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Adolescenti sedentari, a 18 anni più depressi

Pubblicato il 26 Feb 2020 alle 8:51am

La sedentarietà è il male del secolo. Fa male non solo al corpo ma anche alla mente. E anche fra i più giovani, infatti, non praticare attività fisica aumenta il rischio di avere sintomi depressivi fra gli adolescenti. Lo ha dimostrato uno studio condotto dalla University College London che ha osservato comportamento e umore di oltre 4.200 adolescenti. Nei quali è emerso che queste persone, più erano inattive e maggiore era il rischio che presentavano un umore basso e altre manifestazioni legate alla depressione… come scarsa concentrazione e attenzione, a 18 anni. I risultati sono stati resi noti sulla rivista scientifica The Lancet Psychiatry. (altro…)

Censis, per 1 giovane su 10, l’identità coincide con i social. Il 39,9% con l’essere italiano

Pubblicato il 26 Feb 2020 alle 7:21am

Per il 3,5% degli italiani la propria identità viene identificata attraverso un profilo di un social network. Una percentuale questa, che tende a salire del 9,1% tra i giovani: 1 su 10. (altro…)

Leo Gassmann è il vincitore della sfida delle Nuove Proposte 70° Festival di Sanremo

Pubblicato il 08 Feb 2020 alle 1:18pm

E’ Leo Gassmann il vincitore della sezione Nuove Proposte al 70° Festival di Sanremo, con il brano “Vai bene così”. Ha ottenuto il 52,5% nella sfida contro Tecla Insolia e il papà Alessandro festeggia. Dopo la vittoria del figlio l’attore e regista, che non era all’Ariston, ha postato sui social un video di esultanza.

Il testo di Leo Gassmann invita ad accettare i propri fallimenti. Il giovane cantautore l’ha scritto dopo aver vissuto una serie di vicissitudini e delusioni. “Dentro c’è tutto quello che avrei voluto sentirmi dire in quei momenti. Dobbiamo imparare che la vera sconfitta non è cadere, chiedere scusa e ripartire, ma l’ossessione della vittoria”. In conferenza stampa di ieri il ventiduenne aveva detto a proposito dei genitori (la mamma, l’attrice Sabrina Knaflitz): “Mi sostengono da lontano, perché sono a inseguire i loro di sogni. Ma fanno il tifo per me, ovvio. Per non farli agitare, come quando mi sono presentato a X Factor, non gli ho detto che ero stato selezionato per Sanremo Giovani. Non volevo farli preoccupare”.

Aids, arriva l’allarme dall’Oms: diagnosi tardiva per una donna europea su due

Pubblicato il 04 Dic 2019 alle 6:29am

Per una donna su due, europea, la diagnosi di Aids arriva in modo tardivo. A dirlo i dati diffusi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa. Secondo i quali nel 2018, nei 53 paesi della regione europea ci sono state oltre 140mila nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui più di 26mila nella Ue.

Ad alimentare l’Hiv in Europa è un problema persistente di diagnosi tardiva che caratterizza il 54% dei casi noti tra le donne. Dati in linea con quelli dell’ultimo Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità: anche se per la prima volta si registra una diminuzione di circa il 20% delle nuove diagnosi, lo scorso anno il 57% delle persone ha scoperto di essere sieropositiva molti anni dopo essersi infettata e si stima che circa 15mila persone abbiano contratto il virus dell’Hiv senza saperlo. Questo perché oggi non fa più paura visto che i giovani la ritengono una malattia curabile. A fotografare il livello di conoscenza dei Millennials è una ricerca svolta su 5534 ragazzi – tra gli 11 e 25 anni – da Skuola.net col supporto non condizionato di Msd Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’Aids.

La disinformazione è ancora alta tra i giovani e quelli della Generazione Z nati tra la fine degli anni ’90 e i 2000. Una delle false credenze più dure da abbattere è il fatto di non accettare che il virus dell’Hiv possa contagiare tutti, indipendentemente dallo stile vita tenuto: solo il 68% del campione esaminato è consapevole di ciò. Mentre quasi 1 su 3 associa il rischio di contrarre la malattia a determinati comportamenti, tipo, rapporti con molti partner, tossicodipendenza e omosessualità.

Preservativi anche a scuola

Pubblicato il 18 Nov 2019 alle 7:51am

Sul sito del ministero della Salute in un comunicato, si spiega che «Tra le nuove generazioni c’è ancora poca consapevolezza sul virus, su come si trasmetta e su cosa fare per proteggersi – a spiegarlo è Pierpaolo Sileri, vice ministro della Salute -. Aggiungendo anche che , molti confondono la prevenzione delle gravidanze indesiderate, e quindi l’assunzione della pillola contraccettiva, con la prevenzione dall’Hiv e il resto delle malattie sessualmente trasmissibili, contro cui lo strumento più efficace è senza dubbio il profilattico».

Ecco perché, in questa prospettiva, diventa «Fondamentale allora promuoverne l’uso nelle scuole e nelle università. Tra l’altro c’è già un protocollo d’intesa del 2015 tra il ministero della Salute e il Miur per l’educazione alla salute e alla sessualità in favore degli studenti e dei docenti. Sulla base di questa intesa – conclude – è già pronta una proposta di linee di indirizzo».

E mi sembra questa un’ottima iniziativa da parte del governo per le nuove generazioni, molto più precoci di quelle passate.

Vaccino Hpv gratis anche alle donne fino a 26 anni

Pubblicato il 01 Lug 2019 alle 10:03am

Anche per le donne con meno di 26 anni e mai vaccinate, diventa gratuita la profilassi anti-papilloma virus, già di routine per gli adolescenti di entrambi i sessi a partire dagli undici anni di età.

In alcune amministrazioni nazionali è un passo importante nell’ambito delle politiche di prevenzione sanitaria per contrastare con efficacia le patologie causate dal virus Hpv, riducendone la circolazione. Nel piano vaccini contro le infezioni da Papilloma virus, la strategia adottata in un primo tempo è stata di vaccinare le ragazze in età precoce per intervenire prima dell’inizio dell’attività sessuale e, poi, di introdurre la vaccinazione attiva anche per i maschi. Ora si assiste ad un’estensione gratuità del vaccino anche ad una platea più ampia per consentire una protezione anche in età più elevata contro il rischio di lesioni che possono trasformarsi in tumori.

Il vaccino potrà essere somministrato in concomitanza della prima chiamata per lo screening del tumore del collo dell’utero. Rientrano nell’ampliamento della copertura vaccinale gratuita anche le donne che abbiamo subito recenti trattamenti per il trattamento delle lesioni Hpv correlate, per ridurre il rischio di possibili recidive. Infine, la gratuità di questa vaccinazione è stata estesa anche alle persone che debbano svolgere terapie con immunomodulatori e immunosoppressori.

Per saperne di più informarsi presso il proprio distretto usl di competenza.

Ansia e rabbia, un aiuto da chat e app, parola di esperti

Pubblicato il 17 Mag 2019 alle 6:41am

Otto ragazzi su 10 hanno problemi psicologici, più o meno gravi. E meno di uno su 10 si dice disponibile a parlarne con un medico specialista che possa aiutarli a superarli. (altro…)

Ricerca: un adolescente su 3 non si protegge da Hiv e Hpv

Pubblicato il 20 Feb 2019 alle 7:04am

Un adolescente su tre di età compresa tra i 16-17 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo con una persona della sua stessa età o anche più grande (35% dei maschi e 28% delle femmine), eppure, non si protegge da eventuali malattie infettive, sessualmente trasmissibili.

Oltre 8 casi su 10 non sono informati o cercano notizie in rete. È quanto emerge da Studio nazionale sulla fertilità, promosso dal Ministero della Salute in coordinazione con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) al fine di raccogliere informazioni utili sulla salute sessuale e riproduttiva in Italia. A partire dagli adolescenti.

Ebbene, nello specifico, la parte dell’indagine relativa agli adolescenti, condotta in ambito scolastico su un campione di 16.063 studenti di 941 classi terze di 482 scuole superiori su tutto il territorio nazionale, ha fatto emergere che i ragazzi intervistati credono di essere informati ma in realtà non lo sono. E che il 94% poi, ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione su temi come sessualità e riproduzione.

Eppure, proprio la scuola è la grande assente in materia. Nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano, infatti, informazioni in rete in quanto in famiglia difficilmente riescono ad ottenere, in quanto per pudore non riescono ad affrontare argomenti di questo tipo, a parlare di «malattie sessualmente trasmissibili», nonché «metodi contraccettivi». Il 23% degli intervistati, infatti, dichiara, di non utilizzare i preservativi e di non proteggersi contro infezioni quali Hpv e Hiv.

Rimangono infine pochi i contatti con i medici specialisti, e ancor meno quelli con i consultori familiari.

A rischio l’udito di un miliardo di giovani. Attenzione alla musica alta in cuffia!

Pubblicato il 14 Feb 2019 alle 6:15am

Il 50% delle persone tra i 12 e i 35 anni, oltre un miliardo di giovani, rischia danni importanti all’udito a causa di una prolungata esposizione a musica in cuffia.

In vista della Giornata Mondiale dell’Udito che si celebra il prossimo 3 marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’International Telecommunication Union (Itu) hanno emesso un nuovo standard internazionale per la produzione e l’uso di dispositivi come smartphone e lettori audio, per renderli più sicuri per l’ascolto soprattutto per i più giovani.

Oltre il 5% della popolazione mondiale – o 466 milioni di persone – ha una riduzione dell’udito che può incidere sulla qualità della vita. Si stima infatti che entro il 2050 saranno oltre 900 milioni le persone, una su 10, ad avere problemi di sordità. La metà dei casi di ipoacusia può però essere prevenuta attraverso misure di sanità pubblica e prevenzione. Di qui la necessità di dotare i dispositivi di ascolto di caratteristiche che li rendano almeno più sicuri ai fini uditivi.

Ecco allora che il nuovo standard Oms-Itu raccomanda che includano: la funzione Sound allowance, un software che tiene traccia del livello e della durata dell’esposizione al suono; un profilo di ascolto individuale basato sulle pratiche di ascolto, informativo per l’utente di quanto ha ascoltato in modo sicuro e contenente spunti di azione basati su tali informazioni; opzioni di limitazione del volume, tra cui la riduzione automatica e il controllo da parte dei genitori. Infine, informazioni generali per gli utenti su pratiche di ascolto sicure.

B-Factory, a Parma un nuovo spazio per migliorare la vita delle persone con disabilità

Pubblicato il 05 Feb 2019 alle 8:00am

Il Comune di Parma presenta l’avvio del progetto B-Factory realizzato al Cubo di via Porta dall’Amministrazione in co-progettazione con l’associazione Noi Uniti per l’Autismo nel quadro delle linee di indirizzo per i progetti di vita per le persone con disabilità. (altro…)