sentenza

Mamma contraria ai vaccini. Carabinieri arrivano a casa per far vaccinare figlia di 4 anni

Pubblicato il 16 Feb 2019 alle 11:56am

Bimba di 4 anni residente in un paese in provincia di Sassari è stata vaccinata grazie all’intervento dei carabinieri e dell’ufficiale giudiziario. I militari hanno raggiunto la madre nella sua abitazione, dove viveva con la bambina, in quanto contraria ai vaccini, per far rispettare una sentenza del Tribunale di Nuoro con cui, un anno fa, il giudice autorizzava il padre della bambina a «far effettuare le vaccinazioni obbligatorie anti morbillo, anti rosolia e anti parotite, come prescritte dal Decreto Legge 73/2017, e a porre in essere tutti gli adempimenti necessari per consentire alla minore di frequentare la scuola dell’infanzia». Una sentenza confermata dalla Corte d’appello di Sassari nel maggio del 2018, ma ad oggi ignorata dalla mamma della bambina. (altro…)

Sentenza omicidio Marco Vannini: le parole dei ministri Bonafede e Trenta

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 12:44pm

Il web risponde con una petizione on line, su Change.org, per riesaminare il caso di Marco Vannini, l’ingiusta sentenza. Una petizione indirizzata al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, con oltre 130mila firme raccolte in poco più di un giorno. Il Guardasigilli, su Facebook, definisce come “inaccettabile” l’interruzione della lettura del dispositivo da parte del presidente della Corte di Assise di Appello, per rimproverare i parenti della vittima che avevano iniziato ad urlare: “Se volete andare a fare un giro a Perugia, ditelo”, la frase pronunciata dal giudice (perché se qualcuno commette un reato nei confronti di un magistrato di Roma, chi deve giudicare è il tribunale di Perugia ndr).

“Ritengo inaccettabile – ha dichiarato il ministro Bonafede che un magistrato interrompa la lettura del dispositivo per dire “se volete fare un giro a Perugia ditelo'” rivolgendosi ai familiari delle vittima e in particolar modo a mamma Marina, sconvolta per la lettura della sentenza. E aggiunge… “Un magistrato – chiarisce – ha tutti gli strumenti per mantenere l’ordine in un’aula giudiziaria”, facendo anche intendere che si stiano facendo degli ulteriori controlli sul caso.

E pronta, è anche la posizione del ministro della Difesa Trenta, che dice sulla sua pagina facebook ufficiale: “Sul caso dell’omicidio di Marco Vannini non posso entrare nei meriti della sentenza giudiziaria, poiché esula dalle mie competenze e prerogative, ma una cosa la posso fare: il mio impegno, il mio massimo impegno, fin quando sarò io a guidare il Ministero della Difesa, affinché al signor Ciontoli non sia concesso il reintegro in Forza Armata. Ho già in questo senso dato disposizioni alle competenti articolazioni della Difesa. Colgo l’occasione per esprimere anche tutta la mia vicinanza ai cari e alla famiglia di Marco, in questo difficilissimo momento. Comprendo il vostro dolore, comprendo la vostra rabbia, ma sappiate che non siete soli”.

Omicidio Marco Vannini, ridotta la pena a Ciontoli: da 14 a 5 anni, l’ira della madre del ragazzo

Pubblicato il 29 Gen 2019 alle 5:37pm

In primo grado la Corte di Assise di Roma aveva condannato a 14 anni di carcere Antonio Ciontoli, capofamiglia e maresciallo della Marina per omicidio volontario, con dolo eventuale, di Marco Vannini. Ventenne di Cerveteri, raggiunto da un colpo di arma da fuoco la sera del 17 maggio del 2015 nella villa della fidanzata e della sua famiglia a Ladispoli.

Ciontoli si era attribuito la colpa dello sparo. Tre anni, invece, per omicidio colposo, alla moglie Maria Pezzillo e ai figli Federico e Martina, quest’ultima fidanzata di Marco. Assolta invece, Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli, che anche lei era in casa la sera dell’omicidio, accusata di omissione di soccorso.

Oggi, invece, la Corte di Appello di Roma, sebbene il procuratore generale Vincenzo Saveriano avesse chiesto 14 anni di reclusione per tutti gli imputati, riduce a 5 anni la condanna di Antonio Ciontoli e conferma i tre anni a Maria Pezzillo e figli.

Grande rabbia dunque da parte di Marina Conte, madre del ragazzo ucciso a colpo di pistola: “Assassini, vergogna!”, ha urlato in tribunale.

Il ventenne è deceduto dopo che il proiettile esploso da una Beretta di calibro nove gli aveva perforato prima il polmone e poi il cuore mentre era nella vasca da bagno nella villa dei Ciontoli, senza ricevere assistenza alcuna e senza avere la possibilità di poter chiamare subito la famiglia per avvisarla di quanto accaduto. Un’agonia durata 3 ore senza che nessuno dei Ciontoli avesse chiamato in tempo i soccorsi.

“Urla così non le avevo mai sentite, prima. A un certo punto un forte boato mi ha svegliato. Ho capito che proveniva dall’appartamento accanto e che qualcuno si era fatto male”. Aveva dichiarato il testimone, Tommaso Liuzzi, vicino di casa della famiglia Ciontoli.

Marco ferito da un colpo di arma da fuoco urlava e chiedeva aiuto prima di chiudere per sempre gli occhi.

Cassazione: Pippo Baudo deve versare 257mila euro al Fisco

Pubblicato il 24 Nov 2018 alle 8:17am

Per Pippo Baudo dopo 16 anni da un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che gli aveva chiesto oltre 257mila euro di tasse non pagate, è arrivata ieri la sentenza da parte della Corte di Cassazione che ha stabilito che il noto presentatore non ha diritto al condono fiscale. (altro…)

Morte Loris Stival, la Corte di Appello di Catania conferma condanna a 30 anni di carcere per Veronica Panarello

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 10:28am

La Corte d’assise d’appello di Catania conferma la sentenza di primo grado, emessa il 17 ottobre del 2016, dal Gup di Ragusa Andrea Reale, nei confronti di Veronica Panarello. (altro…)

Gran Bretagna, chirurgo “Zorro” ammette: “Ho inciso le mie iniziali sul fegato di due pazienti”. La sentenza il 12 gennaio

Pubblicato il 16 Dic 2017 alle 7:00am

Una vicenda sanitaria che ha davvero dell’incredibile. Un chirurgo britannico, Simon Bramhall, 53 anni ha ammesso davanti alla corte di aver siglato le sue iniziali sui fegati trapiantati ma di non aver aggredito e causato danno fisico ai pazienti.

Per 12 anni il chirurgo chiamato ‘zorro’ ha lavorato al Queen Elizabeth Hospital, fino a quando è stato sospeso nel 2013, dopo che un collega ha notato le sue iniziali sul fegato di un paziente che aveva avuto bisogno di un secondo intervento. Il medico accusato ha poi rassegnato le dimissioni nel 2014.

L’uomo era uno dei migliori all’ospedale universitario Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, ma aveva il vizio di marchiare gli organi con gas argon.

Gli esperti chiamati al processo hanno spiegato che il gas argon, seppur in questo caso utilizzato in modo improprio, non è ritenuto dannoso per l’organo trapiantato e non ne compromette la funzionalità. Normalmente i segni spariscono da soli.

Il dottore può però aver colpito anche altre volte. Il promotore della causa legale, Tony Badenoch, ha sottolineato che le iniziali sono state “un’applicazione intenzionale apposte con un uso illegale della forza, poichè i pazienti erano anestetizzati” . La sentenza arriverà il prossimo 12 gennaio, l’episodio è stato definito un caso “senza precedenti nel diritto penale”.

Ma c’è chi si schiera a difesa del chirurgo. Come nel caso di Tracy Scriven, ex paziente, operata per epatite autoimmune e perché le restavano due settimane di vita: «Anche se avesse inciso le sue iniziali su un organo è così grave? A me non sarebbe importato niente. Mi ha salvato la vita, avevo 39 anni, oggi ne ho 50, mi sembra eccessivo impedirgli di lavorare, ha sempre fatto un ottimo lavoro».

Nutella vince battaglia legale contro Delhaize. Stop a campagna contro olio di palma

Pubblicato il 03 Giu 2017 alle 10:19am

La Ferrero vince la sua battaglia legale contro la Delhaize. La Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo di Alba, stravolgendo la sentenza di primo grado, ed ha ordinato al gruppo Delhaize di cessare la sua campagna denigratoria sulla cioccolata spalmabile, certificata “senza olio di palma”, fissando un plafond di penalità di un milione di euro.

Ferrero accusava la campagna della società belga “menzognera, ingannevole, e denigratoria” verso Nutella.

La Corte d’appello di Bruxelles ha invertito la decisione presa dai giudici di primo grado nel 2015, che dava ragione a Delhaize. Secondo Ferrero le dichiarazioni sull’ambiente e sulla salute della campagna di Delhaize avevano l’obiettivo di denigrare la Nutella, che appunto contiene olio di palma, sempre difeso dal gruppo di Alba, nonostante le controindicazioni mediche.

Caso Cucchi, Cassazione annulla lʼassoluzione dei 5 medici del Pertini

Pubblicato il 20 Apr 2017 alle 10:18am

E’ stata annullata dalla Corte Suprema di Cassazione la sentenza dell’Appello bis che aveva assolto i cinque medici del Pertini di Roma accusati dell’omicidio colposo di Stefano Cucchi. (altro…)

Danni da trasfusioni da sangue infetto, Ministero della Salute dovrà risarcire centinaia di persone

Pubblicato il 12 Apr 2017 alle 10:46am

Il Ministero della Salute dovrà risarcire centinaia di persone che hanno subito seri danni da emotrasfusione con sangue infetto. L’ha deciso la prima Corte d’appello civile di Roma, i cui giudici hanno respinto l’appello proposto dal ministero contro una sentenza emessa dal tribunale monocratico di Roma nel 2006. (altro…)

Oggi il verdetto sul caso Gambirasio. Le dichiarazioni spontanee di Massimo Bossetti

Pubblicato il 01 Lug 2016 alle 10:58am

Si tiene oggi il processo a Massimo Bossetti. Il principale indiziato che nelle sue dichiarazioni spontanee prima della camera di consiglio per la sentenza per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha ribadito la sua innocenza: “sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino: questo deve essere chiaro a tutti”. “Quello che mi viene attribuito – ha proseguito – è vergognoso, molto vergognoso”.

“Ancora oggi vi supplico, vi imploro, datemi la possibilità di fare questa verifica, ripetete l’esame sul Dna, perché quel Dna trovato non è il mio”, ha detto Massimo Bossetti rivolto ai giudici nelle dichiarazioni spontanee dell’ultima udienza del processo a Bergamo sull’omicidio di Yara Gambirasio. “Se fossi l’assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo”. E continuando: “Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guadarli negli occhi perché conoscendomi saprebbero che l’assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole”.

Dopo le dichiarazioni spontanee di Bossetti, i giudici entreranno in camera di consiglio per il loro verdetto.