La sessualità vissuta dagli anziani

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Dic 2010 alle ore 11:27am


Se ne può parlare?

Certamente. E’ forse uno degli argomenti meno affrontati ma che invece nasconde una serie di prospettive e di curiosità che di fatto non possono che arricchire le nostre prospettive di vita soprattutto per ciò che riguarda la sua qualità.

Ci sono diverse considerazioni da fare riguardo alla sessualità nella terza età.
Alcune di queste riguardano aspetti psicologici, altre di contesto e sociali ed altre ancora fisiche.
Una sana sessualità è attuabile solo se praticata e mantiene tali caratteristiche nel tempo solo a queste condizioni.
Ci sono però una serie di variabili tutte essenziali affinché possa essere garantita. una sana attività sessuale nel tempo.
Oggi possiamo sfatare alcuni di quei pregiudizi che in passato ci hanno offuscato una limpida visione di questo tema.. Un tempo, infatti, c’era una tendenza repressiva e colpevolizzante che sosteneva che un precoce inizio dell’attività sessuale e una frequenza eccessiva dei rapporti, avrebbero condotto ad una precoce cessazione della attività stessa.
Insieme a questi fattori si aggiungono anche altri pregiudizi e convinzioni che non fanno altro che reprimere ed inibire le prospettive dell’over 60 deformando la propria immagine in termini di bisogni, rapporti ed esigenze.
L’anziano tende a nascondere il proprio imbarazzo e la propria vergogna, sentita mediante i condizionamenti sociali, culturali, morali, religiosi, nei riguardi dei propri impulsi e desideri a fronte della sfiducia nei riguardi delle proprie capacità sessuali, attraverso un meccanismo sublimatorio:. “ormai sono troppo vecchio…”. L’anziano spesso si trova a rifiutare la propria sessualità o a nasconderla (in modo clandestino) e questo atteggiamento riflette un vissuto di colpa, una rassegnazione e un disimpegno progressivo a fronte del timore di insuccessi e di una frustrazione. Siamo di fronte ad una auto castrazione preventiva.
Ma quali sono alcuni degli stereotipi che condizionano negativamente l’over 60 a queste risposte?

• L’attrazione sessuale può essere suscitata solo da un corpo tonico e giovane
• La funzionalità degli organi genitali è influenzata dall’età e va incontro a decadimento sia in termini di qualità che di quantità.
• La fine della capacità procreativa coincide con la caduta della pulsione sessuale.
• Il piacere sessuale dopo una certa età rappresenta una “perversione” più che una sana esigenza psicofisica che di fatto contrasta il processo di invecchiamento fisico e psichico dell’individuo.
Se poniamo attenzione a questi aspetti ci possiamo rendere conto quanto i condizionamenti influenzino di fatto l’attività sessuale, che può essere distratta non tanto da un rallentamento biologico ma dalle difficoltà inerenti la percezione del singolo e i relativi condizionamenti in merito alla difficoltà di adattarsi al cambiamento. L’anziano è portato a percepire il proprio corpo attraverso l’immagine che sente riflessa dall’altro (i condizionamenti sociali) e ad influenzare di conseguenza il proprio vissuto corporeo mortificando la valenza del corpo stesso quale oggetto di desiderio e svalutando la propria capacità ed il proprio piacere di desiderare e di godere.
Quali soluzioni?
E’ necessario dare una corretta informazione sui normali processi di cambiamento somatici e psicologici legati alla risposta sessuale.
Ma guardiamo da vicino quali sono le modificazioni fisiologiche della risposta sessuale maschile e femminile nella età senile.
Nell’uomo la normale risposta fisiologica determina con l’avanzare dell’età un significativo ritardo nell’ottenere l’erezione (parziale o di breve durata) e un conseguente rallentamento globale.
Essere a conoscenza di ciò evita di alimentare ansia da prestazione o conclusioni affrettate di impotenza. Di fatto parliamo di un fatto fisiologico e, tentare di forzare la situazione attraverso un controllo cosciente, non farebbe altro che precludere al soggetto la possibilità di sentire altre stimolazioni in modo adeguato. Attualmente esiste una serie di terapie farmacologiche che, pur richiedendo una prescrizione medica, possono risolvere efficacemente, in maniera relativamente facile, questo tipo di problema. (Viagra e succedanei)
Nella fase di Plateau la terza età del maschio ottiene una “rivincita” sul giovane. Infatti questa fase tende a prolungarsi annullando le problematiche di eiaculazione precoce che invece il giovane a volte deve affrontare..
L’esperienza orgasmica e quella successiva di risoluzione sono caratterizzate da una breve durata e l’eiaculazione spermatica risulta ridotta.

Non esiste una vera andropausa come nella donna. Tra l’altro il termine andropausa significa “la fine dell’uomo” diversamente da menopausa che invece significa il termine delle mestruazioni. E’ vero che con l’avanzare dell’età c’è anche nell’uomo un calo ormonale di testosterone ma le differenze sono soggettive, il processo è molto lento e comunque l’uomo mantiene la facoltà di procreare.
Nella donna la menopausa segna l’inizio dell’invecchiamento sessuale con la conseguente perdita della capacità procreativa, la riduzione significativa del tasso degli ormoni sessuali con conseguenze sulla risposta sessuale.
Nella fase di eccitamento la donna avrà problemi di lubrificazione nella regione vaginale e i tempi di risposta in questo senso sono più lunghi. Una buona crema lubrificante può risolvere il problema.
Nella fase di Plateau la diminuzione dello spessore della mucosa e la diminuita elasticità dei tessuti possono determinare, durante il rapporto sessuale, irritazioni all’apparato vescicale e dell’uretra. Per attenuare il problema ci sono cure ormonali, anche locali e naturali a base di estrogeni.
La fase orgasmica risulta abbreviata ma di fatto nella donna la capacità orgasmica resta invariata fino a tarda età.
La fase di risoluzione, come nell’uomo, sarà di conseguenza rapida a differenza dei soggetti più giovani.

Conclusioni:
E’ evidente che conoscere adeguatamente le risposte fisiologiche alla eccitazione sessuale nella terza età consente al soggetto maturo di accettare e quindi modificare il rapporto con se stesso e il comportamento sessuale con la partner al fine di favorire gli aspetti positivi che l’età ci propone.
Il filo rosso che viaggia come presupposto di base è comunque la capacità psicologica di essere presente a se stessi e liberi dai condizionamenti e pregiudizi sociali.
Verranno, pertanto, valorizzati i rituali, a favore di una eccitazione migliore che favorisca nella donna una migliore lubrificazione e nell’uomo una erezione più efficace. Ci verranno in aiuto le fantasie, l’immaginario anche legato all’erotismo fornito dai ricordi e dalle esperienze nonché l’ascolto delle pulsioni e dei desideri del partner.
La sessualità dell’anziano si contraddistingue perché arricchita da sfumature erotiche e sessuali più complete.
L’anziano ha più tempo, è meno pressato da responsabilità familiari, procreative e da vincoli stressanti..

Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta
Roma