Zecche, come affrontarle

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 01 Lug 2019 alle ore 11:58am

E’ partita in questi giorni la campagna informativa delle malattie infettive trasmesse dalle zecche. Poche, chiare e semplici regole codificate dall’ATS che ha avviato una stretta collaborazione con le sezioni di Sondrio e Brescia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna. Lo stesso dicasi in altre città e regioni.

Le zecche popolano molti ambienti naturali, in particolare quelli caratterizzati da microclima fresco e umido – boschi, bordi dei sentieri, prati, campi incolti, parchi e giardini. Sono più attive dalla primavera all’autunno, ma in presenza di inverni miti, l’attività delle zecche può protrarsi anche tutto l’anno. Vivono a stretto contatto con gli animali selvatici, che rappresentano i principali ospiti parassitati, ma possono infettare anche animali domestici e uomo. La puntura di zecca, di solito, non è né dolorosa né pruriginosa, tuttavia può essere pericolosa per l’uomo sia per le gravi reazioni allergiche che per il potenziale rischio di trasmettere malattie infettive.

In Italia le principali malattie trasmesse da zecche sono la malattia di Lyme e la rickettsiosi (fra cui la febbre bottonosa del Mediterraneo). Meno frequenti le ehrlichiosi, la meningoencefalite da zecche (TBE) e la tularemia. Come proteggersi, cosa fare in caso di puntura, come rimuoverla ma soprattutto come fare a sapere se il parassita è infetto e dunque portatore delle malattie sopraelencate è molto semplice. Basta rimuovere la zecca mediante una pinzetta, conservarla in un barattolo e portarla nel più breve tempo possibile presso le sezioni di Sondrio o di Brescia dell’Istituto Zooprofilattico, oppure presso uno degli 8 servizi veterinari presenti sul territorio dell’ATS della Montagna.

Il parassita sarà analizzato e il referto sarà comunicato telefonicamente al cittadino interessato dagli operatori del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS della Montagna. “Questa attività di campionamento – commenta il Direttore Generale dell’ATS della Montagna, Lorella Cecconami – ci permetterà di avere la mappatura della presenza nel nostro territorio di zecche potenzialmente a rischio per la salute delle persone. Molto positiva come sempre – conclude – la collaborazione con gli Istituti Zooprofilattici”.