Nanodispositivi per una prognosi precoce dei tumori non invasiva

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Mar 2012 alle ore 9:59am


Costruire nuovi strumenti diagnostici che siano in grado di rilevare da una semplice goccia di sangue l’eventuale presenza di marcatori tumorali, attraverso un esame rapido e non invasivo, permetterebbe di monitorare in tempo reale anche la concentrazione dei farmaci nei tessuti.

Questi sono solo alcuni degli obiettivi prefissati da un team di ricercatori, tra cui Alessandro Laio della Sissa (della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, con a capo Maurizio Prato dell’Università Giuliana e Giuseppe Toffoli del Cro di Aviano (Pordenone), che raggruppa diversi esperti nel campo delle nanotecnologie e della nanomedicina, della chimica e della fisica e il relativo Centro di Riferimento Oncologico-Cro di Aviano, nonché l’azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine.

Grazie dunque, ad un finanziamento di circa 9 milioni di euro concesso da parte dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dal Ministero dell’Istruzione, Università, Ricerca, diversi studiosi potranno ora lavorare insieme allo scopo di progettare dispositivi e protocolli terapeutici altamente innovativi, a basso costo, e molto efficaci su quantita’ infinitesimali di campione, utili per una diagnosi precoce dei tumori metastatici, nonché il controllo della tossicità dei farmaci.