La stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, dove una ragazza è stata violentata in un ascensore da tre giovani, 5 Marzo 2019. ANSA/CESARE ABBATE
Spread the love

La giovane, originaria dell’Ucraina e residente a Pozzuoli, ha raccontato di aver perso i ricordi durante il viaggio in Circumvesuviana. Secondo la sua denuncia, sarebbe stata portata in un appartamento vicino alla stazione centrale, dove avrebbe subito abusi. Gli investigatori stanno cercando riscontri attraverso le telecamere e le testimonianze.

Una giornata trascorsa in Costiera Sorrentina con il fidanzato, poi il viaggio di ritorno in Circumvesuviana e un vuoto di memoria che, secondo il suo racconto, avrebbe preceduto una notte di paura e violenza. È la drammatica vicenda denunciata da una ragazza di 18 anni, di origini ucraine e residente a Pozzuoli, che ha riferito alla polizia di essere stata sequestrata e abusata da alcuni uomini a Napoli.

La versione della giovane è attualmente al vaglio degli inquirenti, impegnati a ricostruire quanto sarebbe accaduto nelle ore comprese tra venerdì e sabato. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona della stazione centrale e cercando eventuali testimoni che possano aver visto la ragazza a bordo del treno.

Il viaggio in Circumvesuviana e il vuoto di memoria

Secondo quanto riferito agli investigatori, la ragazza aveva trascorso la giornata in Penisola Sorrentina insieme al fidanzato. Dopo aver mangiato, i due avrebbero preso la Circumvesuviana nel tardo pomeriggio, ma il giovane sarebbe sceso prima di arrivare a Napoli.

È da quel momento che, secondo la denuncia, la 18enne non ricorderebbe più cosa sia successo. Avrebbe ripreso conoscenza in un appartamento nei pressi di via Bologna, non lontano dalla stazione centrale, riuscendo a lasciare il luogo soltanto poco prima dell’alba.

La giovane ha raccontato di essere stata in balia di otto uomini e che almeno due di loro avrebbero abusato sessualmente di lei. Avrebbe inoltre riferito agli investigatori di essere stata drogata mediante un’iniezione endovenosa. Circostanze che dovranno essere verificate attraverso gli accertamenti investigativi e sanitari.

L’allarme della madre e il ritrovamento nella zona della stazione

A far scattare l’allarme è stata la madre della ragazza, che ha contattato la polizia dopo aver appreso quanto sarebbe accaduto alla figlia.

Secondo la ricostruzione riportata, la 18enne avrebbe trovato riparo nei bagni di un fast food nella zona della stazione, dopo essere riuscita ad allontanarsi dall’appartamento. La giovane avrebbe riferito alla madre di aver assunto sostanze stupefacenti e di aver subito violenza sessuale, senza riuscire a ricostruire con precisione come fosse arrivata in quel luogo.

La ragazza, che secondo quanto riferito assume psicofarmaci per problemi legati agli sbalzi d’umore, è stata accompagnata in ospedale con un’ambulanza del 118.

Il ricovero al Cardarelli e il percorso di assistenza

Al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli, i sanitari avrebbero riscontrato segni di violenza sul corpo della giovane, formulando una prognosi di trenta giorni. Sono stati inoltre avviati ulteriori accertamenti diagnostici e il percorso di assistenza dedicato alle donne vittime di violenza sessuale, noto come Percorso Rosa.

La ragazza si sarebbe presentata successivamente al commissariato per formalizzare la denuncia, ancora profondamente scossa dall’accaduto.

Le indagini per ricostruire quanto accaduto

Le indagini sono affidate alla sezione specializzata della Squadra Mobile della Questura di Napoli, sotto il coordinamento della Procura, attraverso la sezione competente per i reati contro le fasce deboli.

Gli investigatori stanno cercando elementi utili a verificare il racconto della giovane: le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, gli eventuali testimoni presenti sul treno e gli altri riscontri che potrebbero contribuire a identificare le persone coinvolte.

Resta da chiarire che cosa sia accaduto durante le ore di cui la ragazza non conserva memoria e quali siano le responsabilità individuali.

Una vicenda delicata, che richiama l’importanza di garantire alle presunte vittime di violenza protezione, assistenza sanitaria e ascolto, evitando giudizi affrettati e lasciando che siano le indagini a fare piena luce sui fatti denunciati.