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Ansia e attacchi di panico associati a carenza di vitamine

Pubblicato il 02 Feb 2019 alle 7:35am

Se volete dormire meglio, essere meno stressati e più felici senza assumere farmaci e simili, ecco cosa dovete fare.

Secondo uno studio, condotto nel 2013 dai ricercatori dell’Okayama University Medical School, sarebbe possibile prevenire gli attacchi di panico e l’iperventilazione nelle persone a rischio semplicemente con la giusta alimentazione.

Sì avete capito bene. Una delle cause più comuni degli attacchi di panico è tra l’altro anche il basso livello di serotonina nel corpo.

La serotonina è il neurotrasmettitore responsabile della regolazione delle sensazioni di benessere, felicità e appagamento. Il corpo umano sintetizza la serotonina dall’amminoacido triptofano in un processo che viene associato anche alla giusta quantità di vitamina B6 e di ferro.

Lo studio citato ha analizzato i livelli di ferro e di vitamina B6 in pazienti che avevano avuto un grave attacco di panico o di iperventilazione indotta dal panico. I ricercatori hanno scoperto che i livelli sia della vitamina B6 che del ferro erano notevolmente più bassi nelle persone che avevano avuto gli attacchi rispetto alle persone con livelli normali di entrambi. Questo studio è estremamente importante per le persone che soffrono di ansia, poiché potrebbe aiutare a prevenire l’improvvisa insorgenza delle emozioni. Una parte essenziale della gestione dell’ansia, quindi, potrebbe essere prevenuta con una dieta che contenga cibi ricchi di vitamina B6 e ferro. Il consumo di cibi integrali, noci, semi, frutta e verdure fresche e la rinuncia a cibi lavorati o confezionati possono migliorare notevolmente la salute mentale.

Cibi ricchi di vitamina B6: patate dolci, alga spirulina, semi di canapa, fagiolini, quinoa, lenticchie, fiocchi di avena, patate, semi di girasole, banane, avocado, asparagi, mandorle, anguria, noccioline, fagioli, spinaci, nocciole, pistacchi, prugne secche, cavolo, cavolfiori, zucca, cavoletti di Bruxelles, cuori di palma, platano, ananas, ceci, carciofi, fichi.

Cibi ricchi di ferro: semi di chia, aneto, prezzemolo, alghe marine, spinaci, piselli, melassa, quinoa, mandorle, uvetta, carciofo di Gerusalemme, ceci, foglie di Tarassaco, spugnole (funghi), semi di zucca, semi di canapa.

Mangiare con costanza questi alimenti non solo migliorerà il vostro umore, combatterà gli attacchi d’ansia, ma migliorerà anche la vostra salute in generale.

Gravidanza: le emozioni negative e positive che incidono sulla salute del bambino

Pubblicato il 04 Gen 2019 alle 7:00am

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L’ansia è ereditaria, dipende dai cambiamenti che si verificano nel cervello

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:03am

L’ansia è ereditaria, si trasmette da genitori a figli, parola di esperti. (altro…)

Amanda Southworth, 15 anni, combatte a lungo l’anoressia e la depressione, poi inventa app per aiutare gli altri

Pubblicato il 22 Giu 2018 alle 8:22am

Ha provato per ben 7 volte di togliersi la vita, poi ha scelto di aiutare gli altri e di diventare imprenditrice. Questa la storia di Amanda Southworth, ha 15 anni, e ha combattuto a lungo contro anoressia, ansia e depressione, malattie che l’hanno spinta per ben 7 volte al suicidio. (altro…)

Probiotici, aiutano a dimagrire e a combattere l’ansia

Pubblicato il 04 Giu 2018 alle 8:42am

I probiotici oltre a fare molto bene al nostro intestino ci aiutano anche a dimagrire e a ridurre gli stati di ansia e di stress. A suggerirlo è uno italiano condotto da scienziati dell’Università di Tor Vergata, La Sapienza e del Policlinico Gemelli.

Lo studio in questione è stato condotto sia in pazienti sani che in pazienti affetti da patologie degenerative e ha voluto verificare l’effetto di un integratore formato da 120 miliardi di probiotici composti da 8 ceppi batterici.

I risultati?

«La terapia con probiotici scelti ad hoc ha portato effetti a chi è colpito da sovrappeso o sindrome metabolica: in assenza di dieta c’è stata una leggera modulazione della composizione corporea, con un calo di peso e una riduzione di tessuto adiposo. Il dato più interessante è stato nei soggetti ansiosi, con una riduzione dello stato d’ansia», ha spiegato Laura Di Renzo, docente della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata.

Tali benefici si sarebbero avuti perché la causa risiederebbe nel cosiddetto asse intestino-cervello. «La comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il microbiota intestinale, indicato come asse intestino-cervello, ha avuto un interesse significativo negli ultimi anni. L’aumento delle prove ha associato il microbiota intestinale a malattie sia gastrointestinali che extra-gastrointestinali. La disbiosi e l’infiammazione dell’intestino sono state collegate con diverse malattie mentali tra cui l’ansia e la depressione, che sono prevalenti nella società di oggi. I probiotici hanno la capacità di ripristinare il normale equilibrio microbico e pertanto svolgono un ruolo potenziale nel trattamento e nella prevenzione dell’ansia e della depressione», spiegano ancora gli scienziati del Dipartimento di Psichiatria, del Centro di Scienze della Salute della Texas Tech University.

Ansia: “In Italia il consumo di psicofarmaci è aumentato dellʼ8%”

Pubblicato il 29 Mag 2018 alle 6:55am

In un solo anno, il consumo di psicofarmaci per combattere ansia, nevrosi, attacchi di panico e insonnia, è cresciuto dell’8%. (altro…)

Chi dorme meno di 8 ore è più esposto ad ansia e depressione

Pubblicato il 09 Gen 2018 alle 5:00am

Secondo alcuni ricercatori americani gli insonni, e coloro che dormono la notte meno di 8 ore, sarebbero meno in grado di superare i pensieri negativi al contrario di chi dorme a sufficienza. Queste le conclusioni dello studio condotto dalla Binghamton University (Stati Uniti) pubblicato sul Journal of Behaviour Therapy and Experimental Psychiatry che ha coinvolto 52 adulti con «pensieri negativi ripetuti», ovvero persone con pensieri ossessivi che causano tristezza, ansia e angoscia. Dopo aver analizzato i modelli di sonno e aver sottoposto i soggetti alla visione di immagini destinate a scatenare o meno risposte emotive, misurando i movimenti oculari, gli studiosi hanno scoperto che dormire poco spinge a trascorrere più tempo a guardare le immagini negative dal punto di vista emotivo. Ma non solo. Gli stessi soggetti non riescono neppure a staccarsi facilmente da quei pensieri negativi in un circolo vizioso che li porterebbe a dormire meno.

Ansia da separazione da cellulare: ecco quando si verifica

Pubblicato il 28 Nov 2017 alle 8:00am

Arriva uno stato d’ansia generalizzato quando l’autonomia del cellulare cessa di funzionare e scende pericolosamente verso il basso, e non si ha il caricabatterie con sè. (altro…)

Anoressia e obesità, un nesso con la ‘molecola del buonumore’

Pubblicato il 18 Nov 2017 alle 8:55am

Secondo un recente studio condotto dal ricercatore italiano Graziano Pinna dell’Università dell’Illinois, insieme a ricercatori del Massachusetts General Hospital, della Boston University School of Medicine e dell’Harvard Medical School, esisterebbe un legame tra i disturbi alimentari e una particolare molecola dell’umore. (altro…)

Nel cervello è contenuto il cassetto dei brutti ricordi, delle esperienze negative

Pubblicato il 05 Nov 2017 alle 10:40am

Nel cervello è ubicato un cassetto segreto in cui è possibile confinare i ricordi negativi, legati ad esempio a un trauma vissuto. A individuarlo, uno studio pubblicato su Nature Communications, condotto da un team di ricercatori dell’Università di Cambridge. (altro…)