cancro al colon

Neoplasie intestinali, la prevenzione passa anche dall’alimentazione

Pubblicato il 22 Ott 2020 alle 6:07am

L’alimentazione è fondamentale per prevenire l’infiammazione cronica all’intestino. Favorire nel tempo, l’insorgenza del cancro colorettale, il tumore a maggiore incidenza dell’apparato digerente, con circa 50mila nuovi casi l’anno in Italia, rappresentando così la seconda causa di morte per tumore con 20mila decessi l’anno. Una dieta proinfiammatoria, ricca di carni lavorate e alimenti a elevata percentuale di grassi saturi, può aumentare fino al 40% il rischio di cancro colorettale. Diversamente la dieta mediterranea, a base di frutta, verdura, cereali integrali e ad elevato contenuto di fibre, ricca di preziosi nutrienti, sostanze essenziali può aiutare a mantenere sano l’intestino e il colon. È quanto emerso nel corso del 26° Congresso nazionale sulle malattie digestive (quest’anno online causa Covid) promosso dalla Federazione italiana società malattie apparato digerente che ha visto la partecipazione anche della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige).

“Mantenere il colon in salute si può: è necessario fare attenzione ad alcol, grassi saturi e carni lavorate – ad affermarlo è Filomena Morisco, professore ordinario in Gastroenterologia e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato digerente all’Università di Napoli Federico II, nonché membro del direttivo della Sige – La dieta è un elemento importante per la salute ed il benessere del nostro organismo, inoltre l’intestino è un organo particolarmente esposto ai benefici o alle azioni negative di componenti alimentari. La tipologia di alimenti che consumiamo ha un elevato impatto nella prevenzione o nel favorire le malattie dell’intestino, sebbene da sola non elimini completamente il rischio che dipende anche da altri elementi, tra cui la genetica, l’età ecc”.

Addio colonscopia, arriva il test con diagnosi veloce, sicura e non invasiva

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 6:06am

Rappresenta una vera rivoluzione in campo oncologico quella messa a punto dal gruppo Diatech, in collaborazione con l’IRST (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori).

Un nuovissimo test di laboratorio per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, il cui annuncio è stato dato durante una conferenza stampa tenuta nella sede di Meldola dell’Irst.

L’innovativo kit prende il nome di «EasyPGX® ready FL-DNA», ed è in grado di identificare lesioni preneoplastiche e neoplastiche del colon retto (CRC).

Un test decisamente più sicuro e innovativo. EasyPGX, infatti, consente di valutare – con una precisione nettamente superiore al sangue occulto nelle feci – il tipo di DNA che proviene dalle cellule di esfoliazione della mucosa del colon. Lo strumento, oltre a non essere invasivo come la colonscopia è anche decisamente più economico perché costa meno di un terzo del prezzo (circa 40 euro contro i 150 della colonscopia).

«Si tratta di un test biologico e non chimico particolarmente innovativo basato su una specifica metodica di analisi del DNA fecale. Mentre il sangue occulto ci fornisce un’informazione puntuale su un aspetto, ovvero la perdita microscopica di sangue associata alle forme anche abbastanza precoci ma non precocissime del carcinoma del colon retto, il test da noi sviluppato e brevettato ci permette di ottenere informazioni molto più approfondite. Oltre a migliorare la diagnostica del FOBT, quindi, potremo individuare la tipologia dell’alterazione del DNA e informazioni quali-quantitative sui livelli di rischio evolutivo sia di lesioni precancerose sia della stessa storia naturale del tumore individuato. Inoltre, il test può anche essere utilizzato nel monitoraggio dei soggetti già operati per tumore del colon che, come noto, sono esposti al rischio di successive recidive loco-regionali. Queste sono le applicazioni cliniche più interessanti, le quali richiedono però che il materiale fecale sia raccolto e conservato nelle migliori condizioni. Si potrebbero anche intravedere futuri sviluppi di utilizzo del test per monitorare, ad esempio, gli effetti terapeutici di trattamenti in soggetti con persistenza del tumore primitivo, ma questo aspetto richiederà ulteriori approfondimenti», spiega il prof. Dino Amadori, Direttore scientifico emerito dell’IRST.

Olio di fegato di merluzzo: i suoi benefici e l’efficacia nella prevenzione del cancro al colon

Pubblicato il 02 Feb 2015 alle 7:11am

L’olio di fegato di merluzzo, secondo un recente studio condotto dal gastroenterologo Luigi Ricciardiello dell’Università Sant’Orsola di Bologna, è efficace nella prevenzione del tumore del colon (altro…)

Olio d’oliva valido alleato nella prevenzione del cancro al colon

Pubblicato il 26 Ott 2014 alle 12:31pm

Grazie ad uno studio italo-svedese condotto da Campus Bio-Medico di Roma, dall’Università degli Studi di Teramo e dalla Università degli Studi di Camerino insieme al Karolinska Institutet di Stoccolma viene confermata, ancora una volta, che la dieta mediterranea, ricca di olio, è capace di prevenire il cancro al colon. (altro…)

L’Aspirina assunta a bassi dosaggi riduce il rischio di ammalarsi di cancro al colon

Pubblicato il 22 Ott 2010 alle 4:49pm

Il noto farmaco Aspirina, prodotto dalla Bayer, è composto da acido acetilsalicilico. (altro…)