disoccupazione

Istat: Italia fuori dalla recessione e tasso disoccupazione cala al 10,2%

Pubblicato il 30 Apr 2019 alle 1:35pm

L’Italia è fuori dalla recessione. Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano (corretto per giorni lavorativi) è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi passati. L’economia è così uscita dalla recessione tecnica dovuta ai due cali consecutivi del prodotto interno lordo registrati negli ultimi due trimestri del 2018 con -0,1%. Secondo i dati della prima stima flash dell’Istat, su base tendenziale, cioè nel confronto con il primo trimestre 2018, la crescita è stata dello 0,1%.

L’economia italiana, rileva l’Istat, ha registrato “un moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell’attività registrata nei due trimestri precedenti”. Nel complesso, “l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del Pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018”.

Intanto l’Istat comunica anche i dati sui prezzi al consumo: sostenendo che le feste di Pasqua e del 25 aprile, unite da un lungo ponte di quest’anno, hanno permesso un aumento dei prezzi superiore a quello visto a marzo passato.

L’inflazione nel mese di aprile è stata dello 0,2% mensile e dell’1,1% annuo, mentre a marzo ferma all’1%. A spiegare la lieve accelerazione dell’inflazione ci pensa l’istituto di statistica: “La prossimità nel 2019 della Pasqua con la festa della Liberazione ha infatti favorito una crescita congiunturale molto più marcata di quella registrata nello stesso mese dello scorso anno (quando la Pasqua era caduta il primo aprile) dei prezzi sia dei servizi di trasporto sia di quelli legati alla filiera turistica (sostenuti anche da eventi come il salone del mobile di Milano), determinandone così un’accelerazione tendenziale. Agli aumenti dovuti a tali fattori si pone poi, seppur contenuto, un rincaro dei carburanti, e in particolar modo della benzina, e dall’altra dei prezzi dell’energia elettrica sul mercato libero”.

Altro aspetto molto importante da considerare è il tasso disoccupazione, che a marzo 2019 è diminuito di 0,4 punti rispetto a quello di febbraio dello stesso anno, arrivando a toccare lo 10,2%, dato più basso da agosto dell’anno passato (quando era al 10,1%). L’Istat sostiene anche che rispetto a marzo 2018 il calo è di 0,8 punti percentuali. Le persone in cerca di occupazione sono 2.641.000 con un calo di 96.000 per unità a febbraio e 208.000 unità a marzo 2018.

La disoccupazione tra le persone tra i 15 e i 24 anni a marzo 2019 è scesa al 30,2%, facendo registrare un dato minimo che si vedeva ormai da ottobre 2011. Ma non solo … nel mese in questione si registra anche una riduzione di 1,6 punti rispetto a febbraio e di 2,5 punti su marzo 2018.

Gli occupati a marzo sono aumentati di 60.000 unità rispetto a febbraio (+0,3%) mentre sono cresciuti di 114.000 unità su marzo 2018 (+0,5%). L’Istat spiega che nel complesso risultavano occupate 23.291.000 persone. Il tasso di occupazione sale di 0,2 punti rispetto a febbraio al 58,9%. L’aumento si concentra tra i minori di 34 anni (+69.000 unità) mentre sono stabili i 35-49enni e calano gli over 50. Crescono su febbraio soprattutto gli occupati dipendenti “permanenti” ovvero con un lavoro stabile (+44.000).

Il ministro Tria, vede molto bene questo andamento e dichiara che “I dati comunicati dall’Istat mettono in evidenza “il positivo andamento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che scende a marzo al 10,2%”. Da segnalare poi, in particolare, “oltre all’aumento dei giovani occupati e delle posizioni permanenti, il miglioramento del tasso di occupazione che risale al 58,9%, tornando ai livelli massimi da aprile 2018. Numeri che testimoniano la solidità e la tenuta dell’economia italiana”.

Ma nonostante i progressi compiuti, il tasso di disoccupazione registrato in Italia lo scorso marzo (10,2) risulta essere inferiore a quelli rilevati da Grecia (18,5%) e Spagna (14%). A renderlo noto è l’Eurostat. Che dichiara anche che nel complesso la quota dei senza lavoro è scesa dal 7,8 di febbraio al 7,7%, facendo registrare il livello più basso da settembre 2008.

Quindi cosa che fa molto ben sperare per la nostra amata e carissima Italia.

Disoccupazione, salita a febbraio al 10,7%, è allarme per i 35-49enni

Pubblicato il 02 Apr 2019 alle 2:27pm

A febbraio il tasso di disoccupazione è risalito, attestandosi al 10,7%, in aumento di 0,1 punti. A rilevarlo è stato l’Istat, diffondendo i primi dati provvisori. Le persone in cerca di occupazione aumentano dell’1,2% (+34 mila), risultando pari a 2 milioni 771 mila. Su base annua però, i disoccupati sono in calo (-1,4%, -39 mila). Confrontando però il dato con il minimo pre-crisi (5,8%, dell’aprile 2007), emerge che il tasso disoccupazione è ancora di quasi 5 punti superiore. (altro…)

Istat, nel 2018 disoccupazione scende per giovani -2,6%. Quarto trimestre: calo dei posti a termine

Pubblicato il 14 Mar 2019 alle 7:55am

Nel 2018 il tasso di disoccupazione scende dall’11,2% del 2017 al 10,6 per cento. Un miglioramento che si registra essere ancora più netto tra i giovani con un calo di 2,6 punti percentuali (32,2%). Per il quinto anno consecutivo aumentano anche gli occupati: un miglioramento che tra i lavoratori dipendenti riguarderebbe “esclusivamente quelli a tempo determinato” (+323 mila, +11,9%) mentre dopo quattro anni di crescita calerebbe il tempo indeterminato (-108 mila, -0,7%).

L’Istat ha aggiornato i dati del mercato del lavoro nel 2018 confermando il trend che emergeva da quelli già diffusi a fine gennaio scorso. La novità arriva ora dai dati del quarto trimestre in cui il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%), ma il calo riguarda solo i dipendenti a termine (-0,3%), mentre sono rimasti stabili i posti di lavoro a tempo indeterminato.

Il quarto trimestre 2018 è il primo in cui si possono almeno in parte misurare gli effetti del decreto Dignità, il provvedimento voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio per ridurre la precarietà, convertito in legge lo scorso agosto e diventato completamente operativo a partire da novembre.

Gli occupati nel 2018 aumentano di 192 mila unità (+0,8%) e il tasso di occupazione sale al 58,5% (+0,6 punti), rimanendo di appena 0,1 punti al di sotto del picco del 2008. Il numero dei disoccupati complessivamente si riduce invece di 151 mila unità (-5,2% fino a quota 2 milioni 755 mila), “in misura più intensa rispetto al 2017”, scrive l’Istat. Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi sia i disoccupati di breve durata.

Per quanto riguarda ottobre-novembre-dicembre 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%). L’Istat parla più in generale di un “lieve peggioramento” del quadro occupazionale nel corso dell’anno. Nel quarto trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, “l’aumento dei dipendenti continua a riguardare soltanto quelli a termine mentre il tempo indeterminato cala da quattro trimestri”, registrando una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta a dipendenti a termine e indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila).

Le dinamiche osservate nel quarto trimestre 2018, sottolinea l’Istat, “riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%) per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione”. Nei dati mensili più recenti (gennaio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una lieve crescita rispetto a dicembre 2018 con un calo dei lavoratori autonomi e dei dipendenti a termine più che compensato dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.

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