allattamento

La ricerca della gravidanza e le terapie per la fertilità al tempo del Coronavirus

Pubblicato il 11 Mar 2020 alle 6:04am

. Il dottor Mario Mignini Renzini – professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Milano-Bicocca; referente medico per gli aspetti clinici dei centri Eugin in Italia e responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita della Casa di Cura La Madonnina di Milano, parte del Gruppo San Donato – ci racconta la sua esperienza con coppie e donne in cerca di gravidanza e donne in fase di allattamento.

. Vediamo con lui i quesiti più frequenti e le evidenze scientifiche su maternità e coronavirus.

“Dottore, io e mio marito stavamo seriamente pensando ad una gravidanza. Vista la diffusione del coronavirus nel nostro Paese, non è forse meglio rimandare…?” e ancora: “Dottore, con mio marito eravamo in procinto di eseguire la fecondazione assistita, ma visto il periodo, non è meglio aspettare qualche mese?”.

Queste sono le tipiche domande che i ginecologi ricevono in questo periodo, in cui tutte le nostre azioni quotidiane e i nostri programmi vengono rivisti alla luce di una nuova presenza: il coronavirus. In particolare, le donne in procinto di ottenere una gravidanza, ma anche quelle gravide e quelle in fase di allattamento, sono seriamente preoccupate circa i possibili effetti di un’infezione da coronavirus sulla propria salute e su quella del bebè.

Donne alla ricerca di gravidanza

“Da quando si è avuta la percezione che il coronavirus non è più un problema lontano, che riguarda solo i paesi asiatici, ricevo numerose richieste di consulti da pazienti che desiderano sapere se interrompere la ricerca di una gravidanza e attendere un momento più tranquillo per riprovarci. Questo mi accade sia con pazienti fertili, che stanno quindi provando a concepire in maniera naturale, sia con pazienti infertili che stanno seguendo un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)” spiega il dottor Mignini Renzini. “Innanzitutto, è importante precisare che qualsiasi sia il metodo di concepimento, i comportamenti da tenere e le precauzioni sono gli stessi. Presso la Clinica Eugin, dove eseguiamo trattamenti di fecondazione omologa ed eterologa, proviamo a confortare le coppie e raccomandiamo loro di adottare scrupolosamente le norme e misure dettate dalle Istituzioni allo scopo di prevenire il contagio. Per quel che riguarda poi l’aspetto riproduttivo, non sono presenti ad oggi evidenze circa la possibile trasmissione del virus attraverso gli ovociti o il liquido seminale. Quindi, da un punto di vista laboratoristico, l’impiego dei gameti dei coniugi o di donatore/donatrice nei trattamenti di fecondazione assistita risulta essere sicuro esattamente come alcune settimane fa, prima dell’avvento del virus”.

Donne in dolce attesa

La preoccupazione principale di tutte le pazienti in gravidanza è quella di poter trasmettere – in caso di positività – il virus al feto. Gli studi riguardanti la trasmissione verticale del virus – ossia dalla madre al feto – non sono ancora del tutto conclusi, ma sono indicativi di assenza di passaggio transplacentare del SARS-CoV-2, la sigla corretta che indica il coronavirus di cui tanto si parla. Si può pertanto al momento propendere per assenza di embriopatie legate all’infezione in corso di gravidanza. Un recentissimo studio condotto in Cina e pubblicato su The Lancet1, riporta i primi 19 casi di donne in gravidanza e neonati da madri con sintomatologia clinica da COVID-19 e sappiamo che il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale. Ne è recente conferma anche il caso del neonato di Piacenza nato negativo da madre positiva. Un ulteriore studio pubblicato da The Lancet nel Vol. 395 del 7 marzo 20203 afferma che nei due casi di infezione neonatale verificatisi in Cina – registrati 17 giorni e 36 ore dopo la nascita – vi è stato, rispettivamente, nel primo caso un contatto diretto con persone positive al coronavirus (la madre e la caposala del reparto maternità), mentre nel secondo caso un contatto diretto non può essere escluso. Al contempo, lo studio rileva che non vi è al momento evidenza di trasmissione verticale da mamma a bambino. “In ogni caso, le donne in gravidanza sono considerate una popolazione suscettibile di infezioni respiratorie virali, anche per quanto riguarda la semplice influenza stagionale. Per questa ragione il consiglio, sia per loro sia per le persone che vivono a loro stretto contatto, è quello di seguire il più scrupolosamente possibile il Decalogo Coronavirus emanato dal Ministero della Salute e le norme dettate dal buonsenso: lavandosi e disinfettandosi spesso le mani, evitando il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, evitando viaggi, a meno che non sia strettamente necessario, evitando di frequentare luoghi affollati. Anche in questo caso, che la gravidanza si sia ottenuta con metodi naturali o mediante procreazione assistita, i comportamenti da tenere sono esattamente gli stessi” spiega il dottor Mignini Renzini.

Donne che allattano

Le preoccupazioni legate alla possibilità di contagio non terminano con la nascita del bambino, ma continuano durante l’allattamento. Non vi sono al momento evidenze di trasmissibilità del virus attraverso il latte materno e il virus non è stato rilevato già nel latte raccolto dopo la prima poppata – detto colostro – delle donne affette.4 Di conseguenza – date le informazioni scientifiche attualmente disponibili e il notevole ruolo protettivo del latte materno – gli specialisti ritengono che, nel caso di donna con sospetta o confermata infezione da coronavirus, se le condizioni cliniche lo consentono e nel rispetto del suo desiderio, l’allattamento possa essere avviato e mantenuto direttamente al seno o con biberon. La cosa fondamentale, durante l’allattamento, è ovviamente la protezione del neonato dal possibile contagio. Per ridurre il rischio di trasmissione al bambino, si raccomandano l’adozione delle procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso, durante la poppata, di dispositivi di protezione come mascherina e guanti in lattice usa e getta, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute. Nel caso in cui madre e bambino debbano essere temporaneamente separati, è possibile aiutare la madre a mantenere la produzione di latte attraverso tiralatte, che dovrà essere effettuata seguendo le stesse indicazioni igieniche, e la somministrazione al bambino attraverso biberon. In caso di positività al virus, sarà il curante a valutare eventuali controindicazioni all’allattamento derivanti da terapie farmacologiche in atto, sebbene al momento la terapia per i pazienti affetti da coronavirus non si basi in primis sulla prescrizione di farmaci. “Fortunatamente viviamo in un Paese dotato di un Sistema Sanitario che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale e che ha risposto in maniera pronta, competente ed efficace a questa nuova sfida che ci si impone. Confidiamo nel fatto che a breve questo periodo di emergenza, sebbene stia richiedendo un importante sacrificio a tutti i livelli, possa diventare un lontano ricordo per i nostri pazienti”. Conclude il dottor Mario Mignini Renzini.

Bambino: latte d’asina, una valida alternativa al latte al latte vaccino

Pubblicato il 18 Gen 2017 alle 6:27am

Il latte d’asina ha lo stesso contenuto proteico di quello materno, e per questo motivo, può essere tranquillamente utilizzato come un’ottima alternativa al latte vaccino per tutti i bambini che sono allergici alle proteine del latte (quello di capra, ovino o bufalino). (altro…)

Settimana Mondiale per l’allattamento materno

Pubblicato il 05 Ott 2016 alle 4:39am

Fino al 7 ottobre si svolge anche quest’anno, la ventiduesima settimana mondiale per l’allattamento materno (Sam), promossa dall’Organizzazione mondiale della Sanità, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza e il valore dell’allattamento materno. Tema conduttore di questa edizione 2016 è “Allattamento, la chiave per uno sviluppo sostenibile” che ha come fine quello di far aumentare la consapevolezza del legame forte che esiste tra allattamento e obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

Il tema della Sam di quest’anno è lanciato dalla Waba Alleanza mondiale per interventi a favore dell’allattamento, un’alleanza globale di individui, reti e organizzazioni che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento al seno, basata sulla Dichiarazione degli innocenti e la Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini dell’Oms e dell’Unicef.

Intanto ad Ancona aprono i Bebè point, sei punti di accoglienza per mamme e bebè dove allattare in libertà e cambiare il proprio bambino.

Papa Francesco: “Quando piange un bambino perché ha fame, alle mamme dico di dargli da mangiare in chiesa con tutta libertà”

Pubblicato il 10 Gen 2016 alle 11:50am

“Quando piange un bambino perché ha fame, alle mamme dico di dargli da mangiare qui, con tutta libertà”. Queste le parole pronunciate dal santo padre durante il rito del battesimo nella Cappella Sistina. (altro…)

Bimbi allattati al seno più intelligenti degli altri, sarà vero?

Pubblicato il 19 Mar 2015 alle 7:15am

Si è sempre pensato che l’allattamento al seno garantisse solo una maggiore resistenza fisica alle infezioni favorendo una miglior crescita dei bambini. (altro…)

Genova: progetto pilota, nei biberon dell’asilo il ‘latte di mamma’

Pubblicato il 26 Feb 2015 alle 10:47am

In Liguria è partito un importante progetto pilota, per fare in modo che il latte materno arrivi anche negli asili nido. (altro…)

Penelope Cruz, la seconda maternità e l’allattamento

Pubblicato il 18 Dic 2013 alle 10:34am

Penelope Cruz sposata con l’attore Javier Bardem col quale ha avuto 2 figli: Leo di 2 anni e Luna, nata lo scorso luglio, racconta un’intervista per la rivista Allure che l’allattamento è uno degli aspetti più belli ed emozionanti della gravidanza, crea dipendenza, ed è difficile quando arriva il giorno di “smettere“. (altro…)

Lo svezzamento è più facile se la mamma ha un’alimentazione varia fin dalla gravidanza

Pubblicato il 15 Feb 2013 alle 11:30am

Le difficoltà dello svezzamento dei neonati si possono superare a partire dalla gravidanza. Secondo una recente ricerca, infatti, i tentativi delle mamme nel far apprezzare frutta e verdura ai più piccoli dovrebbe iniziare fin dalla gestazione. Una donna incinta che segua un’alimentazione molto varia metterà al mondo un bambino curioso di scoprire nuovi sapori. (altro…)

Il latte materno? Contiene oltre 700 batteri

Pubblicato il 09 Gen 2013 alle 9:00am

Alcuni ricercatori spagnoli sono stati in grado, per la prima volta, di tracciare la “mappa del microbioma batterico” contenuto nella secrezione mammaria.

Si tratta di un numero straordinario di specie batteriche, più alto di quello si pensava fosse presente nel latte materno, e in particolar modo nel colostro, ossia la prima secrezione che fuoriesce dalle ghiandole mammarie dopo il parto.

Tra i batteri riscontrati, vi sono anche i Weissella, i Leuconostoc, lo Staphylococcus, lo Streptococcus ed il Lactococcus, mentre nel latte materno prodotto tra il primo ed il sesto mese sono stati osservati anche microrganismi come i Veillonella, i Leptotrichia ed i Prevotella, molto comuni nella cavità orale umana.

Gli scienziati pensano che la differente composizione delle colonie batteriche nel latte sul lungo periodo possa dipendere dallo stress e dall’influenza ormonale, fattore che verrebbe comprovato dalle differenze riscontrate in donne normopeso e sovrappeso, e in coloro che hanno partorito naturalmente o con taglio cesareo.

Per sistemare un seno rilassato dopo l’allattamento non ci saranno più cicatrici

Pubblicato il 26 Mag 2012 alle 11:29am

Le donne che non vogliono avere un seno rilassato e cadente, dopo un allattamento o un eccessivo dimagrimento, possono ora ricorrere alla chirurgia estetica, senza avere più l’incubo di trovarsi poi delle antiestetiche cicatrici. (altro…)