pressione alta

Pressione alta? Un aiuto dall’Hula dance

Pubblicato il 13 Set 2019 alle 6:24am

Hula dance, la danza delle Hawaii finisce sotto i riflettori della scienza per una virtù inaspettata: abbinata a farmaci, dieta corretta e stile di vita attiva, è in grado di abbassare la pressione alta anche quando i classici protocolli medici falliscono. A suggerirlo uno studio preliminare condotto sui Nativi hawaiani e presentato a New Orleans dove sono in corso le Hypertension Scientific Sessions 2019 dell’American Heart Association, i cui risultati parlano chiari.

Come spiega Joseph Keawe’aimoku Kaholokula, autore principale del lavoro e presidente del Dipartimento Salute dei Nativi hawaiani all’università delle Hawaii di Manoa “Tra i Nativi hawaiani, patologie cardiache e infarti hanno tassi 4 volte più alti che fra i bianchi non ispanici, e insorgono 10 anni prima che tra gli hawaiani bianchi e asiatici”. Poiché indagini precedenti avevano evidenziato che gli hawaiani prediligono attività terapeutiche di gruppo e vicine alle loro tradizioni, il team di ricerca ha messo a punto “un intervento basato sull’Hula dance che può essere eseguita a diversi livelli di intensità, da uomini e donne a tutte le età”.

Kaholokula e colleghi hanno reclutato oltre 250 Nativi hawaiani, età media 58 anni, per l’80% donne, che nonostante i trattamenti antipertensivi mantenevano una pressione sistolica (la massima) pari a 140 millimetri di mercurio (mmHg) o superiore, oppure pari a 130 mmHg o superiore in presenza di diabete di tipo 2.

Dopo 3 sessioni di un’ora in cui i pazienti sono stati informati su dieta, esercizio fisico e corretta assunzione dei farmaci, i partecipanti sono stati divisi a caso in 2 gruppi: uno non ha seguito alcuna misura terapeutica aggiuntiva, l’altro – sempre in aggiunta ai medicinali – ha frequentato classi di Hula dance con lezioni di un’ora 2 volte a settimana per 3 mesi, seguite da una lezione mensile per altri 3 mesi, auto-allenamento e attività di sensibilizzazione su ipertensione e vita sana.

Il risultato a 6 mesi? Rispetto al gruppo di controllo, il gruppo Hula mostrava più probabilità di avere ridotto la pressione sanguigna sotto i 130 mmHg per la massima e gli 80 mmHg per la minima (diastolica), nonché più probabilità di aver perso oltre 10 mmHg di pressione massima: un calo che abbassa significativamente il rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco. Miglioramenti che perduravano anche nei 6 mesi successivi. Numeri a parte, riferisce Kaholokula, “i pazienti hanno detto che l’Hula è stata divertente e li ha aiutati a soddisfare i loro bisogni spirituali e culturali”, tanto che “più dell’80% è rimasto nel programma per 6 mesi e il 77% per un anno”.

Per David Goff, direttore della Divisione di Scienze cardiovascolari del National Heart, Lung and Blood Institute dei National Institutes of Health (Nih) che hanno sostenuto lo studio, “questi risultati rafforzano l’idea che per la maggior parte delle persone l’attività fisica più salutare è quella che accelera il respiro e il battito cardiaco. Che si tratti di ballare, andare in bicicletta, nuotare, fare surf o escursioni, la chiave è muoversi sempre più spesso. E farlo in compagnia può aiutare a mantenersi attivi nel tempo”.

“Questo studio – commenta Eduardo Sanchez, Chief Medical Officer Prevenzione dell’American Heart Association – è un ottimo esempio di come gli interventi sanitari possano essere più efficaci se declinati culturalmente” in base ai valori e alle tradizioni delle popolazioni alle quali si applicano. “Questo – aggiunge – è un approccio che può essere facilmente applicato ad altri gruppi e stili di ballo, dal liscio alla salsa”, per centrare l’obiettivo di “una vita più lunga e più sana”.

Anziani, mini rivoluzione per misurare la loro pressione: ecco perché

Pubblicato il 16 Giu 2019 alle 11:14am

E’ in arrivo una mini-rivoluzione per la salute degli anziani, soprattutto in estate. A volte le pillole per la pressione non servono a un granché, quando si ha una certa età: l’ipertensione fa male ma puntare a valori ‘normali’ in un under 65 può essere a volte anche controproducente. Sì, perché, le normali terapie potrebbero essere scarsamente tollerate e pertanto, più spesso, portare anche a seri effetti collaterali. (altro…)

Pressione alta, si abbassa anche con l’acqua, ecco quale

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 6:41am

Secondo alcuni studi, bere acqua, ricca di sali minerali come magnesio e calcio può essere molto efficace a contrastare e abbassare i livelli di pressione. Le fonti di acqua potabile nelle regioni possono variare il contenuto di sali minerali a causa dell’afflusso dell’acqua di mare. L’acqua con una maggiore salinità contiene più sodio, che può far aumentare la pressione sanguigna, ma ha anche più calcio e più magnesio. I ricercatori affermano che i benefici del magnesio e del calcio, superano i danni possibili causati da assunzione di sodio. (altro…)

Ipertensione, un aiuto dal vino rosso

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 6:57am

Una celebre molecola, presente nel vino rosso, potrebbe diventare l’ingrediente di un nuovo trattamento anti-ipertensivo. A dirlo i ricercatori del King’s College di Londra, che hanno scoperto il meccanismo di funzionamento del resveratrolo, molecola ben nota e al centro di numerose ricerche scientifiche , ma i cui benefici non erano mai stati sfruttati.

I ricercatori, finanziati dalla British Heart Foundation, hanno messo in luce il meccanismo d’azione del resveratrolo, che interagisce con una proteina chiamata Pkg1a nella parete dei vasi sanguigni. Il resveratrolo aggiunge ossigeno alla proteina, portando i vasi a rilassarsi ed espandersi, provocando così ad un calo della pressione.

Tale team descrive i risultati ottenuti su topi da laboratorio, pubblicati su ‘Circulation’, aggiungendo però che occorrono ulteriori studi per verificare se la sostanza ha un effetto analogo anche sull’uomo. I quantitativi sufficienti di resveratrolo necessari per abbassare la pressione sanguigna non sono quelli di un bicchiere di vino rosso, ma l’equivalente di un migliaio di bottiglie al giorno. Ecco perché con molta probabilità si potrà creare qualche farmaco che lo contenga in dosi superiori.

Cosa mangiare quando si ha la pressione alta?

Pubblicato il 24 Feb 2019 alle 11:48am

L’ipertensione, è uno stato patologico in cui i livelli di pressione arteriosa sono superiori alla norma. Tale condizione fisica può provocare conseguenze anche serie sulla salute delle persone che ne sono affette. Una giusta alimentazione può però prevenire e curare tale stato.

Alimenti che curano l’ipertensione sono quelli ricchi di potassio: ad esempio le banane, le patate, i pomodori, le arance e le mandorle. Il potassio è fondamentale per un corretto funzionamento delle cellule e per la regolarizzazione della pressione arteriosa. Questo minerale bilancia l’eccesso di sodio, uno dei principali responsabili dell’ipertensione.

Il pesce è un altro elemento i cui grassi ricchi di omega 3 risultano essere antinfiammatori e in grado di regolarizzare la pressione arteriosa. Il salmone , altro alimento ideale per chi soffre alta.

E ancora, sedano, zafferano, semi e spezie utilissimi per far abbassare la pressione sanguigna. La frutta e le verdure fresche (con poco condimento) in quanto contengono molti sali minerali e acqua e non permettono l’eccesso di sodio.

Molto efficace nell’alimentazione anche l’aglio , uno dei principali alleati contro l’ipertensione, in quanto è in grado di rilassare la muscolatura e dilatare i vasi sanguigni. Preferibilmente se mangiato a crudo, onde evitare l’alito cattivo. Basta tagliare un piccolo spicchio ed inghiottirlo come fosse una pastiglia! In alternativa potete sempre assumere delle pastiglie che trovate in commercio.

Cosa non mangiare

Chi ha problemi di pressione alta deve assolutamente evitare di mangiare alimenti che contengono sale aggiunto.

In caso di pressione alta è infatti sconsigliato mangiare pane, salumi, insaccati, piatti già pronti, formaggi, salse di soia, pizza.

Chi soffre di questo disturbo deve abolire la saliera dalla tavola, deve cucinare personalmente i propri pasti e mangiare cibi freschi e mai confezionati e pronti. Condirli con spezie, peperoncino o limone.

Se concedete al vostro corpo una sana alimentazione, vedrete che starete meglio e il vostro organismo vi ringrazierà!

Alzheimer, la pressione alta può aumentare il rischio

Pubblicato il 18 Lug 2018 alle 7:16am

Secondo recenti studi la pressione alta può aumentare il rischio di ammalarsi di Alzheimer. (altro…)

Aifa dispone ritiro di farmaci per la pressione e il cuore che contengono Valsartan, principio cancerogeno

Pubblicato il 08 Lug 2018 alle 8:36am

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro di diversi lotti di farmaci a base del principio attivo valsartan. In quanto, è stato riscontrato un difetto di qualità, per cui, come misura precauzionale, l’AIFA e le altre Agenzie europee hanno disposto l’immediato ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutte le confezioni interessate.

I medicinali a base di valsartan vengono utilizzati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa e dell’insufficienza cardiaca e nei pazienti che hanno subito un infarto cardiaco.

I pazienti che sono in cura con farmaci a base di valsartan devono verificare se il medicinale che assumono sia presente nella lista dei medicinali coinvolti dal ritiro a scopo precauzionale.

Vedi quali sono al seguente link e pdf allegato.

http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Valsartan_elenco_lotti_05072018.pdf

Quelli che compaiono nell’elenco sono, infatti: Valpression e Combisartan (Menarini), Valsodiur (Ibn Savio), Validroc e Pressloval (So.Se. Pharm), Valbacomp (Crinos), Valsartan Doc e Cantensio (Doc Generici), Valsartan Almus (Almus), Valsartan (Zentiva), Valsartan e Hct (Eurogenerici), Valsartan e Idroclortiazide (Pensa Pharma, Ranbaxy Italia, Teva, Doc Generici e Sandoz), Film (Sandoz), Valsartan Hctz (Tecnigen).

Liquirizia, troppa dopo i 40 fa male al cuore

Pubblicato il 04 Nov 2017 alle 8:41am

Per chi soffre di pressione alta, la liquirizia è dannosa anche per il cuore. Se mangiata in elevate quantità, dopo i 40 anni, potrebbe infatti portare infatti ad aritmie cardiache anche gravi. (altro…)

Pressione alta: gli alimenti da mangiare e da evitare

Pubblicato il 17 Mag 2017 alle 5:37am

Secondo un recente studio condotto dalla University of Southern California di Los Angeles, negli Stai Uniti, pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism, per fronteggiare livelli alti di pressione sanguigna, è opportuno ridurre il consumo di sale nel cibo e mangiare molta frutta e verdura, ricca di potassio. (altro…)

Mangiare troppe patate aumenta il rischio di pressione alta

Pubblicato il 20 Mag 2016 alle 7:24am

Mangiare troppe patate aumenta il rischio di pressione alta. A rivelarlo, un gruppo di ricercatori della Brigham and Women e Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, il cui studio è stato pubblicato sul British Medical Journal.

Lo studio ha coinvolto decine di migliaia di persone tutte con pressione del sangue normale all’inizio della ricerca facendo emergere che analizzando il diario alimentare dei partecipanti e visto quale fosse il consumo di patate di ciascuno, coloro che consumavano 4 o più porzioni di patate a settimana (cucinate nei modi più disparati) avevano un rischio superiore dell’11-17% di ammalarsi di ipertensione nel corso degli anni rispetto a chi si limitava invece a mangiarne in modo moderato (non più di una volta al mese).

Infine, spiega ancora Lea Borgi che ha diretto il lavoro, “abbiamo visto che se un partecipante sostituiva una porzione di patate con una di verdura non contenente amidi, il suo rischio di ipertensione si riduceva”.