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L’uomo viveva in via Don Calabria, nella zona di Cimiano, ed era affetto da una grave demenza vascolare. La figlia avrebbe chiamato i soccorsi dicendo: «Forse ho ucciso mio padre». Disposto il trasferimento della donna a San Vittore in attesa dell’udienza di convalida.

Una vicenda drammatica si è consumata nella zona di Cimiano, a Milano, dove un uomo di 87 anni è morto nella propria abitazione, in uno stabile di via Don Calabria. Per la sua morte è stata arrestata la figlia, accusata di omicidio aggravato dal vincolo di parentela.

A far scattare l’allarme sarebbe stata la stessa donna, che ha contattato i soccorsi pronunciando una frase agghiacciante: «Venite subito, forse ho ucciso mio padre». La ricostruzione dei fatti è ora al vaglio degli inquirenti.

L’anziano aveva una grave demenza vascolare

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, l’87enne soffriva di una grave forma di demenza vascolare, patologia che gli provocava importanti alterazioni del comportamento, crisi frequenti e urla continue.

La figlia avrebbe spiegato di aver cercato di contenere queste manifestazioni, in una situazione familiare descritta come particolarmente difficile da gestire.

Nell’abitazione, secondo le informazioni diffuse, l’uomo sarebbe stato trovato con batuffoli di cotone in bocca, nastro adesivo sulle labbra e cinghie utilizzate per legargli braccia e gambe al letto. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire la dinamica della morte e le circostanze in cui si sono verificati i fatti.

L’arresto e il trasferimento a San Vittore

Dopo l’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine, il pubblico ministero di turno, Guido Schininà, ha disposto l’arresto della donna con l’accusa di omicidio aggravato dal rapporto di parentela con la vittima.

La figlia è stata trasferita nel carcere di San Vittore, a Milano, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari.

La posizione della donna dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento giudiziario. Saranno gli accertamenti e le successive decisioni dell’autorità giudiziaria a definire le responsabilità penali, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Il dramma dell’assistenza a una persona con demenza

La vicenda riporta l’attenzione sulle difficoltà che possono affrontare le famiglie chiamate ad assistere persone affette da patologie neurodegenerative accompagnate da gravi alterazioni comportamentali.

La gestione quotidiana di crisi, agitazione e disturbi del comportamento può richiedere un sostegno sanitario e assistenziale continuativo. Questo contesto, tuttavia, non consente di anticipare valutazioni sulle responsabilità individuali, che restano di competenza della magistratura.

Saranno le indagini a ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione di via Don Calabria e a chiarire tutti gli elementi della vicenda.

 

ph credit repertorio