omicidio colposo

Roma, paziente morta lo scorso anno: 24 indagati al Regina Elena

Pubblicato il 25 Giu 2016 alle 7:26am

Sono tutti stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma i 24 sanitari dell’ospedale Regina Elena che avrebbero causato, a vario titolo, la morte della 68enne ascolana Maria Serena Cinatti, avvenuta il 29 maggio 2015 all’ospedale Mazzoni di Ascoli dopo un lungo ricovero in ospedale.

Il pm Gabriella Fazi, li accusa tutti di omicidio colposo, e per questo gli ha mandato gli avvisi di garanzia.

La donna 68enne fu ricoverata ad Ancona a fine 2014 per la rimozione di un polipo endometriale. Poi il 9 marzo del 2015 si ricoverò nel reparto di ginecologia del Regina Elena di Roma per sottoporsi a una isterectomia radicale a causa di una massa tumorale con sospetta invasione endometriale. Dopo l’intervento, la donna continuò a stare male e il 16 marzo fu operata di nuovo per una setticemia con peritonite.

Si ipotizza che nel precedente intervento in laparoscopia all’anziana fosse stata procurata una perforazione dell’intestino, del quale sarebbero poi stati asportati 4 cm. Il decorso fu molto problematico, con una perdita di peso di ben 20 chili.

Morti sospette Piario: altri 11 indagati tra medici ed infermieri

Pubblicato il 04 Feb 2016 alle 6:04am

Sarebbero altri 10 gli indagati per le morti sospette avvenute all’ospedale di Piario, nella Bergamasca.

Medici ed infermieri del reparto di Medicina della stessa struttura, tutti accusati di concorso colposo in omicidio preterintenzionale.

I nuovi indagati si aggiungerebbero così all’infermiera Anna Rinelli, accusata sin dall’inizio dell’indagine di omicidio preterintenzionale per aver somministrato dosi non prescritte di Valium ai pazienti.

Morte Stefano Cucchi, le rivelazioni dell’ex moglie del carabiniere accusato “Ecco cosa mi disse sul pestaggio”

Pubblicato il 02 Gen 2016 alle 10:46am

Ilaria Cucchi non ci sta, e dal suo profilo Facebook, torna a chiedere giustizia, senza usare mezzi termini. Torna a commentare le intercettazioni che in questi giorni stanno rivelando nuovi terribili particolari. (altro…)

Donati gli organi del ragazzo morto in una cartiera dismessa. Cinque gli indagati a Varese

Pubblicato il 27 Dic 2015 alle 3:51pm

E’ morto il giorno di Natale, dopo tre giorni di agonia, Alessandro Giani, il ragazzo di diciotto anni precipitato dal tetto di una fabbrica abbandonata a Cairate (Varese) qualche giorno fa, la cui famiglia ha deciso di donare i suoi organi, salvando la vita di dieci persone.

Un intervento chirurgico avvenuto all’ospedale di Varese, alle prime ore del mattino di ieri. Appena si sono resi conti che la situazione era critica, era arrivata la morte cerebrale hanno prospettato ai genitori del ragazzo la possibilità dell’espianto di organi.

“Abbiamo detto sì — ha raccontato Davide, il papà di Alessandro, titolare di un’officina meccanica a Cassano a chi gli è stato vicino — perché riteniamo che questo sia il vero senso del Natale: la donazione. Non abbiamo voluto fare il “bel gesto” natalizio ma qualcosa di più profondo; almeno abbiamo restituito il sorriso a qualche malato grazie ad Alessandro».

Il giovane stava esplorando con due suoi compagni l’ex cartiera Mayer di Cairate, quando, non vedendo un buco situato nel pavimento, utilizzato in passato per la produzione, è precipitato di sotto per quasi sei metri di altezza.

Trasportato privo di sensi in ospedale, sarebbe sopravvissuto per soli tre giorni ed essere sottoposto al delicato intervento chirurgico per la donazione degli organi.

Sulla vicenda indaga la Polizia Locale di Cairate (Varese). Cinque gli indagati al momento con l’accusa di omicidio colposo: i rappresentanti della proprietà e i due compagni della vittima.

Sì all’omicidio stradale: pena fino a 18 anni di reclusione

Pubblicato il 12 Dic 2015 alle 6:41am

Il Senato conferma la fiducia al governo con il voto sul maxiemendamento al disegno di legge che introduce il nuovo reato di omicidio colposo.

Il provvedimento approvato dovrà ora tornare alla Camera. I voti a favore sono stati 149, 11 in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei 320 membri componenti l’Assemblea.

Lega e i Verdiniani non partecipano al voto, mentre M5S, FI, Sel e i 4 senatori riconducibili all’area di «Idea» (Carlo Giovanardi, Andrea Augello, Gaetano Quagliariello e Luigi Compagna) votano no.

Il testo, che con il maxiemendamento subisce solo alcune modifiche prevede la reclusione da 2 a 7 anni per coloro che procurano, per colpa, la morte di un persona violando così il codice stradale e la reclusione da 8 a 12 anni quando l’omicidio colposo viene commesso in stato di alterazione dovuta all’assunzione di stupefacenti o in stato di ebbrezza.

La stessa pena viene applicate se il reato viene commesso da un autista di professione, anche con tassi alcolemici più bassi (superiori allo 0,8 grammi per litro).

La pena è di 5 – 10 anni quando l’omicidio colposo è commesso in stato di lieve ebbrezza (con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro ma che non supera 1,5 grammi per litro), aumentata nel caso in cui il conducente sia privo di patente o con patente sospesa o revocata o privo di assicurazione.

Morto dopo Tso a Torino, telefonata dall’ambulanza: “Intervento è stato un po’ invasivo”

Pubblicato il 13 Ago 2015 alle 2:28pm

“L’intervento è stato un po’invasivo. Lo hanno preso al collo”. Si dice questo in una comunicazione intercorsa fra l’equipe dell’ambulanza e la centrale operativa del 118 durante il trasporto di Andrea Soldi, morto durante un Tso.

“Aveva le manette, non volevo caricarlo, mi hanno ordinato di farlo, messo a testa in giù, e portarlo così” dice il soccorritore al telefono. Nella parte audio acquisita dai carabinieri del Nas e inclusa agli atti dell’inchiesta seguita dal pm Guariniello.

Gli indagati sono uno psichiatra e i tre vigili urbani che bloccarono Soldi con la forza. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo.

Infatti, secondo quanto riportato da il Corriere della Sera, dalla telefonata emergerebbe anche un altro particolare: ovvero, che il soccorritore si fosse reso conto delle difficoltà respiratorie del paziente, 45enne, causate anche dalla posizione a pancia in giù, ammanettato e schiacciato dal suo peso di circa 120 chili in cui era stato posto.

Ma psichiatra e vigili avrebbero “ordinato” all’uomo di lasciarlo in quella posizione.

Il decesso dell’uomo è stato poi accertato al suo arrivo in ambulanza presso l’ospedale.

L’uomo era affetto da shizofrenia ed è morto dopo essere stato caricato a forza in un’ambulanza per un Trattamento sanitario obbligatorio.

Amianto Ilva, condanna di 4-9 anni e mezzo ai dirigenti colpevoli della morte di 21 operai

Pubblicato il 24 Mag 2014 alle 6:21am

Il giudice, Simone Orazio, della II sezione penale del Tribunale di Taranto, ha condannato in primo grado, a complessivi 189 anni di carcere 27 imputati per disastro ambientale e omicidio colposo, per il decesso di 21 operai morti di cancro a causa dell’esposizione ad amianto.

Condanna di 4-9 anni e mezzo, di carcere per gli ex manager e direttori generali dello stabilimento siderurgico di Taranto Italsider/Ilva.

La pena più alta, nove anni e mezzo, è andata al manager Sergio Noce. Condanna di 9 anni per Gianbattista Spallanzani e 9 anni e 2 mesi per Attilio Angelini, accusati tutti di disastro ambientale e della morte di ventuno persone per mesiotelioma.

Pietro Nardi e Giorgio Zappa, ex dg di Finmeccanica sono invece stati condannati a otto anni e mezzo.

Fra gli imputati compaiono anche il patron dell’Ilva Emilio Riva, morto il 30 aprile scorso, suo figlio Fabio Riva e l’ex direttore di Taranto Luigi Capogrosso, condannati a sei anni.

Secondo l’accusa, l’amianto fu adoperato in modo massiccio nello stabilimento di Taranto, ed ancora oggi è presente in alcuni impianti Ilva.

Gli operai non furono formati ed informati sui rischi che correvano a causa di tale sostanza, e non ricevettero visite mediche atte a preservare la loro salute.

Il giudice ha pertanto stabilito una provvisionale anche per malattia professionale nei confronti dell’Inail, di euro 3,5 milioni.

Morte in campo di Piermario Morosini, 3 medici rinviati a giudizio per omicidio colposo

Pubblicato il 26 Mar 2014 alle 11:09am

Sono tre i medici indagati e rinviati a giudizio per omicidio colposo per la morte del calciatore Piermario Morosini, deceduto allo stadio Adriatico il 14 aprile 2012 durante la partita Pescara-Livorno. . (altro…)

Orbetello: 17enne morta, si sospetta omicidio colposo, indagati 10 sanitari

Pubblicato il 28 Ago 2013 alle 12:56pm

L’autopsia che dovrebbe tenersi nella giornata di domani, dovrà stabilire le cause della morte di Valentina Col, la ragazza 17enne deceduta per i postumi di un incidente al mare avvenuto sulla spiaggia di Marina di Camerota, durante una partita di beach volley. A stabilirlo è la procura di Grosseto che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, nei confronti di 9 medici dell’ospedale di Orbetello e di un radiologo della clinica privata Cobellis di Vallo della Lucania (Salerno) dove Valentina il 19 agosto si sottoposta ad una lastra al torace a pagamento.

La ragazza, cadendo, si era rotta una costola il 14 agosto, mentre era in compagnia del fidanzato e degli amici. Recatosi, in clinica per una radiografia al torace, la diagnosi è stata di un trauma all’ottava costola e non essendo una cosa grave, ha pensato di proseguire con i genitori, la vacanza, nella casa di famiglia a Pescia Romana (Viterbo).

Ma intanto non migliorava. Presentava febbre alta e dolori persistenti. Allora, il 21 agosto è stata portata all’ospedale di Orbetello, dove è stata ricoverata per una lesione a un polmone e dove è morta. Come è possibile, viene da chiedersi, che nessuno dei medici che l’ha visitata si sia accorto della gravità delle sue condizioni?

Il 25 mattina Valentina, è stata sottoposta ad una tac con contrasto, per una sospetta embolia polmonare in corso; e una volta entrata in sala, è sopraggiunta una crisi respiratoria acuta che l’ha condotta alla morte.