obesità

Obesità per un bambino su 5, in Friuli Venezia Giulia

Pubblicato il 30 Ago 2019 alle 7:54am

L’obesità è una malattia in allarmante crescita anche in Friuli Venezia Giulia, dove oltre il 40 per cento della popolazione pesa troppo e dove quasi il 6% dei bambini è obeso, il 18,2% in sovrappeso. Prevenzione ed educazione restano le armi più efficaci, soprattutto tra i più giovani. (altro…)

Nei figli di genitori separati aumenta il rischio di obesità

Pubblicato il 23 Giu 2019 alle 11:45am

Uno studio condotto dalla London School of Economics and political science dimostra che i figli di divorziati corrono un rischio maggiore di avere problemi di obesità rispetto ad altri bambini.

I risultati hanno evidenziato infatti che la separazione ha effetti negativi anche sulle abilità cognitive, educative ed emotive dei bambini che possono incorrere persino nella depressione.

Un’esperienza traumatica, che risulta essere tanto più dannosa quanto più piccolo è il bambino.

Seguiti 1.573 dei nati tra il 2000 e il 2002 in 5 momenti della loro vita: 9 mesi, 3, 5, 7 e 11 anni nei successivi 24 mesi dopo la separazione si è manifestato un aumento di massa corporea, mentre, nei seguenti 12, si è sviluppata la possibilità di diventare obesi. Altri studi hanno poi rilevato ulteriori effetti negativi della separazione: ovvero che l’obesità può provocare a sua volta persino la depressione.

Dalle cause individuate dai ricercatori è emersa che la minore disponibilità economica delle famiglie separate impedisce di acquistare cibi freschi (frutta e verdura) e quindi di affrontare costi di attività extra-curriculari come sport e svaghi fondamentali per la salute di un bambino. Lo studio ha evidenziato infine che i bambini si adeguano ad abitudini alimentari sbagliate soprattutto quando i genitori separati hanno meno tempo ed energie a causa di un lavoro più intenso o altre problematiche di vita quaotidiana.

Scoperto l’interruttore genetico che blocca il dimagrimento e non fa bruciare grassi

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 7:36am

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Genes and Development dal gruppo di ricerca dell’università dello Utah coordinato da Claudio Villanueva, è riuscito ad individuare l’interruttore genetico capace di bloccare la trasformazione del grasso ‘cattivo’, ossia il tessuto adiposo bianco, nel tessuto bruno che brucia i grassi. Un risultato questo molto importante, perché potrebbe divenire la nuova chiave per future cure anti-obesità e diabete. Una scoperta che toglierebbe un freno alla mancata perdita di peso.

Esistono infatti, tre tipi di cellule adipose coinvolte in questa operazione: le bianche, le più comuni e associate a malattie metaboliche come diabete e obesità; le brune, in grado di attivarsi in condizioni di freddo, bruciando e generando calore; ed infine le beige, legate a quelle bianche. Quelle brune e quelle beige contengono inoltre più mitocondri, vale a dire che grazie a queste centraline energetiche riescono a funzionare in modo più efficiente.

Già precedenti studi avevano visto come le cellule bianche possano trasformarsi in brune e beige, capaci di bruciare le calorie, se esposte allo stress del freddo. In questo modo, con il nuovo studio i ricercatori hanno trovato una soluzione per produrre molte più cellule bruciagrassi, identificando il gene chiamato Tle3, un interruttore molecolare che blocca la trasformazione delle cellule bianche negli altri due tipi.

“Se troviamo un modo per spegnere questo interruttore – commenta Villanueva – potremo sviluppare delle terapie per il diabete”. Nei topi i ricercatori hanno cancellato questo gene e messo gli animali in condizioni di freddo per diversi giorni, stimolandoli a sviluppare più cellule beige, in modo da capire l’impatto della perdita del gene Tle3.

Si è così visto che senza questo interruttore genetico, i topi usavano più cellule beige, consumando più energia e senza ingrassare in condizioni normali, e perdendo peso in condizioni di freddo.

Contro l’obesità efficace la stimolazione magnetica transcranica

Pubblicato il 22 Mag 2019 alle 10:35am

Arriva la conferma definitiva. La stimolazione magnetica transcranica per la cura dei pazienti obesi è efficace e sicura. A dirlo uno studio tutto italiano.

La ricerca si deve ai ricercatori dell’IRCCS Policlinico San Donato, sotto la guida di Livio Luzi, responsabile dell’area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’ospedale e ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Milano.

La tecnica non invasiva. Il indossa una sorta di casco leggero che dà una sollecitazione elettromagnetica a differenti regioni del cervello. In precedenza, la stimolazione transcranica era stata utilizzata per combattere le emicranie resistenti, trattamenti farmacologici, depressioni maggiori, dipendenze e alcuni disturbi motori. Ora invece trova una nuova area di applicazione.

La sperimentazione condotta ha riguardato circa 50 pazienti, di cui 33 seguiti per oltre un anno. Sottoposti a 15 sedute di stimolazione, tre volte alla settimana, per 5 settimane. I risultati sono stati molto incoraggianti. Hanno perso in media l’8,4% del peso corporeo iniziale.

Obesità, le possibili ripercussioni a livello cerebrale

Pubblicato il 28 Apr 2019 alle 8:26am

L’obesità può avere ripercussioni anche a livello cerebrale. Livelli più elevati di grasso corporeo sarebbero essere associati a differenze sostanziali ricercabili nella forma e nella struttura del cervello, compresi volumi più piccoli di materia grigia. A rivelarlo uno studio condotto dal Leiden University Medical Center, in Olanda, pubblicato sulla rivista scientifica Radiology.

Precedenti ricerche avevano già collegato l’obesità a un aumentato rischio di declino cognitivo e di demenza, suggerendo che la malattia può causare cambiamenti al cervello. Per saperne di più, gli scienziati hanno analizzato i risultati di ‘imaging’ cerebrale di oltre 12.000 partecipanti allo studio di Biobank nel Regno Unito. Con sofisticate tecniche di risonanza magnetica hanno fornito informazioni sia sulla materia grigia ricca di neuroni sia sulla sostanza bianca, spesso indicata come il cablaggio del cervello.

Obesità, in arrivo agevolazioni fiscali per rimettersi in forma

Pubblicato il 15 Apr 2019 alle 11:21am

Intervenendo a Mattino Cinque, il ministro Grillo ha spiegato che è sua intenzione dare incentivi fiscali a persone che hanno voglia di riacquistare la forma fisica. (altro…)

Tè verde alleato dell’intestino, combatte l’obesità

Pubblicato il 19 Mar 2019 alle 12:56pm

Il tè verde può essere un ottimo toccasana per la salute e il benessere intestinale, nonché un alleato vincente contro i chili in eccesso. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dalla Università statale dell’Ohio, pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, condotta sui topi che ha svelato che quelli che seguivano una dieta a base di estratto di tè verde al 2% rilevavano un netto miglioramento della salute intestinale, rispetto agli altri che non lo assumevano. Gli scienziati, hanno infatti scoperto una maggior presenza di microbi benefici e una minore permeabilità delle pareti intestinali.

I topi nutriti con una dieta ricca di grassi e con tè verde hanno guadagnato circa il 20 per cento in meno di peso e avevano una minore resistenza all’insulina rispetto ai topi nutriti con una dieta identica ma senza tè.

La quantità di tè verde nell’esperimento sarebbe equivalente a circa 10 tazze di tè verde a persona. Un valore quotidiano, che come hanno spiegato i ricercatori, non sarebbe distante rispetto al consumo abituale in alcune zone del mondo.

“Questo studio fornisce la prova che il tè verde incoraggia la crescita di buoni batteri intestinali, e che porta a una serie di benefici che riducono significativamente il rischio di obesità”, ha spiegato Richard Bruno, docente di nutrizione umana e uno dei ricercatori che ha condotto l’analisi sui topi.

Pesare troppo o poco riduce il rischio di vita di 4 anni

Pubblicato il 02 Nov 2018 alle 10:29am

Essere in sovrappeso o obesi o, al contrario, troppo magri, aumenterebbe il rischio di imbattersi in molte malattie mortali, accorciando l’aspettativa di vita di ben quattro anni. A quantificare il gap tra chi ha un indice di massa corporea (Bmi) ‘normale’, in generale tra 21 e 25, e chi invece è al di fuori di questo range, è uno studio coordinato dalla London School of Hygiene e pubblicato da Lancet Diabetes and Endocrinology. (altro…)

L’intelligenza artificiale può riconoscere l’obesità dallo spazio

Pubblicato il 06 Set 2018 alle 7:50am

L’intelligenza artificiale riconosce l’obesità dallo spazio: dopo avere analizzato 150.000 mappe di Google basate sulle immagini dei satelliti, ha incrociando questi dati con le statistiche relative alla diffusione dell’obesità fino ad ottenere una mappa delle aree nelle quali le persone obese sono più numerose. L’esperimento, che offre una base per mirare le campagne di salute pubblica contro l’obesità, è stato condotto per il momento in sei città americane: Bellevue, Seattle, Tacoma, Los Angeles, Memphis e San Antonio. (altro…)

Nel 2045 obesa il 22% della popolazione mondiale

Pubblicato il 27 Mag 2018 alle 6:12am

Nel 2045 si stima che il 22% della popolazione mondiale sarà obesa. E’ questo il risultato che emerge nel corso del Congresso europeo sull’obesità che si sta tenendo in questi giorni a Vienna. (altro…)