Istat

Un esercito di precari in Italia, si parla di oltre 3 milioni

Pubblicato il 01 Feb 2020 alle 7:11am

L’Istat ha diffuso la stima provvisoria su occupati e disoccupati di dicembre 2019. I dipendenti a termine, ovvero i precari, a dicembre, aumentati di ben 17 mila unità su novembre, arrivando a toccare quota 3 milioni 123 mila. A rilevarlo l’Istat, facendo registrare un nuovo massimo storico. (altro…)

Istat, Italia un Paese di vecchi, famiglie in calo e sempre più single

Pubblicato il 02 Gen 2020 alle 6:56am

“Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. Così l’Istat nell’Annuario. “Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto di statistica. (altro…)

Istat, dopo 9 anni gli stipendi aumentano anche spinti dagli statali

Pubblicato il 31 Dic 2019 alle 7:55am

Nel 2018 gli stipendi sono tornanti a salire. Una crescita che mancava ormai da quasi un decennio. A rilevarlo è l’Istat nell’Annuario. “Dopo una fase di decelerazione che perdurava da nove anni, le retribuzioni contrattuali orarie nel totale economia sono tornate a crescere dello +1,5%. Tale variazione è stata determinata per più di due terzi dai miglioramenti economici intervenuti nell’anno. Il contributo maggiore è arrivato dagli aumenti retributivi previsti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%) dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010”.

“Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. Così l’Istat nell’Annuario. “Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto.

“Nel 2018 continua il calo delle nascite: i nati vivi, che nel 2017 erano 458.151, nel 2018 passano a 439.747, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia”. A confermarlo l’Istat nell’Annuario. Sempre nel 2018, sottolinea ancora l’istituto di statistica, “il numero dei decessi diminuisce e raggiunge le 633.133 unità”. La speranza di vita media alla nascita “riprende ad aumentare attestandosi su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine nel 2018”. Tutto ciò rende “l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019”.

“L’Italia è ancora lontana da un’ampia diffusione del modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa. I dati relativi al 2018 evidenziano che il pranzo costituisce, infatti, ancora nella gran parte dei casi il pasto principale (66,8% della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (71,9%), permettendo così una scelta degli alimenti e una composizione dei cibi e degli ingredienti più attente rispetto ai pasti consumati fuori casa”.

Disoccupazione in aumento: in 3 mesi persi 60mila posti di lavoro

Pubblicato il 01 Nov 2019 alle 8:31am

“Dopo la crescita dell’occupazione registrata nel primo semestre dell’anno e il picco raggiunto a giugno, a partire da luglio i livelli occupazionali risultano in lieve ma costante calo, con la perdita di 60 mila occupati tra luglio e settembre”. E’ quanto spiega l’Istituto di Statistica Nazionale.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) sale dunque di 1,1 punti percentuali a settembre su agosto, portandosi al 28,7%.

A settembre – spiega l’istituto – il tasso di disoccupazione torna a salire, attestandosi al 9,9%, dal 9,6% di agosto (+0,3 punti percentuali). Su base mensile le persone in cerca di occupazione sono state in netto aumento pari a +3,0%, +73 mila unità.

A settembre 2019 la stima degli occupati risulta essere in “leggero calo”, scendendo dello 0,1%, pari a 32 mila unità in meno rispetto ad agosto. L’Istat spiega che il tasso resta stabile al 59,1%. Nel dettaglio aumentano i dipendenti a termine (+30 mila) mentre diminuiscono i dipendenti a tempo indeterminato (-18 mila) sia, soprattutto, gli ‘autonomi'(-44 mila).

Disoccupazione: Istat, in un mese 28 mila persone in più in cerca di un’occupazione

Pubblicato il 01 Set 2019 alle 7:33am

A luglio scorso il tasso di disoccupazione in Italia è salito al 9,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno. Lo rileva l’Istat. Le persone in cerca di lavoro aumentano di 28 mila unità su base mensile (+1,1%). I disoccupati in Italia si attestano così a 2 milioni e 566 mila.

Tuttavia a confronto rispetto a luglio 2018 è in netto miglioramento (-121 mila disoccupati). Anche se si mantiene sotto la soglia del 10% per il terzo mese di seguito. Nello stesso mese torna anche a salire la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24anni, con il tasso che si porta al 28,9% (+0,8 punti su giugno). Su base annua invece il valore continua a scendere (-2,7 punti).

Istat, pronto al restyling dei conti

Pubblicato il 13 Ago 2019 alle 6:14am

L’Istat è pronto a un restyling dei conti, con “miglioramenti dei metodi di misurazione”. Tra le novità di quest’anno, anche l’aggiornamento della stima su quanto rende una casa di proprietà e l’affinamento degli strumenti per la rilevazione del sommerso. (altro…)

Istat: stop flessione, migliora la produzione

Pubblicato il 06 Ago 2019 alle 7:09am

Nel mese di luglio scorso, l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza in negativo a partire dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi. A rilevarlo è l’Istat in una nota mensile evidenziando che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere. (altro…)

Istat: italiani 55 milioni, è declino demografico. -4% di nascite, minimo storico dall’Unità d’Italia

Pubblicato il 04 Lug 2019 alle 6:00am

Rallentato il declino demografico in Italia grazie all’arrivo di stranieri. A rivelarlo è l’Istat. Dal 2015 ad oggi la popolazione residente è in netta diminuzione, configurando così, per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico. Il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende al 31 dicembre 2018 a 55 milioni 104 mila, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto al 2014 la perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo (-677 mila).

L’Istituto di Statistica fa notare che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638 mila. E senza di loro il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300 mila unità.

Nel quadriennio dal 2015 al 2019 si è registrato anche un aumento di oltre 241 mila cittadini stranieri che ha permesso di contenere la perdita dei residenti. Al 31 dicembre 2018 sono stati rilevati 5.255.503 cittadini stranieri iscritti all’anagrafe; rispetto al 2017 aumentati di 111 mila (+2,2%) arrivando così a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente.

Il Report dell’Istat sul bilancio demografico diffuso ieri, mercoledì 3 luglio 2019 certifica anche che il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%), che decidono di trasferirsi all’estero per migliori condizioni economiche o lavoro.

La diminuzione delle nascite nel 2018 è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 (-4%), scrive in una nota l’Istat. Sono stati iscritti in anagrafe per nascita 439.747 bambini, un nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. La popolazione residente in Italia è diminuita di 124.427 unità nel 2018 pari al -0,2%. Al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. E’ del -3,2% il calo degli iscritti dall’estero è dovuto sostanzialmente a causa della diminuzione di immigrati stranieri.

Istat: Italia fuori dalla recessione e tasso disoccupazione cala al 10,2%

Pubblicato il 30 Apr 2019 alle 1:35pm

L’Italia è fuori dalla recessione. Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano (corretto per giorni lavorativi) è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi passati. L’economia è così uscita dalla recessione tecnica dovuta ai due cali consecutivi del prodotto interno lordo registrati negli ultimi due trimestri del 2018 con -0,1%. Secondo i dati della prima stima flash dell’Istat, su base tendenziale, cioè nel confronto con il primo trimestre 2018, la crescita è stata dello 0,1%.

L’economia italiana, rileva l’Istat, ha registrato “un moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell’attività registrata nei due trimestri precedenti”. Nel complesso, “l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del Pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018”.

Intanto l’Istat comunica anche i dati sui prezzi al consumo: sostenendo che le feste di Pasqua e del 25 aprile, unite da un lungo ponte di quest’anno, hanno permesso un aumento dei prezzi superiore a quello visto a marzo passato.

L’inflazione nel mese di aprile è stata dello 0,2% mensile e dell’1,1% annuo, mentre a marzo ferma all’1%. A spiegare la lieve accelerazione dell’inflazione ci pensa l’istituto di statistica: “La prossimità nel 2019 della Pasqua con la festa della Liberazione ha infatti favorito una crescita congiunturale molto più marcata di quella registrata nello stesso mese dello scorso anno (quando la Pasqua era caduta il primo aprile) dei prezzi sia dei servizi di trasporto sia di quelli legati alla filiera turistica (sostenuti anche da eventi come il salone del mobile di Milano), determinandone così un’accelerazione tendenziale. Agli aumenti dovuti a tali fattori si pone poi, seppur contenuto, un rincaro dei carburanti, e in particolar modo della benzina, e dall’altra dei prezzi dell’energia elettrica sul mercato libero”.

Altro aspetto molto importante da considerare è il tasso disoccupazione, che a marzo 2019 è diminuito di 0,4 punti rispetto a quello di febbraio dello stesso anno, arrivando a toccare lo 10,2%, dato più basso da agosto dell’anno passato (quando era al 10,1%). L’Istat sostiene anche che rispetto a marzo 2018 il calo è di 0,8 punti percentuali. Le persone in cerca di occupazione sono 2.641.000 con un calo di 96.000 per unità a febbraio e 208.000 unità a marzo 2018.

La disoccupazione tra le persone tra i 15 e i 24 anni a marzo 2019 è scesa al 30,2%, facendo registrare un dato minimo che si vedeva ormai da ottobre 2011. Ma non solo … nel mese in questione si registra anche una riduzione di 1,6 punti rispetto a febbraio e di 2,5 punti su marzo 2018.

Gli occupati a marzo sono aumentati di 60.000 unità rispetto a febbraio (+0,3%) mentre sono cresciuti di 114.000 unità su marzo 2018 (+0,5%). L’Istat spiega che nel complesso risultavano occupate 23.291.000 persone. Il tasso di occupazione sale di 0,2 punti rispetto a febbraio al 58,9%. L’aumento si concentra tra i minori di 34 anni (+69.000 unità) mentre sono stabili i 35-49enni e calano gli over 50. Crescono su febbraio soprattutto gli occupati dipendenti “permanenti” ovvero con un lavoro stabile (+44.000).

Il ministro Tria, vede molto bene questo andamento e dichiara che “I dati comunicati dall’Istat mettono in evidenza “il positivo andamento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che scende a marzo al 10,2%”. Da segnalare poi, in particolare, “oltre all’aumento dei giovani occupati e delle posizioni permanenti, il miglioramento del tasso di occupazione che risale al 58,9%, tornando ai livelli massimi da aprile 2018. Numeri che testimoniano la solidità e la tenuta dell’economia italiana”.

Ma nonostante i progressi compiuti, il tasso di disoccupazione registrato in Italia lo scorso marzo (10,2) risulta essere inferiore a quelli rilevati da Grecia (18,5%) e Spagna (14%). A renderlo noto è l’Eurostat. Che dichiara anche che nel complesso la quota dei senza lavoro è scesa dal 7,8 di febbraio al 7,7%, facendo registrare il livello più basso da settembre 2008.

Quindi cosa che fa molto ben sperare per la nostra amata e carissima Italia.

Istat, nel 2018 disoccupazione scende per giovani -2,6%. Quarto trimestre: calo dei posti a termine

Pubblicato il 14 Mar 2019 alle 7:55am

Nel 2018 il tasso di disoccupazione scende dall’11,2% del 2017 al 10,6 per cento. Un miglioramento che si registra essere ancora più netto tra i giovani con un calo di 2,6 punti percentuali (32,2%). Per il quinto anno consecutivo aumentano anche gli occupati: un miglioramento che tra i lavoratori dipendenti riguarderebbe “esclusivamente quelli a tempo determinato” (+323 mila, +11,9%) mentre dopo quattro anni di crescita calerebbe il tempo indeterminato (-108 mila, -0,7%).

L’Istat ha aggiornato i dati del mercato del lavoro nel 2018 confermando il trend che emergeva da quelli già diffusi a fine gennaio scorso. La novità arriva ora dai dati del quarto trimestre in cui il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%), ma il calo riguarda solo i dipendenti a termine (-0,3%), mentre sono rimasti stabili i posti di lavoro a tempo indeterminato.

Il quarto trimestre 2018 è il primo in cui si possono almeno in parte misurare gli effetti del decreto Dignità, il provvedimento voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio per ridurre la precarietà, convertito in legge lo scorso agosto e diventato completamente operativo a partire da novembre.

Gli occupati nel 2018 aumentano di 192 mila unità (+0,8%) e il tasso di occupazione sale al 58,5% (+0,6 punti), rimanendo di appena 0,1 punti al di sotto del picco del 2008. Il numero dei disoccupati complessivamente si riduce invece di 151 mila unità (-5,2% fino a quota 2 milioni 755 mila), “in misura più intensa rispetto al 2017”, scrive l’Istat. Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi sia i disoccupati di breve durata.

Per quanto riguarda ottobre-novembre-dicembre 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%). L’Istat parla più in generale di un “lieve peggioramento” del quadro occupazionale nel corso dell’anno. Nel quarto trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, “l’aumento dei dipendenti continua a riguardare soltanto quelli a termine mentre il tempo indeterminato cala da quattro trimestri”, registrando una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta a dipendenti a termine e indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila).

Le dinamiche osservate nel quarto trimestre 2018, sottolinea l’Istat, “riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%) per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione”. Nei dati mensili più recenti (gennaio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una lieve crescita rispetto a dicembre 2018 con un calo dei lavoratori autonomi e dei dipendenti a termine più che compensato dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.