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Con il nuovo decreto legge, in difesa degli animali, d’ora in poi gli animali diventano soggetti. Tra le modifiche che si introducono ai Codici Penale e di Procedura Penale c’è infatti quella che specifica come l’obiettivo sia quello di “tutelare direttamente gli animali” e non più il “sentimento per gli animali” da parte degli esseri umani. Gli animali, come è  stato sottolineato in Aula da quasi tutti gli esponenti della maggioranza, il mese scorso, vengono così messi “al centro delle tutele giuridiche, riconoscendo i loro diritti in modo indipendente dal nostro modo di percepirli”.

Prima firmataria la parlamentare di NM Michela Vittoria Brambilla, ma il decreto è stato anche fortemente voluto dal leader della Lega e vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

Tra le novità introdotte dalla legge l’inasprimento delle pene. Gli organizzatori di eventi o competizioni in cui vengono sottoposti a violenze vedranno aumentata la multa da 15.000 a 30.000 euro. In caso di combattimenti tra animali per chi li organizza si passa dai 2 ai 4 anni di reclusione, con sanzioni fino a 30.000 euro per chi vi partecipa. Chi uccide un animale rischia il carcere da 6 mesi fino a 4 anni e una multa fino a 60.000 euro. Pene più severe anche in caso di maltrattamento: si rischia fino a 2 anni di reclusione e non sono più previste sanzioni pecuniarie alternative.

 

 

ph credit pixabay