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In Lombardia sono circa 2,6 milioni le persone in sovrappeso e più di 880 mila adulti sono obesi. Dati allarmanti (Istat 2021) che sono lo specchio di un problema di salute globale, che rappresenta per l’Italia un tema davvero preoccupante. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat (2022) in Italia sono circa 23 milioni le persone in eccesso ponderale e circa 6 milioni in condizione di obesità. Nella fascia dell’età evolutiva si stima che il 27,2 % della popolazione che va dai 3 ai 17 anni è in eccesso di peso. Dati che fanno associare l’obesità al termine ‘pandemia’.
A questo si aggiungono altre informazioni che completano un quadro allarmante. Da alcune ricerche di mercato svolte sul tema da Ipsos[1], si evince che prima di recarsi da un medico specializzato o in un Centro per l’Obesità, una persona che ‘vuole perdere peso’ fa almeno 7 tentativi ‘fai da te’ chiedendo informazioni in famiglia o cercando su internet, senza avere la percezione di ‘essere malati’.
Di questo se ne è parlato il 18 maggio a Milano, in un’intera giornata ricca di appuntamenti voluti e organizzati dall’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, che è da decenni un polo di riferimento nella prevenzione e cura dell’obesità e che tra l’altro redige periodicamente un Rapporto sull’obesità in Italia giunto alla nona edizione. Due i momenti che hanno caratterizzato la giornata: un corso di formazione per la classe medica e una tavola rotonda istituzionale. Ad arricchire questo percorso, anche la mostra fotografica itinerante ‘Chiave di svolta – Storie e percorsi di persone con obesità’: un progetto artistico realizzato dall’Associazione Amici Obesi Onlus, attraverso gli scatti di Stefano Barattini e le narrazioni raccolte da Daniela Consonni, che ha come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sul fatto che l’obesità si può, e si deve, combattere.
“L’obesità”, ha detto Mario Colombo, Presidente dell’Auxologico, “rappresenta per il nostro Istituto una sfida non solo di ricerca scientifica e di cura delle persone che ne sono affette ma anche un impegno, portato avanti oramai da decenni, per sensibilizzare i nostri governati a adottare le più opportune disposizioni che possano rendere effettivo il diritto alla salute di queste persone, in tutti i livelli assistenziali, dalla prevenzione, agli eventi acuti, fino alla riabilitazione della obesità e delle sue complicanze”.
Primo appuntamento è stato il corso di formazione per la classe medica dedicato al complesso tema della gestione del paziente obeso e delle comorbidità associate a questa condizione. “Le ultime evidenze scientifiche – ha spiegato la Professoressa Simona Bertoli – Responsabile del Centro Ambulatoriale Obesità IRCCS Istituto Auxologico Italiano – inducono a non parlare più di “obesità” ma di adiposopatia, cioè di una condizione cronica causata da una patologia cronica del tessuto adiposo e dell’adipocità caratterizzata da alterazioni anatomiche, strutturali, e funzionali che contribuiscono allo sviluppo delle comorbilità associate all’obesità tra cui diabete, ipertensione, dislipidemia, steatosi epatica”.
“Auxologico rappresenta da decenni un polo di riferimento nella prevenzione e cura dell’obesità adottando un approccio multidisciplinare – ha poi proseguito Alessio Mulas – Direttore Generale dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano – che permette agli specialisti di valutare il paziente nel modo più completo e di concordare e proporre il percorso terapeutico migliore per il raggiungimento degli obiettivi. Un modello in cui crediamo e che portiamo avanti a testimonianza dell’impegno a 360 gradi del nostro Istituto nella lotta all’obesità”.
A seguire, presso la Sala Convegni dell’Ospedale San Luca, la tavola rotonda “Obesità: la pandemia del millennio. L’approccio integrato dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano” alla presenza del Direttore Generale dell’IRCCS Alessio Mulas, del Presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia Emanuele Monti, della Responsabile del Centro Ambulatoriale Obesità IRCCS Istituto Auxologico Italiano Simona Bertoli e della Presidente dell’Associazione Pazienti “Amici Obesi” Iris Zani.
 
L’evento, patrocinato dalla SIO (Società Italiana di Obesità) e dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) è stata l’occasione durante la quale i referenti istituzionali regionali, i rappresentanti delle società scientifiche coinvolte, delle associazioni pazienti e degli esperti si sono confrontati sul tema evidenziando come, l’obesità rappresenti oggi uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello globale che grava in maniera significativa sul Servizio Sanitario Nazionale anche sul piano economico costituendo una voce di rilievo della spesa sanitaria.
 
“In Regione Lombardia siamo al lavoro con un’attenzione particolare al contrasto dell’obesità e dei disturbi alimentari”, ha dichiarato Emanuele MontiPresidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia e già Presidente della Commissione sanità nella scorsa consiliatura. “Attraverso un insieme di leggi, politiche di prevenzione, programmi educativi e la creazione di centri specializzati, l’obiettivo è chiaro: ridurre l’incidenza di queste condizioni e migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Una delle chiavi del successo di queste iniziative è la stretta collaborazione con enti di ricerca e l’adozione di approcci integrati. Un esempio brillante di questo impegno è rappresentato dall’IRCCS Istituto Auxologico Italiano. Quest’istituto si distingue come un modello di eccellenza grazie al suo metodo innovativo e multidisciplinare nella lotta contro l’obesità, dove i pazienti possono usufruire di una combinazione unica di diagnosi avanzate, trattamenti personalizzati, supporto psicologico, ricerca all’avanguardia e programmi di prevenzione.  Grazie a questi sforzi congiunti, la Regione Lombardia si pone all’avanguardia nella promozione della salute e del benessere, dimostrando come una strategia ad ampio respiro possa fare la differenza nella vita dei cittadini”.
 
La Hall e altri spazi dell’Auxologico hanno ospitato infine la mostra fotografica itinerante pensata e voluta per combattere lo stigma sociale sull’obesità. Attraverso immagini e biografie vengono raccontate storie toccanti di persone con obesità che sono riuscite a riprendere in mano la loro vita anche grazie a percorsi di chirurgia bariatrica e la loro lotta contro lo stigma del peso. “Rompere il silenzio sull’obesità è un primo passo per creare una comunità non giudicante e sensibile – ha commentato Iris Zani, Presidente dell’Associazione Pazienti Amici Obesi. I partecipanti protagonisti della mostra ci hanno messo la faccia e hanno raccontato frammenti della propria vita, talvolta anche intimi e profondi per aiutare altre persone con problemi di peso che si trovano nella stessa situazione, nella speranza che possano trarne conforto e stimolo per un cambiamento e una rinascita. È la continua ricerca di contatto umano che si vuole preservare sfatando i pregiudizi sociali e mandando al contempo messaggi positivi: sia verso chi non conosce questo mondo, sia verso chi sta combattendo per riprendere in mano la propria vita”.
ph credit pixabay

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