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Emicrania, entro luglio arriva il farmaco per ‘i pazienti difficili’

Pubblicato il 16 Lug 2020 alle 6:00am

Entro luglio sarà disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale un farmaco per la prevenzione dell’emicrania episodica e cronica, che verrà somministrato mensilmente per via sottocutanea, con efficacia elevata e rapidità di risposta (primi effetti in poche settimane) anche in pazienti “difficili”, su cui altre terapie hanno fallito. (altro…)

Coronavirus, altra speranza di cura arriva dalla Francia con un farmaco contro la malaria

Pubblicato il 18 Mar 2020 alle 7:38am

Virologo francese annuncia di sapere «come far guarire i pazienti dal Coronavirus». Si tratta del dottor Didier Raoult, direttore dell’Istituto Mediterraneo per le infezioni di Marsiglia, che lo ha annunciato in esclusiva a Les Echos. Raoult ha pubblicato i dati della ricerca, del test clinico effettuato con la clorochina. Grazie al quale, tre quarti dei pazienti infettati non sono risultati più essere portatori del virus dopo 6 giorni di cura con il Plaquenil, uno dei nomi commerciali della clorochina, utilizzata in genere contro la malaria: «associata all’assunzione di antibiotici mirati contro la polmonite batterica (l’azitromicina) – ha detto l’infettivologo, i cui lavori sono fra i più pubblicati al mondo – e che ha totalmente guarito i pazienti entro una settimana, mentre il 90% dei malati che non hanno assunto i farmaci sono sempre positivi».

Dopo un primo studio cinese, la vecchia clorochina, farmaco contro la malaria è stato testato in Francia su pazienti con coronavirus. Il farmaco infatti, è stato somministrato a 24 pazienti e, dopo soli sei giorni, ben tre quarti dei 24 pazienti non erano più positivi al virus. E ancora: in combinazione con l’antibiotico azitromicina, specifico contro la polmonite batterica, il trattamento ha totalmente guarito i pazienti dopo una settimana, mentre il 90% dei malati che non avevano assunto farmaci era ancora positivo.

Coronavirus, l’Olanda pronta a sperimentare il farmaco che lo neutralizza

Pubblicato il 17 Mar 2020 alle 6:59am

Una speranza di cura arriva anche dall’Olanda per il coronavirus. Sembrerebbe essere pronto il primo farmaco specializzato per aggredirlo. E’ un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina, che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane. La ricerca stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang. I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.

Legandosi alla proteina “spike”, che si trova sulla superficie del coronavirus Sars-CoV-2, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l’anticorpo ha delle potenzialità importanti “per il trattamento e la prevenzione della Covid-19”.

Al momento gli unici farmaci utilizzati sono stati sintetizzati per curare altre malattie, ad esempio l’antireumatico come il farmaco utilizzato a Napoli che da’ effetti incoraggianti in 24/48H e quelli anti-Aids. Si è lavorato intanto su più fronti, dalla possibilità di utilizzare il plasma delle persone guarite all’uso sperimentale di farmaci nati per altre malattie, come nel caso dell’Italia.

Napoli, Coronavirus: il farmaco per la cura funziona, la Roche lo donerà a tutti gli ospedali che ne faranno richiesta

Pubblicato il 12 Mar 2020 alle 5:20pm

L’impiego del farmaco anti-artrite reumatoide funziona contro il coronavirus. Una speranza concreta arriva da Napoli. Infatti, il Tocilizumab, dicono i medici che lo hanno testato sui pazienti, offre risultati molto incoraggianti in appena 24/48H anche in condizioni critiche. E per questo motivo la Roche che lo produce, ha pensato di regalarlo a tutti gli ospedali italiani che ne faranno richieste.

I primi risultati, arrivano dalla collaborazione tra Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” e l’Ospedale dei Colli direttamente con la Cina.

“L’Azienda ha dato la propria disponibilità ad AIFA per avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza di tocilizumab anche in questi pazienti affetti da Covid-19. Se vogliamo lasciare un’impronta, come Azienda e come persone, dobbiamo pensare in maniera diversa e mettere a disposizione del Paese le nostre competenze e le nostre risorse”, sottolinea il Presidente e Amministratore delegato di Roche Farma Maurizio de Cicco.

“Ottimi risultati in pochi giorni” “Abbiamo ripreso e portato avanti uno studio cominciato in Cina. Si tratta di un farmaco che viene utilizzato per la cura del’artrite reumatoide – spiega Vincenzo Montesarchio, direttore dell’Uoc di Oncologia del Monaldi in un’intervista rilasciata a NapoliToday- e che va a incidere sulla polmonite, la conseguenza più grave dell’infezione da Coronavirus. Siamo molto fiducosi – prosegue Montesarchio – ma dovremo attendere tutto il decorso del primo paziente test e poi monitorare anche gli altri su cui è stata provata la cura. E’ anche gratuito – specifica il direttore dell’Oncologia del Monaldi – stiamo fornendo anche ad altri ospedali tutte le spiegazioni del caso. Chiunque voglia usarlo è già nella possibilità di farlo”.

“Va testato su molte persone” “Abbiamo parlato ieri con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale, che possa valutare l’efficacia del farmaco testato a Napoli per la cura di effetti infiammatori gravi causati da Covid-19”, spiega Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute ad Agorà su Raitre. “Per poter dire con certezza se sia realmente efficace va testato su molte persone e in modo serio, non soltanto su due come fatto da colleghi ci Napoli, che però hanno avviato un discorso importante. Come tempi per risultati stiamo parlando di settimane se non mesi”, ha concluso Ricciardi.

Testato nuovo farmaco, riduce fino a due terzi le dimensioni e il peso di alcuni tumori

Pubblicato il 09 Gen 2020 alle 7:23am

E’ stato sviluppato con successo un nuovo composto chimico anti-cancro, dai ricercatori della City University di Hong Kong. Questa sostanza, secondo i ricercatori, sarebbe in grado di ridurre fino a due terzi le dimensioni e il peso di alcuni tumori limitando così gli effetti negativi della chemioterapia. (altro…)

Noto farmaco in grado di rigenerare i denti

Pubblicato il 04 Nov 2019 alle 7:00am

Un farmaco, usato nel trattamento della malattia di Alzheimer, potrebbe essere molto utile nel trattamento della carie dentale.

A dirlo, i ricercatori del King’s College di Londra, che hanno condotto uno studio su questo farmaco del tutto innovativo.

Secondo i direttori infatti, di questo studio, l’uso di un farmaco noto come Tideglusib, rimedio contro i sintomi del morbo di Alzheimer, accompagnato da glicogeno sintasi, è in grado di rigenerare la salute dentale.

Come? Iniettando la sostanza nella cavità orale dei roditori, i ricercatori hanno scoperto che le crepe dentali erano inaspettatamente scomparse poche settimane dopo. Inoltre, i denti danneggiati dalla carie si ricostruivano naturalmente. Hanno quindi concordato che la molecola di questo trattamento sarebbe in grado di stimolare le cellule staminali presenti nella polpa centrale del dente, riparando i tessuti dentali danneggiati.

Pertanto, le persone che soffrono di carie dentale non dovrebbero più utilizzare un sigillo per riempire i fori causati dalla carie. Almeno in teoria, perché questo metodo funziona per il momento solo sui topi. Manca il secondo step, il test sugli uomini.

Cefalea: approvato dal Fda un nuovo farmaco

Pubblicato il 02 Ott 2018 alle 6:49am

E’ stato approvato dal Fda in questi giorni un nuovo farmaco per la cura dell’emicrania, il fremanezumab. (altro…)

Bayer ottiene il via libera per l’uso più ampio del farmaco rivaroxaban

Pubblicato il 01 Ago 2018 alle 7:44am

L’Agenzia europea per i medicinali ha dato il via libera per l’estensione delle indicazioni di rivaroxaban. La nuova indicazione approvata in via preliminare è la seguente: rivaroxaban, co-somministrato con acido acetilsalicilico (ASA), è indicato per la prevenzione di eventi ateritrombotici in pazienti adulti con malattia coronarica (CAD) o malattia sintomatica dell’arteria periferica (PAD) ad alto rischio di eventi ischemici”.

Il parere positivo europeo si basa sui risultati dello studio di Fase III del programma COMPASS presentato lo scorso anno al congresso della European Society of Cardiology i cui dati sono stati contemporaneamente pubblicati sul New England Journal of Medicine. Lo studio ha mostrato che l’uso di rivaroxaban più aspirina ha ridotto il rischio di eventi cardiovascolari (CV) del 24% nei pazienti con CAD o PAD stabili, rispetto alla sola aspirina.

Inoltre, i risultati dello studio hanno dimostrato che la combinazione di rivaroxaban e aspirina riesce a ridurre il rischio di ictus del 42 per cento e decessi CV del 22 per cento, rispetto all’aspirina da solo. Infine rivaroxaban più aspirina ha fatto rilevare un miglioramento del 20 per cento nel beneficio clinico netto, definito come la riduzione dell’ ictus, della morte CV e dell’attacco cardiaco contro gli eventi sanguinanti più gravi.

Le percentuali d’incidenza di eventi emorragici sono state basse e, aspetto importante, nonostante un aumento di emorragia maggiore non si è avuto un aumento significativo di emorragie fatali, né di emorragie intracraniche. L’elemento rilevante da segnalare è che nelle popolazioni di pazienti con arteriopatie periferiche (PAD) si è avuta una significativa riduzione degli eventi avversi maggiori che hanno interessato gli arti, e di tutte le amputazioni maggiori di causa vascolare.

Un farmaco in grado di “ringiovanire” il sistema immunitario

Pubblicato il 15 Lug 2018 alle 10:49am

Secondo una ricerca pubblicata su Science Translational Medicine un particolare farmaco sarebbe in grado di “ringiovanire” il sistema immunitario.

I ricercatori avrebbero infatti osservato che il medicinale il questione sarebbe riuscito a dimezzare il rischio di infezione respiratoria in alcuni pazienti anziani.

Nel dettaglio, nel test che i ricercatori hanno fatto sono stati studiati 264 volontari sopra i 65 anni: un gruppo ha ricevuto uno tra due diversi farmaci, entrambi “mTor inibitori”, una classe studiata come antietà, un altro entrambi e un terzo un placebo.

I partecipanti sono stati monitorati per un anno, per poi verificare che “Le persone che hanno assunto entrambi i farmaci hanno riportato una media di 1,49 infezioni per anno, confrontate con 2.41 del placebo. I farmaci hanno anche potenziato la risposta immunitaria al vaccino per l’influenza, che è risultata del 20% più alta,” hanno spiegato gli autori, coordinati dal Novartis Institutes for Biomedical Research.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, scoperto anticorpo che cura 3 malattie rare

Pubblicato il 21 Mag 2018 alle 6:09am

E’ stato ideato con successo un nuovo farmaco per contrastare tre malattie autoinfiammatorie. Malattie rare recentemente scoperte e caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre e di infiammazione. La sua efficacia è stata valutata con una sperimentazione clinica mondiale coordinata dai medici della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine. (altro…)