salute

Raffreddore, scoperta molecola che sconfigge il virus

Pubblicato il 25 Mag 2018 alle 9:00am

E’ stata scoperta per la prima volta una molecola capace di combattere il raffreddore, un’infezione contro la quale al momento non esiste ancora alcuna arma. I primi test secondo quanto afferma la rivista scientifica Nature Chemistry, sarebbero stati condotti su cellule umane e mostrerebbero che la molecola è in grado di impedire al virus di invadere le cellule.

“E’ la prima tappa di un cammino ancora lungo”, ha detto all’Ansa il biochimico Roberto Solari, che ha condotto la ricerca nell’Imperial College di Londra con il chimico Edward Tate.

“Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo”.

Il biochimico italiano ha spiegato poi che, dopo aver condotto i test sulle cellule, la prossima tappa “sarà quella della sperimentazione su modelli animali”. Se il composto risulterà efficace sui topi, bisognerà dimostrare che è sicuro e “quindi potrà essere sperimentato anche sugli umani, ma – ha rilevato il ricercatore – ci vorranno molti anni”.

Nipah, virus dei pipistrelli della frutta, malattia emergente

Pubblicato il 25 Mag 2018 alle 8:41am

Si chiama Nipah ed è all’origine di una malattia infettiva localizzata per la prima volta nel 1998 su animali domestici e su esseri umani in Malaysia, e successivamente anche in Bangladesh. E’ catalogato come virus RNA (a singolo filamento negativo) che utilizza l’acido ribonucleico come materiale genetico della famiglia Paramyxoviridae, e del genere Henipavirus. I sintomi sull’uomo, sono forte febbre, difficoltà respiratoria ed encefalite.

Almeno nove le vittime attribuite nello Stato meridionale di Kerala all’effetto del Nipah, virus portato dai pipistrelli della frutta e che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è una delle otto malattie mondiali più pericolose degli ultimi tempi.

L’ultimo decesso risale a pochi giorni fa. A darne notizia è l’Ndtv, che parla della storia di Lini, 31 anni, infermiera dell’ospedale Perambra Taluk di Kozhikode che era in servizio nel reparto dove nei giorni scorsi è deceduto un paziente affetto dallo stesso virus.

Il ministro della Sanità del Kerala, K.K. Shylaja, ha dichiarato che è stato chiesto l’intervento del governo centrale per scongiurare una vera e propria epidemia, e per la quale al momento vi sono già otto pazienti in osservazione.

Disfunzione erettile, le linee guida da parte degli esperti

Pubblicato il 24 Mag 2018 alle 7:55am

La disfunzione erettile è un problema particolarmente delicato di cui tanti uomini preferiscono non parlare per imbarazzo a partner e specialista. Infatti, il 43% di essi, dopo 3 anni dall’insorgenza del disturbo, tace e preferisce non fare alcuna visita medica. Al punto che, più del 40% non si confida neanche con la propria partner. (altro…)

Leucemia, troppa igiene può causare la patologia nei bambini

Pubblicato il 24 Mag 2018 alle 6:30am

Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Reviews Cancer, condotta da Mel Greaves, dell’Institute of Cancer Research di Londra, che ha preso in esame la leucemia linfoblastica acuta, e che colpisce un bimbo ogni 2000, ci sarebbe un legame diretto tra l’eccessiva igiene e il rischio di esordio della patologia, sottolineando che i genitori di un bimbo ammalato di leucemia “non devono in alcun modo sentirsi colpevoli della sua malattia”.

La leucemia linfoblastica acuta infantile è una rara forma di tumore dalle cause ancora ampiamente sconosciute che colpisce nel midollo osseo le cellule immunitarie che ci proteggono dalle infezioni. Si tratta della forma più comune di tumore pediatrico e rappresenta circa un terzo di tutti i casi di cancro nei bambini.

Nel suo lavoro, una revisione di trent’anni di ricerche sul tema, Greaves ha spiegato che il tumore ha origine in tre fasi. Alla base c’è un errore nel Dna del bambino, che presumibilmente si genera durante lo sviluppo uterino, dopodiché subentra il ruolo dell’eccessiva protezione dai microbi nella primissima infanzia. Infine ad intervenire è una qualsivoglia infezione che fa da grilletto a scatenare la malattia.

Per supportare ulteriormente tesi, lo scienziato ha citato anche un esempio, il fatto che la malattia sia più frequente tra i bambini delle società ricche e che è molto meno in quelle di bambini che vanno al nido e hanno fratelli grandi che li espongono ai germi. L’esperto sottolinea infine, che non è l’eccessiva igiene in sé a scatenare la patologia, perché, “La maggior parte dei casi di leucemia infantile è probabilmente prevenibile evitando che i bambini, nel primo anno di vita, siano eccessivamente protetti dal punto di vista igienico”.

Elisa Bedin, morta a 29 anni dopo atroci sofferenze per la donazione di un polmone infetto

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 11:42am

Il Giornale di Vicenza scrive della dolorosa vicenda di Elisa Bedin (morta a 29 anni) e della lotta fatta dai suoi genitori affinché giustizia venisse fatta. A causa di un madornale errore sanitario.

I familiari della giovane vicentina deceduta in seguito a mesi di sofferenze nel 2012, ha deciso di denunciare ora quanto accaduto alla loro congiunta. Per sei anni papà Gilio, mamma Rosanna e la sorella Lara hanno tentato di ricostruire la verità, tentando di capire cosa realmente fosse accaduto a quella giovane in seguito al trapianto di polmone.

Ebbene, secondo la ricostruzione dei fatti, fatta dai suoi cari, Elisa ha vissuto un vero e proprio calvario negli ultimi mesi della sua vita. Prima malata di fibrosi cistica fin dalla nascita, nel 2011 si era sottoposta a un trapianto di polmoni. Un trapianto riuscito secondo i medici che l’hanno operata, senza nessun intoppo, ma che spiegano i familiare della giovane “Ci ha portato via nostra figlia dopo mesi di sofferenze, per un errore in sala operatoria”.

La famiglia di Elisa Bedin, risiede a Valmarana di Altavilla, nella provincia di Vicenza.

La vicenda si è ora conclusa con un risarcimento da parte dell’ospedale perché dai referti è emerso quello che loro temevano. Uno dei polmoni che loro figlia aveva ricevuto proveniva da una donatrice in fase terminale. Era compatibile ma “ricoperto di sostanza purulenta”. Questo avrebbe causato una infezione fulminea nel corpo della ventinovenne che poi è deceduta dopo tantissime sofferenze.

Depressione: undici milioni di italiani, ogni giorno, assumono medicine per curarla

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 9:00am

In Italia, undici milioni di persone, ogni giorno, assumono farmaci per curare la depressione. Quattro volte più della media europea.

A raccontarlo sono i dati forniti dall’Agenzia per il farmaco e le indagini condotte dall’ Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima infatti 300 milioni di persone che ne sono affette, il 4,4% della popolazione globale. Da noi, però, la situazione in percentuale sfiora addirittura il 20%.

Se si prende in esame il periodo 2010-2015, scrive il The British Journal of Psychiatry il consumo di antidepressivi in Europa è aumentato del 20%. Ma sdraiarsi sul lettino di uno psicologo fa ancora paura a coloro che soffrono di questo disturbo psichico.

Un malato di depressione su due giudica inutile il trattamento, convinto di potersela cavare anche da solo. Ma in realtà casi a parte, forse per le forme più lievi possono uscirne da soli.

Tiroide, i quattro segreti per tutelarla

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 7:21am

In Italia, sei milioni di persone, soprattutto donne, soffrono di patologie a carico della tiroide. Molte altre hanno problemi analoghi ma non lo sanno. Infatti, spesse volte, i sintomi iniziali vengono confusi con altre patologie. (altro…)

Dieta dei frutti di bosco, aiuta a perdere velocemente pancia e peso, 3 kg in 5 giorni

Pubblicato il 22 Mag 2018 alle 6:45am

Numerosi studi sostengono che i frutti di bosco (mirtilli, more, lamponi, fragole e ribes) siano dei validi alleati per la salute in quanto ricchi di fibre, vitamina C, acqua, sali minerali, sostanze fenoliche e fruttosio e aiutino a contrastare lo stress ossidativo e a combattere l’invecchiamento cutaneo. Sono inoltre dei validi alleati della linea, della ritenzione idrica. (altro…)

Scoperto l’odore della malaria, si riconosce annusando la pelle

Pubblicato il 21 Mag 2018 alle 8:00am

Un gruppo di ricerca del Politecnico federale di Zurigo ha scoperto l’odore della malaria, quello che fa capire quando la malattia sta per insorgere. Molecole liberate dalla pelle quando ancora non compaiono i sintomi ma che permettono di riconoscere l’infezione. Dopo essere stato riconosciuto nei topi, l’odore della malaria è stato rilevato adesso in una ricerca condotta in Africa, su gruppi di bambini in Kenya, alcuni dei quali con i sintomi della malaria e altri nello stadio iniziale. Coordinati da Consuelo De Moraes, i ricercatori hanno raccolto le sostanze volatili emesse dalla pelle, incanalandole attraverso correnti d’aria verso speciali “nasi chimici”, i gas cromatografi, in grado di assegnare a ciascuno di essi una precisa firma. “L’odore della malaria – ha detto De Moraes – non è dovuto alla presenza o assenza di specifiche molecole, ma a cambiamenti nella concentrazione di composti presenti anche nelle persone sane”. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aggiornati al 2016, la malaria infetta ogni anno nel mondo circa 200 milioni di persone, causando centinaia di migliaia di vittime, soprattutto tra i bambini con meno di 5 anni. Per i ricercatori, i cambiamenti nell’odore associati alla malaria rendono le persone infettate più “appetibili” al plasmodio (Plasmodium falciparum), favorendo così la trasmissione della malattia. “Individuarne l’odore – ha concluso De Moraes – potrà quindi aiutare a ridurre la diffusione della malattia”.

Diabete, uova non fanno male

Pubblicato il 21 Mag 2018 alle 7:38am

Mangiare molte uova non aumenta il colesterolo, gli zuccheri nel sangue o la pressione, in persone con diabete. A dirlo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition da parte dei ricercatori del Charles Perkins Centre, centro affiliato all’Università di Sydney, che hanno diviso i 128 partecipanti con diabete o pre-diabete in due gruppi, uno con dieta ad alto consumo di uova (12 a settimana) e l’altro a basso consumo (meno di 2 a settimana). Li hanno seguiti per un totale di 12 mesi, includendo 3 mesi di dieta durante i quali però non cambiava il consumo di uova.

Lo studio randomizzato ha monitorato un’ampia gamma di fattori di rischio cardiovascolari tra cui colesterolo ‘cattivo’, glicemia e pressione, senza trovare significative differenze tra i due gruppi esaminati.

Scoprendo anche che i diversi consumi di uova non avevano alcun impatto sul peso delle persone osservate.

“La nostra ricerca indica che anche le persone con pre-diabete e diabete di tipo 2 non devono rinunciare a mangiare le uova, se questo fa parte di una dieta sana”. A spiegarlo è il primo autore dello studio, Nick Fuller.

I risultati della ricerca confermano infatti precedenti studi di minore durata, e “sono importanti per via dei potenziali benefici di questo alimento, fonte di proteine e micronutrienti che fanno bene a occhi, cuore e vasi sanguigni”. “Lo studio è particolarmente interessante per popolazioni nordeuropee abituate a un ampio consumo di uova a colazione”. Dice anche Maria Ida Maiorino, ricercatore presso la UOC di Endocrinologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. “I risultati sembrano in apparente disaccordo con studi epidemiologici che mostrano anche una associazione lineare fra il rischio di malattie cardiovascolari ed il consumo di uova nei pazienti con diabete tipo 2”. Da sottolineare, però, prosegue l’esperta della Società Italiana di Diabetologia (Sid), “che ai pazienti inclusi nello studio veniva consigliato di consumare le uova bollite o in camicia, o anche fritte purché in olio extra-vergine di oliva. Strategie che di sicuro rendevano il regime alimentare più salutare”.