sentenza

Morte Loris Stival, la Corte di Appello di Catania conferma condanna a 30 anni di carcere per Veronica Panarello

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 10:28am

La Corte d’assise d’appello di Catania conferma la sentenza di primo grado, emessa il 17 ottobre del 2016, dal Gup di Ragusa Andrea Reale, nei confronti di Veronica Panarello. (altro…)

Gran Bretagna, chirurgo “Zorro” ammette: “Ho inciso le mie iniziali sul fegato di due pazienti”. La sentenza il 12 gennaio

Pubblicato il 16 Dic 2017 alle 7:00am

Una vicenda sanitaria che ha davvero dell’incredibile. Un chirurgo britannico, Simon Bramhall, 53 anni ha ammesso davanti alla corte di aver siglato le sue iniziali sui fegati trapiantati ma di non aver aggredito e causato danno fisico ai pazienti.

Per 12 anni il chirurgo chiamato ‘zorro’ ha lavorato al Queen Elizabeth Hospital, fino a quando è stato sospeso nel 2013, dopo che un collega ha notato le sue iniziali sul fegato di un paziente che aveva avuto bisogno di un secondo intervento. Il medico accusato ha poi rassegnato le dimissioni nel 2014.

L’uomo era uno dei migliori all’ospedale universitario Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, ma aveva il vizio di marchiare gli organi con gas argon.

Gli esperti chiamati al processo hanno spiegato che il gas argon, seppur in questo caso utilizzato in modo improprio, non è ritenuto dannoso per l’organo trapiantato e non ne compromette la funzionalità. Normalmente i segni spariscono da soli.

Il dottore può però aver colpito anche altre volte. Il promotore della causa legale, Tony Badenoch, ha sottolineato che le iniziali sono state “un’applicazione intenzionale apposte con un uso illegale della forza, poichè i pazienti erano anestetizzati” . La sentenza arriverà il prossimo 12 gennaio, l’episodio è stato definito un caso “senza precedenti nel diritto penale”.

Ma c’è chi si schiera a difesa del chirurgo. Come nel caso di Tracy Scriven, ex paziente, operata per epatite autoimmune e perché le restavano due settimane di vita: «Anche se avesse inciso le sue iniziali su un organo è così grave? A me non sarebbe importato niente. Mi ha salvato la vita, avevo 39 anni, oggi ne ho 50, mi sembra eccessivo impedirgli di lavorare, ha sempre fatto un ottimo lavoro».

Nutella vince battaglia legale contro Delhaize. Stop a campagna contro olio di palma

Pubblicato il 03 Giu 2017 alle 10:19am

La Ferrero vince la sua battaglia legale contro la Delhaize. La Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo di Alba, stravolgendo la sentenza di primo grado, ed ha ordinato al gruppo Delhaize di cessare la sua campagna denigratoria sulla cioccolata spalmabile, certificata “senza olio di palma”, fissando un plafond di penalità di un milione di euro.

Ferrero accusava la campagna della società belga “menzognera, ingannevole, e denigratoria” verso Nutella.

La Corte d’appello di Bruxelles ha invertito la decisione presa dai giudici di primo grado nel 2015, che dava ragione a Delhaize. Secondo Ferrero le dichiarazioni sull’ambiente e sulla salute della campagna di Delhaize avevano l’obiettivo di denigrare la Nutella, che appunto contiene olio di palma, sempre difeso dal gruppo di Alba, nonostante le controindicazioni mediche.

Caso Cucchi, Cassazione annulla lʼassoluzione dei 5 medici del Pertini

Pubblicato il 20 Apr 2017 alle 10:18am

E’ stata annullata dalla Corte Suprema di Cassazione la sentenza dell’Appello bis che aveva assolto i cinque medici del Pertini di Roma accusati dell’omicidio colposo di Stefano Cucchi. (altro…)

Danni da trasfusioni da sangue infetto, Ministero della Salute dovrà risarcire centinaia di persone

Pubblicato il 12 Apr 2017 alle 10:46am

Il Ministero della Salute dovrà risarcire centinaia di persone che hanno subito seri danni da emotrasfusione con sangue infetto. L’ha deciso la prima Corte d’appello civile di Roma, i cui giudici hanno respinto l’appello proposto dal ministero contro una sentenza emessa dal tribunale monocratico di Roma nel 2006. (altro…)

Oggi il verdetto sul caso Gambirasio. Le dichiarazioni spontanee di Massimo Bossetti

Pubblicato il 01 Lug 2016 alle 10:58am

Si tiene oggi il processo a Massimo Bossetti. Il principale indiziato che nelle sue dichiarazioni spontanee prima della camera di consiglio per la sentenza per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha ribadito la sua innocenza: “sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino: questo deve essere chiaro a tutti”. “Quello che mi viene attribuito – ha proseguito – è vergognoso, molto vergognoso”.

“Ancora oggi vi supplico, vi imploro, datemi la possibilità di fare questa verifica, ripetete l’esame sul Dna, perché quel Dna trovato non è il mio”, ha detto Massimo Bossetti rivolto ai giudici nelle dichiarazioni spontanee dell’ultima udienza del processo a Bergamo sull’omicidio di Yara Gambirasio. “Se fossi l’assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo”. E continuando: “Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guadarli negli occhi perché conoscendomi saprebbero che l’assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole”.

Dopo le dichiarazioni spontanee di Bossetti, i giudici entreranno in camera di consiglio per il loro verdetto.

Morì per l’uranio impoverito, lo Stato costretto a risarcire ai familiari 2milioni di euro

Pubblicato il 22 Mag 2016 alle 8:58am

Si contano ad oggi 334 morti riconducibili all’uranio impoverito e 3.670 malati gravissimi. Questi i numeri che emergono dalle inchieste condotte negli ultimi 15 anni dei militari impegnati all’estero – non solo nei Balcani ma anche in Somalia, che non utilizzavano le misure adeguate di protezione e talvolta indossavano vestiti con magliette o calzoncini corti mentre i militari Usa, che probabilmente erano informati sui pericoli, vestivano tute, maschere e occhiali che non lasciavano scoperto neanche un centimetro di pelle.

Dopo i casi dei reduci delle missioni nei Balcani e in Somalia sono emersi anche quelli dei militari impegnati nei poligoni di tiro.

Lo Stato sapeva ma non ha fatto nulla. Conosceva i rischi relativi alla presenza di uranio impoverito negli armamenti a cui i soldati erano esposti ma non ha avvisato né tutelato in alcun modo i militari. Per questo motivo il ministero della Difesa è stato condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello a risarcire con quasi 2 milioni di euro la famiglia di Salvatore Vacca, caporalmaggiore della brigata Sassari, morto a 23 anni di leucemia linfoblastica acuta. Vacca, scomparso nel settembre 1999 è stato esposto a munizioni all’uranio impoverito durante la missione italiana in Bosnia negli anni ’98-99.

Una sentenza storica, perché per la prima volta viene evidenziata la colpa specifica dello Stato. Tutti sapevano dei rischi che i soldati correvano. Tutti, tranne loro, che nessuno aveva informato né tantomeno preparato per evitare esposizioni fatali.

Per il Tar Eluana Englaro aveva diritto di morire in Lombardia. Regione dovrà risarcire i famigliari

Pubblicato il 11 Apr 2016 alle 6:09am

Per la prima volta in assoluto Beppino Englaro parla di “intima gioia, della fine dell’inizio”, forse perché si è arrivati a un punto fermo. Era il 18 gennaio 1992 quando sua figlia Eluana, dopo una sbandata sul ghiaccio, finì in “stato vegetativo”, senza alcuna relazione con il mondo esterno.

Era il 9 febbraio 2009 quando, alla clinica “La Quiete” di Udine, dopo le sentenze della Cassazione e dei giudici milanesi, Eluana si spense per eutanasia.

Ed è del 6 aprile, la sentenza del Tar che condanna la Regione Lombardia a risarcire i danni subiti dagli Englaro, valutati in circa 150mila euro, perché – secondo i giudici – “si è rifiutata deliberatamente e scientemente di dare seguito” alle sentenze, “ponendo in essere un comportamento di natura certamente dolosa”.

Ricevuta copia della sentenza, l’attuale presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, pensa di “non ricorrere”, anche se la decisione sarà presa in giunta oggi.

Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, legato a Cl, insiste invece per tornare in giudizio, in nome, della lotta all'”eutanasia”.

Garlasco delitto Chiara Poggi, Cassazione conferma a Stasi 16 anni di carcere

Pubblicato il 12 Dic 2015 alle 12:47pm

Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di reclusione in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. (altro…)

Autismo nessun legame con il vaccino, Corte di Appello di Bologna ribalta sentenza precedente

Pubblicato il 05 Mar 2015 alle 6:20am

La Corte d’Appello di Bologna ribalta la precedente sentenza emessa dal Tribunale di Rimini nel 2012 che aveva condannato il Ministero della Salute a risarcire per danni, con la somma di 200mila euro una famiglia, in quanto il figlio dopo essere stato sottoposto al vaccino anti morbillo aveva sviluppato l’autismo.

I giudici stabiliscono, pertanto, che non esiste alcuna correlazione tra il vaccino trovalente e l’autismo.

Si è giunti a tale sentenza, dopo che il Ministero della Salute ha fatto ricorso in Appello.

L’unica cosa che poteva far pensare a una correlazione tra le due cose era l’ordine temporale, ovvero che il vaccino contro morbillo, rosolia e parotite viene somministrato prima della diagnosi di autismo che arriva tra i 3 e i 6 anni.