femminicidio

Tatuaggi per raccontare il femminicidio. Alla Biennale l’arte di Marco Manzo dal 9 maggio

Pubblicato il 28 Apr 2019 alle 11:29am

Una performance-artistica incentrata sul femminicidio va in scena alla Biennale di Venezia, e porta la firma dell’artista-tatuatore Marco Manzo, che il 9 maggio presenterà nella sede del Padiglione Nazionale Guatemala della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, una performance sul tema della violenza sulle donne e un’installazione che resterà in mostra fino al 24 novembre 2019.

Due opere monumentali composte da oltre venti sculture in marmo bianco di Carrara, che vogliono rappresentare il tema di scottante attualità sociale. La performance vede alcune donne tatuate interagire con l’installazione “El muro del silencio”, costituita da quattro pareti titolate “Tatuana” e “Salvarse el pellejo”. Sulla pelle delle donne si delineano motivi tipici dello stile “Ornamentale”, di cui Marco Manzo è un maestro, arricchiti a volte da elementi decorativi di tessuti guatemaltechi frammisti a pizzo veneziano, macramè, dentelle, mandala e preziosi gioielli di epoca vittoriana che adornano la donna coprendone le cicatrici fisiche e quelle dell’anima. A tal proposito lo stile “Ornamentale” se da un lato, nei suoi tratti stilistici, fa pensare ad un atto di vanità al contrario, in tale contesto, si trasforma in simbolo di resistenza e ribellione contro le leggi maschili, in testimonianza autobiografica dolorosa e narrazione collettiva, in luogo di memoria per un processo catartico finalizzato al superamento del dramma laddove la femminilità diviene motivo di solidarietà e speranza.

Nel corso della performance sarà presentato il “Manifesto del tatuaggio ornamentale” di cui Manzo è autore, testo pubblicato sul catalogo dedicato del Padiglione, in cui emerge una visione sublimata della donna da parte dell’artista in netto contrasto con una condizione che la vede vittima di soprusi e sopraffazioni. Il Manifesto indaga diverse culture e diversi periodi storici, conferendo alla figura femminile un ruolo centrale.

Il Padiglione del Guatemala è a cura di Stefania Pieralice, diretto dal Ministro della Cultura Elder de Jesus Suchite Vargas, in rappresentanza dell’arte guatemalteca partecipa, alla sua terza edizione, la scultrice Elsie Wunderlich.

Savona, omicidio Janira D’Amato: condannato all’ergastolo l’ex fidanzato

Pubblicato il 19 Gen 2019 alle 7:04am

Condanna all’ergastolo per Alessio Alamia, il 22enne che il 7 aprile del 2017 uccise nella sua casa di Pietra Ligure la ex fidanzata 21enne, Janira D’Amato, con 49 coltellate. (altro…)

Non è normale che sia normale: la campagna lanciata dalla Carfagna contro la violenza sulle donne

Pubblicato il 23 Nov 2018 alle 6:37am

Mara Carfagna, vice presidente della Camera, ha presentato dalla Sala della Lupa di Montecitorio la campagna “Non è normale che sia normale» in occasione della Giornata dell’Onu contro la violenza sulle donne. “Chiediamo a tutti – ha detto la Carfagna alla platea -di unirsi all’onda e di diffondere il messaggio. Chiunque può contribuire coinvolgendo amici e conoscenti sulle piattaforme social e sul web. Non basta più discutere tra addetti ai lavori, oggi bisogna aprirsi, sfruttare in maniera positiva le potenzialità della rete perché se ne parli in famiglia e nei luoghi di lavoro. Si tratta di un tema drammaticamente diffuso e vicino a tutti noi”.

E ancora “Il contributo generoso di decine di donne e uomini del mondo dello spettacolo, della cultura, della moda, dello sport, dell’università, dell’informazione e della politica seguitissimi sui canali social, ha fatto sì che la campagna contro la violenza sulle donne #nonènormalechesianormale, lanciata ieri sul web dalla Camera dei deputati, raggiungesse in poche ore milioni di cittadine e cittadini. Il messaggio viaggia grazie all’autorevolezza dei grandi media, ma anche nei nuovi canali di comunicazione che coinvolgono chi, talvolta, non segue i giornali, i tg, le radio”.

Nel video presentato dalla Carfagna, ci sono tra gli altri i messaggi di Barbara D’Urso, Fiorello, Alessandro Borghi, Annamaria Bernardini De Pace, Andrea Delogu, Maria Grazia Cucinotta, Vincenzo Salemme, Paola Turci, Anna Falchi, Giulia Bongiorno, Bruno Barbieri, Geppi Cucciari, Noemi, Bianca Balti, Alessandro Roia, Francesco Montanari, Claudia Gerini e altri.

Pietra Ligure, uccide a coltellate la fidanzata di 21 anni

Pubblicato il 08 Apr 2017 alle 11:46am

Una giovane di 21 anni, Janira D’Amato, è stata uccisa nella sua abitazione a Pietra Ligure, nel Savonese dal fidanzato 20enne, Alessio Burastero. (altro…)

Crotone, uccisa donna di 40 anni, viveva da sola in casa

Pubblicato il 09 Mar 2017 alle 10:42am

Antonella Lettieri, 40 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione di Cirò Marina, in Calabria. Il corpo senza vita della quarantenne calabra, che lavorava come commessa e viveva nella sua abitazione da sola, era riverso a terra sul pavimento in una pozza di sangue. (altro…)

Femminicidio: Senato ha approvato istituzione di una commissione d’inchiesta

Pubblicato il 20 Gen 2017 alle 7:33am

Via libera dal Senato, praticamente all’unanimità, con 227 sì e 5 astenuti al testo che prevede di creare una commissione d’inchiesta contro il femminicidio e ogni forma di violenza di genere sulle donne. Starà in carica per un anno e sarà composta da 20 senatori. (altro…)

Milano, Rosanna Belvisi, 50 anni, sgozzata in casa dal marito per gelosia

Pubblicato il 16 Gen 2017 alle 10:01am

E’ stata uccisa dal marito, Rosanna Belvisi, la donna di 50 anni trovata morta nella sua abitazione, con un taglio alla gola, domenica pomeriggio. (altro…)

Emis Killa risponde sui suoi social alle accuse di istigazione alla violenza sulle donne per il brano “3 messaggi in segreteria”

Pubblicato il 21 Ott 2016 alle 5:45am

Il rapper Emis Killa si è difeso con queste parole sui suoi canali social in risposta alle accuse di istigazione alla violenza sulle donne per il lancio del brano “3 messaggi in segreteria” (contenuto nell’ultimo disco “Terza stagione”):

Emis Killa istiga al femminicidio? Ora che ho la vostra attenzione leggete le righe che seguono. In questi giorni sta andando tutto bene, gli instore procedono e il disco sta piacendo molto, però sta succedendo anche altro. Si parla di “3 messaggi in segreteria”, e certi lo fanno come se istigasse alla violenza sulle donne. In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla. Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza. E’ il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio. Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l’attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società. Come artista è mio privilegio e mio compito raccontare storie e far pensare chi mi ascolta. Quando creo canzoni creo mondi, a volte colorati, a volte crudi. Nelle canzoni racconto la realtà, che a volte è orribile, a volte è sbagliata, ma mai possiamo far finta che non esista. Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l’ho fatto coi modi e le parole che sono mie. Nella conferenza stampa di presentazione l’avevo spiegato ai giornalisti e il senso e lo spirito del mio pezzo era stato ben compreso. Spero che un brano così forte spinga soprattutto i più giovani e chi ignora questi fatti a farsi due domande e a non ignorarli. Non temo assolutamente che qualcuno pensi ad emulare il personaggio che interpreto, sarebbe come temere che chi legge gialli poi diventasse un serial killer. Amo e rispetto l’universo femminile a cui credo di aver dedicato belle parole nel corso della mia discografia; ci sta che qualcuno abbia frainteso lo spirito del brano, ma a volte una nota stonata spicca più delle altre in mezzo all’armonia. Un saluto a tutti. Emis Killa”

‘Amiche in Arena’, il concerto evento contro la violenza sulle donne dona 150mila euro

Pubblicato il 21 Set 2016 alle 8:22am

Loredana Bertè e Fiorella Mannoia insieme hanno dato vita ad un importante concerto -evento per una giusta causa. Dire basta alla violenza sulle donne, dove solo in Italia il femminicidio fa quasi una vittima ogni due giorni (l’ultima, ricordiamo è la 39enne di Ravenna uccisa dal marito, pochi giorni fa, perchè non riusciva ad accettare la loro separazione).

Cosi’, quella che doveva essere una festa per celebrare i 40 anni di carriera di Loredana Bertè, dopo l’uscita ad aprile del disco ‘Amici non ne ho… ma amiche si” (prodotto da Fiorella Mannoia, che è anche direttore artistico della serata), si è trasformata in una giusta causa che ha chiamato a raccolta altri grandi artiste, più giovani e meno giovani: “Amiche in Arena”.

Una serata evento da 12 mila spettatori che si è tenuta il 19 settembre a Verona (sold out) contro il femminicidio a sostegno dei centri antiviolenza D.i.Re (Donne in rete contro la violenza, a cui è già stato consegnato un assegno da 150 mila euro).

Sedici le artiste che si sono esibite e hanno voluto far sentire forte la loro voce. Accanto alle protagoniste e padrone di casa Bertè e Mannoia, sul palco dell’Arena di Verona sono salite anche Gianna Nannini, Elisa, Alessandra Amoroso, Emma, Patty Pravo, Irene Grandi, Noemi, Paola Turci, Nina Zilli, Irene Fornaciari, Bianca Atzei, Elodie, Antonella Lo Coco, Aida Cooper.

Tutte insieme, in duetti o singolarmente si sono esibite sulle note dei successi più grandi di Loredana Bertè ed inediti, per un totale di 32 canzoni, che finiranno anche in un doppio cd+dvd (la cui versione deluxe comprenderà anche un libro) il cui ricavato sarà ugualmente devoluto ai centri antiviolenza.

Il disco uscirà a metà novembre (l’11, qualche settimana prima della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne).

Il concerto, trasmesso in diretta radio su Rtl 102.5 e su Radio Zeta L’Italiana, diventerà ora anche uno speciale per Canale 5.

Seriate, uccisa con una coltellata alla gola Gianna Del Giudice, indagato il marito

Pubblicato il 28 Ago 2016 alle 10:33am

Gianna Del Gaudio, 63 anni, è stata uccisa nella notte nella sua abitazione a Seriate, nella Bergamasca, con una coltellata alla gola. A chiamare i carabinieri, il marito, che ha raccontato di aver visto un ladro incappucciato uscire di casa e di aver trovato la moglie morta in cucina.

Questa versione fornita dall’uomo, che però, non ha convinto gli inquirenti e, non avrebbe trovato riscontri positivi nei rilievi eseguiti nell’abitazione dove, sembra non mancare nulla.

Gli inquirenti, pertanto, escludono l’ipotesi di un furto degenerato, anche per l’efferatezza del delitto. L’arma del delitto non è stata trovata.

Il pm titolare del caso, Laura Cocucci, ha iscritto nel registro degli indagati il congiunto della vittima, un ex capostazione di 68 anni, Antonio Tizzani, in pensione: è indagato a piede libero e non è sottoposto a fermo.

Intanto le indagini proseguono per fare luce sul caso.