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Disoccupazione in aumento: in 3 mesi persi 60mila posti di lavoro

Pubblicato il 01 Nov 2019 alle 8:31am

“Dopo la crescita dell’occupazione registrata nel primo semestre dell’anno e il picco raggiunto a giugno, a partire da luglio i livelli occupazionali risultano in lieve ma costante calo, con la perdita di 60 mila occupati tra luglio e settembre”. E’ quanto spiega l’Istituto di Statistica Nazionale.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) sale dunque di 1,1 punti percentuali a settembre su agosto, portandosi al 28,7%.

A settembre – spiega l’istituto – il tasso di disoccupazione torna a salire, attestandosi al 9,9%, dal 9,6% di agosto (+0,3 punti percentuali). Su base mensile le persone in cerca di occupazione sono state in netto aumento pari a +3,0%, +73 mila unità.

A settembre 2019 la stima degli occupati risulta essere in “leggero calo”, scendendo dello 0,1%, pari a 32 mila unità in meno rispetto ad agosto. L’Istat spiega che il tasso resta stabile al 59,1%. Nel dettaglio aumentano i dipendenti a termine (+30 mila) mentre diminuiscono i dipendenti a tempo indeterminato (-18 mila) sia, soprattutto, gli ‘autonomi'(-44 mila).

Disoccupazione al 9.7%, nuovo record. Scende ai minimi dal 2012

Pubblicato il 31 Lug 2019 alle 3:09pm

La disoccupazione a giugno segna la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali su maggio. A rilevarlo è l’Istat, che spiega anche che si tratta del tasso più basso registrato da mese di gennaio 2012.

I disoccupati a giugno sono scesi di 29 mila unità nel corso dell’ultimo mese, con un calo che ha riguardato gli uomini come le donne e tutte le fasce d’età, ad eccezione di giovani tra 25 e 34 anni.

In calo ai minimi dal mese di aprile 2011, anche il tasso dei senza lavoro nella fascia di età tra i 15-24 anni.

Ma la disoccupazione scende poi di 1,5 punti percentuali e si porta infatti al 28,1%. In questo spaccato, però, bisogna rilevare che, a fronte di un calo di 28 mila disoccupati, il numero di occupati è in crescita ma “solo” di 10 mila persone. Sale fortemente, invece, il numero degli inattivi, proprio di 28 mila unità.

Il calo della disoccupazione porta anche una risalita del tasso di inattività al 74,2%.

Se si guarda invece il dato degli occupati, l’Istat parla di una sostanziale stabilità. In realtà gli occupati sono scesi di 6 mila unità, dati da una parte dalla crescita tra le donne (+15 mila) e dall’altra da una diminuzione tra gli uomini (-21 mila). Se si guarda all’andamento per età, sono in aumento gli occupati 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Su una forza lavoro più sottile, il tasso di occupazione sale comunque al 59,2% (+0,1 punti percentuali) segnando così un nuovo massimo storico: il livello più alto da quando sono iniziate le serie statistiche, ovvero dal 1977.

Su base annua, l’occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +115 mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+46 mila) e soprattutto gli ultracinquantenni (+292 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali. Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell’anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+177 mila) e a termine (+14 mila) mentre sono in calo gli indipendenti (-76 mila). Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un forte calo dei disoccupati (-10,2%, pari a -288 mila unità) e a un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a 23 mila).

Il dato italiano si confronta con un tasso di disoccupazione che nell’Eurozona si riduce al 7,5% a giugno rispetto al 7,6% di maggio e all’8,2% di giugno 2018. Per Eurostat è il livello più basso registrato da luglio 2008. Il tasso di disoccupazione dell’Ue a 28 a luglio è al 6,3%, stabile rispetto a maggio e in calo rispetto al 6,8% di giugno 2018: resta il tasso più basso dall’inizio delle serie storiche europee, ovvero dal gennaio del 2000.

Istat: tasso di disoccupazione in calo, valore più basso dal 2012. Tasso di occupazione al 59%, valore più alto dal 1977

Pubblicato il 02 Lug 2019 alle 12:32pm

Secondo i dati Istat diffusi nella mattinata di ieri, il tasso di occupazione nel nostro Paese nel mese di maggio è salito 59%, facendo registrare il valore più alto dal 1977.

L’istituto di statistica italiano spiega poi, che il numero degli occupati ha raggiunto 23 milioni e 387 mila unità registrando un aumento di 67mila (+0,3%) rispetto ad aprile 2019. Cala invece il tasso di disoccupazione, attestandosi al 9,9%, in discesa di 0,2% rispetto ad aprile 2019.

Valore questo più basso da febbraio 2012. Per la prima volta infatti, da oltre sette anni, il tasso di disoccupazione perde la doppia cifra. Migliora anche il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia di età tra i 15-24enni che scende al 30,5%, in calo ovvero di 0,7 punti rispetto al mese precedente.

“A maggio l’occupazione è in crescita dopo la sostanziale stabilità del mese precedente. Tale aumento porta la stima degli occupati oltre i livelli massimi storici, sia in termini assoluti sia come incidenza sulla popolazione”, commenta l’Istat. Nell’ultimo mese la crescita degli occupati coinvolge tutte le posizioni professionali.

I dipendenti stabili aumentano più di quelli a termine in valore assoluto (+27 mila contro +13 mila), grazie anche all’entrata in vigore del decreto dignità. Salgono poi, anche gli indipendenti (+28 mila). Anche nel confronto sui dodici mesi precedenti crescono più di tutti i dipendenti permanenti (+0,4%, +63 mila), poi i lavoratori a termine (+0,6%, pari a +18 mila unità) e gli indipendenti (+0,2%, +12 mila).

“Le notizie che leggiamo questa mattina – ha detto ieri il vicepremier e ministro del lavoro Luigi di Maio – ci dicono che quella di oggi è davvero una bella giornata“. Di Maio rivendica i risultati raggiunti dal suo ministero: “Dopo esser stato attaccato per mesi dai partiti d’opposizione (e dai loro media di riferimento) che me ne hanno dette di tutti i colori, ridicolizzando il decreto dignità (dicevano che non sarebbe servito a nulla!), ancora una volta sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti“, si legge in un post su Facebook. Esulta anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini: “Avanti così, tagliare le tasse a imprenditori, lavoratori e famiglie è un dovere morale“.

La crescita, spiega l’Istituto, si concentra tra gli uomini (+66 mila) mentre risultano sostanzialmente stabili le donne. In calo i 35-49enni (-34 mila) e in aumento le altre classi di età, prevalentemente gli ultracinquantenni (+88mila). L’Istituto segnala che l’occupazione risulta in crescita anche su base annua (+0,4%, pari a +92mila unità). L’espansione riguarda entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+43 mila) e soprattutto gli over 50 (+300 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali. Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un notevole calo dei disoccupati (-6,9%, pari a -192mila unità) e a una sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni.

Istat: Italia fuori dalla recessione e tasso disoccupazione cala al 10,2%

Pubblicato il 30 Apr 2019 alle 1:35pm

L’Italia è fuori dalla recessione. Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano (corretto per giorni lavorativi) è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi passati. L’economia è così uscita dalla recessione tecnica dovuta ai due cali consecutivi del prodotto interno lordo registrati negli ultimi due trimestri del 2018 con -0,1%. Secondo i dati della prima stima flash dell’Istat, su base tendenziale, cioè nel confronto con il primo trimestre 2018, la crescita è stata dello 0,1%.

L’economia italiana, rileva l’Istat, ha registrato “un moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell’attività registrata nei due trimestri precedenti”. Nel complesso, “l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del Pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018”.

Intanto l’Istat comunica anche i dati sui prezzi al consumo: sostenendo che le feste di Pasqua e del 25 aprile, unite da un lungo ponte di quest’anno, hanno permesso un aumento dei prezzi superiore a quello visto a marzo passato.

L’inflazione nel mese di aprile è stata dello 0,2% mensile e dell’1,1% annuo, mentre a marzo ferma all’1%. A spiegare la lieve accelerazione dell’inflazione ci pensa l’istituto di statistica: “La prossimità nel 2019 della Pasqua con la festa della Liberazione ha infatti favorito una crescita congiunturale molto più marcata di quella registrata nello stesso mese dello scorso anno (quando la Pasqua era caduta il primo aprile) dei prezzi sia dei servizi di trasporto sia di quelli legati alla filiera turistica (sostenuti anche da eventi come il salone del mobile di Milano), determinandone così un’accelerazione tendenziale. Agli aumenti dovuti a tali fattori si pone poi, seppur contenuto, un rincaro dei carburanti, e in particolar modo della benzina, e dall’altra dei prezzi dell’energia elettrica sul mercato libero”.

Altro aspetto molto importante da considerare è il tasso disoccupazione, che a marzo 2019 è diminuito di 0,4 punti rispetto a quello di febbraio dello stesso anno, arrivando a toccare lo 10,2%, dato più basso da agosto dell’anno passato (quando era al 10,1%). L’Istat sostiene anche che rispetto a marzo 2018 il calo è di 0,8 punti percentuali. Le persone in cerca di occupazione sono 2.641.000 con un calo di 96.000 per unità a febbraio e 208.000 unità a marzo 2018.

La disoccupazione tra le persone tra i 15 e i 24 anni a marzo 2019 è scesa al 30,2%, facendo registrare un dato minimo che si vedeva ormai da ottobre 2011. Ma non solo … nel mese in questione si registra anche una riduzione di 1,6 punti rispetto a febbraio e di 2,5 punti su marzo 2018.

Gli occupati a marzo sono aumentati di 60.000 unità rispetto a febbraio (+0,3%) mentre sono cresciuti di 114.000 unità su marzo 2018 (+0,5%). L’Istat spiega che nel complesso risultavano occupate 23.291.000 persone. Il tasso di occupazione sale di 0,2 punti rispetto a febbraio al 58,9%. L’aumento si concentra tra i minori di 34 anni (+69.000 unità) mentre sono stabili i 35-49enni e calano gli over 50. Crescono su febbraio soprattutto gli occupati dipendenti “permanenti” ovvero con un lavoro stabile (+44.000).

Il ministro Tria, vede molto bene questo andamento e dichiara che “I dati comunicati dall’Istat mettono in evidenza “il positivo andamento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che scende a marzo al 10,2%”. Da segnalare poi, in particolare, “oltre all’aumento dei giovani occupati e delle posizioni permanenti, il miglioramento del tasso di occupazione che risale al 58,9%, tornando ai livelli massimi da aprile 2018. Numeri che testimoniano la solidità e la tenuta dell’economia italiana”.

Ma nonostante i progressi compiuti, il tasso di disoccupazione registrato in Italia lo scorso marzo (10,2) risulta essere inferiore a quelli rilevati da Grecia (18,5%) e Spagna (14%). A renderlo noto è l’Eurostat. Che dichiara anche che nel complesso la quota dei senza lavoro è scesa dal 7,8 di febbraio al 7,7%, facendo registrare il livello più basso da settembre 2008.

Quindi cosa che fa molto ben sperare per la nostra amata e carissima Italia.

Disoccupazione, salita a febbraio al 10,7%, è allarme per i 35-49enni

Pubblicato il 02 Apr 2019 alle 2:27pm

A febbraio il tasso di disoccupazione è risalito, attestandosi al 10,7%, in aumento di 0,1 punti. A rilevarlo è stato l’Istat, diffondendo i primi dati provvisori. Le persone in cerca di occupazione aumentano dell’1,2% (+34 mila), risultando pari a 2 milioni 771 mila. Su base annua però, i disoccupati sono in calo (-1,4%, -39 mila). Confrontando però il dato con il minimo pre-crisi (5,8%, dell’aprile 2007), emerge che il tasso disoccupazione è ancora di quasi 5 punti superiore. (altro…)

Istat, nel 2018 disoccupazione scende per giovani -2,6%. Quarto trimestre: calo dei posti a termine

Pubblicato il 14 Mar 2019 alle 7:55am

Nel 2018 il tasso di disoccupazione scende dall’11,2% del 2017 al 10,6 per cento. Un miglioramento che si registra essere ancora più netto tra i giovani con un calo di 2,6 punti percentuali (32,2%). Per il quinto anno consecutivo aumentano anche gli occupati: un miglioramento che tra i lavoratori dipendenti riguarderebbe “esclusivamente quelli a tempo determinato” (+323 mila, +11,9%) mentre dopo quattro anni di crescita calerebbe il tempo indeterminato (-108 mila, -0,7%).

L’Istat ha aggiornato i dati del mercato del lavoro nel 2018 confermando il trend che emergeva da quelli già diffusi a fine gennaio scorso. La novità arriva ora dai dati del quarto trimestre in cui il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%), ma il calo riguarda solo i dipendenti a termine (-0,3%), mentre sono rimasti stabili i posti di lavoro a tempo indeterminato.

Il quarto trimestre 2018 è il primo in cui si possono almeno in parte misurare gli effetti del decreto Dignità, il provvedimento voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio per ridurre la precarietà, convertito in legge lo scorso agosto e diventato completamente operativo a partire da novembre.

Gli occupati nel 2018 aumentano di 192 mila unità (+0,8%) e il tasso di occupazione sale al 58,5% (+0,6 punti), rimanendo di appena 0,1 punti al di sotto del picco del 2008. Il numero dei disoccupati complessivamente si riduce invece di 151 mila unità (-5,2% fino a quota 2 milioni 755 mila), “in misura più intensa rispetto al 2017”, scrive l’Istat. Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi sia i disoccupati di breve durata.

Per quanto riguarda ottobre-novembre-dicembre 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%). L’Istat parla più in generale di un “lieve peggioramento” del quadro occupazionale nel corso dell’anno. Nel quarto trimestre 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, “l’aumento dei dipendenti continua a riguardare soltanto quelli a termine mentre il tempo indeterminato cala da quattro trimestri”, registrando una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta a dipendenti a termine e indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila).

Le dinamiche osservate nel quarto trimestre 2018, sottolinea l’Istat, “riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%) per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione”. Nei dati mensili più recenti (gennaio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una lieve crescita rispetto a dicembre 2018 con un calo dei lavoratori autonomi e dei dipendenti a termine più che compensato dall’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato.

Crisi nera per l’artigianato in Italia. In 8 anni chiuse 158.000 aziende

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Negli ultimi 8 anni l’Italia ha perso quasi 158.000 imprese attive tra botteghe artigiane e piccoli negozi. (altro…)

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Quattro Comuni campani sarebbero tra i primi duecento utilizzatori di voucher nel 2016, i buoni lavoro dal valore netto di 7,50 euro all’ora. (altro…)

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Nel 2015, dopo tre anni di contrazione, l’economia italiana sembra tornata a crescere. Nel 2016 la ripresa continuerà e si consoliderà”. Lo ha annunciato ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione sul Def 2016 davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. (altro…)