diagnosi precoce

Tumori, un test del sangue che ne scova 50 diversi

Pubblicato il 04 Apr 2020 alle 6:32am

Un test del sangue è un grado di scovare oltre 50 tumori in fase precoce, ancora prima che compaiano i sintomi, e ben 12 dei più aggressivi e di difficili da diagnosticare in via preventiva, tra cui il cancro al pancreas. È lo straordinario risultato a cui è giunto Michael Seiden dell’azienda statunitense US Oncology, riportato sugli Annals of Oncology.

Il test in questione, si basa sullo studio del Dna tumorale circolante nel sangue attraverso un software che sfrutta l’intelligenza artificiale. Il programma è stato sviluppato sulla base di campioni di sangue di 1500 persone con tumori non trattati e altrettanti individui sani. In seguito il software è stato testato analizzando 650 campioni di sangue di pazienti con tumore e 610 campioni di soggetti sani di controllo. Il sistema è risultato ‘super specifico’ nel fare la diagnosi: sbaglia solo lo 0,7% delle volte diagnosticando un tumore che in realtà non esiste (falso positivo).

“Questo è uno studio decisivo – ha dichiarato il direttore della rivista Fabrice André dell’Institut Gustave Roussy in Francia – e rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di facili test di screening”. “La diagnosi precoce di oltre il 50% dei tumori potrebbe salvare milioni di vite ogni anno nel mondo”, ha concluso

Tumori, cellule spediscono messaggi attraverso il sangue a nanoparticelle d’oro

Pubblicato il 29 Feb 2020 alle 6:29am

Le cellule tumorali spediscono dei messaggi attraverso sistema venoso e possono essere intercettate grazie a nanoparticelle d’oro, permettendo così, con un semplice esame del sangue di fare diagnosi precoce e monitorare la reazione alle terapie in malati oncologici. A dimostrarlo uno condotto dai ricercatori dell’università australiana del Queensland, pubblicato sulla rivista Science Advances.

Le nanoparticelle d’oro sviluppate per riconoscere le cosiddette vescicole extracellulari, delle piccole bolle fatte di membrana che trasportano ‘messaggi’ come “Dna, proteine e altre molecole: il loro carico può svelare molto di quello che accade all’interno delle cellule”, secondo quanto spiegato dalla ricercatrice Jing Wang, che lavora presso l’Istituto australiano per la bioingegneria e le nanotecnologie (Aibn).

Le vescicole vengono costantemente prodotte sia dalle cellule sane che da quelle tumorali e queste ultime, in particolare, le usano “per manipolare le cellule vicine, sopprimere e controllare il sistema immunitario”. Per scovarle, i ricercatori hanno sviluppato delle nanoparticelle d’oro attaccate a specifici anticorpi che riconoscono molecole presenti solo sulla superficie delle vescicole emesse dalle cellule tumorali. Una volta colpite dalla luce laser, le nanoparticelle emettono un segnale unico che può essere identificato come l’impronta digitale di quel paziente.

In collaborazione con l’Olivia Newton John Cancer Research Institute, i ricercatori hanno testato la loro tecnologia analizzando il sangue di 23 pazienti con melanoma, i cui risultati dimostrano che il test identifica in modo accurato le vescicole, permettendo di monitorare in tempo reale la reazione alle terapie di ciascun paziente.

Nasce Rete italiana screening polmone

Pubblicato il 23 Dic 2019 alle 7:57am

Nasce nel nostro Paese la prima Rete Italiana incentrata sullo Screening Polmonare. Un progetto che viene coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e che supervisionerà il lavoro di altri 10 centri oncologici, grazie appunto ad un finanziamento arrivato dall’Unione Europea e dal ministero della Salute. La rete, in questione, ha come fine ultimo principale, quello di contrastare la diffusione di tumori al polmone e aumentare le diagnosi precoci. Puntare poi, a cure più efficaci soprattutto tra persone che sono più a rischio per anni di fumo alle spalle.

In Lombardia si stimano per il 2019 7.800 nuovi casi di tumore al polmone (42.500 le nuove diagnosi in tutta Italia). “L’80% viene individuato troppo tardi e si muore prima di 5 anni – a spiegarlo è Ugo Pastorino, direttore del dipartimento di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale Tumori -: che è riuscito a dimostrare che vi è proprio ola diagnosi precoce tra i fumatori, più incalliti, con l’utilizzo della Tac spirale, può portare ad un trattamento tempestivo con una possibile riduzione delle mortalità pari al 50%”.

La Rete Italiana Screening Polmonare sarà basata su uno studio e un reclutamento di pazienti, a partire dal prossimo 2020, con l’obiettivo di arruolare in due anni circa 24mila forti fumatori (che consumano almeno un pacchetto di sigarette al giorno) con oltre 50 anni di età, in Italia, Paesi Bassi, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. In Italia, grazie al coinvolgimento dei medici di base, si punta ora a reclutare almeno 10mila partecipanti.

Grazie a questa rete sarà possibile per gli esperti definire al meglio le modalità di un nuovo screening attraverso la Tac spirale e alcuni biomarcatori.

Tumore al collo dell’utero, in arrivo test da fare a casa

Pubblicato il 11 Nov 2019 alle 8:24am

Il rischio di tumore del collo dell’utero potrà essere diagnosticato anche da casa propria con un semplice test delle urine o con un tampone vaginale a casa, rendendo quindi lo screening preventivo più veloce per le donne che attualmente devono recarsi periodicamente in ambulatorio per eseguirlo. (altro…)

Celiachia, casi in aumento. In Italia l’1-2% della popolazione. Esperti consigliano test preventivi per diagnosi precoce

Pubblicato il 01 Ott 2019 alle 6:11am

La celiachia è netto aumento. Secondo uno studio recente, ne soffrirebbe in Italia, l’1% della popolazione, ossia circa 600.000 persone, specialmente in alcune aree metropolitane, dove si sta sfiorando addirittura il 2%, quasi un milione di casi.

Secondo gli esperti riuniti all’ottavo Convegno Annuale ‘The Future of Celiac Disease’ dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), alla base dell’incremento della prevalenza ci sarebbero probabilmente cause ambientali, non ancora individuate, ma l’aumento dei casi richiamerebbe oggi la necessità di migliorare le diagnosi che tuttora arrivano in media oltre 6 anni dopo la comparsa di alcuni sintomi.

Così, anche e soprattutto per scovare i ‘pazienti’ con sintomi insoliti come afte ricorrenti, orticaria fastidiosa, anemia o irregolarità mestruali, gli esperti propongono test del sangue mirati almeno su pazienti ricoverati in reparti come ginecologia, pediatria, medicina interna per individuare il prima possibile i casi che resterebbero nascosti per tanti anni.

Test italiano può scovare nel sangue primi segni di tumore

Pubblicato il 28 Set 2019 alle 6:50am

Un test genetico ideato in Italia può riuscire ad individuare con una semplice analisi del sangue un tumore, prima ancora che questo si manifesti. A spiegarlo è un recente studio condotto da un gruppo internazionale di esperti coordinato dai ricercatori di Bioscience Genomics, spin-off partecipato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, pubblicato su Cell Death & Disease.

Lo studio in questione, basato su un algoritmo brevettato da Bioscience usa il sequenziamento del Dna nell’individuazione delle alterazioni genetiche che precedono lo sviluppo del cancro in persone sane e asintomatiche. In questa ricerca analizzati, per un periodo da uno a 10 anni, campioni di sangue raccolti da 114 individui inizialmente tutti sani. “Si tratta di un primo importante passo nella strada verso una rapida applicazione clinica della genomica in oncologia – afferma Giuseppe Novelli, rettore dell’Università “Tor Vergata” e responsabile dello studio -. Ora sappiamo di avere a disposizione una solida tecnologia che permetterà il passaggio dal laboratorio alla pratica”.

Tumore al pancreas, 15enne inventa test per diagnosticarlo precocemente

Pubblicato il 28 Ago 2019 alle 6:12am

Il tumore al pancreas si manifesta quando alcune cellule, in particolare quelle di tipo duttile, si moltiplicano senza alcun controllo. Vari sono i fattori che lo determinano. Innanzitutto il tabagismo. Nei fumatori è stato infatti rilevato che la possibilità di ammalarsi risulta essere tre volte superiore rispetto ai soggetti che non fumano. Pur non essendo ancora chiare le motivazioni e i dettagli, altri fattori comprendono il diabete di tipo 2 e alcune malattie rare genetiche, come ad esempio la sindrome di von Hippel-Lindau. Cause secondarie che tuttavia non possono essere escluse a priori sono l’assunzione smodata di caffè e di alcool, l’esposizione professionale a solventi di uso industriale o agricolo derivati dal petrolio e l’obesità. Purtroppo il tumore al pancreas in fase precoce non dà segni di alcun tipo.

I sintomi più evidenti si manifestano quando la neoplasia è ormai già estesa. Tra questi si ricordano una perdita di peso e di appetito, l’ittero, un dolore sordo nella parte superiore dell’addome o alla schiena, debolezza estrema, nausea e vomito frequente.

A donare una nuova speranza agli ammalati è Jack Andraka, un brillante quindicenne di Crownsville, nel Maryland (USA) che ha ideato un test per la diagnosi precoce, i risultati ottenuti dai suoi esperimenti in laboratorio, hanno dato un tasso di accuratezza vicino al 100%. L’idea è sorta in seguito alla prematura scomparsa di un suo amico. Facendo alcune ricerche Andraka si è reso conto che i metodi di rilevazione di questa neoplasia sono vetusti e costosi. Il primo passo del ragazzo, dunque, è stato quello di isolare una molecola come biomarcatore del tumore che si può individuare durante gli esordi della malattia. In un secondo momento ha trovato degli anticorpi sensibili a questa proteina e poi li ha legati tra di loro con una rete di nanotubi. A questo punto Andraka ha inviato la sua tesi a 200 ricercatori e tra questi, il direttore di un laboratorio della John Hopkins School of Medicine, gli ha dato l’ok. Il giovane è riuscito a creare, un dispositivo piccolissimo. Una sonda con astina di livello con carta da filtro che, se usata con uno strumento per misurare la resistenza elettrica, è in grado di rilevare precocemente il cancro.

Parkinson, diagnosi precoce con un test del sangue, affidabile al 90% nelle donne

Pubblicato il 26 Lug 2019 alle 6:14am

Sono sette le molecole-spia presenti nel nostro sangue e prodotte dalla flora batterica intestinale che possono aiutare a diagnosticare il morbo Parkinson, con un’efficacia che può raggiungere il 90% nelle donne. Il risultato, pubblicato sulla rivista scientifica Metabolomics, è italiano e si deve alla ricerca coordinata dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, condotta in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) e la Fondazione Santa Lucia di Roma. (altro…)

Cani in grado di diagnosticare i tumori appena si presentano, annusando il sangue delle persone

Pubblicato il 10 Apr 2019 alle 7:22am

Grazie al loro olfatto i cani possono diagnosticare i tumori, non appena si presentano. (altro…)

Blatt, il cane che fiuta i tumori al polmone

Pubblicato il 28 Set 2018 alle 6:41am

Si chiama Blatt ed è il cane che fiuta i tumori al polmore. Ha quattro anni ed è un incrocio di labrador-pitbull. Come altri esemplari appositamente addestrati è in grado di fiutare la presenza di noduli maligni odorando campioni di esalazioni dei pazienti, e ciò con un altissimo grado di affidabilità. Questo cane speciale è infatti il protagonista di uno studio presentato alla conferenza mondiale sul tumore al polmone, iniziata alcuni giorni fa a Toronto (Iaslc).

Lo studio è stato presentato da Angela Guirao della Hospital Clinic di Barcellona. La stessa equipe di ricercatori ha già dimostrato in altra occasione, con un altro studio come i cani addestrati possano identificare la presenza di un tumore al polmone, ma l’ultimo studio, aveva come obiettivo quello di verificare che i cani fossero anche in grado di fiutare la presenza di noduli maligni partendo da campioni di gas esalati con il respiro dei pazienti.

Durante i vari esperimenti Blatt ha riconosciuto con successo 27 pazienti con tumore al polmone (su un campione totale di 30 soggetti) di cui tre con noduli maligni. «I risultati di Blatt – afferma Guirao – sono sorprendenti, ma non tanto quanto si potrebbe pensare. Infatti, l’odorato dei cani ha una più alta concentrazione di biosensori rispetto alla più avanzata tecnologia al momento disponibile. Per questo quasi tutti i cani potrebbero essere addestrati ad individuare il Vocs. Ora – continua la ricercatrice – la sfida è identificare il modello di esalazione Vocs individuato dai cani, per sviluppare ulteriori modelli di screening per la diagnosi precoce».