salute

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Healthytude: la prima settimana interamente dedicata alla salute sbarca a Milano dal 16 al 23 giugno

Pubblicato il 24 Mag 2019 alle 10:45am

Healthytude è la prima settimana interamente dedicata alla salute e al benessere e si svolgerà a Milano dal 16 al 23 giugno. Alimentazione, sport e tempo libero, prevenzione, nutrizione, lifestyle e le ultime novità hi-tech al servizio delle persone saranno i temi principali al centro di un ricco programma di eventi che animerà l’Innovation Design District di Porta Nuova, trasformato per l’occasione in polo del benessere.

Informarsi, partecipare, acquisire nozioni nuove e importanti sulla salute sarà anche molto divertente attraverso esposizioni, talk show, workshop, esibizioni sportive, lezioni con maestri di diverse discipline e sessioni di yoga collettive. A parlare i maggiori esperti del settore, guidati da un comitato scientifico presieduto da Enrico Gherlone, rettore dell’Università Vita – Salute San Raffaele di Milano.

Healthytude nasce dalla volontà di Campus Fandango Club e EY di dare voce a un settore strategico che negli anni ha avuto tassi di crescita importanti.

Alzheimer, scoperta la causa

Pubblicato il 24 Mag 2019 alle 6:53am

E’ stato scoperto un meccanismo in grado di accelerare la morte delle cellule nervose nell’Alzheimer: il cervello perde più rapidamente le sequenze di Dna che modulano l’attività dei geni che lo mantengono giovane e nello stesso tempo viene accelerata l’attività dei geni coinvolti nella formazione delle placche, tossiche per i neuroni. Lo studio apre la strada a nuovi possibili strumenti di diagnosi e cure per combattere la malattia. Pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications dal gruppo dell’Istituto americano Van Andel è stato coordinato da Viviane Labrie.

I ricercatori hanno studiato delle sequenze di Dna che, a seconda dell’età e dei fattori ambientali, intensificano o abbassano l’attività di un gran numero di geni cerebrali. Confrontando questi interruttori che accendono e spengono i geni del cervello tra individui sani e malati di Alzheimer, osservando in questi ultimi, hanno scoperto una progressiva perdita di sequenze di Dna nei vari stadi della malattia.

“Il risultato è che le cellule nervose di chi è malato si comportano come se fossero più vecchie, diventando anche più vulnerabili all’Alzheimer”, dice Labrie. “Adesso che abbiamo una migliore comprensione dei fattori molecolari che portano alla malattia – conclude l’esperta – potremmo in futuro utilizzarli per individuare nuove possibili strategie terapeutiche”.

Come distinguere un melanoma da un neo, e prevenirlo

Pubblicato il 20 Mag 2019 alle 7:28am

In Italia, ogni anno – secondo il registro Airtum – si fanno oltre 7.300 nuove diagnosi di melanoma tra gli uomini e 6.700 tra donne, con un’incidenza raddoppiata negli ultimi 10 anni. Un dato ‘contenibile’ grazie al kit della prevenzione: regola dell’Abcde (Asimmetria, Bordi frastagliati, Colore variegato, Dimensione superiore ai 6 millimetri, Evoluzione rapida nel tempo), alla salute dei nei, a comportamenti corretti sotto il sole e controlli periodici e regolari, almeno uno l’anno, meglio se prima o dopo l’estate.

Queste alcune delle raccomandazioni, sottolineate dagli esperti in occasione della Giornata mondiale del melanoma celebrata il 13 maggio.

Gli specialisti invitano a non perdere di vista anche alcuni sintomi come sanguinamento, prurito o secchezza di un neo preesistente, una ‘macchiolina’ circondata da un nodulo o da un’area arrossata. Fare inoltre prevenzione, per scoprire la malattia in fase iniziale, in quanto significa oggi rendere il melanoma più curabile, grazie a un approccio multidisciplinare, protocolli innovativi – da nuovi farmaci sperimentali, target therapy e immunoterapia.

“Rivolgersi a centri di eccellenza che dispongono al proprio interno di Unità dedicate al melanoma – spiega Alessandra Gennari, professore associato di Oncologia dell’Università del Piemonte Orientale e direttore della Struttura complessa di Oncologia dell’azienda ospedaliera di Novara – fa la differenza nell’approccio diagnostico-terapeutico alla malattia“. Queste strutture, infatti, “permettono di prendere in carico il paziente avvalendosi laddove necessario della stretta collaborazione fra oncologi e dermatologi, con il coinvolgimento di chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi e di inserire il paziente in un Pdta. Ovvero un percorso ‘specializzato’ di diagnosi e cura al melanoma che accompagnato dall’accesso alla struttura per una prima visita per la mappatura dei nei, fino ad arrivare alle eventuali cure diagnostiche e terapeutiche, chirurgiche o oncologiche, in funzione dello stadio di malattia“.

Per evitare, pertanto che un neo si trasformi in qualcosa di negativo, benigno o maligno, è necessario attuare comportamenti corretti quando ci si espone ai raggi solari. Un kit preventivo e protettivo fatto da un lato di misure pratiche: gradualità dell’esposizione al sole, soprattutto nei primi giorni che si prende il sole; evitare le ore di punta (dalle 11 alle 17); tintarelle senza l’uso di una corretta crema solare con filtri adeguati alla propria epidermide, spalmandone un generoso strato su tutta la parte esposta (comprese le zone spesso dimenticare come palpebre, occhi, orecchie, piedi), dopo ogni bagno e ogni 2 ore dalla precedente applicazione.

E ancora: indossare, o fare indossare in particolare modo ai bambini, indumenti e schermi protettivi: magliette, cappellini/bandane, occhiali da sole; idratare la pelle bevendo molta acqua e mangiando frutta e verdura anche sotto l’ombrellone nell’arco della giornata; nutrire la pelle quando si torna a casa con una buona crema idratante, un doposole

“Un ruolo chiave è svolto dal dermatologo – precisa Gennari – prima sentinella nell’individuare la presenza di un melanoma, ma anche educatore riguardo i fattori di rischio per il suo sviluppo. Questa neoplasia è infatti prevenibile sia con la corretta esposizione al sole, secondo i principi enunciati, sia sottoponendosi a controlli da effettuarsi periodicamente e ogni qual volta si osservino alterazioni nella ‘struttura’ dei nei“.

“La svolta terapeutica nell’ultimo decennio – conclude Gennari – è stata rappresentata dall’introduzione di nuovi farmaci che hanno migliorato la sopravvivenza e qualità di vita dei pazienti. Tra queste la target therapy, terapie a bersaglio molecolare che hanno ridotto l’utilizzo della chemioterapia nella malattia avanzata, oggi impiegabili anche in terapia adiuvante cioè a scopo preventivo dopo l’intervento chirurgico di asportazione del melanoma, e l’immunoterapia“.

Huntington: cosa c’è da sapere su questa malattia ereditaria

Pubblicato il 19 Mag 2019 alle 8:30am

La Huntington o Corea di Huntington è una malattia rara, genetica, neurodegenerativa. Caratterizzata da un’ereditarietà molto forte. Questo vuol dire che chi ha un genitore affetto dalla malattia ha il 50% di possibilità di sviluppare in età adulta questa patologia. La cui età dell’insorgenza è molto variabile – dato che la malattia si può manifestare a 2 come a 90 anni – ma i primi sintomi tendono a fare la loro comparsa in media tra i 30 e i 50 anni. (altro…)

Influenza, altra scoperta molto importante. Passo avanti verso il vaccino universale

Pubblicato il 19 Mag 2019 alle 8:15am

Gli scienziati è da anni che pensano di ideare un vaccino universale, capace di difendere contro tutti i ceppi di un virus che potrebbe mutare con estrema facilità. (altro…)

Fame nervosa, come combatterla

Pubblicato il 18 Mag 2019 alle 8:15am

Se si è stanchi e arrabbiati, molto spesso si finisce col consolarsi con patatine fritte, pop corn, salatini, e altre cose ricche di sale, o addirittura snack food, caramelle, e leccornie varie. (altro…)

Glaucoma, arriva il nuovo collirio per curarlo

Pubblicato il 16 Mag 2019 alle 6:53am

Nuova speranza arriva per tutti coloro che sono affetti da glaucoma. Dal cordone ombelicale è stato ricavato un nuovo collirio per il glaucoma, paotologia silenziosa della vista che produce un progressivo deterioramento del campo visivo e può portare fino alla cecità. A brevettare il farmaco, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna dopo che il suo effetto neuroprotettivo è stato dimostrato in studi preclinici in vitro, ex vitro e in vivo.

Il collirio targato Unibo si basa sulle proprietà del sangue contenuto nel cordone ombelicale. Al suo interno, infatti, gli studiosi hanno individuato una serie di fattori di crescita in grado di contrastare il glaucoma. E gli effetti riparativi potrebbero essere efficaci anche su altri tipi di patologie degenerative oculari.

Con il termine glaucoma si identifica oggi un gruppo di patologie oculari causate dalla degenerazione del sistema nervoso centrale dovuta all’invecchiamento. Queste patologie colpiscono circa un milione di persone in Italia: l’1 e il 2% di chi ha più di 40 anni e il 5% di chi ha più di 70 anni.

Il glaucoma si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare e per una serie di fenomeni degenerativi che influenzano la testa del nervo ottico causando un progressivo deterioramento del campo visivo e danni permanenti della vista.

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Carbone attivo, perché sbianca i denti

Pubblicato il 16 Mag 2019 alle 6:40am

Il carbone attivo, detto anche carbone attivo o carbone attivato, è una sostanza naturale ottenuta dalla combustione senza fiamma di vari tipi di legno e da ulteriori trattamenti che ne aumentano la superficie assorbente. Gli effetti benefici del carbone attivo per l’organismo sono svariati ma il più importante, è senza ombra di dubbio, quello disintossicante. Il carbone vegetale attivo è infatti un disintossicante naturale in grado di assorbire le tossine presenti nell’organismo ed eliminarle poi in maniera naturale.

Attualmente in commercio troviamo il carbone vegetale in pane, pasta, pizza, mozzarella e chi più ne ha più ne metta.

Data la sua capacità di assorbire le tossine e le sostanze chimiche, è in grado di eliminare le macchie dai denti ed è considerato un rimedio naturale per migliorare i disturbi alle gengive ed equilibrare la flora batterica del cavo orale.

Utilizzare il carbone attivo è molto semplice. Un po’ come si fa con il bicarbonato. Dopo aver bagnato lo spazzolino, basterà prendere una piccola porzione di polvere e spazzolare delicatamente denti fino a ricoprirli completamente di carbone. Lasciate agire per qualche minuto per poi risciacquare la bocca, eliminando completamente tutti i residui. Dato che il carbone è in grado di assorbire gli elementi che compongono le macchie sui denti, i primi risultati dovrebbero essere visibili sin da subito, dalle prime applicazioni.

Dove comprarlo Il carbone attivo è molto facile da acquistare: lo si trova in farmacia e nelle erboristerie, nei negozi di prodotti naturali e negli e-commerce online. In genere si trova in formato polvere o sotto forma di capsule, ma qualche volta ci sono anche dentifrici che lo contengono.

Quali sono i farmaci venduti senza prescrizione medica che possono far male?

Pubblicato il 12 Mag 2019 alle 6:40am

Secondo quanto dimostrato da un sondaggio, condotto dalla rivista 60 millions de consommateurs, alcuni farmaci da banco sono molto più pericolosi per i pazienti di quanto non si possa mai immaginare. (altro…)