maternità

Paola, la mamma di Firenze che dona il suo latte a decine di bambini

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 2:07pm

Nel frigorifero di casa ha il suo latte materno conservato in barattoli da 240 millilitri che ha scelto di donare alle mamme che non possono allattare. Ogni giorno Paola, 35 anni di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, dopo aver allattato i suoi due gemelli appena nati, prende il tiralatte in plastica ed estrae dal suo seno il latte in eccesso. Il liquido finisce in questi barattoli che devono essere conservati in frigorifero per 24 ore, poi nel congelatore. I barattoli saranno poi ritirati a domicilio dagli operatori della locale banca del latte, dove sarà poi distribuito a tutte quelle mamme che ne hanno bisogno. Un piccolo gesto di grande solidarietà che aiuta tante mamme e che altrimenti sarebbero costrette ad allattare i propri figli col latte artificiale. (altro…)

Manovra, neomamme al lavoro fino al 9* mese, recupero dei 5 mesi dopo il parto. Un giorno in più per i papà. 500euro in più per il bonus asili nido e sussidio disabili sino a 26 anni

Pubblicato il 07 Dic 2018 alle 7:07am

Aumenta da 1.000 a 1.500 euro l’anno il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati e per le neomamme anche la possibilità di lavorare fino al nono mese di gravidanza utilizzando tutti e cinque i mesi per la maternità dopo il parto. Sono queste solo alcune delle misure contenute nella Manovra di bilancio del Governo giallo-verde approvati in commissione Bilancio alla Camera. Modifica anche per il congedo di paternità, che passa obbligatoriamente da 4 a 5 giorni. (altro…)

Fecondazione assistita, spettano i permessi a lavoro?

Pubblicato il 24 Feb 2018 alle 9:51am

Per le coppie che non riescono ad avere figli in modo naturale, un aiuto può arrivare dalla procreazione assistita, anche se spesso richiede molti tentativi, ricoveri e tanta tanta pazienza.

Con la conseguenza che, al pari di tutti gli altri lavoratori e lavoratrici, bisognerà chiedere di giorni di permesso dal lavoro.

La legge italiana consente di ricorrere alla procreazione assistita alle seguenti coppie:

– coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi in età fertile,

– che abbiano problemi di sterilità (cioè entrambi o anche solo uno dei due si trovi in una condizione fisica permanente caratterizzata dall’impossibilità di procreare)

– o quando la coppia non è riuscita a concepire figli dopo almeno un anno di tentativi.

Condizione assoluta è quella che non ci siano altri metodi terapeutici per risolvere l’infertilità o la sterilità. In pratica la fecondazione deve essere l’ultima spiaggia.

Ma come avviene la fecondazione assistita?

Per ricorrere al trattamento di fecondazione assistita si deve innanzitutto essere in possesso di un certificato che attesti in modo inequivocabile la condizione di sterilità o infertilità degli aspiranti genitori. Con il quale sarà possibile accedere alla fecondazione assistita in strutture pubbliche o private, autorizzate dalle varie Regioni e iscritte in un apposito registro custodito presso l’Istituto superiore di sanità, chiamati centri di procreazione medicalmente assistita, con tutti gli effetti clinici presso cui è possibile iniziare il proprio trattamento di fecondazione, che consiste in tecniche e pratiche cliniche al fine di favorire la gravidanza attraverso il trattamento di ovociti, spermatozoi ed embrioni.

Le tecniche hanno diversi gradi di complessità e invasività andando dalla fecondazione omologa a quella eterologa:

– Inseminazione semplice (nel corpo della donna) – Fecondazione in vitro (all’esterno del corpo della donna) – Trasferimento embrionale – Trasferimento dei gameti – Microiniezione dello o degli spermatozoi – Crioconservazione di gameti e embrioni (congelamento)

La fecondazione assistita per legge non rientra nel termini dell’aspettativa retribuita da lavoro. Non è quindi possibile fare ricorso a questa tutela. E non è neppure considerata una malattia nel senso classico del termine. Ciò non toglie che dall’Inps venga comunque assimilata a una malattia e quindi venga concesso alle coppie che hanno intrapreso l’iter di beneficiare dell’assenza retribuita da lavoro.

Si ha infatti diritto a 3 settimane di malattia retribuita (nello specifico 21 giorni): 1 settimana prima del transfer (trasferimento dell’embrione nell’utero) e 2 settimane dopo il transfer.

Giorni di malattia considerati anche i giorni di ricovero in day hospital.

Per avvalersi di questo beneficio basterà richiedere l’astensione da lavoro motivata da fecondazione assistita come cura della sterilità. La procedura burocratica è la seguente: “La clinica presso cui effettui la fecondazione ti rilascerà il certificato di trattamento sterilità e fecondazione assistita per le giornate di ricovero in day hospital. Questo certificato ti verrà rilasciato in 3 copie: per te, per il datore e per l’Inps. Per i giorni di assenza pre ricovero e post dimissione puoi andare dal medico di base, che ti rilascerà il certificato di malattia con diagnosi “cure per fertilità e fecondazione assistita secondo circolare Inps 7412, 4 marzo 2005”.

Questo certificato verrà inviato direttamente per via telematica all’Inps e ti verrà rilasciata copia per il datore di lavoro. Mentre per l’Inps il certificato dovrà contenere sia la diagnosi sia la prognosi, al datore di lavoro servirà solo il certificato con la prognosi (quindi i giorni di assenza).

Per i ricoveri in day hospital (pick up e transfer) servirà il certificato di ricovero rilasciato dalla clinica; le giornate successive alle dimissioni – massimo 2 settimane – richiederanno il certificato del medico curante. Così come anche l’eventuale settimana di assenza per malattia pre-ricovero per fecondazione necessiterà di certificato del medico di base.

Beyoncé, ad un mese dal parto, presenta i suoi gemellini, Sir Carter e Rumi

Pubblicato il 15 Lug 2017 alle 7:55am

Quasi due milioni e mezzo di like per la foto postata da Beyoncé sul web, in cui appare con in braccio i suoi due gemellini, Sir Carter e Rumi. Il loro primo scatto, per la presentazione ufficiale dei piccoli nati dal matrimonio con il cantante Jay-Z . (altro…)

Licenziano la collega a causa della maternità, 230 dipendenti protestano contro i vertici aziendali

Pubblicato il 28 Mag 2017 alle 6:23am

I lavoratori sono usciti dallo stabilimento e si sono ritrovati in strada a protestare contro il licenziamento di una collega ritornata di recente dalla maternità.

Il licenziamento, per l’azienda “per giustificato motivo oggettivo e soppressione della mansione” – riferiscono i rappresentanti dei lavoratori – riguarda “una donna di 30 anni, da poco rientrata dalla maternità”. La lavoratrice in questione è tornata a lavoro circa nove mesi fa, e da allora – raccontano fonti sindacali – “non c’è mai stato un vero tentativo di ricollocarla”. Poi la comunicazione, che ha colpito lei, “individuata come un esubero”.

I lavoratori – prosegue la nota di Fim e Fiom – sono preoccupati soprattutto dalle modalità e dalle relazioni sindacali che la proprietà ha adottato da qualche tempo, e chiedono il ritiro del licenziamento e il ripristino di un sistema di relazioni corrette”.

E’ accaduto alla Reggiani Macchine di Grassobbio, Bergamo.

#Ovunquelodesideri, il flash mob per poter allattare nei luoghi pubblici

Pubblicato il 13 Feb 2017 alle 1:43pm

Nelle principali città italiane, si è tenuto oggi un importante appuntamento per “normalizzare”, l’allattamento al seno nei luoghi pubblici. (altro…)

Regno Unito, giovane di 24 anni partorisce un bambino grazie al tessuto ovarico crioconservato

Pubblicato il 19 Dic 2016 alle 7:45am

E’ accaduto nel Regno Unito. Moaza Al Matrooshi, 24 anni, di Dubai, ha partorito un maschietto, nato grazie al tessuto ovarico che era stato crioconservato quando aveva solo 9 anni, prima ancora che raggiungesse la pubertà. Il suo è il primo caso al mondo.

Era una bambina quando, a causa della Beta talassemia, ha dovuto sottoporsi alla chemioterapia e a un trapianto di midollo osseo che le ha salvato la vita. Ma, dopo le cure, è andata in menopausa precoce. Prima che accadesse, pero’, i medici avevano deciso di prelevare e crioconservare il suo tessuto ovarico per darle la possibilità, una volta adulta, di concepire un bambino usando il suo patrimonio ovocitario.

Così, con la fecondazione in vitro, ha potuto rimanere incinta, diventare madre e rendere padre il marito Ahmed, suo coetaneo.

«Ho sempre creduto che sarei diventata una mamma e che avrei avuto un bambino – ha detto Moaza alla BBC -. Non ho mai smesso di sperare e ora ho il mio bambino: è una sensazione stupenda». La donna ha anche ringraziato la madre, che sosteneva la scelta di conservare il tessuto ovarico della figlia.

Il bimbo è nato al Portland Hospital, una clinica privata di Londra. Secondo Rob Smith, direttore, l’esperienza di Moaza rappresenta «punto di riferimento per la conservazione della fertilità nelle ragazze giovani che rischiano danni irreversibili alle ovaie dopo i trattamenti necessari per combattere malattie come il cancro. Moaza è la prima donna al mondo a dare alla luce un figlio grazie al trapianto del proprio tessuto ovarico, che era stato rimosso prima della pubertà».

Ministro Lorenzin: “Proporrò aumento del bonus bebè fino a 5 anni”

Pubblicato il 10 Mar 2016 alle 6:18am

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin, neo mamma da poco, pensa di alzare il bonus bebè. (altro…)

Jobs Act: cosa cambia per partite iva, maternità, malattia

Pubblicato il 29 Gen 2016 alle 12:19pm

Il Consiglio dei ministri di ieri- oltre a varare l’annunciato rimpasto di governo – ha approvato tre disegni di legge che riguardano partite Iva, piano contro la povertà e legge delega sul Cinema “secondo una linea di potenziamento degli interventi su cultura, sviluppo civile e artistico nel nostro Paese”.

Il piano anti-povertà mira a sostenere circa 280mila famiglie e 550mila bambini, per un totale di un milione e 150mila persone.

Con il Jobs Act delle partite Iva, secondo quanto dichiarato dal ministro Poletti, “vogliamo aumentare le tutele per questo lavoro nelle transazioni commerciali e fare in modo che gli autonomi non vengano colpiti da contratti capestro cui non si possono sottrarre”. Con questo ddl si contrastano, “clausole e condotte abusive”. Nel ddl che “riordina le prestazioni assistenziali sono però escluse quelle sulla disabilità”, precisa il ministro.

Le lavoratrici autonome non saranno più obbligate a sospendere del tutto l’attività lavorativa durante i 5 mesi di maternità e percepiranno l’indennità di maternità indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa.

I trattamenti terapeutici oncologici saranno equiparati alla degenza ospedaliera. In caso di malattia superiore a due mesi si potrà sospendere il pagamento dei contributi sociali fino a due anni. Li si potrà saldare a rate al termine della malattia per un periodo pari al triplo della fase di sospensione del pagamento.

Queste solo alcune delle nuove normative.

Dalila Di Lazzaro si confessa, aborto a 62 anni

Pubblicato il 27 Ago 2015 alle 6:36am

Nuovo dramma per l’attrice italiana Dalila Di Lazzaro. Tenta di diventare per la seconda volta mamma ma qualcosa va storto.

I medici le avevano però detto che alla sua età, a 62 anni sarebbe stato un azzardo tentare di portare avanti una gravidanza. (altro…)