arresto

Arrestato Marco Carta per furto a Milano

Pubblicato il 01 Giu 2019 alle 12:25pm

Il cantante Marco Carta è stato arrestato venerdì sera, insieme a una donna di 53 anni, per furto aggravato alla Rinascente di piazza del Duomo a Milano. Stava uscendo dal grande magazzino con sei magliette del valore complessivo di 1.200 euro a cui aveva tolto l’antitaccheggio, ma non la placchetta flessibile che ha suonato all’uscita.

Arrestato dalla Polizia locale, l’ex vincitore di Sanremo, Amici e Tale e Quale Show, 34 anni, da ieri sera è agli arresti domiciliari come del resto anche per la donna che era con lui.

In giornata il processo per direttissima.

Il cantante aveva postato l’ultima sua story su Instagram proprio ieri, venerdì 31 maggio e proprio da piazza Duomo, a Milano. «Pattinaggio alternativo», recita la didascalia mentre nel video si vede una bambina scivolare sul pavimento, trascinata dalla madre. Una story ironica, fatta poco prima di venire arrestato.

Il 21 maggio scorso, giorno del suo compleanno, Marco Carta era stato ospite nel salotto di Caterina Balivo. «Un compleanno indimenticabile! Grazie a @caterinabalivo @vienidamerai e @rai1official quest’anno siamo stati tanto insieme perché ci siamo sentiti come una famiglia. Grazie a tutti per gli auguri di compleanno, grazie a tutti i miei amici e grazie al mio amore ❤️», aveva scritto su facebook l’artista sardo.

Kenya, un arresto per rapimento Silvia Romano

Pubblicato il 09 Dic 2018 alle 11:34am

La polizia kenyota ha arrestato un terzo alto ufficiale del Kenya Wildlife Service, il servizio nei parchi, nell’ambito delle indagini sul rapimento della volontaria italiana milanese, Silvia Romano. (altro…)

Saronno, 22enne pugliese violenta in stazione una sedicenne dopo averla minacciata con una pistola giocattolo

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 10:29am

L’ha presa di mira quando l’ha vista salire su di un treno della Brianza; l’ha seguita e minacciata facendo finta di essere armato e poi costretta a subire una violenza sessuale nel sottopasso di una stazione nella città di Saronno (Varese). Il suo Dna è stato trovato sul luogo dell’aggressione, con le impronte digitali lasciate su di un muro e un portellone anti-panico, che lo hanno incastrato, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza, arrestato.

Si tratta di Domenico Zamattio, 22enne di origini pugliesi senza fissa dimora, arrestato dai carabinieri di Saronno (Varese) in esecuzione di un fermo di indiziato delitto per violenza sessuale aggravata su minore. Il giovane è stato prelevato questa mattina da casa dello zio, a Rovello Porro (Como), dove a volte trascorreva qualche giorno prima di tornare a girovagare tra il Milanese e il Monzese dove era noto per precedenti di Polizia. Vittima, del aggressione avvenuta il 23 settembre scorso, è stata una sedicenne del Varesotto. Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei militari condotti dalla Compagnia di Saronno, Zamattio avrebbe preso di mira la ragazzina dopo averla vista salire a bordo di un treno regionale a Ceriano Laghetto. Salito sul medesimo convoglio con la sua bicicletta, l’avrebbe costretta a scendere alla stazione di Saronno Sud, dicendole di avere una pistola con sé in tasca. Una volta arrivati al sottopasso fuori dallo scalo ferroviario, l’avrebbe obbligata a subire atti sessuali. Traumatizzata, la sedicenne era stata soccorsa da alcuni passanti. Portata in ospedale, aveva raccontato l’accaduto ai carabinieri, con ciò che ricordava del suo aggressore. I rilievi effettuati dai carabinieri, avevano permesso di repertare materiale biologico e due impronte di palmo di mano. Il dna estratto dai carabinieri del Ris di Parma, comparato con il profilo del 22enne, ha dato esito positivo. Le impronte, confrontate con quelle in banca dati lo stesso.

Alle indagini hanno collaborato anche i carabinieri della stazione di Solaro (Milano) i quali, su indicazione dei colleghi di Saronno che hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione, riuscendo ad individuare i frame dove compariva il predatore sessuale; lo hanno individuato insieme ad altri profili tra decine di foto segnaletiche in loro possesso. Zamattio si trova ora nel carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese, in attesa della convalida del fermo.

El Salvador, un’altra donna rischia il carcere perché sospettata di aborto

Pubblicato il 17 Nov 2018 alle 7:27am

Sui giornali internazionali circola da giorni la notizia sulla storia di Imelda Cortez, ragazza di El Salvador di 20 anni rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno e che ora rischia vent’anni di carcere perché accusata di aver cercato di abortire a tutti i costi: il suo processo per omicidio aggravato è iniziato lunedì scorso e la sentenza è attesa tra una settimana. (altro…)

Taranto, 50enne minaccia donna col coltello e la obbliga a subire violenza

Pubblicato il 07 Ott 2018 alle 12:51pm

I carabinieri di Taranto hanno arrestato un uomo di 50 anni che, armato di coltello, ha molestato una donna che attendeva il bus e ha aggredito un cittadino intervenuto in difesa della vittima. (altro…)

Locri: arrestato il sindaco Domenico Lucano per favoreggiamento immigrazione clandestina, matrimoni di ‘comodo’ e illeciti affidamento diretto raccolta rifiuti

Pubblicato il 02 Ott 2018 alle 10:25am

La Guardia di finanza ha posto agli arresti domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. L’arresto è stato emesso in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare su ordinanza del Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Con l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Domenico Lucano viene disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna del sindaco, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati contestati al compagno.

L’operazione che ha portato all’arresto di Lucano è stata denominata “Xenia” ed è stata condotta dal Gruppo di Locri della Guardia di finanza. La Procura della Repubblica di Locri, in una nota diramata alla stampa, parla, in relazione ai reati contestati a Lucano ed alla compagna, di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. La misura cautelare – si aggiunge – rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico”.

Secondo il procuratore della città di Locri, Luigi D’Alessio, Lucano ha dimostrato una “spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito”, nell’ammettere “pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni ‘di comodo'”.

Con l’arresto, vacilla così il “mito” di un amministratore diventato famoso per il suo impegno in favore dei migranti, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride.

I “guai” per Lucano sono cominciati lo scorso anno quando la Prefettura di Reggio Calabria ha disposto un’ispezione nel Comune di Riace dalla quale sono emersi una serie di irregolarità nell’utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei migranti. I risultati dell’ispezione hanno fatto scattare l’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Locri da cui sono emersi gli illeciti che oggi hanno portato all’arresto del primo cittadino di Locri e della sua compagna.

Milano: fermato 40enne romeno che ha rapinato e stuprato anziana in casa

Pubblicato il 30 Set 2018 alle 12:09pm

E’ stato arrestato dalla polizia l’autore della rapina e dello stupro subiti da una 70enne milanese il 21 settembre scorso nella sua abitazione ubicata nel quartiere Comasina. (altro…)

Arabia Saudita, modella si filma in minigonna, video postato sul web: ora è ricercata dalla polizia

Pubblicato il 19 Lug 2017 alle 9:02am

La modella saudita Khulood è ricercata dalla polizia del suo paese perché accusata di aver gravemente offeso la decenza pubblica e violato la legge. Di avere camminato in un luogo pubblico indossando una minigonna invece del lungo abito nero imposto alle donne, ovvero l’abaya, abbinato al velo, secondo tradizione.

A “incastrarla” un video che la giovane ha condiviso in rete, forse incautamente, senza pensare alle conseguenze.

Un video in cui si vede un’innocente passeggiata all’interno del sito storico di Ushaiqer, un forte che si trova a circa 155 chilometri da Riad.

Cuneo, oltre 100 minori adescati in chat da dirigente di calcio che si fingeva donna

Pubblicato il 27 Giu 2017 alle 10:17am

La polizia postale di Torino ha arrestato un direttore di una squadra di calcio giovanile, responsabile di aver adescato su internet oltre cento minori in oltre tre anni. (altro…)

L’attore Domenico Diele investe una donna e la uccide. Arrestato dopo il test per uso di stupefacenti

Pubblicato il 25 Giu 2017 alle 11:12am

Arrestato l’attore Domenico Diele di 32 anni. La notte scorsa ha investito e ucciso una 48enne nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano.

L’attore, senese di origini, ma trapiantato da tempo a Roma, si trovava in zona per le riprese del film Una vita spericolata del regista Marco Ponti.

Diele, volto emergente del cinema e della fiction televisiva, ha recitato in diverse pellicole, tra cui Acab, e in numerose serie tv, come Don Matteo e 1992 e 1993.

Diele era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La vittima Ilaria Dilillo di 48 anni, la quale dopo una serata trascorsa in compagnia di amici, stava facendo ritorno a casa in sella al suo scooter a Salerno.

L’auto di Diele l’ha violentemente tamponata e fatta cadere al suolo. La donna è morta sul colpo.

Subito dopo l’incidente, il conducente è stato portato all’ospedale per i dovuti accertamenti del caso ed è risultato positivo sia ai cannabinoidi che agli oppiacei.

Diele non avrebbe potuto guidare anche perché sprovvisto di patente di guida, ritirata proprio per un precedente problema legato all’utilizzo di stupefacenti.

Gli agenti della polizia Stradale di Eboli lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.