Ipocondria e cybercondria: come riconoscerle

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 01 Gen 2011 alle ore 1:00am


L’ipocondria colpisce, in qualsiasi momento della vita, il 70% della popolazione dei paesi sviluppati.

Ebbene, secondo l’ Istituto di Psicologia e Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva, caratteristica essenziale dell’ipocondria è quella della preoccupazione legata alla paura oppure alla convinzione di avere, una grave malattia, basata sulla errata interpretazione di uno o più segni o sintomi fisici.

I malati di ipocondria riescono ad andare da tre medici nello stesso giorno, farsi decine di analisi e, risulta quasi impossibile ragionare con loro. Appena gli passa un dolore, ecco che ne compare un altro e poi un altro ancora.

L’ipocondria fa il suo ingresso, dopo un fatto sgradevole che ha a che fare con la salute, come per esempio accade quando si vive la malattia di un parente e la sua morte. Si manifesta più negli adulti ma può colpire anche i bambini.

E’ più frequente in soggetti ossessivi, nevrotici o insicuri che di solito presentano problemi di ansia e depressione.

La paura di ammalarsi arriva a generare la cancro fobia o l’aids fobia.

Come si manifesta? Dolori, stanchezza, tachicardia, vertigini e nausee, offuscamento della vista, alterazioni del sonno, poi ancora..incapacità di trovare lo specialista adatto.

Nei casi più gravi bisogna ricorrere dallo psichiatra che, di solito prescrive tranquillanti.

Internet è l’ambiente ideale per l’ ipocondria. Chi ne soffre, finisce sempre per trovare una pagina web che conferma i sospetti e dà il nome alla malattia immaginaria.

Si passa dunque alla cybercondria, che consiste nel recarsi dal dottore per richiedere un trattamento o un esame sulla base delle informazioni ottenute navigando su Internet.