I giovani e la Sindrome da vuoto digitale

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Giu 2011 alle ore 8:20am


Con Twitter, Facebook, Msn e tantissimi altri: basta un giorno senza connessione ed è crisi d’astinenza. Sono sempre più numerosi i giovani che soffrono di sindrome da vuoto digitale.

A rivelarlo uno studio condotto dall’Università del Maryland che è stato definito “crudele” dai volontari che ne hanno preso parte.

I mille giovani provenienti dai 5 continenti sottoposti all’esperimento, hanno provato tutti le stesse sensazioni: insicurezza, senso di abbandono, irritabilità, ansia una volta che sono stati tenuti lontani da internet e dai cellulari.

Sulla base di questi risultati, il progetto chiamato “The world unplugged” (ovvero “il mondo scollegato”) ha confermato quello che da qualche anno sostengono sociologi ed educatori, ossia che i giovani non sono più in grado di vivere senza una connessione a internet e un cellulare.

I giovani volontari sottoposti allo studio, non hanno saputo impiegare il proprio tempo “off line” diversamente.
Non erano, infatti, in grado di concentrarsi e si sentivano perduti.

Il 25% di loro è abituato a passare sul web tra le 4 e le 6 ore al giorno a discapito delle relazioni sociali dal vivo.

I ragazzi di oggi, intrattengono rapporti su social network (Facebook, Twitter, Netlog e simili) su chat, Msn ecc.

E una volta tagliati quei contatti, non sanno relazionarsi con il mondo che li circonda, non hanno, nessun altro con cui parlare. Da qui il senso di solitudine che li ha afflitti nelle 24 ore durante l’esperimento.

Fra i 10 Paesi coinvolti nello studio, Stati Uniti detengono il primato della classifica di “addicted”, di drogati, di tecnologia, seguiti dal Messico e dalla Libia.

La possibilità di restare per 24 ore senza elettricità, con la sola distrazione delle uscite con gli amici, della lettura (di libri cartacei, ovviamente) e di un telefono fisso, è stata apprezzata solo da un giovane su cinque, soprattutto da quelli dell’Uganda e della Slovacchia.

Gli altri che si sono rivelati incapaci di mantenere la concentrazione sulla pagina di un libro sono stati invece i giovani di Argentina e Hong Kong.

La colpa sembra essere anche del bombardamento mediatico, della tecnologia, se i giovani e non solo non sanno più tornare alla lettura di un libro cartaceo, a usare il telefono fisso, a leggere quotidiani e ad allacciare rapporti d’amicizia dal vivo.