diagnosi precoce

Cani in grado di diagnosticare i tumori appena si presentano, annusando il sangue delle persone

Pubblicato il 10 Apr 2019 alle 7:22am

Grazie al loro olfatto i cani possono diagnosticare i tumori, non appena si presentano. (altro…)

Blatt, il cane che fiuta i tumori al polmone

Pubblicato il 28 Set 2018 alle 6:41am

Si chiama Blatt ed è il cane che fiuta i tumori al polmore. Ha quattro anni ed è un incrocio di labrador-pitbull. Come altri esemplari appositamente addestrati è in grado di fiutare la presenza di noduli maligni odorando campioni di esalazioni dei pazienti, e ciò con un altissimo grado di affidabilità. Questo cane speciale è infatti il protagonista di uno studio presentato alla conferenza mondiale sul tumore al polmone, iniziata alcuni giorni fa a Toronto (Iaslc).

Lo studio è stato presentato da Angela Guirao della Hospital Clinic di Barcellona. La stessa equipe di ricercatori ha già dimostrato in altra occasione, con un altro studio come i cani addestrati possano identificare la presenza di un tumore al polmone, ma l’ultimo studio, aveva come obiettivo quello di verificare che i cani fossero anche in grado di fiutare la presenza di noduli maligni partendo da campioni di gas esalati con il respiro dei pazienti.

Durante i vari esperimenti Blatt ha riconosciuto con successo 27 pazienti con tumore al polmone (su un campione totale di 30 soggetti) di cui tre con noduli maligni. «I risultati di Blatt – afferma Guirao – sono sorprendenti, ma non tanto quanto si potrebbe pensare. Infatti, l’odorato dei cani ha una più alta concentrazione di biosensori rispetto alla più avanzata tecnologia al momento disponibile. Per questo quasi tutti i cani potrebbero essere addestrati ad individuare il Vocs. Ora – continua la ricercatrice – la sfida è identificare il modello di esalazione Vocs individuato dai cani, per sviluppare ulteriori modelli di screening per la diagnosi precoce».

Nuovo test del sangue per identificare il melanoma

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 8:58am

Scienziati australiani hanno annunciato che sono riusciti a sviluppare un nuovo test del sangue in grado di individuare il melanoma nelle sue prime fasi di esordio.

Un test, creato a posta per individuare il tumore della pelle prima che diventi fatale.

Per i ricercatori questo esame del sangue fornirà un risultato più accurato del solo occhio umano e sarà in grado di salvare molte vite umane.

Sviluppato dagli scienziati della Edith Cowan University, il test trova il melanoma riconoscendo gli autoanticorpi prodotti dall’organismo per combattere il cancro nelle sue fasi iniziali.

Nella sperimentazione in cui hanno partecipato circa 200 persone, metà delle quali aveva il tumore, il test ha avuto una percentuale di successo pari all’81.5%.

Ora i ricercatori penseranno alla fase sperimentale seguente che si svilupperà entro tre anni, e avrà come fine principale quello di raggiungere un’accuratezza di risposta ancora più alta, pari al 90%.

Lo scopo degli scienziati è quello di arrivare al suo utilizzo entro i prossimi cinque anni.

Reumatismi: trattare prima per trattare meglio e risparmiare

Pubblicato il 18 Giu 2018 alle 7:05am

L’arrivo dei farmaci biologici ha rappresentato una importante rivoluzione contro le malattie reumatiche. Ma la disponibilità di nuovi medicinali non è l’unico aspetto su cui dover contare. Serve anche poter incrementare la diagnosi precoce e l’avvio tempestivo dei trattamenti, per potenziare le performance: “Qui all’Eular per esempio si è parlato anche dei dati relativi all’artrite reumatoide in cui si arriva anche al 90% di remissione della malattia quando trattata nelle fasi molto iniziali della malattia – questo è quanto dice Roberto Caporali reumatolgo dell’Università degli Studi di Pavia e segretario nazionale della Sir – questo prevede una rapidità di diagnosi precoce e avvio al trattamento estremamente efficaci”. E dimostra, continua l’esperto, che se al di fuori degli studi clinici, nella pratica, con una rete di reumatologi adeguata, riuscissimo a “spingerci ancora più in là rispetto ai 5-6 mesi di ritardo diagnostico probabilmente avremmo ottimi risultati anche con i farmaci tradizionali, diminuendo i costi diretti e indiretti delle malattie”. E scongiurando il rischio di disabilità.

Giornata Mondiale del mal di testa, una condizione molto frequente che derivare da diverse patologie

Pubblicato il 19 Mag 2018 alle 7:14am

La SIN (Società Italiana di Neurologia) e la Anircef (Associazione neurologica Italiana per la ricerca delle Cefalee) quest’anno partecipano alla Giornata Mondiale contro il mal di testa attraverso l’organizzazione di numerose iniziative presso i Centri Italiani specializzati nella cura delle cefalee. Da Nord a Sud, infatti, i Centri apriranno le porte per fornire informazioni su cosa fare quando si ha un mal di testa e questo diventa sempre più frequente ed ingombrante. Gli esperti fanno chiarezza sulla diagnostica, la cefalea e le reali possibilità di cura che spesso i pazienti ignorano, rassegnandosi a vivere in una condizione che penalizza fortemente la loro vita e quella delle persone a loro care.

Il mal di testa, o cefalea, è una condizione molto frequente e può generare da diverse patologie. Le cosiddette cefalee secondarie, come ad esempio l’ipertensione arteriosa, la sinusite, diverse patologie endocraniche; talvolta, invece, è un disturbo a sé stante, in questo caso viene chiamata cefalea primaria, che non ha nulla a che fare con cause evidenziabili da comuni metodiche di indagine come la TAC o la RMN, ma che si manifesta esclusivamente con il sintomo del dolore.

Le cefalee primarie sono molto frequenti nella popolazione generale: la cefalea di tipo tensivo (CdTT), ad esempio, è caratterizzata da dolore nucale o cervico-frontale gravativo, ha una prevalenza, nel periodo di 1 anno, di circa il 30% della popolazione globale, mentre l’emicrania, un tipo di cefalea primaria i cui attacchi coinvolgono in genere un unico lato del capo, sono accompagnati spesso da disturbi visivi, nausea e vomito, interessa il 10-20% della popolazione generale.

Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nella diagnostica e nella terapia di tali forme morbose, ma è necessaria una diagnosi corretta e precisa, per arrivare ad una conclusione della sintomatologia.

L’“emicrania cronica” viene formulata nel caso in cui la cefalea sia presente da almeno 3 mesi, con frequenza di minimo 15 giorni al mese, di cui almeno 8 caratterizzati da sintomi tipici dell’emicrania.

Giornata Mondiale della Celiachia, in Europa l’80% dei casi non è ancora diagnosticato. E si tratta soprattutto di bambini

Pubblicato il 16 Mag 2018 alle 10:30am

La Celiachia è una malattia cronica legata all’alimentazione.

E’ la più diffusa tra i bambini in Italia e in Europa. Tuttavia gli esperti ritengono che in Europa oltre l’80% dei casi non sia ancora giunto ad una diagnosi. Con una prevalenza in continua crescita.

Condizione questa non diagnosticata che espone la popolazione al rischio di sviluppare problemi di salute e complicanze. In Italia i pazienti diagnosticati sono soltanto 200.000 – di cui solo 21.277 sono i bambini diagnosticati fino ai 10 anni -, quando si prevedono almeno 600.000 celiaci. A rilevarlo è l’Aic, Associazione italiana celiachia, in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia che si celebra oggi 16 maggio.

La malattia come terapia prevede una rigorosa dieta a base di alimenti privi di glutine. Ma il tempo medio di attesa della diagnosi può aspettare anche otto anni a livello europeo, mentre in Italia sono 6 gli anni di accesso all’Ssn prima di sapere di essere celiaci.

La patologia può presentarsi a qualsiasi età, compreso lo svezzamento, quando viene introdotto il glutine, nell’infanzia e nell’adolescenza.

Caterina Pilo, direttore generale Aic dichiara “In particolare nei bambini, è essenziale la diagnosi precoce, per tutelare il processo di crescita e lo sviluppo, gestendo nel migliore dei modi i sintomi. Se la celiachia non viene diagnosticata, i piccoli possono incorrere in severe complicanze, tra cui perdita di peso, problemi nella crescita, ritardo della pubertà, stanchezza cronica e osteoporosi”.

Per rispondere al problema delle diagnosi nascoste, gli esperti e le associazioni di pazienti di tutta Europa sono impegnati a sensibilizzare per la diffusione di linee guida per migliorare la performance di diagnosi nei bambini. In Italia l’Associazione pazienti ha contribuito alla diffusione del “Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia”, che prevede, tra l’altro, particolari linee guida per la diagnosi nei bambini e negli adolescenti.

Tumore al seno: sopravvissute dopo la diagnosi aumentate del 26%

Pubblicato il 05 Gen 2018 alle 9:01am

Buone notizie per coloro che devono fare i conti con il tumore al seno. Nel 2017 sono state 50.500 le nuove diagnosi, ma le prospettive di vita, soprattutto se la neoplasia viene scoperta subito, sono davvero aumentate. In otto anni (tra il 2010 e il 2017) in Italia, le donne vive dopo la diagnosi sono aumentate del 26% e oggi, stando alle ultime rilevazioni fatte dai Registri Tumori, sono 766.957 le italiane che hanno affrontato e vinto il tumore al seno.

E se ne saranno certe tra altri anni, è possibile parlare di guarigione in tutti casi.

Ci sono infatti, studi, che dimostrano come le donne operate in fase iniziale abbiano una prospettiva di vita persino migliore delle coetanee che non si sono mai ammalate di questo tumore al seno.

Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, spiega: “Oggi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi supera il 90 per cento”. Ai nuovi trattamenti nel carcinoma mammario è stata dedicata la quinta edizione del convegno International Meeting on New Drugs (and New Concepts) in Breast Cancer, recentemente tenutosi al Regina Elena con la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutto il mondo. “Questi progressi eccezionali – continua Cognetti, che è anche presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro – sono da ricondurre alle campagne di prevenzione, a una maggiore diffusione della diagnosi precoce e dello screening con mammografia e a terapie innovative sempre più efficaci. Oggi abbiamo molte armi a disposizione, dalla chemioterapia all’ormonoterapia alle terapie target fino all’immunoterapia. E si stanno aprendo nuove prospettive per personalizzare i trattamenti, grazie a esami genomici che analizzano il Dna del tumore per capirne l’aggressività”.

SANApoli, il progetto di screening gratuito per le persone a rischio di aneurisma dell’aorta addominale

Pubblicato il 05 Dic 2017 alle 6:50am

Parte il “SANApoli“, il progetto di screening gratuito per la diagnosi precoce dell’aneurisma dell’aorta addominale, presentato nel corso dei lavori congiunti del V congresso di chirurgia vascolare e del IV congresso nazionale SIMCRI svoltisi a Napoli e Sorrento. (altro…)

Alzheimer, con l’intelligenza artificiale diagnosi precoce di 10 anni

Pubblicato il 24 Set 2017 alle 10:42am

Con l’intelligenza artificiale è possibile diagnosticare l’Alzheimer dieci anni dal suo esordio. Parola di esperti. (altro…)

V Settimana di Sensibilizzazione sui tumori testa-collo, l’importanza di una diagnosi precoce

Pubblicato il 20 Set 2017 alle 6:50am

Il 18 settembre, ha preso il via la V Settimana di Sensibilizzazione sui tumori testa-collo che si svolge in tutta Europa. Conosciuta anche come Head and Neck Cancer Awareness Week, nell’ambito della ‘Make Sense Campaign’. (altro…)