tumori

Bambina di 6 anni ha diversi tumori, ma i medici non se ne accorgono

Pubblicato il 27 Ott 2020 alle 5:27am

I dottori dicevano ai genitori che la loro figlia mentiva, che non aveva niente, che fingeva di star male. Ma la piccola di 6 anni, invece, aveva ragione di lamentarsi, perché soffriva di un tumore raro.

Elizabeth è una bambina di soli 6 anni che per 7 mesi ha lamentano dolori lancinanti ma che nessuno medico le ha creduto.

Per otto volte i genitori erano andati al pronto soccorso per capire che cosa le stesse accadendo senza ricevere alcuna risposta, dal personale medicosanitario.

Purtroppo la piccola è affetta da un cancro molto raro: la diagnosi è arrivata solo quando i genitori hanno cominciato a insistere.

“Abbiamo scoperto la malattia solo perché ero consapevole che mia figlia non stava bene. – dice la mamma Emma Osborne – È stato un viaggio terribile e spero che nessun altro genitore debba affrontarlo. Pensare che tuo figlio ha il cancro nel corpo per sette mesi senza alcun trattamento è semplicemente orribile”.

La bambina ha un raro tumore del sistema linfatico, il linfoma non hodgkin.

La donna ha scoperto la malattia della figlia in quanto ha trovato nella sua bambina un nodulo che l’ha insospettita. E grazie a una risonanza magnetica è emersa anomalia ossea nella gamba, che ha permesso poi di scoprire la presenza di diversi tumori al viso, al cranio e alla mascella.

L’allarme degli oncologi, 1,4 milioni di screening saltati

Pubblicato il 21 Ott 2020 alle 6:00am

“Nessuna Regione è a pieno regime nel riavvio degli screening, anche per ostacoli di carattere amministrativo, e molte non hanno neppure iniziato a recuperare gli esami non effettuati”. La denuncia arriva da Giordano Beretta, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e vicepresidente di Foce, neo costituita confederazione che riunisce per la prima volta in assoluto esperti di oncologia, cardiologia ed ematologia. (altro…)

Tumori e diagnosi precoce per alcuni, grazie ad un nuovo test del sangue

Pubblicato il 26 Lug 2020 alle 6:00am

E’ possibile scoprire un tumore, tra i più comuni e difficili da curare quattro anni prima della sua insorgenza. attraverso l’analisi del sangue. Un test sperimentale – chiamato PanSeer – in uno studio pubblicato alcuni giorni fa su Nature Communications, coordinato dall’Università della California di San Diego e condotto insieme a diverse università cinesi. (altro…)

Radioterapia indicata nel 60% dei nuovi casi di tumore: domanda in crescita, in Italia necessario rinnovare e ampliare il parco macchine

Pubblicato il 27 Giu 2020 alle 6:51am

La radioterapia oncologica, è l’altra faccia vincente nella lotta al cancro, ipertecnologica, con un ottimo rapporto costo/beneficio, indicata per il trattamento del 60% dei nuovi casi di tumore in Italia, da sola o associata a terapie sistemiche. I nuovi casi di tumore nel 2019 in Italia sono stati 371.000, di questi 230.000 hanno l’indicazione al trattamento radiante.

183 Centri radioterapici, 377 acceleratori lineari (LINAC) e 53 unità di radioterapia in grado di eseguire delle tecnologie ad altissima complessità, 36 apparecchiature per radioterapia intraoperatoria (IORT) e 69 per brachiterapia ad alto e basso dosaggio: il censimento di AIRO – Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica è nel complesso positivo sul territorio nazionale ma il 29% dei macchinari ha più di 12 anni.

La tecnologia è in rapida evoluzione ed è determinante il ruolo del radioterapista nel team di cura. È urgente rinnovare il parco macchine e ampliarlo di almeno il 20% per soddisfare una domanda che entro il 2025 lieviterà del 15%.

Perché mangiare insalata fa bene alla salute, soprattutto tutti i giorni

Pubblicato il 17 Giu 2020 alle 7:28am

Un’insalata, anche ricca, è quello che ci vuole sopratutto in estate. E’ una verdura primaria, non solo, perché riesce a donare un senso di sazietà, ma anche perché è un valido aiuto per la nostra linea. (altro…)

Rodiala, protegge il cervello, abbassa la glicemia e previene i tumori

Pubblicato il 16 Giu 2020 alle 7:07am

La rodiola, erba caratterizzata da benefici che vale la pena analizzare e conoscere, tra le tante proprietà aiuta il nostro organismo a superare meglio lo stress. E’ conosciuta infatti, anche per la sua capacità di alleviare gli effetti dell’affaticamento mentale. (altro…)

Tumori, un test del sangue che ne scova 50 diversi

Pubblicato il 04 Apr 2020 alle 6:32am

Un test del sangue è un grado di scovare oltre 50 tumori in fase precoce, ancora prima che compaiano i sintomi, e ben 12 dei più aggressivi e di difficili da diagnosticare in via preventiva, tra cui il cancro al pancreas. È lo straordinario risultato a cui è giunto Michael Seiden dell’azienda statunitense US Oncology, riportato sugli Annals of Oncology.

Il test in questione, si basa sullo studio del Dna tumorale circolante nel sangue attraverso un software che sfrutta l’intelligenza artificiale. Il programma è stato sviluppato sulla base di campioni di sangue di 1500 persone con tumori non trattati e altrettanti individui sani. In seguito il software è stato testato analizzando 650 campioni di sangue di pazienti con tumore e 610 campioni di soggetti sani di controllo. Il sistema è risultato ‘super specifico’ nel fare la diagnosi: sbaglia solo lo 0,7% delle volte diagnosticando un tumore che in realtà non esiste (falso positivo).

“Questo è uno studio decisivo – ha dichiarato il direttore della rivista Fabrice André dell’Institut Gustave Roussy in Francia – e rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di facili test di screening”. “La diagnosi precoce di oltre il 50% dei tumori potrebbe salvare milioni di vite ogni anno nel mondo”, ha concluso

Papaya, per proteggere il cuore e contrastare il rischio di cancro

Pubblicato il 01 Mar 2020 alle 6:48am

La papaya, originaria dell’America Centrale e, in particolare, della zona del Messico meridionale, se integrata nella propria alimentazione può rivelarsi un’ottima alleata per la salute cardiocircolatoria e la prevenzione dei tumori.

Per quel che concerne il primo beneficio, risulta essere la presenza di licopene e vitamina C. A dirlo uno dtudio del 2002, condotto da un’equipe della Pennsylvania State University che monitorando il ruolo dell’assunzione dei composti fenolici per quanto riguarda la prevenzione delle patologie cardiovascolari, scoprirono proprio questo.

Questo carotenoide è un noto alleato nella lotta contro i radicali liberi. Grazie a questa peculiarità, è in grado di contrastare l’ossidazione del colesterolo e, di conseguenza, di favorire il miglioramento della salute cardiovascolare.

Ma c’è di più Il licopene presente nella papaya è ottimo alleato anche contro la formazione di tumori. Nel 2017 uno studio lo ha confermato, presso l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica di Varsavia, evidenziando che è in grado di riparare i danni a carico del DNA. La sua integrazione può tuttavia rappresentare una valida alternativa per tenere sotto controllo gli effetti ossidativi.

Rimanendo sempre nell’ambito della papaya come alleata nella prevenzione dei tumori, altro studio ancora, dell’Universidad Autónoma de Querétaro (Messico), che mettendo sotto esame, 14 frutti, e analizzandone l’effetto antiproliferativo riguardante le cellule del carcinoma mammario, la papaya ha fatto rilevare ottimi risultati.

Infine questo frutto, è una fonte preziosa di acqua e acido folico.

Tumori, cellule spediscono messaggi attraverso il sangue a nanoparticelle d’oro

Pubblicato il 29 Feb 2020 alle 6:29am

Le cellule tumorali spediscono dei messaggi attraverso sistema venoso e possono essere intercettate grazie a nanoparticelle d’oro, permettendo così, con un semplice esame del sangue di fare diagnosi precoce e monitorare la reazione alle terapie in malati oncologici. A dimostrarlo uno condotto dai ricercatori dell’università australiana del Queensland, pubblicato sulla rivista Science Advances.

Le nanoparticelle d’oro sviluppate per riconoscere le cosiddette vescicole extracellulari, delle piccole bolle fatte di membrana che trasportano ‘messaggi’ come “Dna, proteine e altre molecole: il loro carico può svelare molto di quello che accade all’interno delle cellule”, secondo quanto spiegato dalla ricercatrice Jing Wang, che lavora presso l’Istituto australiano per la bioingegneria e le nanotecnologie (Aibn).

Le vescicole vengono costantemente prodotte sia dalle cellule sane che da quelle tumorali e queste ultime, in particolare, le usano “per manipolare le cellule vicine, sopprimere e controllare il sistema immunitario”. Per scovarle, i ricercatori hanno sviluppato delle nanoparticelle d’oro attaccate a specifici anticorpi che riconoscono molecole presenti solo sulla superficie delle vescicole emesse dalle cellule tumorali. Una volta colpite dalla luce laser, le nanoparticelle emettono un segnale unico che può essere identificato come l’impronta digitale di quel paziente.

In collaborazione con l’Olivia Newton John Cancer Research Institute, i ricercatori hanno testato la loro tecnologia analizzando il sangue di 23 pazienti con melanoma, i cui risultati dimostrano che il test identifica in modo accurato le vescicole, permettendo di monitorare in tempo reale la reazione alle terapie di ciascun paziente.

Tumori: in 10 anni sono aumentati del 53% i pazienti vivi dopo la diagnosi

Pubblicato il 05 Feb 2020 alle 7:49am

IN DIECI anni, in Italia, i pazienti vivi che hanno avuto una diagnosi di tumore sono aumentati del 53 per cento. Due milioni e 250mila nel 2010, oggi 3 milioni e 460mila. Un risultato molto importante, che dimostra i passi in avanti fatti nell’assistenza oncologica e che colloca il nostro Paese ai vertici in Europa e nel mondo. Un risultato, certamente migliorabile, perché sono ancora troppe le differenze sul nostro territorio: dall’adesione e copertura degli screening ancora troppo basse al Sud, alla realizzazione delle reti oncologiche regionali a macchia di leopardo, alla disponibilità solo in alcune Regioni più virtuose di terapie efficaci e test in grado di analizzare il profilo molecolare del tumore.

E’ concreto il rischio di pericolose discrepanze a danno dei pazienti. Per questo l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) chiede, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro che si è celebrata ieri, che venga seguito l’esempio delle regioni più virtuose, a tutto vantaggio dei pazienti.

Giordano Beretta, presidente nazionale dell’Aiom e responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo dichiara: “La patologia è in costante crescita nel mondo per la diffusione di stili di vita scorretti, a cui si aggiungono anche fattori ambientali. La qualità del nostro Sistema Sanitario – prosegue lo specialista – è testimoniata dalla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, che presenta tassi più alti rispetto alla media europea nei tumori più frequenti: 86 per cento nel tumore alla mammella (83 per cento UE), 64 per cento del colon (60 per cento UE), 16 per cento del polmone (15 per cento UE) e 90 per cento prostata (87 per cento UE). E raggiungiamo questi risultati con minori investimenti: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil nel nostro Paese ha registrato un calo, passando dal 7 per cento nel 2010 al 6,5 per cento nel 2017, a fronte del 9,8 per cento della media europea. Vi sono, però, ancora differenze regionali che devono essere superate, perché nessuno rimanga indietro e tutti possano accedere alle cure più efficaci indipendentemente dal luogo in cui vivono”.

L’oms però lancia l’allarme riferendosi alla crescita maggiore di nuovi casi, stimata nell’81%, nei Paesi a basso e medio reddito, dove i tassi di sopravvivenza sono i più bassi. Se non ci sarà un cambio di rotta, “il mondo vedrà un aumento del 60% dei casi di tumore nei prossimi 20 anni”.