agosto, 2019

Giovane di 28 anni si addormenta sul materassino a Scilla in Calabria e viene ritrovato nello Stretto di Messina

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 11:13am

Si è conclusa per fortuna bene, la triste avventura di un ventottenne di Reggio Calabria uscito in mare su di un materassino a Scilla, in Calabria, e rintracciato parecchie ore dopo nei pressi della costa di Messina, nello Stretto. Si era addormentato e la corrente lo aveva trascinato verso la costa siciliana. E’ accaduto ieri pomeriggio. Il giovane, al tramonto, si è tuffato in mare con il materassino gonfiabile dalla spiaggia di uno stabilimento balneare di Scilla. Un amico, non vedendolo più tornare, ha subito dato l’allarme chiedendo aiuto alla Capitaneria di Porto. Sono state avviate le ricerche in mare con quattro motovedette delle Capitanerie di Porto di Messina e Reggio Calabria. Nel frattempo anche a terra si e’ cercato il giovane ed inoltre e’ intervenuto un elicottero per le ricerche dall’alto, ricerche rese più difficili dalla scarsa visibilità. Alla fine il giovane è stato intercettato in mare a circa due miglia dalla costa era ancora sul materassino. Recuperato, è stato riportato a Scilla (Reggio Calabria) ed affidato alle cure dei medici del 118, e successivamente è tornato a casa.

Makeup autunno inverno 2020, il silver metallico colore di punta

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 7:39am

Per il prossimo autunno inverno il make up è metal. Oltre ai capi d’abbigliamento, l’argento è il colore trucco cult del momento declinato in ombretti, rossetto, mascara e glitter da applicare sugli zigomi

Un look con sfumature che vanno dal molto brillante nelle tonalità di grigio perla a quelle più chiare e letteralmente metalliche.

Il segreto sta nel trovare le sfumature che meglio si addicono al nostro incarnato ma soprattutto l’occasione giusta che può essere soprattutto la sera, quando si vuol sfoggiare qualcosa di più impegnativo e sofisticato.

I prodotti più ricercati per il make up, vanno dagli illuminanti di viso ed occhi da applicare soltanto su punti strategici del viso agli smalti per unghie effetto metal per una manicure catarifrangente, vediamo quali sono i prodotti color argento che non potete assolutamente non comprarvi!

MAKE UP ARGENTO Tra i prodotti chiave che non potete assolutamente perdervi, se il trend del trucco metal è di vostro gradimento, naturalmente, c’è certamente, un prodotto destinato a diventare un vero e proprio must di stagione, stiamo parlando dell’illuminante in gel-polvere dal finish radioso per illuminare il viso della nuova collezione make-up Fenty Beauty di Rihanna , che trovate in esclusiva da Sephora.

Un prodotto ideale anche per il giorno, luminoso ma non troppo vistoso.

Per la sera invece il consiglio è quello di osare di più con una palette di ombretti letteralmente metallizzata. Un altro prodotto che sta già riscuotendo un grandissimo successo è l’ombretto liquido argento metallico, satinato ma brillante al tempo stesso, di Mac Cosmetics, per il giorno invece meglio puntare sull’associazione tra nuance calde e fredde come ha fatto Dior con le sue nuove palette di ombretti.

E per le labbra? Naturalmente, un gloss e rossetti dal finish metal che brilli sia di giorno che di notte come il lucidalabbra super trasparente dall’effetto brillante e il rossetto effetto matte argento di Rimmel.

La Rivincita delle Sfigate, al cinema dal 21 agosto

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 6:35am

Il 21 agosto prossimo, arriva al cinema La Rivincita delle Sfigate, un film di genere commedia, diretto da Olivia Wilde, con Kaitlyn Dever e Beanie Feldstein. Distribuito da Eagle Pictures. (altro…)

Scrub viso, le ricette naturali che fanno per te

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 6:33am

Lo scrub è un trattamento cosmetico che serve a rimuovere dalla pelle cellule morte. Pulire in profondità i pori e attenuare macchie e discromie cutanee. Ecco quindi che diventa un valido alleato per la bellezza e combattere l’invecchiamento cutaneo, per viso e corpo.

La zona più interessante da trattare è quella chiamata T, ovvero fronte, naso e mento dove si concentrano maggiormente le impurità e i pori si otturano.

Ci servono allora i seguenti per pelli grasse: olio extravergine d’oliva possibilmente biologico, miele, mezzo limone, zucchero. Procedimento: In un piccolo contenitore aggiungete un cucchiaio di olio d’oliva, uno di miele, mezzo limone spremuto e dello zucchero molto fine (semmai passatelo al mixer un minuto). Amalgamate bene il tutto e applicatelo sul viso con movimenti circolari e delicati. Sciacquate con acqua tiepida.

Scrub per pelli impure alla mandorla: olio di mandorle, zucchero di canna. Procedimento: in un contenitore mescolate due cucchiai di olio di mandorla dolce e due cucchiai di zucchero di canna molto sottile. La ricetta è già pronta per essere utilizzata. Applicate lo scrub insistendo sulla zona T e sciacquando con acqua tiepida. Tamponate la cute del tonico prima di mettere un velo di crema.

Scrub allo zucchero contro i punti neri: miele d’acacia o di castagno, zucchero bianco. Procedimento: ci vogliono tre cucchiai di miele d’acacia o di castagno (molto liquido), tre cucchiai di zucchero bianco e un pentolino con dell’acqua calda. Mentre scaldate l’acqua, mescolate lo zucchero e il miele. Quando l’acqua bolle, utilizzatela per fare dei fumigi e aprire i vostri pori . Subito dopo applicate lo scrub.

Scrub ai fiori d’arancia: farina di riso, zucchero di canna, mezza arancia, miele, olio di fiori d’arancio. Procedimento: questo prodotto è molto delicato e profumato e si ottiene mescolando due cucchiai di farina di riso, due cucchiai di zucchero di canna, 10 gocce di olio essenziale ai fiori d’arancia, mezza arancia spremuta e 1 cucchiaio di miele. Anche in questo caso si applica con movimenti delicati, insistendo nella zona T.

Scrub antiage all’olio d’oliva: zucchero bianco, olio extravergine di oliva, succo di limone. Procedimento: mescolate due cucchiai di zucchero bianco, 4 cucchiai da minestra di olio d’oliva e il succo di un limone non trattato. Questa ricetta è ottima per combattere le rughe e per schiarire le classiche macchie cutanee. Dopo l’applicazione dello scrub, stendere un velo sottilissimo di crema antiage.

Visitare mostre e musei potenzia la memoria

Pubblicato il 19 Ago 2019 alle 6:06am

Frequentare musei, gallerie d’arte e mostre oltre a essere una piacevole attività culturale serve anche a mantenere attivo il cervello, fino a ridurre il rischio di sviluppare una certa forma di demenza. È quanto emerge da uno studio realizzato a Londra su quasi 4mila persone di età media di 64 anni e pubblicato sul British Journal of Psychiatry.

Secondo i ricercatori, infatti, con a capo la psichiatra Daisy Fancourt del Department of Behavioural Science and Health dell’University College of London: «Il nostro studio ha dimostrato per la prima volta che tra le persone che frequentano musei alcune volte l’anno, si riscontra un tasso inferiore nell’incidenza della demenza su un periodo di controllo di 10 anni».

Reni sani, come tutelarli con la giusta alimentazione

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 8:03am

L’alimentazione è molto importante per preservare i reni in salute. Talvolta alcuni cibi possono danneggiarli sovraccaricandoli. Alimenti troppo salati e quantità eccessive o scarse di acqua possono farli lavorare troppo.

Ma vediamo nello specifico cosa è meglio mangiare, e cosa no.

Come prima cosa gli esperti, raccomandano di non superare i 5 grammi di sale giornaliero.

Il potassio, dovrebbe essere limitato da parte di chi è affetto da malattie renali. E alimenti ricchi di fosforo anche, come latticini, carne rosa, pesce, legumi e molte tipologie di grano e cereali.

Per chi ha invece ha reni sani gli alimenti consigliati che li aiutano a mantenerli in forma, sono la cipolla che favorisce l’eliminazione dell’acido urico, l’olio d’oliva, che contiene grassi buoni ed è pertanto, da preferire rispetto ad altre tipologie di condimento. Non contiene fosforo ed è dunque consigliato anche per chi soffre di problemi renali.

Poi abbiamo, le mele che hanno un effetto antinfiammatorio. Diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari, prevengono la costipazione e riducono il colesterolo. Hanno inoltre un potente effetto antinfiammatorio e danno un notevole apporto di fibre naturali.

Altri alleati della salute dei reni, sono poi, i mirtilli, che svolgono un’importante azione depurativa e disintossicante. Li proteggono da possibili infezioni e contengono antiossidanti che diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari. Aiutano inoltre, contro il rischio di declino cognitivo e diabete.

L’ananas ricco di fibre, magnesio e vitamina B. Contiene la bromelina, un enzima che aiuta a ridurre i calcoli renali e le infiammazioni.

E ancora, cavolo che contribuisce a mantenere in salute il sistema digerente e i reni, in quanto ricco di sali minerali e vitamine. Contiene inoltre una fibra insolubile che mantiene in salute il sistema digerente e i reni.

Cheratosi pilare, come curarla in maniera efficace con i migliori rimedi anche naturali

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 7:04am

La cheratosi pilare è una malattia della pelle molto diffusa, che determina la presenza di piccole macchie di colore rosso o beige attorno ai follicoli dei peli. Il problema può presentarsi in diverse parti del corpo, dalle cosce ai glutei, dalle guance alla parte superiore delle braccia. E’ una condizione che non si può curare, ma con il tempo e con un trattamento adeguato può diventare sempre più, meno evidente. Non è contagiosa, perché non si tratta di un’infezione e non è causata da alcun batterio o fungo.

Si tratta di una condizione che in parte ereditaria: è stato dimostrato, che circa il 50-70% dei pazienti con questa malattia della pelle hanno altri casi in famiglia. Inoltre potrebbe contribuire all’insorgenza del problema una produzione eccessiva di cheratina della pelle, un processo denominato ipercheratizzazione.

Accumuli che possono essere determinati dalla presenza eccessiva di particelle di pelle secca all’apertura dei follicoli piliferi. La cheratosi pilare può essere associata ad altre condizioni, come la dermatite atopica, l’eczema, la pelle secca e allergie stagionali inalatorie. Esaminando la pelle interessata dal problema, si può notare un leggero ispessimento e un vero e proprio intasamento del follicolo. L’aspetto arrossato della pelle può essere determinato dalla dilatazione dei vasi sanguigni in superficie.

Chi può ammalarsi

La cheratosi pilare può interessare i bambini e gli adolescenti, ma anche gli adulti. In genere le donne sono le più colpite da questa condizione della pelle rispetto agli uomini. Nei bambini, la cheratosi pilare compare entro i primi 10 anni e può subire un peggioramento durante la pubertà. Questo disturbo della pelle tende a risolversi da solo con l’avanzare dell’età, soprattutto dopo i 30 anni.

Cure e terapia

Non esiste una cura per la cheratosi pilare che possa considerarsi valida per tutti. A volte questa condizione della pelle sparisce completamente senza la necessità di intervenire con un trattamento, come detto poco innanzi. Solitamente l’alimentazione non sembra avere a che fare con la cheratosi, anche se la carenza di vitamina A può determinare l’insorgenza di sintomi simili a quelli della cheratosi. Esistono comunque in vendita diverse composizioni dermocosmetiche che possono aiutare a liberarsi di tale inestetismo cutaneo.

Come possibilità per controllare i sintomi di questa malattia della pelle. E notare effetti benefici, è possibile ricorrere anche ad un programma di lubrificazione, ma si deve trattare di una cura continua.

Per ammorbidire la pelle e liberare i pori si possono effettuare degli scrub delicati mescolando bicarbonato di sodio con un po’ di acqua tiepida, oppure miscelando olio di mandorle e sale marino.

Creme invece per la cheratosi pilare acquistate in farmacia devono essere a base di Urea e Glicole propilenico, entrambe sostanze con proprietà cheratolitiche, ossia in grado di sciogliere lo strato corneo dell’epidermide.

Eucerin, ad esempio, consiglia i prodotti della linea UreaRepair, in particolar modo Urea Repair Emulsione Intensiva 10% Urea, che è stata clinicamente testata su pazienti con cheratosi pilare. La sua formula dona un’idratazione intensa alla pelle del corpo ruvida, pruriginosa e desquamata e un sollievo dai sintomi della pelle secca.

Dieta mediterranea, riduce il rischio di diabete in gravidanza

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 6:39am

Una nuova ricerca sulla dieta mediterranea, rivela che questo regime alimentare patrimonio dell’umanità, durante la gravidanza può ridurre di un terzo il rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Una condizione che colpisce dal 3 al 5% delle donne incinte e che, se non gestito, può avere pericolose ripercussioni su mamme e bambino: dall’aborto spontaneo al rischio di insorgenza di diabete di tipo 2 più avanti nel tempo, a ipertensione, preeclampsia, macrosomia (peso alla nascita elevato con seguenti complicazioni nel parto) o ipoglicemia del neonato. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos Medicine che ha esaminato gli effetti di una dieta mediterranea sulla salute delle donne in attesa e dei loro bebè.

I ricercatori dell’Università Queen Mary, in Gran Bretagna, hanno infatti arruolato 1.250 donne in sovrappeso, obese o con valori elevati di grassi nel sangue, scoprendo che a partire dalla 18esima settimana di gravidanza, la metà delle donne ha seguito una regime dietetico di tipo mediterraneo, ricco di fibre e grassi ‘buoni (acidi grassi insaturi), le altre hanno invece seguito la classica alimentazione consigliata alle future mamme. Al termine della gravidanza, le madri del primo gruppo erano aumentate di peso in media di 1,5 kg in meno rispetto a quelle del secondo gruppo. E soprattutto il loro rischio di sviluppare diabete gestazionale si era ridotto del 35%, ovvero aveva sviluppato diabete il 17,6% delle donne ‘sotto dieta mediterranea’ contro il 24,9% di quelle che avevano seguito un’alimentazione tradizionale.

Il consiglio ora, degli esperti, per le donne in ‘dolce attesa’ è quello di seguire un regime alimentare povero di grassi, zuccheri a rapido assorbimento, molti vegetali, e carne bianca al posto di quella rossa, legumi ecc. Via libera dunque poi a noci, nocciole, mandorle, pesce e ovviamente all’olio di oliva.

All’ospedale Molinette di Torino al debutto la carta d’identità della salute, vediamo di cosa si tratta

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 6:29am

Al Molinette di Torino debutta la carta d’identità della salute. Non si tratta di una corsia preferenziale, in quanto non permette di ottenere una priorità rispetto ad altri pazienti che si rivolgono al pronto soccorso. Però stabilisce alcuni standard importanti per quanti sono colpiti da malattie croniche o gravi patologie: sensibilizzando il personale sanitario sulle loro condizioni e attivando procedure in grado di scongiurare danni difficilmente rimediabili.

Come ad esempio accade per i paratetraplegici, che non dovrebbero restare in barella per più di un’ora, pena il rischio di sviluppare piaghe da decubito destinate a protrarsi per mesi e sulle quali solo un chirurgo plastico potrebbe intervenire. Altro esempio molto importante, sono le persone affette da autismo, per le quali è raccomandato che non restino in mezzo a molte persone perché ne sarebbero disturbate. Non meno importanti le indicazioni preventive sul tipo di farmaci utilizzati, eventuali intolleranze, il livello di supporto necessario, la storia clinica.

In un’ottica come questa, si spiega, e va interpretato, il “care passport”, strumento che Molinette e Cto (quindi Città della Salute) si preparano a mutuare dal mondo anglosassone, dove ha esordito per la prima volta. Obiettivo principale è quello certamente di agevolare le persone con disabilità cronica nel loro accesso in pronto soccorso, eliminando disagi vari e diminuendo l’ansia del paziente, creando le condizioni affinché possano essere considerati i suoi bisogni in rapporto al grado di disabilità in un contesto dove tutte le pratiche devono risultare rapide per consentire alle persone che vi accedono di ridurre i tempi di attesa. In altri termini, si tratta di una carta d’identità della salute già in corso di distribuzione nei pronto soccorso e nei reparti (alla dimissione) da parte delle associazioni di volontariato ai disabili, soprattutto paratetraplegici, e ai malati cronici (per ora trapiantati di rene e malati reumatologici).

Una nuova iniziativa ad opera dell’Urp, l’Ufficio relazioni con il pubblico: la prima tappa di un percorso che intende perseguire nel tempo con misure concrete dedicate a pazienti-cittadini: in primis i più fragili.

Trattenere le lacrime genera disturbi alla salute

Pubblicato il 17 Ago 2019 alle 7:47am

Uno studio condotto dall’ Università del Queensland, pubblicato sulla rivista scientifica Emotion, ha esaminato a fondo il fenomeno del piangere, su oltre 500 soggetti in preda a lacrime e singhiozzi per svariati motivi, misurando loro il battito, la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa, i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e monitorando i cambiamenti psicologici conseguenti alle crisi di sconforto, concludendo che il pianto è benefico ed aiuta a mantenere l’omeostasi biologica, ovvero il processo che mantiene in equilibrio costante l’ambiente interno ed esterno del nostro organismo, compresa la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la salute mentale, restituendo la serenità perduta.

Il pianto è un fenomeno fisiologico che produce e rilascia lacrime in risposta ad una emozione, negativa (dolore) o positiva (gioia), anche se le due componenti, lacrimazione ed emozione, possono non necessariamente essere compresenti.

ELIMINA LE TOSSINE L’encefalina in particolare, contenuta nelle lacrime e con esse secreta, allevia il dolore, allenta la tensione e distende i muscoli, motivo per cui il corpo si rilassa maggiormente e recupera energie subito dopo la crisi di pianto, mentre la prolattina e la corticotropina che aumentano ogni volta che l’organismo subisce ed accumula eccessivo stress, vengono eliminate in modo copioso attraverso le lacrime insieme ad altre tossine. Chiamatelo sfogo emotivo, crisi di sconforto o come volete, ma il pianto è stato predisposto da madre natura nel genere umano per liberarci da rabbia, delusione, tensione, sofferenze e da tutto ciò che la mente trattiene, memorizza, nasconde, e che la razionalità deposita nel fondo della coscienza, ed attraverso la crisi di pianto vengono eliminate anche le tossine e la dose eccessiva di ormoni stressanti accumulati, che hanno ripercussioni sull’intero organismo.

Ecco allora che se le lacrime vengono trattenute ogni volta che si avverte il desiderio di piangere potrebbe aumentare il rischio di insorgenza di molti meccanismi compensatori, poiché tutto quello che reprimiamo, che teniamo dentro, e che depositiamo o nascondiamo nel profondo della nostra anima, prima o poi torna a galla sotto forma di vari disturbi, anche difficilmente diagnosticabili per quanto riguarda la loro origine. I sintomi più frequenti sono: intestinali, gastro-enterologi, circolatori, respiratori e cardiaci, oltre che neurologici, con crisi di ansia e di panico, e, nei casi più gravi, con danni cerebrali con instabilità psichiatrica persistente. Insomma, senza piangere ci si ammala, molto più spesso e si sta male dentro, nell’anima, coltre nella mente.