Vittoria, dopo mesi di battaglia burocratica, per Sonia Costantini di Martinsicuro (Teramo), mamma di Silvia, sei anni, con una mutazione del gene SCN2A dalla nascita, e presidente dell’Associazione “Insieme per Silvia – SCN2A”.
Una lotta, la sua, sostenuta dall’Associazione Carrozzine Determinate e dalla Cgil Abruzzo Molise. Ma che non si ferma ancora: “Insieme per Silvia – SCN2A” punta a Roma, ai ministeri della Salute e dell’Istruzione, “perché il servizio sia di portata nazionale”, sottolinea Costantini.
“Ora in Abruzzo c’è il servizio infermieristico a scuola. Finalmente, è una svolta storica per tutti gli alunni con grave disabilità che potranno seguire le lezioni insieme ai compagni ma in tutta sicurezza”. “Dopo un anno di attese e richieste otteniamo un risultato importantissimo: il diritto all’istruzione e alla salute per tutti quei bambini con disabilità gravissima che non potevano andare a scuola per mancanza di assistenza infermieristica. Moltissime le denunce pubbliche, gli incontri e le riunioni. Persino una petizione su Change.Org, che è ancora aperta e ha già ottenuto più di 16mila firme. Ora, finalmente, c’è l’ufficialità, con un documento datato 25 giugno, al termine di un incontro decisivo”. “Abbiamo chiesto una risposta chiara e concreta circa l’estensione del servizio Adi (Assistenza domiciliare integrata, ndr) e siamo riusciti a ottenere non solo la presenza dell’infermiere a scuola, che garantisce ad alunni con disabilità o malattia rara attività sanitarie, ma anche una straordinaria risposta a livello sociale. Un risultato storico per il quale ringraziamo, per l’empatia e la sensibilità, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, l’assessore alle Politiche sociali, Roberto Santangelo, e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Parliamo, d’altronde, di diritti costituzionali inalienabili, peraltro sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.
“Il servizio è ha disposizione grazie a un documento strategico a livello regionale per tutte le Asl e, di conseguenza, per tutti i bambini con gravissima disabilità che necessitano di attività sanitarie. In questo modo abbiamo dato ad esso forma stabile e definitiva. In pratica, è stata fatta un’integrazione al capitolato delle cure domiciliari che prevede l’assistenza al di fuori del domicilio”.
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