salute

In arrivo il primo esofago costruito in provetta

Pubblicato il 26 Set 2018 alle 9:20am

Un altro organo in miniatura è stato costruito in laboratorio: si tratta dell’esofago, il primo ricavato interamente da cellule staminali pluripotenti. Descritto sulla rivista Cell Stem Cell dal Centro per cellule staminali e organoidi dell’ospedale pediatrico di Cincinnati, aiuterà a studiare malattie dovute a difetti congeniti e altre più diffuse, come reflusso gastro-esofageo e tumori, oltre a gettare le basi per interventi di medicina rigenerativa.

Le cellule staminali pluripotenti sono cellule immatura in grado di dare origine e molti tessuti e organi. Lo stesso gruppo di ricercatori le aveva già utilizzate per coltivare in laboratorio altri organi in miniatura, come ad esempio per l’intestino, lo stomaco, il colon e il fegato.

“I problemi di trachea ed esofago sono piuttosto diffusi, e questo organoide potrebbe essere molto utile”, osserva Jim Wells, uno degli autori della ricerca. Oltre a essere un nuovo modello per lo studio di difetti congeniti, il mini-esofago potrà aiutare a studiare diverse malattie e produrre tessuti geneticamente adatti al paziente.

I ricercatori si sono concentrati per ora sul gene Sox2, che produce proteine note per innescare dei disturbi nell’esofago, osservando lo sviluppo dell’organoide, hanno scoperto che lo stesso gene è in grado di controllare sia la formazione sia la sopravvivenza del tessuto dell’esofago. Il mini organo è cresciuto fra 300 e 800 millesimi di millimetro in circa 2 mesi, ed è risultato molto simile, nella sua composizione, al tessuto esofageo prelevato con biopsie da alcuni pazienti.

Vitamina D e tumori, esiste un legame?

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 7:15am

Un recente studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute giunge alla conclusione che avere livelli alti di vitamina D nel sangue protegge contro il tumore più frequente in Italia, quello del colon-retto. Secondo un’altra ricerca sulla rivista scientifica Jama Oncology l’integrazione mensile di vitamina D ad alte dosi non risulta essere associata a riduzioni dell’incidenza o della mortalità per diversi tipi di cancro.

Antonio Russo, ordinario di Oncologia medica dell’Università di Palermo e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) spiega: “La vitamina D è una sostanza organica necessaria a tutti gli organismi animali per il normale funzionamento dei processi vitali. Viene assunta mediante gli alimenti e prodotta quando la pelle viene esposta ai raggi solari. L’azione della vitamina D è quella di promuovere l’assorbimento del calcio a livello intestinale per indirizzarlo alle sue varie funzioni. Tra le più note, sappiamo che adeguati livelli di vitamina D sono indispensabili per il mantenimento di un’ottimale mineralizzazione ossea con un ruolo insostituibile nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi post-menopausale e senile. La vitamina D inoltre è importante per il sistema immunitario e per i muscoli, così come in gravidanza sia per la madre che per il feto. Infine, è stato anche dimostrato che una carenza di vitamina D può essere correlata allo sviluppo di depressione, al declino delle funzioni cognitive e ai disordini cardiovascolari”.

“La vitamina D viene assunta attraverso gli alimenti come latte, formaggi, yogurt, uova (tuorlo), fegato di manzo, olio di fegato di merluzzo, cereali per la colazione e pesce (sardine, pesce spada, tonno e salmone soprattutto) – dice l’esperto -. Ci sono anche delle altre sostanze come la curcumina, le brassicacee (cavoli), gli acidi grassi omega 3 che possono favorire gli effetti della vitamina D. Inoltre, l’esposizione ai raggi solari rappresenta la principale fonte di produzione della vitamina D, tanto che un’esposizione al sole che provoca un leggero arrossamento della pelle equivale all’assunzione orale di vitamina D per circa 10mila unità internazionali al giorno. Da considerare che il fabbisogno giornaliero di vitamina D per l’adulto è calcolato in circa 400-800 unità quotidiane e che l’alimentazione in Italia fornisce circa 300 unità al dì”.

“L’associazione tra vitamina D e cancro è molto studiata sebbene il quesito rimanga oggi controverso e dibattuto – risponde Russo -. Infatti, se da un lato alcune evidenze scientifiche suggeriscono come elevati livelli di vitamina D possano ridurre il rischio di cancro (soprattutto di prostata, colon e mammella), dall’altro altri dati sembrerebbero andare in controtendenza con questa ipotesi. In realtà, leggendo bene tra le righe, molti autori convergono sul fatto che gli effetti della vitamina D possano cambiare a seconda della dose assunta. In particolare, sembrerebbe che molti dei benefici forniti dalla vitamina D andrebbero perduti quando questa viene assunta in dosi eccessivamente superiori”.

“I corretti livelli di vitamina D sono importanti per il mantenimento dello stato di salute di un individuo, sia nell’infanzia che nell’età adulta – sottolinea Russo -. Ad oggi però non esiste un consenso unico su quale sia la formulazione migliore da raccomandare. Quello che è certo che individui con riscontro di bassi livelli di vitamina D dovrebbero assumere un’integrazione utile al raggiungimento del valore target corretto raccomandato per ciascuna fascia di età dalle linee guida internazionali, coinvolgendo nella scelta il proprio medico di fiducia. Naturalmente, si consiglia l’assunzione di alimenti ricchi di vitamina D, oltre che una ragionevole esposizione ai raggi solari”.

Arriva la mappa dei Paesi dove si muore prima dei 70 anni. In Italia si vive di più

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 6:44am

Sono stati analizzati 180 Paesi, analizzando i decessi per malattie quali cancro, patologie cardiache, polmonari e diabete, dopodiché è stata ricavata la probabilità che un uomo e una donna di 30 anni possano morire prima di compierne 70. Lo studio è stato pubblicato su Lancet ed è tra quelli più dettagliati sulle malattie non trasmissibili. Gli scienziati dell’Imperial College di Londra affermano infatti che oggi per gli esseri umani, nella maggior parte delle nazioni mondiali, sia più probabile morire per malattie non trasmissibili che per altre malattie da contagio, come nel caso dell’HIV.

L’Italia – assieme a Spagna, Portogallo, Svizzera e ad altri diciotto paesi europei – ha mostrato di avere un rischio di mortalità basso. Nel Regno Unito, invece, un uomo di 30 anni ha una probabilità del 13% di morire prima dei 70 anni a causa di una malattia non trasmissibile. Sui dati di questo rapporto si è espresso il professor Majid Ezzati, a capo dello studio: “Le malattie non trasmissibili sono la causa principale di morte prematura per la maggior parte dei paesi. La povertà, la commercializzazione incontrollata di alcool e tabacco da parte delle industrie multinazionali e la debolezza dei sistemi sanitari stanno rendendo le malattie croniche un pericolo più grande per la salute umana rispetto ai tradizionali nemici come batteri e virus”. Alcuni esperti hanno manifestato preoccupazione, sottolineando come la maggior parte delle nazioni non rispetti gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite al fine di ridurre il numero di morti premature. Quasi 41 milioni di persone all’anno muoiono a causa di queste patologie e circa 17 milioni avviene in età relativamente giovane.

L’Onu tre anni fa ha chiesto di ridurre il numero di morti premature per malattia entro il 2030, ma solo 35 Paesi hanno deciso di fare qualcosa per raggiungere tale obiettivo per le donne e solo 30 per gli uomini. Tra le nazioni che si sono impegnate in questo importante progetto per la salute della popolazione di entrambi i sessi sono: Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Corea del Sud. Quelli che con molta probabilità non raggiungeranno l’obiettivo invece sono Regno Unito, Australia, Francia, Germania, India e Cina.

La bevanda detox fai da te per sgonfiarsi con cannella e alloro

Pubblicato il 23 Set 2018 alle 7:22am

Ecco il super succo detox, fai da te, composto da solo due e semplici ingredienti: cannella e foglie di alloro. Naturale, semplice da fare e soprattutto efficacissimo. Per prepararlo serve solo 1 litro d’acqua, 2 stecche di cannella e 10 foglie di alloro. Una volta che vi siete procurate tutti gli ingredienti basta far bollire l’acqua con dentro le stecche di cannella e le foglie di alloro. Lasciare bollire l’acqua con gli ingredienti per 15 minuti, così che l’acqua assorba tutti i meravigliosi nutrienti dell’alloro e della cannella. Alla fine, dopo aver spento il fuoco, filtrare il tutto, aspettando che si intiepidisca un po’ e bere questo magico succo, che aiuta a dimagrire e a sgonfiarsi.

Se sentirvi più leggere, perdere qualche chilo di troppo ecco la bevanda detox che fa per voi!

Vi aiuta a depurarvi e a liberare l’organismo dalle tossine. A sgonfiare pancia e fianchi.

Affinché la bevanda faccia effetto, iniziate a berne una tazza a digiuno al giorno. Dopo 2 o 3 giorni bevetene 2 tazze al giorno (una al mattino e una al pomeriggio). Il metabolismo si riattiverà e soprattutto l’infuso sgonfierà la vostra pancia e drenerà i vostri tessuti. Attenzione però: non bevetene più di 2 tazze al giorno, in quanto la cannella contiene una sostanza chimica chiamata cumarina che può essere tossica se assunta in quantità elevate.

Evitate di berla se siete in gravidanza o soffrite di problemi allo stomaco, digestivi (ulcere o gastrite) o state assumendo antibiotici.

Ospedale Maria Vittoria di Torino: paralisi del volto, un intervento può fa ritrovare il sorriso

Pubblicato il 19 Set 2018 alle 6:24am

Una “Rianimazione mini-invasiva della paralisi totale del nervo facciale”: questa l’operazione grazie alla quale alcuni pazienti all’ospedale Maria Vittoria di Torino sono tornati a “sorridere” anche a distanza di dopo 20-30 anni di immobilità. Sono pazienti affetti da paralisi cronica del nervo facciale, che hanno scelto il Centro multidisciplinare, Ambulatorio del sorriso, presente nel Presidio Ospedaliero della Asl Città di Torino, dove l’Equipe di Chirurgia Plastica, Chirurgia della Mano e Microchirurgia ha messo a punto una nuova tecnica che coniuga tre interventi in uno, con metodica mininvasiva. Già eseguita recentemente con successo da Marco Borsetti, Referente dell’Ambulatorio del Sorriso, e da Giorgio Merlino, Direttore della Chirurgia Plastica, della Mano e Microchirurgia del Maria Vittoria, la tecnica si avvale di muscoli “donatori”, prelevati da altre zone del viso e del collo che vengono trasferiti e riorientati a “rianimare” le zone paralizzate del volto. Combina l’utilizzo del lifting endoscopico per sollevare le parti cadenti.

“Per ridare mobilità a un viso paralizzato da molti anni – spiega Borsetti – abbiamo utilizzato metodiche già ben conosciute dai chirurghi che si occupano di questa patologia, ma con la novità di averle conglobate tutte in unico intervento mini invasivo, con assistenza endoscopica. In caso di paralisi totale del volto, abbiamo trasferito muscoli sani innervati dal nervo trigemino per sopperire alla muscolatura mimica paralizzata: abbiamo utilizzato il muscolo temporale e il muscolo digastrico per rianimare la muscolatura della bocca e dell’occhio, mentre le zone della faccia ptosiche sono state sospese a punti di ancoraggio fissi con la tecnica del lifting endoscopico”.

Borse e occhiaie: cause, rimedi e beauty routine, la parola al presidente Aideco

Pubblicato il 18 Set 2018 alle 7:36am

Stanchezza cronica, predisposizione genetica, altre malattie o alterazioni micro-circolatorie possono contribuire all’insorgenza di borse, gonfiori e occhiaie, un problema sempre più presente visto il continuo crescere del ritmo lavorativo e di stress. Il prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO, anticipa alcuni degli argomenti che verranno trattati il 4-5 ottobre all’XI Convegno dell’associazione, partendo proprio dalle cause scatenati di borse e occhiaie. (altro…)

Vince la leucemia, ma non può tornare a scuola per amichetti non vaccinati

Pubblicato il 17 Set 2018 alle 6:04am

Una bimba di otto anni ha sconfitto la leucemia grazie anche alla donazione del midollo da parte della sorellina e a una massiccia dose di chemioterapia. Ora sta bene ma non può tornare a scuola. (altro…)

Olio Extra-vergine di oliva, un alleato contro ictus e infarto

Pubblicato il 16 Set 2018 alle 8:06am

L’olio extra-vergine di oliva fa bene al cuore e alla salute cardiovascolare in generale: è in grado di aumentare una proteina del sangue chiamata ApoA-IV, capace di tenere a bada le piastrine, le cellule che servono a evitare emorragie ma che, l’aggregazione impropria causa di trombi (bloccare la circolazione sanguigna) e dunque di infarto o ictus. (altro…)

Fermato per stupro davanti al Viminale

Pubblicato il 15 Set 2018 alle 3:32pm

E’ stato fermato nella notte un 37enne romeno, accusato di aver violentato una donna nella zona del Viminale nella notte di giovedì, a Roma. Il personale della Squadra Mobile, del Servizio Centrale Operativo, del Commissariato Viminale e della Polizia Scientifica ha dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma a carico di D. D. S., gravemente indiziato dei reati aggravati di violenza sessuale, rapina e lesioni, in danno di un’italiana di circa 50 anni. (altro…)

Dieta con acqua e limone per perdere 2 kg in 4 giorni

Pubblicato il 15 Set 2018 alle 6:15am

Per vivere meglio e stare bene in salute, in fondo c’è bisogno di molto poco: uno stile di vita sano e semplice, e un po’ di attività fisica.

Un aiuto, però, per i chili in eccesso e la ritenzione idrica, può arrivare anche dal limone, grazie alla dieta a base di acqua e limone.

Dieta che non va bene per coloro che soffrono di diabete, di patologie renali, e per le donne in stato di gravidanza. Anche per questo, prima di cominciarla, è bene consultare sempre il proprio medico di fiducia.

La dieta acqua e limone permette di drenare in maniera efficace l’organismo, di ridurre l’eventuale gonfiore della pancia e di consentire la perdita di chili.

Prima di colazione si consiglia l’assunzione di un bicchiere di acqua con succo di limone. A colazione uno yogurt con frutta fresca a pezzetti e due cucchiai di avena. Come spuntino, otto mandorle e un bicchiere di acqua con succo di limone. A pranzo insalata condita con limone, pane integrale, oppure zuppa di verdure e legumi.

Per merenda carote, finocchi, frutta fresca e due biscotti di avena, il tutto in moderate quantità; poi un bicchiere di acqua e limone.

Per cena pesce alla griglia con limone e olio extravergine d’oliva, oppure petto di pollo. Prima di andare a dormire, di nuovo un bicchiere di acqua e limone. Se tutto va bene, dovremmo perdere circa un paio di chili in soli quattro giorni.