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Una 38enne di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia, è stata multata per aver utilizzato il cellulare mentre era alla guida. La donna ha però contestato l’accusa, sostenendo di non avere in mano uno smartphone, bensì uno spicchio di zucchina fritta che stava mangiando.

La vicenda, risalente al 2020, è arrivata davanti ai giudici dopo che l’automobilista ha presentato una querela contro i carabinieri, accusandoli di aver riportato circostanze false nel verbale. I tribunali, tuttavia, non le hanno dato ragione e la sanzione è stata confermata.

La multa da 320 euro

La donna era stata fermata dai carabinieri durante un normale posto di controllo. I militari le avevano contestato l’uso del telefono cellulare durante la guida, comminandole una multa di 320 euro.

L’automobilista aveva cercato di dimostrare di non aver utilizzato il telefono. Tra gli elementi portati a sua difesa aveva indicato la presenza nella vettura di un sistema vivavoce con comandi al volante e il fatto che dal registro delle chiamate non risultasse alcuna telefonata effettuata in quel momento.

Ma soprattutto aveva sostenuto che l’oggetto che teneva in mano non fosse il cellulare: si sarebbe trattato di uno spicchio di zucchina fritta, che stava portando alla bocca come spuntino.

La querela contro i carabinieri

Non convinta della contestazione, la 38enne ha presentato una querela per falso nei confronti dei militari, sostenendo che nel verbale fosse stata riportata una circostanza non vera.

Il caso è quindi arrivato in tribunale a Gorizia. In primo grado, però, i giudici hanno respinto le argomentazioni della donna e confermato sia la contestazione sia la sanzione.

L’automobilista ha deciso di proseguire la battaglia legale, rivolgendosi alla Corte d’appello.

Anche la Corte d’appello le dà torto

Anche in secondo grado la denuncia contro i carabinieri è stata rigettata.

Secondo quanto riportato da Il Piccolo, la Corte ha ritenuto che né la presenza del sistema vivavoce né la circostanza relativa alla zucchina fossero elementi sufficienti a escludere l’utilizzo del telefono durante la guida.

La sanzione è stata quindi confermata.

Il ricorso in Cassazione

La vicenda potrebbe però non essere ancora conclusa. Oltre ai 320 euro della multa, la donna dovrà sostenere anche le spese legali, quantificate in circa 500 euro.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, l’automobilista e il suo legale intenderebbero ora ricorrere in Cassazione per continuare a sostenere la propria versione dei fatti.