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Addio a Sara Anzanello, il cordoglio della regione Veneto

Pubblicato il 26 Ott 2018 alle 10:35am

E’ morta ieri all’età di 38 anni Sara Anzanello, la sua partita più dura è finita nel modo più atroce possibile. L’ex campionessa del mondo 2002 nata a Ponte di Piave è spirata ieri dopo 5 anni trascorsi in bilico e alla rincorsa tra ospedali e campo. Nel 2013, quando militava nell’Azerreyl Baku, il più prestigioso club dell’Azerbaigian, Sara aveva contratto una gravissima forma di epatite fulminante. Da lì la necessità di essere operata d’urgenza a Milano per un trapianto di fegato ed in seguito una lunga fase di riabilitazione, fino a riuscire, con una determinazione commovente, anche a tornare in campo.

Classe 1980, Anzanello ha sempre ricoperto il ruolo di centrale. Aveva iniziato la sua carriera in A2 con il Volley Latisana. Nel 1998 il suo esordio nella nazionale maggiore. In azzurro (278 presenze, 11esima di sempre) ha vinto lo storico e finora unico oro mondiale dell’Italia femminile nel 2002, due Coppe del Mondo (2007, 2011), due argenti al World Grand Prix (2004, 2005), un argento europeo (2005). Dopo essere transitata per Club Italia, Trecate, Novara e Villa Cortese, ecco il salto di qualità, che purtroppo le sarà fatale: nel 2011-12 viene ingaggiata dall’Azerreyl Voleybol Klubu, col quale gioca fino al 14 marzo 2013, quando viene ricoverata a Milano per un trapianto di fegato urgente. Seguiranno un periodo di riabilitazione e il suo coraggioso ritorno in campo con Novara, in B1, nel 2015.

“Sono la persona più felice della terra”, aveva raccontato Anzanello al momento dell’annuncio del ritorno all’agonismo, “questi ultimi 30 mesi per me non sono stati semplici, sono ripartita dalle piccole conquiste quotidiane come mangiare e camminare. Ora riesco anche a fare pesi e provo a giocare”. Il ritiro a fine stagione e un nuovo incarico, nello staff tecnico scelto dal Comitato veneziano della Fipav in vista del “Trofeo delle Province-Kinderiadi” 2017. Fino a sabato i suoi profili social erano invasi dai suoi messaggi di incoraggiamento alle azzurre, impegnate al Mondiale giapponese. Ieri la terribile notizia.

“Pallavolo: mondo volley azzurro piange scomparsa Sara Anzanello” (Adn, 25 ottobre 2018, ore 18.26) *** Sperava sempre, perché aveva imparato nel suo sport che si lotta fino all’ultimo punto, sull’ultimo pallone. Ed allora, qualche giorno fa, guardando in tv le sue «eredi» della Nazionale Italiana mentre, in Giappone, conquistavano il titolo di vice-campionesse del mondo, aveva sperato che Paola e compagne potessero davvero vincere ancora l’oro. Ma aveva comunque esultato, Sara, per la piazza d’onore. E dire che si trovava in clinica, impegnata in una difficilissima partita, quella dell’aggravamento fatale a cinque anni dal trapianto di fegato.

Sara Anzanello, che con la maglia della Nazionale italiana di Volley aveva conquistato l’oro del 2002, se n’è andata lasciandoci sul profilo Instagram la foto di lei che mostra la prima pagina della Gazzetta dello Sport, il giorno dopo l’impresa giapponese delle compagne. Un modo per dire «sono accanto a voi», «ecco, ci sono anche io». Perché il volley era la sua vita, comunque, pur avendo smesso da qualche anno per una malattia contratta proprio a margine della sua attività sportiva, che l’aveva portata a giocare in Azerbaijan. Lì era stata colpita da una devastante epatite, che aveva dato il via al suo calvario.

Ci sarà più d’un velo di tristezza, allora, tra le ragazze della Nazionale attese dal presidente Mattarella al Quirinale. Una come loro, una che tifava per loro, una che l’oro mondiale l’aveva vinto, non c’è più. Vogliamo ricordarla com’era, in una foto delle sue proverbiali schiacciate. E qui, di seguito, postiamo anche una foto di due pilastri della Nazionale di oggi, le nostre Myriam Silla e Paola Egonu. Le loro lacrime erano di gioia e commozione, in Giappone. E tali resteranno. Ma per un momento, attualizzando il tutto, immaginiamo che un pensiero per Sara correrà nell’animo delle Azzurre del volley e che lacrime si verseranno, di dolore, nel team italiano. Con la consapevolezza che vittoria e sconfitta, vita e morte si affrontano continuamente. E giocano senza risparmio l’ultima partita: una volta vince l’una, un’altra prevale – troppo presto come per Sara – l’altra”.

Si legge nell’annuncio alla stampa.

“È un giorno davvero triste per lo sport veneto e nazionale: l’addio a Sara è dolorosissimo innanzi tutto per i suoi familiari e per le persone a lei più vicine, ma la prematura scomparsa di questa atleta brava e forte colpisce tutti noi. Come comunità trevigiana ci stringiamo nel ricordo commosso a questa donna straordinaria, costretta a un calvario sanitario affrontato con il coraggio e la testardaggine che aveva dimostrato nei campi di gioco”.

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia.

“Esprimo ai familiari e agli amici – conclude Zaia – il più profondo cordoglio a nome dell’intera Regione. Sara sia di esempio per i giovani nello sport e nella vita”.

Cordoglio anche da parte di diversi esponenti dello Stato.

Maltempo, mamma morta insieme al figlioletto di 7 anni in Calabria. Si cerca ancora il bimbo più piccolo di 2 anni

Pubblicato il 06 Ott 2018 alle 10:31am

A causa del maltempo l’altro ieri, a Lamezia Terme si è consumata una vera e propria tragedia. Stefania Signore, una giovane manna di 30 anni era stata a prendere i figli dai nonni, a Curinga, e stava tornando a casa, a Gizzeria, insieme al figlio di 7 anni, travolti dalla piena nel lametino, e all’altro figlio di 2 anni che viene dato oggi ancora per disperso.

La donna, di Gizzeria, lavorava in un call center, mentre il marito, Angelo Frijia, fa il meccanico in un’officina. Il più grande dei figli, il cui cadavere è stato recuperato dai vigili del fuoco, poco lontano da quello della madre, aveva compiuto 7 anni il 25 settembre scorso.

Nel corso della notte era stato il marito della donna ad avvertire i vigili del fuoco del suo mancato rientro a casa. La vettura sulla quale viaggiava la donna era stata trovata con le quattro frecce accese e vuota a San Pietro Lametino, frazione di Lamezia Terme. Le ricerche sono concentrate nell’area dove, a distanza di 50 metri l’uno dall’altro, sono stati trovati i corpi della madre e del fratellino di 7 anni del piccolo disperso e dove sta operando da poche ore anche un cane molecolare del Soccorso Alpino.

«Seguo con apprensione l’evolversi degli eventi in Calabria dopo l’ondata di maltempo che ha colpito alcune aree della regione. Sono in contatto costante con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli che si sta recando sul posto per monitorare la situazione». Aveva scritto ieri sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Addio a Inge Feltrinelli, l’editrice che voleva cambiare il mondo con i libri

Pubblicato il 20 Set 2018 alle 10:29am

Addio a Inge Feltrinelli. Fotoreporter, editrice che voleva cambiare il mondo attraverso la lettura e i libri: ha avuto una vita straordinaria in cui c’è tutta la storia del Novecento italiano ed europeo. Nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, Inge Schoenthal Feltrinelli, naturalizzata italiana, era “un vero vulcano di idee, curiosità, gentilezza” come l’aveva definita Amos Oz.

“I libri sono tutto, i libri sono la vita”, ed è stata una vita circondata da libri, librai, editori, scrittori e lettori quella di Inge Schönthal Feltrinelli, Presidente della Casa editrice Giangiacomo Feltrinelli e icona della cultura del ‘900, che ci ha lasciati oggi all’età di 87 anni”. Così in un comunicato della casa editrice.

”Fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell’intero Gruppo, Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l’entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell’indipendenza e dell’autonomia della cultura e di tutte le manifestazioni di pensiero libero. ‘

‘Fotografa, fotoreporter, grande appassionata di moda, di arte e di ogni forma di creatività, aveva difeso con coraggio la stessa esistenza della Casa editrice Feltrinelli, alla scomparsa del suo fondatore. Ci lascia una donna che sapeva distinguere la qualità e che ha portato in Italia e a Milano, nel corso degli ultimi cinquant’anni, scrittrici, scrittori, editori, intellettuali internazionali animando un contesto di inestimabile ricchezza’.

‘L’Amministratore Delegato del Gruppo, Roberto Rivellino, il Comitato di alta direzione, i librai Feltrinelli e tutto il personale della squadra Feltrinelli sono vicini al dolore del loro Presidente Carlo e a tutta la famiglia.

Bambina di 11 anni muore mentre torna a casa dopo il funerale della madre

Pubblicato il 13 Giu 2018 alle 7:54am

La piccola Syira Coutain-Harebi, 11 anni, stava tornando a casa dopo il funerale di sua madre con suo padre e suo fratello quando dei problemi respiratori hanno trasformato quel giorno triste per tutti in qualcosa di ancora più terribile. (altro…)

E’ morta all’età di 17 anni, Daniela Copes, la guerriera del web affetta da fibrosi cistica

Pubblicato il 28 Ott 2017 alle 10:53am

Daniela Copes si è morta all’età di 17 anni a causa della fibrosi cistica: lei stessa aveva raccontato la malattia sul web per sensibilizzare e dare forza agli altri che vivevano il suo stesso dramma. (altro…)

Dopo lite col fidanzato si aggrappa allo sportello dell’auto e muore. Amica: ‘Era un amore violento’

Pubblicato il 09 Set 2017 alle 10:47am

Un amore troncato bruscamente, un chiarimento finito male. Poi la tragedia. A 24 anni Alessandra Madonna, una ragazza di Melito, in provincia di Napoli, ha perso la vita. Ha chiesto un’ultima spiegazione al suo ex ma è accaduto l’irreparabile. (altro…)

Giovane donna muore a 25 anni per aver assunto troppe proteine

Pubblicato il 19 Ago 2017 alle 6:58am

Ma si può morire anche mangiando cibi che contengono troppe proteine? Ebbene sì. E’ quello che è successo a una giovane bodybuilder australiana di anni 25, Meegan Hefford, che stava conducendo un regime alimentare di cibi che ne contenevano in abbondanza per partecipare ad una competizione di bodibuilding a settembre, e non sapeva, come hanno scoperto i medici dopo la sua morte, di soffrire di una malattia rara che non permette al corpo di assumerne troppe. (altro…)

E’ morta a Roma, la stilista Carla Fendi. Aveva 80 anni

Pubblicato il 20 Giu 2017 alle 9:29am

Addio alla stilista Carla Fendi. Aveva 80 anni ed era malata da tempo. (altro…)

Morta Veronica Sogni, finalista di Miss Italia, aveva 28 anni, uccisa da un tumore al seno

Pubblicato il 14 Mar 2017 alle 9:58am

E’ morta all’età di 28 anni la modella milanese Veronica Sogni a causa di un tumore al seno che l’ha colpita nel 2012.

A dare l’annuncio il sito di Miss Italia, concorso al quale la giovane aveva partecipato nel 2009 da finalista, conquistando il titolo di Miss Sasch Modella Domani: “Un angelo dai capelli corti, con la testa piena di sogni, come il suo cognome, è volato in cielo”, così la descrive il comunicato.

Nata a Milano il 10 giugno 1988 e diplomata al liceo scientifico, la giovane coltivava diverse passioni. Oltre a quella della moda anche quella del canto e della recitazione.

Dopo la partecipazione a Miss Italia, Veronica Sogni era tornata nel programma ‘Soliti ignoti’ di Rai1, dove aveva interpretato uno dei personaggi da individuare. Più di recente Veronica era finita su Sky Uno, e a X Factor.

Dopo la terribile diagnosi ricevuta il 24 dicembre 2012, la chemioterapia le aveva causato una perdita di capelli che le aveva cambiato l’aspetto ma non il suo umorismo, tant’è che più volte la giovane aveva dichiarato di essere diventata ‘una guerriera masai’.

Aveva continuato a lavorare nel mondo della moda: a giugno 2016 aveva partecipato alla campagna Trussardibrera della stagione primavera/estate 2017 posando per alcune foto e riprese nella Pinacoteca di Brera a Milano per conto del celebre marchio.

“Io non mi sono mai vergognata, anzi mi sono piaciuta. In passato avevo provato tutti i tagli e i colori possibili e questa era una novità”, dichiarava con ironia la modella a proposito del proprio aspetto mutato dopo i trattamenti chemioterapici. E nonostante le cure, la sua voglia di farcela, di combattere il male, di recente il tumore si era diffuso al fegato: “Quando mi hanno detto delle metastasi mi sono sentita ancora peggio perché credevo di stare finalmente bene. Qualche anno fa mi avrebbero dato sei mesi di vita. Adesso non è più così”, aveva dichiarato in un’intervista.

Addio alla “signorina snob” del cinema, Gisella Solfio

Pubblicato il 28 Gen 2017 alle 1:43pm

Addio a Gisella Solfio, una delle più noti caratteriste e attrici, del dopoguerra. Popolare in teatro, cinema e nelle fiction televisive morta a Roma all’età di 85 anni (era nata il 19 febbraio 1931).

Elegante, ironica, dotata di un grande senso dell’umorismo, ricordata per tutte quelle “signorine snob” che ha saputo regalare al suo amato pubblico.

Nata a Milano, esordì a teatro all’età di 16 anni, nella rivista Il Tevere blu. L’avventura cinematografica prese il via nel 1951, nel film Accidenti alle tasse! di Mario Mattoli. Nella sua lunga e brillante carriera, ha lavorato tra gli altri con Renato Rascel, Alighiero Noschese, Mario Mattioli, Vittorio De Sica, Gino Cervi, Marcello Mastroianni, Dino Risi, Pupi Avati e il grande Totò, che fu uno dei suoi mentori.

Tra i suoi film più celebri ricordiamo Viva la rivista di Enzo Trapani, La signora senza camelie di Antonioni, Lo smemorato di Collegno di Sergio Corbucci, Voltati Eugenio di Luigi Comencini. Negli ultimi anni aveva recitato in commedie di successo come Simpatici e antipatici di Christian De Sica, Torno a vivere da solo di Jerry Calà, Il cuore grande della ragazze di Pupi Avati e Il principe abusivo di Alessandro Siani.

Gisella Solfio si è divisa tra teatro, (celebre la sua partecipazione alla commedia di Garinei e Giovannini Enrico ’61), cinema e televisione.

A marzo i suoi affezionati spettatori la potranno ancora vedere ne Il crimine non va in pensione con la regia di Fabio Fulco, e nella seconda serie di Tutto può succedere.