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I migliori ospedali del mondo, Lombardia un’eccellenza

Pubblicato il 23 Set 2020 alle 6:02am

Per il secondo anno consecutivo, il Newsweek fa una classifica dei migliori ospedali in 21 paesi del mondo (Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Svizzera, Olanda, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Israele, Sud Corea, Giappone, Singapore, India, Tailandia, Australia, Brasile). (altro…)

Spostamenti regionali, possibili dal 3 giugno

Pubblicato il 31 Mag 2020 alle 6:47am

Il 3 giugno prossimo l’Italia si rimette in movimento. Si tornerà a circolare liberamente tra una regione e l’altra e anche la Lombardia potrà riaprire i suoi confini, in entrata e in uscita. (altro…)

Coronavirus, in Lombardia tamponi anche ai monosintomatici

Pubblicato il 27 Mar 2020 alle 3:11pm

“Anche oggi c’è stato un processamento maggiore di tamponi, ciò nonostante si assiste a una riduzione del numero dei contagi. Ci fa piacere”. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, nel punto stampa sull’emergenza coronavirus giornaliero. “Sicuramente non sta crescendo la linea di contagi ma penso stia per iniziare la discesa. E’ la dimostrazione che evidentemente bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione, la visione ci conferma che quello di ieri e’ stato determinato da situazione assolutamente particolare”. (altro…)

Coronavirus, in arrivo nuovo decreto: “Misure possono essere prorogate fino al 31 luglio”

Pubblicato il 24 Mar 2020 alle 2:50pm

Multe salate e confisca del mezzo per chi viola misure anti-contagio disposte dal governo. Il Consiglio dei ministri è pronto ad un inasprimento delle sanzioni per fermare le persone che continuano a circolare sul territorio nazionale infrangendo le leggi.

La bozza del decreto che verrà esaminata oggi – convocazione alle 14 – prevede infatti che le misure di contenimento siano prorogabili e modificabili fino al 31 luglio. Nessun prolungamento immediato, quindi: le attuali norme scadranno il 3 aprile, in Lombardia la regione le ha già prolungate al 15 aprile. Ma esiste la possibilità che in caso di nuove ondate di epidemia da coronavirus venga prolungato o riattivato un nuovo giro di vite. Come chiesto anche da regione Lombardia, che chiede anche più forze dell’ordine in campo.

A parlare delle necessità di rispettare le restrizioni è anche Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus, in conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile: “È davvero importante attenersi alle prescrizioni che il governo ha dato, consapevoli che sono difficili, inusuali, quasi non contemporanee”. “La stragrande maggioranza le rispetta, imploriamo di rispettarle a tutti gli italiani”, ha aggiunto Arcuri.

Oggi è il secondo giorno in cui si è abbassata la curva di crescita, ma ci sono comunque quasi 64mila casi e 6mila morti, stando all’ultimo bollettino di lunedì sera. E tra i nuovi positivi c’è anche il super consulente di Fontana, per la regione Lombardia, Guido Bertolaso, che sta gestendo i lavori dell’ospedale alla Fiera di Milano ad essere risultato positivo al test da coronavirus. “Sono positivo al Covid-19. Quando ho accettato questo incarico sapevo quali fossero i rischi a cui andavo incontro. Continuerò a seguire i lavori dell’ospedale Fiera e coordinerò i lavori nelle Marche. Vincerò anche questa battaglia“, ha scritto Bertolaso su Facebook. Fontana ha precisato che non avendo avuto “nessun contatto stretto” non ha necessità di tornare in quarantena.

Sanzioni previste

Sanzioni tra i 500 e i 4000 euro per chi viola le regole in fatto di restrizioni di coronavirus, fermo restando l’arresto fino a 3 mesi già previsto. Oltre al fermo di auto, scooter o bicicletta, quindi, il rischio è di dover sborsare una cifra dieci volte superiore ai 206 euro di ammenda stabiliti finora.

Coronavirus, in Italia, partito il tracciamento degli smartphone

Pubblicato il 24 Mar 2020 alle 6:03am

Gli operatori telefonici italiani hanno già iniziato a condividere i dati sulla posizione geografica dei propri utenti. È questa la notizia condivisa dall’agenzia di stampa britannica Reuters secondo la quale le presunte operazioni di tracciamento degli smartphone per fermare il Coronavirus sarebbero già in atto.

Lo scopo è quello di monitorare gli spostamenti delle persone e mappare così anche i principali centri di aggregazione, se presenti, per tutelare le persone coinvolte e non . Di qui l’altro punto focale della questione, su indicazione del Ministero della Salute e dell’Innovazione, è di seguire in teleassistenza i pazienti affetti da da patologie legate a Covid-19 tramite app di tracciamento.

Secondo quanto emerso si tratta di un approccio che, per quanto possibile, è a tutela della privacy degli utenti perché in forma anonima.

TIM, WINDTRE e Vodafone sarebbero gli operatori telefonici che avrebbero già inviato alle autorità sanitarie le informazioni in questione informazioni che la Regione Lombardia “sta utilizzando per verificare quante persone stanno osservando i termini del blocco imposto. I movimenti che superano i 300-500 metri sono diminuiti di circa il 60% dal 21 febbraio, quando è stato scoperto il primo caso nell’area di Codogno”.

Coronavirus, 447 contagi, scuole chiuse in Campania e nel Tarantino. 6 persone violano la zona rossa

Pubblicato il 27 Feb 2020 alle 10:02am

Salgano a 447 le persone contagiate da coronavirus, di cui otto minori e dodici vittime, tutte con patologie pregresse. L’ultima è stata registrata in Emilia Romagna, il primo decesso nella regione: una 69enne di Lodi con problemi respiratori.

Da oggi cambia la modalità per accertare il virus: i tamponi saranno effettuati solo a chi mostrerà già i sintomi. Nessun nuovo focolaio individuato: in serata il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato, in un’informativa alla Camera, che “i due focolai, che inizialmente sembravano distinti, poi si sono dimostrati connessi: uno in Lombardia, più vasto, e un altro puntiforme in un piccolo comune del Veneto”.

Il governatore della Campania Vincenzo de Luca ha annunciato ieri che scuole e università resteranno chiuse per tre giorni, tempo necessario per effettuare una disinfestazione straordinaria in relazione all’emergenza. Stessa misura adottata anche nella provincia di Taranto, dove è stato individuato il primo caso di coronavirus nella Regione Puglia: il presidente Emiliano ha disposto la sanificazione delle scuole, da oggi fino a domenica 1 marzo.

In Piemonte, invece, i casi di coronavirus scendono da tre a uno: “Alla luce delle notizie di oggi – ha annunciato il presidente della Regione Alberto Cirio – chiederò al Governo di far tornare il Piemonte a una graduale normalità“.

In Lombardia il governatore Fontana ha annunciato l’auto-isolamento, dopo la notizia che una sua stretta collaboratrice è risultata essere positiva al test. “Su riapertura scuole decidiamo tra sabato e domenica” ha detto il governatore della regione Lombardia in un suo intervento a Rtl. Per vedere i risultati delle ordinanze, spiega, ci vuole una settimana e dunque “ci ritroviamo per fare il punto sulla situazione e decideremo se si nota un’inversione o è troppo presto”. Stesso discorso per l’apertura degli stadi. Milano intanto prova a tornare alla normalità con i bar aperti dopo le 18, ma solo con il servizio al tavolo (e non al bancone) e solo ammettendo un numero di clienti corrispondente ai coperti che realmente sono disponibili. Il sindaco Sala, in un video postato sulla sua pagina Facebook, ha annunciato di aver chiesto al ministro della Cultura Dario Franceschini di iniziare a riaprire i musei. Sei persone si apprende oggi che sono fuggite dalla zona rossa decisa per fronteggiare il coronavirus, sono state scoperte, riportate indietro e denunciate. Tra loro una persona è stata fermata a Firenze, ossia molto lontano da Codogno e dagli altri paesi del lodigiano messi in quarantena. Le fughe sono avvenute attraverso i campi per andare dalla fidanzata o soltanto per sfuggire dall’isolamento andando magari a casa di un amico.

Anche il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha sentito il sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, il quale ha deciso in qualità di autorità sanitaria di chiudere precauzionalmente le scuole dopo la notizia di un caso positivo nel paese in provincia di Teramo: il paziente è un impiegato di banca di 50 anni arrivato da Brugherio, in provincia di Monza.

Il ministro della salute Speranza in Senato, questa mattina in senato: “Oggi più che mai serve una relazione stretta tra governo e parlamento capace di superare i vincoli ordinari delle relazioni tra maggioranza e opposizione”. Poi ha rassicurato: “Si guarisce nell’80% dei casi, dobbiamo fidarci dei nostri scienziati”.

Coronavirus, Regione Lombardia, Gallera: “I cittadini di Codogno, Castiglione e Casalpusterlengo rimangano a casa ed evitino contatti sociali”

Pubblicato il 21 Feb 2020 alle 1:23pm

Arrivano le raccomandazioni da parte dell’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, per i casi accertati odierni di Coronavirus.

I cittadini di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo non devono uscire da casa. I tre paesi, rischiano di trovarsi in isolamento. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda, di Codogno e Casalpusterlengo, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali“, è la richiesta avanzata dall’assessore alla Sanità della Lombardia, Giulio Gallera dopo la conferma di 6 contagi da coronavirus – marito e moglie incinta e un loro conoscente – residenti nei due paesi del Lodigiano. I sindaci Costantino Pesatori, Francesco Passerini e Elia Delmiglio sono stati convocati d’urgenza in Regione per affrontare l’emergenza e stabilire le misure di isolamento e prevenzione.

Da parte di Gallera è giunto anche l’invito a “non recarsi in Pronto Soccorso” nel caso in cui si avvertano sintomi riconducibili a virus partito dalla Cina. Gallera ne ha parlato in diretta streaming poco fa durante la conferenza stampa che si è tenuta alla Regione Lombardia con il governatore Attilio Fontana.

“Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria – ha spiegato Gallera – è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

E’ attiva da giovedì sera, ha proseguito ancora l’assessore, una task force regionale che “sta operando in stretto contatto con il Ministero della Salute e con la Protezione Civile”. La “maggior parte” dei contatti delle persone risultate positive al Coronavirus “è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie”.

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani, spiega che “da questa mattina siamo bombardati dalla chiamate dei colleghi medici di famiglia” che “sono allarmati” per i casi di coronavirus e “vogliono sapere che cosa devono fare”. Al momento, infatti, aggiunge “ancora non sono nulla di preciso” mentre “quando ci fu il pericolo Sars furono distribuite anche a noi le mascherine. Aspettiamo che qualcuno dalla prefettura ci convochi per capire” il da farsi. “Ora ad esempio – conclude Vajani – devo andare a visitare una ragazza con febbre e non ho la mascherina, nessuno ci ha dotato di questi strumenti”.

Intanto “Sono stati già effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sui medici, gli infermieri e i pazienti dell’ospedale di Codogno (Lodi) dove si è presentato il paziente, poi riscontrato positivo al coronavirus. Abbiamo tutti i tamponi già pronti”. Ha aggiunto ancora l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera, raggiunto telefonicamente da Rainews.

Il pronto soccorso chiuso a scopo precauzionale. “I reparti interessati dagli accertamenti sono anche la terapia intensiva e la medicina interna – ha aggiunto Gallera – mentre gli altri funzionano normalmente”.

Sindrome dell’occhio secco, più casi in Pianura Padana che al Centro-Sud, ecco perché

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:38am

La sindrome dell’occhio secco è molto più diffusa in Pianura Padana piuttosto che altrove, lo dice anche la scienza in una ricerca che sostiene che la colpa sia da attribuire allo smog e alla tecnologia, più diffusi in questa area.

Si tratta infatti dell’esito emerso nel corso di una campagna di prevenzione promossa dall’8 maggio al 14 giugno dal Centro italiano occhio secco (Cios) di Milano in collaborazione con la Clinica oculistica dell’università dell’Insubria di Varese, sotto la guida del ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano e Società italiana di oftalmologia (Soi). Nata con l’obiettivo di «informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare molto diffusa, ma ancora sottovalutata e poco conosciuta», l’iniziativa ha permesso di eseguire gratuitamente 745 screening nei 15 centri aderenti in tutta la Penisola.

«Gli esami diagnostici – riferiscono gli organizzatori – hanno rilevato che l’83% dei pazienti dei centri dell’area della Pianura Padana (Milano, Varese, Torino e Padova), dove l’inquinamento ambientale e l’utilizzo delle tecnologie è più diffuso, presentava la sindrome dell’occhio secco (nel 29% dei casi in forma moderata), contro il 73% delle persone visitate nelle altre strutture aderenti all’iniziativa (Napoli, Arezzo, Pisa, Bari, Catania, Sassari e Lecce)». Gli screening hanno evidenziato che «l’utilizzo della tecnologia per più di 6 ore al giorno era maggiore tra i pazienti dei centri della Pianura Padana (47%) rispetto al gruppo del Centro e Sud Italia (33%)».

Tra le molteplici cause che scatenano la sindrome dell’occhio secco, fra i quali gli esperti elencano per esempio «invecchiamento, alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo, alcol», rivestono «un ruolo chiave gli inquinanti atmosferici, che possono attivare segnali pro-infiammatori e influenzare la composizione del film lacrimale. L’inquinamento spesso supera la soglia massima consentita soprattutto nei grandi centri abitati», e «nel campione preso in esame il 33% della popolazione della Pianura Padana vive in città con oltre 500 mila abitanti». «Ma può alterare la funzionalità lacrimale – avvertono gli specialisti – anche lo stile di vita: soggiornare a lungo in ambienti con l’aria condizionata oppure usare per molte ore il computer, il tablet o il cellulare. Di fronte a questi dispositivi tecnologici si tende infatti ad ammiccare meno frequentemente, riducendo la produzione del liquido lacrimale».

Milano, il nuovo Policlinico con il primo giardino terapeutico al mondo. Progetto con fondi privati, realizzato dall’architetto Boeri

Pubblicato il 09 Giu 2019 alle 8:48am

Un progetto molto affascinante e all’avanguardia quello del nuovo Policlinico, realizzato dallo studio di Stefano Boeri.

«Sarà il primo giardino pensile terapeutico del mondo. Una finestra di verde a 18 metri dal suolo affacciata nel cielo di Milano». 6900 metri quadrati a disposizione dei pazienti e in certe occasioni aperti a tutta la cittadinanza.

Intanto si attende la posa della prima pietra e la conclusione dei lavori è prevista per il 2022. L’architetto è vincitore di un doppio riconoscimento per il Bosco Verticale, spiega con queste parole il suo interessantissimo progetto «Finalmente si smetterà di parlare del grattacielo di Isola perché la più grande attrattiva verde di Milano sarà il Policlinico, dove tra spazi per bambini, piante officinali ed eventi culturali si cercherà di rendere più serena la degenza dei pazienti».

900 posti letto e 22mila metri quadrati dunque e il primo giardino pensile terapeutico al mondo.

Per il presidente della Fondazione Ca’ Granda il nuovo polo, composto di due blocchi gemelli di sette piani collegati da una piastra centrale con giardino pensile e una galleria commerciale pedonale, non solo un innovativo progetto sanitario ma una grande opera architettonica, urbanistica e ambientale capace di trasformare radicalmente il cuore della città. «La Ca’ Granda è un’istituzione per i milanesi sin dal 1456», ricorda Marco Giachetti, «che grazie alla filantropia dei cittadini può autofinanziare la nuova struttura ospedaliera». Dei 266 milioni necessari al nuovo centro che accorpa i reparti superando l’idea novecentesca dei padiglioni, 200 sono stati ricavati grazie a un Fondo di Housing Sociale proprio. Tra la cessione di quote a Cassa Depositi e Prestiti e la valorizzazione e vendita degli immobili di proprietà del Policlinico, l’ospedale diventa così il primo esempio in Italia di nosocomio pubblico che si riqualifica utilizzando quasi esclusivamente finanze autonome. I restanti 66 milioni sono arrivati dal Ministero della Salute (36) e dalla Regione Lombardia (30).

Lombardia, prima regione che autorizza la sepoltura congiunta di animali e padroni

Pubblicato il 28 Feb 2019 alle 12:19pm

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la riforma della legge sui servizi funerari e cimiteriali, introducendo una importante novità riguardante le ceneri degli animali domestici. Novità che farà sicuramente piacere a affezionati degli amici a 4 zampe. (altro…)