L’incidente risale al 17 gennaio 2019, in un multisala in provincia di Gorizia. La donna, oggi quarantenne, era entrata in sala a luci spente quando è scivolata sulle scale. Il Tribunale civile di Milano ha riconosciuto un risarcimento di 145mila euro.
Era entrata in sala all’inizio della proiezione, quando le luci erano già spente, seguendo il led che illuminava i gradini per raggiungere il proprio posto.
Poi, improvvisamente, la caduta.
Sotto il piede c’era un copribicchiere in plastica, sul quale la donna sarebbe scivolata mentre percorreva le scale della sala cinematografica.
La conseguenza fu una grave lesione alla gamba sinistra, con la frattura della tibia e del perone.
Era il 17 gennaio 2019. A distanza di quasi sette anni, la vicenda giudiziaria si è conclusa, almeno in primo grado, con il riconoscimento di un risarcimento di 145mila euro a favore della spettatrice.
La decisione è stata presa dal Tribunale civile di Milano, secondo quanto riferito dal quotidiano Il Giorno.
La responsabilità attribuita ai gestori del cinema
Secondo quanto stabilito dal giudice, la responsabilità della caduta sarebbe riconducibile ai gestori del multisala, chiamati a risarcire la donna per le conseguenze dell’incidente.
Nel corso degli anni la spettatrice ha dovuto affrontare un lungo periodo di inattività, interventi e conseguenze che hanno inciso sulla sua vita quotidiana.
Tra le attività alle quali ha dovuto rinunciare anche il trekking, oltre a vacanze e altri momenti di vita personale che, dopo l’incidente, non avrebbe più potuto affrontare con la stessa libertà.
Il risarcimento riconosciuto tiene conto proprio delle conseguenze dell’infortunio e dei postumi riportati dalla donna.
Il copribicchiere considerato causa della caduta
Particolarmente significativa è la valutazione contenuta nelle motivazioni della sentenza.
Secondo il giudice, le lesioni riportate dalla donna sarebbero compatibili con una caduta improvvisa e repentina provocata da un materiale altamente sdrucciolevole.
Tra le possibili cause viene indicato anche il copribicchiere delle bibite presente sulle scale.
La sua particolare struttura, secondo la ricostruzione riportata nelle motivazioni, avrebbe potuto consentire la presenza di residui di bevanda, rendendo la superficie bagnata o comunque umida e favorendo lo scivolamento del piede.
Una circostanza che, unita alla scarsa illuminazione tipica dell’inizio di una proiezione, avrebbe contribuito alla dinamica dell’incidente.
La difesa del cinema
Il gestore della struttura aveva contestato la ricostruzione dell’accaduto, sostenendo che la sala fosse stata ripulita tra una proiezione e l’altra e che l’addetta alle pulizie avesse provveduto a rimuovere eventuali rifiuti presenti.
La versione non è però risultata sufficiente a escludere la responsabilità riconosciuta in sede civile.
Il Tribunale ha quindi accolto la richiesta della spettatrice, stabilendo il risarcimento di 145mila euro.
Una sentenza che richiama l’obbligo di sicurezza
La vicenda riporta l’attenzione sulle responsabilità di chi gestisce luoghi aperti al pubblico.
Scale, pavimenti, corridoi e aree di passaggio devono essere mantenuti in condizioni tali da ridurre, per quanto possibile, i rischi per gli utenti.
Nel caso specifico, la presenza di un piccolo oggetto apparentemente insignificante come un copribicchiere si è trasformata in un incidente dalle conseguenze pesanti.
Per la donna, quella che doveva essere una normale serata al cinema si è trasformata in un lungo percorso fatto di interventi, inattività, limitazioni e rinunce.
Il risarcimento riconosciuto dal Tribunale di Milano arriva così a quasi sette anni dall’incidente.
Si tratta, va ricordato, di una sentenza di primo grado, e quindi soggetta agli eventuali successivi sviluppi del procedimento.