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La Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano offre, insieme ad altri partner, supporto a figli di donne vittime di femminicidio attraverso il progetto “Orphan of Femicide Invisible Victim (Orfani di Femminicidio Vittime Invisibili)”. “C’era un’enorme necessità di dare voce a questa realtà”, dichiara a Tgcom24 Cristina Barbieri, operatrice Cadmi che si occupa del progetto. “Dobbiamo poter garantire a tutti gli orfani, le orfane e le famiglie affidatarie sul territorio nazionale un sostegno completo, efficace, positivo. Questo lavoro è molto importante e lo dobbiamo fare rapidamente perché abbiamo già lasciato un po’ troppo sole queste persone”, aggiunge Cristina Carelli, coordinatrice generale di Cadmi che ha seguito il progetto dall’inizio.

Il progetto è rivolto agli orfani di età compresa tra 0 e 21 anni ed è promosso dalla cooperativa Iside, attraverso la partecipazione al bando “A braccia aperte” dell’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa, ed è finalizzato a realizzare interventi integrati e multidisciplinari in grado di prendere in carico tempestivamente e individualmente gli orfani di femminicidio e le loro famiglie. Della durata di 48 mesi, interessa l’area del “Nord-Est”: opera in cinque regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto) attraverso il coinvolgimento di 18 partner distribuiti su sei regioni (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto). Gli interventi progettuali forniscono un sostegno mirato agli orfani e alle loro famiglie in tutte le fasi, già a partire dai momenti immediatamente successivi all’evento traumatico, un supporto specializzato per la riparazione del trauma a medio e lungo termine, percorsi di accompagnamento per il reinserimento sociale e la piena autonomia professionale/lavorativa. Tgcom24 ha approfondito il tema con Barbieri e Carelli.