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Obesità infantile: in Europa 1 bimbo su 3 è in sovrappeso. In Italia fenomeno in crescita

Pubblicato il 18 Dic 2018 alle 1:01pm

In Europa un bambino su tre è in sovrappeso. Sono molto preoccupanti i dati emersi sull’obesità infantile da un nuovo nel nuovo Rapporto “Diamogli peso: l’impegno dell’Unicef per combattere la malnutrizione”, lanciato oggi.

Nel 2017 38,3 milioni di bambini sotto i 5 anni risultavano in sovrappeso, 8 milioni in più rispetto ai 30,1 milioni del 2000. Nel 2017, il 5,6% della popolazione infantile mondiale sotto i 5 anni risultava sovrappeso. In Europa 1 bambino su 3 è in sovrappeso. In Italia la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentata di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975. L’obesità infantile in Italia – dice l’Unicef – non è dovuta soltanto ad una cattiva alimentazione (eccesso di consumo di zuccheri e di grassi), ma anche ad uno stile di vita troppo spesso sedentario. Secondo gli ultimi dati Istat la quota dei bambini sedentari è molto alta nella fascia di età compresa tra i 3 e i 5 anni (48,8%) che diminuisce nelle fasce di età successive, ma inizia a risalire e a mantenersi alta a partire dalla fascia di età 18 – 19 anni (20,8%). Il Rapporto evidenzia inoltre che a livello internazionale, nei soggetti di età compresa tra i 9 e i 14 anni, il 7,1% dei maschi e il 13,4% delle femmine presenta un comportamento alimentare disturbato. I disturbi del comportamento alimentare si presentano con maggior frequenza nei paesi industrializzati e ad alto reddito.

“Quando si parla di malnutrizione il nostro immaginario ci porta direttamente a situazioni legate ai paesi più poveri – ha dichiarato Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia – Infatti, uno dei maggiori problemi per l’infanzia nel mondo è quello dei bambini malnutriti a causa della sotto-alimentazione. Tuttavia, malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano. Per questo, attraverso questo rapporto, vogliamo mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Infine, grazie al contributo di esperti, vogliamo presentare altri due aspetti legati alla questione della cattiva alimentazione, in particolare nel nostro paese – conclude Samengo – . Il primo è quello della sicurezza alimentare: anche in Italia bambini e bambine che vivono nei nuclei familiari più poveri non hanno accesso a fonti di cibo sicure e sufficienti. Il secondo è quello dei disordini alimentari, che porta alla luce una forma crescente di disagio tra gli adolescenti e presta il fianco ad una serie di altre problematiche quali quelle del bullismo legato all’immagine fisica”.

Soleterre: al via l’asta dei sogni “Dreaming Night For Children”, in palio speciali experience con Pio e Amedeo, TheGiornalist, Maurizia Cacciatori, Demetrio Albertini e altri

Pubblicato il 26 Nov 2018 alle 12:24pm

“Fashion For Children” è l’evento esclusivo organizzato da Fondazione SOLETERRE, che compie 10 anni e per l’occasione si rinnova grazie a un nuovo format ideato, organizzato e donato a Soleterre da Action Agency di Manuela Ronchi. (altro…)

Tosse. come riconoscerla e cosa fare soprattutto per i bambini

Pubblicato il 18 Nov 2018 alle 7:26am

La tosse è il riflesso protettivo che serve a ripulire le vie aeree dalle secrezioni o da materiale inalato, come lo smog e germi. Con un colpo di tosse viene generata all’interno dei polmoni una forte pressione verso l’esterno: le vie aeree vengono liberate dal muco, particelle estranee molto spesso irritanti (come polveri) e da microbi, batteri e virus, che possono provocare malattie.

La tosse è spesso causa di ansia e sonno agitato, sia per i bambini che per i genitori, ed in generale, se non disturba la vita quotidiana del piccolo, scompare dopo 3 o 4 giorni, cosa che non implica la necessita di rivolgersi ad un pediatra.

La visita è però necessaria in caso di tosse persistente per molti giorni, tanto da ostacolare le normali attività quotidiane, oppure in caso di febbre (soprattutto se superiore a 39°C).

O in occasione, di un altro tipo di tosse: quella che compare all’improvviso e in modo violento. In questo caso potrebbe trattarsi di inalazione di un corpo estraneo e occorre chiamare in tal caso subito il numero unico di emergenza 112 (o il 118).

Come curare la tosse che dura pochi giorni.

– PULIZIA DEL NASO PIU’ VOLTE AL GIORNO effettuare più volte durante il giorno la pulizia delle cavità nasali con la soluzione fisiologica: in farmacia o anche nella grande distribuzione si trovano spray o fialette da inalare direttamente nelle narici del bambino;

– NANNA CON LA TESTA SOLLEVATA far dormire il bambino con la testa un po’ più sollevata rispetto al solito, magari inserendo sotto al materasso un cuscino aggiuntivo;

– AEROSOL CON SOLUZIONE FISIOLOGICA umidificare le vie aeree facendo al piccolo degli aerosol con la soluzione fisiologica (senza l’aggiunta di altri medicinali!): il vapore inalato aiuta a sciogliere il muco.

– UMIDIFICARE LA STANZA umidificare gli ambienti, con l’aiuto di un umidificatore (ma senza aggiungere sostanze balsamiche, che potrebbero irritare!). Vanno bene anche salviette bagnate sui termosifoni o gli appositi contenitori di acqua;

– FAR BERE AL BAMBINO PIU’ DEL SOLITO dare da bere in abbondanza, perché i liquidi fluidificano il muco;

– LATTE CALDO CON MIELE somministrare latte caldo, magari addolcito con miele (si ricorda però che il miele è vietato fino all’anno), che aumenta la fluidità del muco e allevia il fastidio avvertito dalla gola irritata. Va ricordato tuttavia che anche per il miele sono stati segnalati effetti collaterali, come irrequietezza e insonnia: il consiglio quindi è di moderare sempre le dosi e non somministrare mai sotto l’anno di età, dove gli effetti collaterali sono stati più importanti;

– DIVIETO DI FUMO non fare mai soggiornare il bambino in luoghi in cui si fuma. E occhio anche al fumo di terza mano: quello che si attacca ai vestiti e ai capelli. Per cui, se dopo aver fumato all’esterno (in terrazzo o in giardino), rientrando in casa si prende in braccio il figlio o la figlia, inevitabilmente inalerà le sostanze che si sono attaccate agli abiti e sono irritanti per le prime vie aeree. Il consiglio quindi, per la salute di tutti, è smettere di fumare!

– AREARE LA STANZA E TEMPERATURA NON OLTRE I 20°c.

Maschere di bellezza a 3 anni di età?

Pubblicato il 17 Nov 2018 alle 7:25am

I bambini sono i prossimi destinatari del business dell’estetica almeno a giudicare da quanti cosmetici sono stati realizzati appositamente per i piccoli ed esposti alla fiera Cosmoprof Asia di Hong Kong. (altro…)

Bambini paralizzati in pochi giorni: si cerca di identificare virus misterioso

Pubblicato il 15 Ott 2018 alle 6:15am

Sono già 5 i casi registrati in pochissimi giorni. Un misterioso virus provoca la paralisi degli arti nei più piccolini. Fino a oggi ha colpito già bambini al di sotto dei 6 anni e i medici stanno cercando di capire cosa lo abbia provocato.

L’emergenza è scattata e si teme possano susseguirsi altri episodi. I sintomi sono quelli della poliomelite, difficoltà respiratoria e debolezza. Ma all’improvviso, in ospedale, le piccole vittime hanno iniziato a subire anche una paralisi delle braccia e delle gambe.

Bambini, i pediatri consigliano 5 pasti al giorno

Pubblicato il 13 Ott 2018 alle 6:38am

I pediatri consigliano alle mamme cinque pasti al giorno, nel segno dell’equilibrio e della varietà. A colazione, pranzo, cena e spuntini, nel piatto dei più piccoli non devono mai mancare carboidrati, fibre, proteine, grassi, vitamine e minerali, da combinare in percentuale variabile a seconda dei momenti della giornata e del loro gusto.

Il tema è stato lanciato in occasione dell’Obesity Day, giornata dedicata anche all’educazione alimentare e alla prevenzione del sovrappeso, un problema che oggi è molto sentito visto che riguarda il 23% dei bambini, di cui, il 9% è obeso, mentre un altro 2% è gravemente obeso.

Vediamo allora come suddividere secondo i consigli degli esperti gli alimenti indispensabili nell’arco della giornata:

1. Non saltare mai la colazione. Il 33% dei bambini fa una prima colazione inadeguata, mentre l’8% la salta per mancanza di tempo o di appetito. Pane e miele, o marmellata, o cioccolato spalmabile, sono le varie alternative. Sì anche a pancake, cereali, biscotti, fette biscottate o prodotti da forno. Il tutto abbinandolo ad una tazza di latte, yogurt bianco o bevande vegetali e porzione di frutta fresca.

2. E per lo spuntino di metà mattinata, pratico e leggero da trasportare e consumare anche a scuola, basta semplicemente cambiare, ogni giorno della settimana.

3. Il pranzo, invece, il più importante della giornata, deve garantire il 40% delle calorie totali giornaliere. Carboidrati, proteine, grassi e micronutrienti (vitamine, sali minerali e fibre) devono essere ben dosati, bilanciati e abbinati tra di loro. Ad esempio, un primo e un secondo piatto, verdura cruda o cotta e pane, oppure piatto unico, verdura cruda o cotta e pane.

4. La merenda pomeridiana, può essere dolce o salata, l’importante è che tra merenda e cena passino almeno 3-4 ore per agevolare i processi di digestione ed evitare cali glicemici troppo alti. Non va mai, però, saltata; deve essere variata, moderata, proporzionata (senza eccedere con zuccheri e calorie). Sì, dunque, a frullati, centrifugati, yogurt, infusi di frutta e verdura, macedonie.

5. Una quota adeguata poi di carboidrati, deve essere accompagnata o combinata anche la sera con una porzione proteica. Meglio duqnue optare per piatti semplici a base di carne o formaggi magri, con l’aggiunta di olio dopo la cottura per ridurre i tempi di digestione.

Insegnare ai bambini a mangiare verdura, legumi, latticini. Facendo variare la loro alimentazione evitando così possibili intolleranze alimentati poi.

In Francia 14 bambini sono nati senza braccia o mani, ma non si conosce la causa

Pubblicato il 12 Ott 2018 alle 7:05am

Tra il 2009 e il 2017 sono nati in Francia sette bambini senza braccia, mani o avambracci nelle regioni rurali della Loira atlantica, nei pressi della città di Nantes e in Bretagna. Altri sette hanno presentato le stesse malformazioni nel paese di Druillat, al confine con la Svizzera. Tale tipologia di malformazione genetica è denominata scientificamente “agenesia”, malattia dello sviluppo dell’embrione che ne compromette la completa formazione tra il 26esimo e 56esimo giorno dopo il concepimento.

Sulla questione si è pronunciata l’autorità francese, pubblicando un rapporto in cui si escludono cause genetiche o cromosomiche per spiegare l’origine delle malformazioni. Il dottor Bertrand Gagnière, epidemiologo, ha commentato: “Sappiamo che è inutile lanciare studi in assenza di ipotesi. La letteratura scientifica mostra che la loro capacità di identificare una causa è inferiore all’1%”.

L’agenzia di sanità pubblica ha poi incontrato le famiglie dei bambini nati malformati per capire eventuale nesso, se avessero assunto droghe durante la gravidanza o alcolici. Alla risposta negativa delle madri l’autorità ha deciso di sospendere le indagini.

Tuttavia alcuni epidemiologi hanno contestato la decisione dell’ente di sanità pubblica, attribuendogli degli “errori di valutazione”. Secondo alcuni scienziati l’origine di queste malformazioni potrebbe da attribuirsi all’ambiente circostante che, essendo rurale, viene spesso contaminato da pesticidi. Tuttavia il legame tra ambiente e agenesia non è stato ancora scientificamente dimostrato, essendo i casi analizzati molto pochi per formare un campione valido.

Giornata Mondiale della Vista: a rischio bambini e giovanissimi per troppe ore su tablet. Oggi visite gratuite in tutta Italia

Pubblicato il 11 Ott 2018 alle 6:47am

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Vista. Occasione buona per pensare alla salute dei nostri occhi. Mal di testa ricorrenti, tendenza a strizzare gli occhi e fastidio a guardare verso fonti luminose, sono solo alcuni dei sintomi più frequenti che colpiscono circa 15 milioni di persone miopi in Italia.

Un problema in forte aumento, soprattutto tra i giovanissimi, tanto che oltre due ragazzi su 10, già all’età di 15 anni, ne sono colpiti. Colpa delle tante ore passate al chiuso di una camera di fronte allo schermo del cellulare o al monitor del pc. In molti casi, con qualche accorgimento, si potrebbe prevenire o addirittura ritardare la progressione.

A spiegarlo sono gli esperti, in occasione della Giornata Mondiale della Vista, che si celebra appunto oggi 11 ottobre, per riaffermare, ancora una volta, l’importanza di un bene molto prezioso ma ancora oggi molto sottovalutato.

Secondo infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sono 253 milioni i disabili visivi nel mondo, di cui 217 milioni gli ipovedenti e 36 milioni i ciechi. E, entro il 2050, metà della popolazione mondiale potrebbe essere affetta da miopia, come affermato dallo studio australiano, pubblicato dalla rivista scientifica Ophthalmology.

A preoccupare gli esperti sono soprattutto i bambini. Tra i più piccoli, studi epidemiologici su popolazione europea, «mostrano che la prevalenza della miopia all’età di 9 anni è già del 12%. Aumenta al 18% circa a 15 anni e raggiunge il 24% in età adulta. L’incidenza maggiore è nelle femmine» spiega Grazia Pertile, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negar (Verona).

Nel caso in cui si tratti di miopia acquisita (e non di tipo ereditario), due i consigli principali: «Far stare almeno un ora al giorno i bimbi all’aria aperta, perché questo costringe l’occhio a utilizzare anche il campo visivo periferico, cosa molto importante, considerando che passano 6-8 ore al chiuso sui banchi di scuola» spiega Pertile. Inoltre «utilizzare cellulari, pc e tablet, così come i libri, a distanza maggiore di 30 cm dagli occhi». Non è però solo la miopia che i genitori dovrebbero temere.

In occasione della Giornata Mondiale che si celebra oggi 11 ottobre, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, in collaborazione con la Società Oftalmologica Italiana (Soi), offrirà 15.000 visite gratuite per chi non ha mai fatto prevenzione (www.iapb.it). In molte città italiane, nel mese di ottobre, sarà possibile sottoporsi a check-up gratuiti a bordo di Unità mobili oftalmiche o in ambulatori e ricevere il materiale informativo in merito. Obiettivo principale è quello di portare dall’oculista le tantissime persone che non ci sono mai andate.

Boom di mal di schiena già a 11 anni a causa dei tablet. Lo sport può ridurre il rischio

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 9:00am

Il mal di schiena colpisce sempre più i bambini, con dolori anche invalidanti fin dall’inizio della pubertà. La colpa è da attribuire anche alle ore passate con la schiena china su tablet e pc, fare sport in modo regolare può ridurre il rischio di sviluppare lombalgie. “Sempre più spesso i bambini iniziano a soffrire di mal di schiena in età adolescenziale, intorno agli 11 anni, e la colpa è delle abitudini scorrette, mancanza di attività motoria e passatempi sedentari, che modificano l’atteggiamento posturale – spiega David Pomarici, fisioterapista, osteopata, responsabile del Servizio di posturologia dell’età evolutiva presso il GRUPPO INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano -. Ma attenzione, postura sbagliata non significa maggior rischio di patologie della colonna vertebrale, come la scoliosi e la cifosi. Lì c’è un aspetto genetico e familiare”.

Se si vuole prevenire il mal di schiena, bisogna dunque dire no a tablet, smartphone e videogames in nome dello sport. “In Italia molti bambini praticano sport solo un’ora a settimana, la maggior parte ha la televisione in camera, molti altri, invece, passano più di due ore al giorno davanti alla tv e ai videogiochi. Questo è uno dei principali fattore di rischio non solo per l’aumento del peso ponderale ma anche per il mal di schiena.

Secondo l’esperto “L’ideale sarebbe quello di praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno, sport, gioco all’aria aperta, corsa o passeggiata”.

“Si deve iniziare già dai 6 anni, preferibilmente sport individuali, come arti marziali e nuoto, perché il bambino inizia ad avere consapevolezza del proprio corpo, poi dagli 8 ai 12 anni può passare a uno sport di squadra – afferma l’osteopata -. Lo sport infatti aiuta nel percorso di crescita fisica e psichica e, insieme a sane abitudini alimentari, contrasta sedentarietà e cattive abitudini posturali. Poi per il mal di schiena ci sono alcuni sport più indicati di altri. L’equitazione, ad esempio, migliora la postura e l’equilibrio, a differenza del nuoto, della danza classica o del tennis”.

Ma allora cosa fare nel caso in cui, invece, i primi dolori e fastidi alla schiena siano già insorti? “L’osteopata fa una prima valutazione clinica generale – spiega Pomarici – Valuta l’armonia o la disarmonia della colonna vertebrale, l’appoggio podalico, la masticazione, il sovrappeso ponderale, ma anche l’aspetto psicologico, perché la postura risente delle emozioni, del nostro carattere. Laddove si riscontrano dei problemi, dei paramorfismi o dimorfismi, scoliosi già strutturate o ipercifosi, si invia il paziente da uno specialista ortopedico”.

Yogurt: uno recente studio mette in guardia dallo zucchero

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 6:01am

Gli yogurt, in gran parte di quelli che troviamo in vendita nei supermercati e nei negozi, contengono zucchero in grosse quantità, specialmente se per bambini e biologici. Fatta eccezione per lo yogurt greco e quello bianco naturale. (altro…)