha coinvolto nove soggetti, tre adulti sopra i trent’anni, tre adolescenti e tre bambini sotto i sei anni – tutti con forme di beta talassemia gravi e dipendenti dalle trasfusioni. In tre dei quattro pazienti più giovani si è raggiunta la totale indipendenza dalle trasfusioni di sangue, mentre nei tre pazienti adulti si è ottenuta una significativa riduzione della loro frequenza. Solo uno dei bambini trattati non ha riportato effetti positivi sul decorso della malattia e i ricercatori stanno ora cercando di capirne il motivo.

Ariccia, tre maestre e una collaboratrice scolastica agli arresti domiciliari

Pubblicato il 08 Gen 2019 alle 10:22am

Un altro asilo degli orrori, è stato scoperto in Italia, questa volta ad Ariccia, ai Castelli Romani, alle porte della Capitale. Dove i carabinieri hanno arrestato tre maestre e una collaboratrice scolastica ritenute responsabili di maltrattamenti su minori, dai cinque ai tre anni, all’interno dell’asilo. (altro…)

Calza della Befana, come prepararla e a chi regalarla. I consigli dell’esperto

Pubblicato il 03 Gen 2019 alle 12:48pm

Molti genitori in questi giorni sono alle prese con la scelta di dolci e caramelle da mettere nella calza della befana. Ebbene, il consiglio del pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, è questo: «Basta seguire la regola delle 3 C: niente compiti delle vacanze nell’ultimo giorno di festa, no al carbone nella calza, ma sì al cioccolato. L’Epifania – spiega – è l’ultima delle feste di questo periodo, occasioni preziose per conoscere le proprie radici, coltivare le tradizioni familiari, sperimentare la magia e la gioia di sorprese golose. Se gli insegnanti avessero seguito le indicazioni del ministro Marco Bussetti, non ci troveremmo a doverlo ricordare. Ma a quanto pare non è stato così».

«I compiti sono stati assegnati, in alcuni casi non sono stati pochi, ma ormai – dice Farnetani, da anni fiero oppositore degli esercizi da fare nei giorni di pausa scolastica – il ritorno in classe è alle porte, dunque per chi è rimasto indietro suggerisco una bella giustificazione da mettere nella calza. Bambini e ragazzi recupereranno il lavoro a scuola, senza troppi problemi. È inutile bruciare l’ultima giornata di festa su libri e quaderni». Via libera dunque alla calza, di ogni tipo: «Quella industriale è esteticamente più godibile, forse, ma un po’ massificata. Consiglio sempre di personalizzarla con qualche pensiero magari luccicante o rosso, che è il colore preferito dai bambini».

Quanto alle altre C, «il cioccolato nella calza sta benissimo, è ricco di grassi ‘buoni, un po’ calorico ma i bambini non ne mangeranno troppo: dopo un po’ infatti, come dicono loro, ‘stuccà. Inoltre l’Epifania è anche l’ultimo giorno di vacanza, per la dieta sana c’è tempo fino al giorno dopo – concede il pediatra – Il carbone invece è un’inutile aggiunta, che lascia l’amaro in bocca al bambino, anche se è di zucchero». Fino a che età preparare la calza? «Non c’è un limite: fino a otto anni i bambini credono alla Befana, poi arrivano i dubbi, infine scoprono il ruolo di mamma, papà e nonni. Ma è sempre bello – assicura Farnetani – sapere che i nostri cari hanno pensato a noi e ci hanno preparato una sorpresa, anche se piccola. Ecco perché dico che non devono esserci limiti di età per fare e ricevere la calza: i nonni, oltre ai nipotini, possono pensare anche ai propri figli», conclude Farnetani. «E sono sicuro che anche nonno e nonna gradirebbero trovarne una, da aprire e gustare in famiglia».

Accarezzare dolcemente i bambini è un antidolorifico naturale

Pubblicato il 22 Dic 2018 alle 6:15am

Accarezzare con dolcezza un bambino equivale ad un è un antidolorifico naturale, in grado di ridurre nel piccolo l’attività cerebrale associata a esperienze dolorose. A dimostralo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology. (altro…)

Obesità infantile: in Europa 1 bimbo su 3 è in sovrappeso. In Italia fenomeno in crescita

Pubblicato il 18 Dic 2018 alle 1:01pm

In Europa un bambino su tre è in sovrappeso. Sono molto preoccupanti i dati emersi sull’obesità infantile da un nuovo nel nuovo Rapporto “Diamogli peso: l’impegno dell’Unicef per combattere la malnutrizione”, lanciato oggi.

Nel 2017 38,3 milioni di bambini sotto i 5 anni risultavano in sovrappeso, 8 milioni in più rispetto ai 30,1 milioni del 2000. Nel 2017, il 5,6% della popolazione infantile mondiale sotto i 5 anni risultava sovrappeso. In Europa 1 bambino su 3 è in sovrappeso. In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentata di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975. L’obesità infantile in Italia – dice l’Unicef – non è dovuta soltanto ad una cattiva alimentazione (eccesso di consumo di zuccheri e di grassi), ma anche ad uno stile di vita troppo spesso sedentario. Secondo gli ultimi dati Istat la quota dei bambini sedentari è molto alta nella fascia di età compresa tra i 3 e i 5 anni (48,8%) che diminuisce nelle fasce di età successive, ma inizia a risalire e a mantenersi alta a partire dalla fascia di età 18 – 19 anni (20,8%). Il Rapporto evidenzia inoltre che a livello internazionale, nei soggetti di età compresa tra i 9 e i 14 anni, il 7,1% dei maschi e il 13,4% delle femmine presenta un comportamento alimentare disturbato. I disturbi del comportamento alimentare si presentano con maggior frequenza nei paesi industrializzati e ad alto reddito.

“Quando si parla di malnutrizione il nostro immaginario ci porta direttamente a situazioni legate ai paesi più poveri – ha dichiarato Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia – Infatti, uno dei maggiori problemi per l’infanzia nel mondo è quello dei bambini malnutriti a causa della sotto-alimentazione. Tuttavia, malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano. Per questo, attraverso questo rapporto, vogliamo mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Infine, grazie al contributo di esperti, vogliamo presentare altri due aspetti legati alla questione della cattiva alimentazione, in particolare nel nostro paese – conclude Samengo – . Il primo è quello della sicurezza alimentare: anche in Italia bambini e bambine che vivono nei nuclei familiari più poveri non hanno accesso a fonti di cibo sicure e sufficienti. Il secondo è quello dei disordini alimentari, che porta alla luce una forma crescente di disagio tra gli adolescenti e presta il fianco ad una serie di altre problematiche quali quelle del bullismo legato all’immagine fisica”.

Soleterre: al via l’asta dei sogni “Dreaming Night For Children”, in palio speciali experience con Pio e Amedeo, TheGiornalist, Maurizia Cacciatori, Demetrio Albertini e altri

Pubblicato il 26 Nov 2018 alle 12:24pm

“Fashion For Children” è l’evento esclusivo organizzato da Fondazione SOLETERRE, che compie 10 anni e per l’occasione si rinnova grazie a un nuovo format ideato, organizzato e donato a Soleterre da Action Agency di Manuela Ronchi. (altro…)

Tosse. come riconoscerla e cosa fare soprattutto per i bambini

Pubblicato il 18 Nov 2018 alle 7:26am

La tosse è il riflesso protettivo che serve a ripulire le vie aeree dalle secrezioni o da materiale inalato, come lo smog e germi. Con un colpo di tosse viene generata all’interno dei polmoni una forte pressione verso l’esterno: le vie aeree vengono liberate dal muco, particelle estranee molto spesso irritanti (come polveri) e da microbi, batteri e virus, che possono provocare malattie.

La tosse è spesso causa di ansia e sonno agitato, sia per i bambini che per i genitori, ed in generale, se non disturba la vita quotidiana del piccolo, scompare dopo 3 o 4 giorni, cosa che non implica la necessita di rivolgersi ad un pediatra.

La visita è però necessaria in caso di tosse persistente per molti giorni, tanto da ostacolare le normali attività quotidiane, oppure in caso di febbre (soprattutto se superiore a 39°C).

O in occasione, di un altro tipo di tosse: quella che compare all’improvviso e in modo violento. In questo caso potrebbe trattarsi di inalazione di un corpo estraneo e occorre chiamare in tal caso subito il numero unico di emergenza 112 (o il 118).

Come curare la tosse che dura pochi giorni.

– PULIZIA DEL NASO PIU’ VOLTE AL GIORNO effettuare più volte durante il giorno la pulizia delle cavità nasali con la soluzione fisiologica: in farmacia o anche nella grande distribuzione si trovano spray o fialette da inalare direttamente nelle narici del bambino;

– NANNA CON LA TESTA SOLLEVATA far dormire il bambino con la testa un po’ più sollevata rispetto al solito, magari inserendo sotto al materasso un cuscino aggiuntivo;

– AEROSOL CON SOLUZIONE FISIOLOGICA umidificare le vie aeree facendo al piccolo degli aerosol con la soluzione fisiologica (senza l’aggiunta di altri medicinali!): il vapore inalato aiuta a sciogliere il muco.

– UMIDIFICARE LA STANZA umidificare gli ambienti, con l’aiuto di un umidificatore (ma senza aggiungere sostanze balsamiche, che potrebbero irritare!). Vanno bene anche salviette bagnate sui termosifoni o gli appositi contenitori di acqua;

– FAR BERE AL BAMBINO PIU’ DEL SOLITO dare da bere in abbondanza, perché i liquidi fluidificano il muco;

– LATTE CALDO CON MIELE somministrare latte caldo, magari addolcito con miele (si ricorda però che il miele è vietato fino all’anno), che aumenta la fluidità del muco e allevia il fastidio avvertito dalla gola irritata. Va ricordato tuttavia che anche per il miele sono stati segnalati effetti collaterali, come irrequietezza e insonnia: il consiglio quindi è di moderare sempre le dosi e non somministrare mai sotto l’anno di età, dove gli effetti collaterali sono stati più importanti;

– DIVIETO DI FUMO non fare mai soggiornare il bambino in luoghi in cui si fuma. E occhio anche al fumo di terza mano: quello che si attacca ai vestiti e ai capelli. Per cui, se dopo aver fumato all’esterno (in terrazzo o in giardino), rientrando in casa si prende in braccio il figlio o la figlia, inevitabilmente inalerà le sostanze che si sono attaccate agli abiti e sono irritanti per le prime vie aeree. Il consiglio quindi, per la salute di tutti, è smettere di fumare!

– AREARE LA STANZA E TEMPERATURA NON OLTRE I 20°c.