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Bambini paralizzati in pochi giorni: si cerca di identificare virus misterioso

Pubblicato il 15 Ott 2018 alle 6:15am

Sono già 5 i casi registrati in pochissimi giorni. Un misterioso virus provoca la paralisi degli arti nei più piccolini. Fino a oggi ha colpito già bambini al di sotto dei 6 anni e i medici stanno cercando di capire cosa lo abbia provocato.

L’emergenza è scattata e si teme possano susseguirsi altri episodi. I sintomi sono quelli della poliomelite, difficoltà respiratoria e debolezza. Ma all’improvviso, in ospedale, le piccole vittime hanno iniziato a subire anche una paralisi delle braccia e delle gambe.

Bambini, i pediatri consigliano 5 pasti al giorno

Pubblicato il 13 Ott 2018 alle 6:38am

I pediatri consigliano alle mamme cinque pasti al giorno, nel segno dell’equilibrio e della varietà. A colazione, pranzo, cena e spuntini, nel piatto dei più piccoli non devono mai mancare carboidrati, fibre, proteine, grassi, vitamine e minerali, da combinare in percentuale variabile a seconda dei momenti della giornata e del loro gusto.

Il tema è stato lanciato in occasione dell’Obesity Day, giornata dedicata anche all’educazione alimentare e alla prevenzione del sovrappeso, un problema che oggi è molto sentito visto che riguarda il 23% dei bambini, di cui, il 9% è obeso, mentre un altro 2% è gravemente obeso.

Vediamo allora come suddividere secondo i consigli degli esperti gli alimenti indispensabili nell’arco della giornata:

1. Non saltare mai la colazione. Il 33% dei bambini fa una prima colazione inadeguata, mentre l’8% la salta per mancanza di tempo o di appetito. Pane e miele, o marmellata, o cioccolato spalmabile, sono le varie alternative. Sì anche a pancake, cereali, biscotti, fette biscottate o prodotti da forno. Il tutto abbinandolo ad una tazza di latte, yogurt bianco o bevande vegetali e porzione di frutta fresca.

2. E per lo spuntino di metà mattinata, pratico e leggero da trasportare e consumare anche a scuola, basta semplicemente cambiare, ogni giorno della settimana.

3. Il pranzo, invece, il più importante della giornata, deve garantire il 40% delle calorie totali giornaliere. Carboidrati, proteine, grassi e micronutrienti (vitamine, sali minerali e fibre) devono essere ben dosati, bilanciati e abbinati tra di loro. Ad esempio, un primo e un secondo piatto, verdura cruda o cotta e pane, oppure piatto unico, verdura cruda o cotta e pane.

4. La merenda pomeridiana, può essere dolce o salata, l’importante è che tra merenda e cena passino almeno 3-4 ore per agevolare i processi di digestione ed evitare cali glicemici troppo alti. Non va mai, però, saltata; deve essere variata, moderata, proporzionata (senza eccedere con zuccheri e calorie). Sì, dunque, a frullati, centrifugati, yogurt, infusi di frutta e verdura, macedonie.

5. Una quota adeguata poi di carboidrati, deve essere accompagnata o combinata anche la sera con una porzione proteica. Meglio duqnue optare per piatti semplici a base di carne o formaggi magri, con l’aggiunta di olio dopo la cottura per ridurre i tempi di digestione.

Insegnare ai bambini a mangiare verdura, legumi, latticini. Facendo variare la loro alimentazione evitando così possibili intolleranze alimentati poi.

In Francia 14 bambini sono nati senza braccia o mani, ma non si conosce la causa

Pubblicato il 12 Ott 2018 alle 7:05am

Tra il 2009 e il 2017 sono nati in Francia sette bambini senza braccia, mani o avambracci nelle regioni rurali della Loira atlantica, nei pressi della città di Nantes e in Bretagna. Altri sette hanno presentato le stesse malformazioni nel paese di Druillat, al confine con la Svizzera. Tale tipologia di malformazione genetica è denominata scientificamente “agenesia”, malattia dello sviluppo dell’embrione che ne compromette la completa formazione tra il 26esimo e 56esimo giorno dopo il concepimento.

Sulla questione si è pronunciata l’autorità francese, pubblicando un rapporto in cui si escludono cause genetiche o cromosomiche per spiegare l’origine delle malformazioni. Il dottor Bertrand Gagnière, epidemiologo, ha commentato: “Sappiamo che è inutile lanciare studi in assenza di ipotesi. La letteratura scientifica mostra che la loro capacità di identificare una causa è inferiore all’1%”.

L’agenzia di sanità pubblica ha poi incontrato le famiglie dei bambini nati malformati per capire eventuale nesso, se avessero assunto droghe durante la gravidanza o alcolici. Alla risposta negativa delle madri l’autorità ha deciso di sospendere le indagini.

Tuttavia alcuni epidemiologi hanno contestato la decisione dell’ente di sanità pubblica, attribuendogli degli “errori di valutazione”. Secondo alcuni scienziati l’origine di queste malformazioni potrebbe da attribuirsi all’ambiente circostante che, essendo rurale, viene spesso contaminato da pesticidi. Tuttavia il legame tra ambiente e agenesia non è stato ancora scientificamente dimostrato, essendo i casi analizzati molto pochi per formare un campione valido.

Giornata Mondiale della Vista: a rischio bambini e giovanissimi per troppe ore su tablet. Oggi visite gratuite in tutta Italia

Pubblicato il 11 Ott 2018 alle 6:47am

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Vista. Occasione buona per pensare alla salute dei nostri occhi. Mal di testa ricorrenti, tendenza a strizzare gli occhi e fastidio a guardare verso fonti luminose, sono solo alcuni dei sintomi più frequenti che colpiscono circa 15 milioni di persone miopi in Italia.

Un problema in forte aumento, soprattutto tra i giovanissimi, tanto che oltre due ragazzi su 10, già all’età di 15 anni, ne sono colpiti. Colpa delle tante ore passate al chiuso di una camera di fronte allo schermo del cellulare o al monitor del pc. In molti casi, con qualche accorgimento, si potrebbe prevenire o addirittura ritardare la progressione.

A spiegarlo sono gli esperti, in occasione della Giornata Mondiale della Vista, che si celebra appunto oggi 11 ottobre, per riaffermare, ancora una volta, l’importanza di un bene molto prezioso ma ancora oggi molto sottovalutato.

Secondo infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sono 253 milioni i disabili visivi nel mondo, di cui 217 milioni gli ipovedenti e 36 milioni i ciechi. E, entro il 2050, metà della popolazione mondiale potrebbe essere affetta da miopia, come affermato dallo studio australiano, pubblicato dalla rivista scientifica Ophthalmology.

A preoccupare gli esperti sono soprattutto i bambini. Tra i più piccoli, studi epidemiologici su popolazione europea, «mostrano che la prevalenza della miopia all’età di 9 anni è già del 12%. Aumenta al 18% circa a 15 anni e raggiunge il 24% in età adulta. L’incidenza maggiore è nelle femmine» spiega Grazia Pertile, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negar (Verona).

Nel caso in cui si tratti di miopia acquisita (e non di tipo ereditario), due i consigli principali: «Far stare almeno un ora al giorno i bimbi all’aria aperta, perché questo costringe l’occhio a utilizzare anche il campo visivo periferico, cosa molto importante, considerando che passano 6-8 ore al chiuso sui banchi di scuola» spiega Pertile. Inoltre «utilizzare cellulari, pc e tablet, così come i libri, a distanza maggiore di 30 cm dagli occhi». Non è però solo la miopia che i genitori dovrebbero temere.

In occasione della Giornata Mondiale che si celebra oggi 11 ottobre, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, in collaborazione con la Società Oftalmologica Italiana (Soi), offrirà 15.000 visite gratuite per chi non ha mai fatto prevenzione (www.iapb.it). In molte città italiane, nel mese di ottobre, sarà possibile sottoporsi a check-up gratuiti a bordo di Unità mobili oftalmiche o in ambulatori e ricevere il materiale informativo in merito. Obiettivo principale è quello di portare dall’oculista le tantissime persone che non ci sono mai andate.

Boom di mal di schiena già a 11 anni a causa dei tablet. Lo sport può ridurre il rischio

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 9:00am

Il mal di schiena colpisce sempre più i bambini, con dolori anche invalidanti fin dall’inizio della pubertà. La colpa è da attribuire anche alle ore passate con la schiena china su tablet e pc, fare sport in modo regolare può ridurre il rischio di sviluppare lombalgie. “Sempre più spesso i bambini iniziano a soffrire di mal di schiena in età adolescenziale, intorno agli 11 anni, e la colpa è delle abitudini scorrette, mancanza di attività motoria e passatempi sedentari, che modificano l’atteggiamento posturale – spiega David Pomarici, fisioterapista, osteopata, responsabile del Servizio di posturologia dell’età evolutiva presso il GRUPPO INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano -. Ma attenzione, postura sbagliata non significa maggior rischio di patologie della colonna vertebrale, come la scoliosi e la cifosi. Lì c’è un aspetto genetico e familiare”.

Se si vuole prevenire il mal di schiena, bisogna dunque dire no a tablet, smartphone e videogames in nome dello sport. “In Italia molti bambini praticano sport solo un’ora a settimana, la maggior parte ha la televisione in camera, molti altri, invece, passano più di due ore al giorno davanti alla tv e ai videogiochi. Questo è uno dei principali fattore di rischio non solo per l’aumento del peso ponderale ma anche per il mal di schiena.

Secondo l’esperto “L’ideale sarebbe quello di praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno, sport, gioco all’aria aperta, corsa o passeggiata”.

“Si deve iniziare già dai 6 anni, preferibilmente sport individuali, come arti marziali e nuoto, perché il bambino inizia ad avere consapevolezza del proprio corpo, poi dagli 8 ai 12 anni può passare a uno sport di squadra – afferma l’osteopata -. Lo sport infatti aiuta nel percorso di crescita fisica e psichica e, insieme a sane abitudini alimentari, contrasta sedentarietà e cattive abitudini posturali. Poi per il mal di schiena ci sono alcuni sport più indicati di altri. L’equitazione, ad esempio, migliora la postura e l’equilibrio, a differenza del nuoto, della danza classica o del tennis”.

Ma allora cosa fare nel caso in cui, invece, i primi dolori e fastidi alla schiena siano già insorti? “L’osteopata fa una prima valutazione clinica generale – spiega Pomarici – Valuta l’armonia o la disarmonia della colonna vertebrale, l’appoggio podalico, la masticazione, il sovrappeso ponderale, ma anche l’aspetto psicologico, perché la postura risente delle emozioni, del nostro carattere. Laddove si riscontrano dei problemi, dei paramorfismi o dimorfismi, scoliosi già strutturate o ipercifosi, si invia il paziente da uno specialista ortopedico”.

Yogurt: uno recente studio mette in guardia dallo zucchero

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 6:01am

Gli yogurt, in gran parte di quelli che troviamo in vendita nei supermercati e nei negozi, contengono zucchero in grosse quantità, specialmente se per bambini e biologici. Fatta eccezione per lo yogurt greco e quello bianco naturale. (altro…)

Attenti ai piccoli oggetti che i bambini possono ingoiare: ami, monete, pile, parti di giocattolo

Pubblicato il 04 Ago 2018 alle 12:04pm

Attenzione ai bambini possono ingoiare di tutto e di più. Oggetti molto pericolosi per la loro salute e soprattutto vita, se non scoperti in tempo e recuperabili.

Soprattutto se si parla di bambini molto piccoli che non sanno parlare e non sanno dire che sono hanno ingerito.

Ecco allora alcuni oggetti recuperati dal corpo di bambini più piccoli, raccolti in una bacheca esposta nel reparto di chirurgia Endoscopica digestiva dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Qui, al ritmo di una o due volte a settimana, vengono effettuati interventi di rimozione di corpi estranei ingeriti dai piccoli”.

A rivelarlo è la pediatra – gastroenterologa Paola De Angelis, che da 22 anni si occupa di questi particolari «ripescaggi».

“Un piccolo di quasi 4 anni ha ingerito una pila a bottone di uso comune nei videogiochi e in altri dispositivi. L’ha messa in bocca e poi l’ha ingoiata. – Racconta la dottoressa De Angelis – Poco dopo ha iniziato a avvertire forti dolori addominali che hanno costretto i genitori, ignari di quanto fosse accaduto, a portarlo subito in ospedale”.

La pila però essendo molto piccola era del tutto invisibile all’esame ecografico e ad altri tipi di indagini: dopo giorni di ansia sono stati i medici del Bambino Gesù hanno scoperto la presenza della piccolissima batteria nell’esofago del piccolo grazie a una radiografia addominale, che gli ha salvato la vita.

Altro caso è quello della bambina che ha ingoiato una monetina caduta nel carrozzino.

“Caterina – racconta la dottoressa De Angelis – era una lattante di pochi mesi di vita che, chissà come, era riuscita a inghiottire una moneta da 5 centesimi facendola passare nel suo piccolissimo esofago. L’aveva trovata direttamente nel passeggino, in quanto caduta dalle tasche della mamma. I genitori se ne sono accorti perché la piccola piangeva, sembrava soffocare e cercava di vomitare. Corsi al pronto soccorso, la monetina è stata estratta con l’endoscopio. Si era fermata dietro la gola, proprio all’inizio dell’esofago, molto vicina alle vie aeree”.

Altri casi, dice la dottoressa, sono quelli di bambini che nel mangiare il lecca lecca, ingoiano anche il bastoncino di plastica difficile da visualizzare in quanto nelle radiografie non c’è traccia, unico modo per scovarlo è l’endoscopio.

La De Angelis, infine, spiega che oltre a questi oggetti, nella sua lunga esperienza clinica le sono capitati casi di ami, spilli, piccole parti di giocattoli, palline, chiavi e chi più ne ha ne metta.

Attenzione, dunque, tenete sempre d’occhio i vostri bambini, evitate di tenere in casa piccolissimi oggetti, o a portata di mano, basta un piccolo istante di distrazione e possono rischiare di perdere la vita!

Con chat e social aumenta il deficit d’attenzione nei bambini

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 6:37am

Gli adolescenti che usano troppo spesso lo smartphone e gli altri dispositivi multimediali hanno un rischio maggiore, quasi doppio rispetto ai loro coetanei, di sviluppare disturbi comportamentali. In particolare il cosiddetto disturbo da iperattività e deficit di attenzione (ADHD), problema che influisce sul rendimento scolastico impedendo a chi ne soffre di portare a termine compiti assegnati, prestare attenzione alle lezioni e non solo, e di concentrarsi.

A rivelarlo è un recente studio condotto dalla Università della Southern California pubblicato sul Journal of the American Medical Association, che si è concentrato sull’uso del social network, delle chat, dei messaggini e dei video in streaming, della musica online o da scaricare, piuttosto che su intrattenimenti più tradizionali quali TV e video game, spiega l’autore principale dello studio, Adam Leventhal.

“La tecnologia mobile che oggi è disponibile, può fornire stimoli di elevato impatto in maniera rapida e in ogni momento della giornata, con effetti probabilmente ancora più profondi dei media classici”.

Per questo i ricercatori Usa sono partiti da un campione di 4100 ragazzi di scuola superiore (15-16 anni), da cui hanno selezionato 2.587 giovani senza ADHD, escludendo chi già soffriva del disturbo, osservando l’emergenza di nuove problematiche comportamentali nel corso dei due anni di studio.

I 2.587 adolescenti che sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda della frequenza di uso di 14 piattaforme digitali (ad es. Facebook), dopo due anni hanno fatto rilevare la comparsa di nuovi sintomi di ADHD in questi giovani inizialmente sani.

Ecco allora che gli specialisti hanno capito che esiste una probabilità di comparsa di sintomi di ADHD nei due anni di studio per i consumatori assidui di media digitali, possibilità che è circa doppia rispetto ai coetanei che usano i media con parsimonia.

Bambino Gesù, diagnosticate 16 nuove malattie rare

Pubblicato il 14 Lug 2018 alle 8:52am

Cresce l’attività dell’ospedale pediatrico della Santa Sede. Aumentano infatti le prestazioni e i ricoveri. Quasi 2 milioni di interventi ambulatoriali (+12% rispetto all’anno precedente, +60% rispetto a 5 anni prima), e oltre 28mila ricoveri (+5% rispetto allo scorso anno), 321 trapianti di organi e tessuti.

Inoltre sono state identificate ben 16 nuove malattie rare che erano orfane di diagnosi. Più di 13mila i pazienti «casi unici o quasi». Si intensifica inoltre la produzione scientifica con 663 pubblicazioni.

Il Bambin Gesù di Roma guidato da Mariella Enoc anticipa i risultati del 2017 presentati a Roma alcuni giorni fa a San Paolo fuori le Mura insieme con i numeri del bilancio sociale.

«Il Papa ha molto a cuore il Bambino Gesù. Non mancano gesti per manifestare la sua attenzione e il suo sostegno. Lo considera strumento quanto mai valido di quella carità che gli sta tanto a cuore», dice il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, alla presentazione del Bilancio sociale dell’Ospedale pediatrico.

Nel suo intervento il direttore generale dell’ospedale Ruggero Parrotto ha precisato: «Questo è l’Ospedale del Papa ma non riceve fondi dalla Santa Sede: è giusto così ed è giusto che si sappia. Per questo chiediamo alle istituzioni in maniera trasparente di poter avere quello che è giusto». Anche se, come notorio, non è il Vaticano a sostenere finanziariamente l’ospedale, Parolin ha voluto puntualizzare il forte sostegno del Papa alla struttura.

E ancora ha spiegato «Senza ricerca non c’è cura. L’ospedale non deve essere una azienda ma una comunità aperta e accogliente di persone orientate a una missione precisa. Nei prossimi anni faremo investimenti strutturali e tecnologici che cambieranno il volto dell’ospedale in particolare a Roma e Palidoro, sul litorale laziale. A gennaio aprirà a Villa Luisa, sulla via Aurelia, il primo hospice pediatrico del Centro-Sud Italia». Sempre a Roma, «ma ci vorranno alcuni anni abbiamo avviato il programma per la realizzazione di un grande polo ospedaliero in via di Villa Pamphili che raddoppierà la superficie del Gianicolo. Sono sfide grandi, che fanno tremare i polsi. Ma sono sfide ineludibili». Alla domanda sull’ammontare degli investimenti Enoc ha concluso: «Sulla cifra non siamo ancora in grado di valutare complessivamente – conclude – ma le acquisizioni hanno già superato i 50 milioni di euro».

Oncoematologia Pediatrica Policlinico di Pavia, nuovi spazi e nuova scuola per 8.500 bambini grazie a Sole Terre e Trenta Ore per la vita

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 10:27am

Grazie ai fondi raccolti da Fondazione SOLETERRE e da TRENTA ORE PER LA VITA, circa 250mila euro, sono ufficialmente terminati i lavori di riqualificazione del DAY HOSPITAL DI ONCOEMATOLIGIA PEDIATRICA del POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA, iniziati lo scorso 17 marzo.

«Un vero record in termini di tempi efficacia ed efficienza e in un’ottica di psicologia ambientale dove la qualità degli spazi quotidiani diventa terapia, grazie alla bellezza e all’attenzione» – racconta Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e psicologo clinico.

»La realizzazione di questo progetto è per noi un grande traguardo e conferma l’impegno di Trenta Ore per la Vita nel campo dell’oncoematologia pediatrica – dichiara Rita Salci, Presidente di Trenta Ore per la Vita – siamo lieti che finalmente tanti bambini e adolescenti malati di tumore in cura al Policlinico San Matteo di Pavia potranno avere degli spazi a loro misura».

I lavori di ristrutturazione sono stati realizzati in due fasi: una prima fase ha coinvolto la scuola e il corridoio del reparto, dove è stato ammodernato il controsoffitto con colori e illuminazione, realizzate grafiche a tema e apposti nuovi arredi funzionali allo studio e alla permanenza dei piccoli in reparto; una seconda fase, invece, ha coinvolto l’atrio d’ingresso della palazzina pediatrica, dove in particolare sono state ammodernate le pareti con grafiche e colori, sono stati acquistati nuovi arredi e nuove illuminazioni.

Il progetto è stato ideato dallo studio di architettura PRINCIPIO ATTIVO Architecture Group srl (www.principioattivo.eu), realizzato grazie al contributo tra gli altri di Associazione Trenta Ore Per la Vita e il supporto del programma Televisivo Maurizio Costanzo Show. Il reparto è stato inoltre arricchito di beni e arredi donati da Fondazione Umberto Veronesi, grazie al prezioso contributo di Fondazione De Agostini, nell’ambito del progetto “Fondazione Umberto Veronesi Easy Room”, che si è ben integrato con il progetto di Soleterre, destinando spazi appositi agli adolescenti in cura. «Il progetto Fondazione Umberto Veronesi Easy Room è iniziato nel 2016 e continua tutt’ora con l’obiettivo di ricreare spazi dedicati a pazienti adolescenti al fine di migliorare la qualità delle giornate trascorse in ospedale, potendo così incoraggiare un approccio più positivo verso le cure» – afferma Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi.

La riqualificazione del Day-Hospital di Oncoematologia Pediatrica è di fondamentale importanza per 8.500 bambini che ogni anno transitano nella struttura, in quanto rientra nel progetto di favorire quanto più possibile la de-ospedalizzazione dei pazienti oncoematologici, favorendo la somministrazione della chemioterapia e terapia di supporto in regime ambulatoriale o di ricovero diurno e permettendo così il ritorno dei bambini alla propria casa al termine della giornata. La creazione di spazi dedicati alle diverse fasce di età (in particolare per l’adolescente) soddisfa le esigenze, non solo medico-assistenziali, ma anche didattiche e ludico-ricreative delle diverse tipologie di pazienti.