Mentre Israele è alla disperata ricerca dei tre ragazzi ebrei che ritiene rapiti da Hamas, sale la tensione con la Striscia di Gaza dove è al potere la fazione islamica.

Infatti, anche ieri sera, sono arrivati razzi da Gaza e alcuni di questi sono stati bloccati dall’Iron Dome, difesa antimissili. Questi mattina, sono ripresi i lanci e si sono verificate 8 esplosioni, in aree aperte del sud di Israele, senza, per fortuna, fare vittime.

Dall’inizio di giugno, secondo il portavoce militare israeliano, sono stati lanciati oltre 60 razzi dalla Striscia: 28 caduti in territorio israeliano. Il premier ebraico Netanyahu ha annunciato che “Israele è pronto ad estendere gli attacchi anche alla striscia di Gaza”.

La comunicazione è arrivata nelle ultime ore, prima dell’apertura settimanale del Consiglio dei Ministri. Intanto, il sindaco, Haim Yalin, invita Netanyhu ad agire ‘con intelligenza’ e a dosare le pressioni politiche e militari per ripristinare la capacità di deterrenza che Israele aveva nel 2012.

Il premier israeliano per arginare l’ondata dell’Islam radicale aveva detto che «sarà necessario costruire gradualmente una Barriera di sicurezza anche ad Est, da Eilat fino alla Barriera che abbiamo già costruito sulle alture del Golan». La valle del Giordano, ha insistito, rappresenta il ‘confine di sicurezza per Israele’.

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