ossa

Vitamina B12, la sua importanza e i cibi ricchi che la contengono

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 6:04am

La vitamina B12, chiamata anche cobalamina, è al centro di diversi processi fisiologici, come ad esempio la formazione dei globuli rossi, ed è pertanto essenziale rendere sano il sistema nervoso. Il nostro organismo non può sintetizzare da solo questa vitamina, ma è costretto ad assumerla attraverso l’alimentazione. Scopriamo allora che i cibi ricchi che la contengono sono i seguenti, e che principalmente sono di origine animale, pertanto le persone vegetariane e vegane possono aver problemi a reperire la quota minima giornaliera di vitamina B12, pari a circa 2.8 microgrammi.

Anche le persone affette da problemi digestivi come la celiachia, sono a rischio di deficit di vitamina B12 proprio per le difficoltà dell’intestino ad assorbire alcuni nutrienti.

Le persone con deficit di vitamina B12 possono manifestare sintomi come fatica, debolezza, vertigini.

Per evitare di incorrere in tali situazioni, non resta che seguire una dieta in grado di garantire il corretto apporto di vitamina B12.

Vongole – Le vongole sono tra gli alimenti più ricchi di vitamina B12 con circa 84 microgrammi in meno di 100g di vongole. Oltre ad essere ricche di vitamina B12, contengono una quantità considerevole di potassio. Un piatto di spaghetti con vongole sarà in grado di deliziare il palato e di fornire nutrienti fondamentali per la nostra salute. Ostriche – Oltre a contenere ottimi livelli di vitamina B12 (21 mcg per tre oncie di ostriche), le ostriche contengono elevati livelli di zinco. Questo minerale essenziale fornisce un supporto al sistema immunitario e aiuta a combattere il raffreddore e l’influenza. In più, lo zinco favorisce la produzione di testosterone con effetti positivi sul desiderio sessuale, ma anche sul corretto funzionamento delle ovaie.

Cozze – Sono ricche di vitamina B12 e in più costituiscono un’ottima fonte di proteine, potassio, vitamina C e Omega 3.

Granchio – Alimento prelibato e ricco di vitamina B12, vitamine A, B, C e magnesio. Così come le ostriche, anche i granchi contengono importanti quantità di zinco, pari al 58% della dose giornaliera consigliata.

Sardine – Oltre ad essere un’importante fonte di vitamina B12, sono davvero ricchissime di calcio, molto più dei latticini ad esempio. Inoltre le sardine contengono vitamina D e Omega 3. Se acquistate in scatola, è consigliabile risciacquarle più volte prima di cucinarle così da eliminare il sale in eccesso.

Trota – La carne di pesci come la trota di grandi dimensioni, oltre ad essere ricca di vitamina B12, lo è anche di vitamina D e Omega 3 che facilitano l’attività del cervello e aiutano a combattere le infiammazioni.

Salmone – Il salmone non è solo apprezzato per il sapore della sua tenera carne, ma anche per la presenza di nutrienti fondamentali per la salute: vitamina B12, vitamina D e gli Omega 3 che costituiscono ottimi alleati per lo stato di salute del proprio cuore.

Tonno – Sicuramente è tra i pesci più apprezzati nelle cucine di tutto il mondo, ma forse non tutti conoscono i benefici che esso può dare alla nostra salute. Infatti, questo pesce è ricco di vitamina B12 e di vitamina D e inoltre ha anche importanti quantità di Omega 3, inclusi l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesanoico (DHA), che svolgono una funzione protettiva a livello del sistema nervoso centrale.

Manzo – La carne di manzo è un’ottima fonte di zinco e vitamina B12 ed è inoltre ricca di riboflavina , che aiuta ad alleviare i sintomi premesturali.

Latte – Il latte, alimento ricco di calcio e di vitamina D può avere effetti positivi sui sintomi del ciclo mestruale. In più, un recente studio dell’Università del Massachusetts ha rivelato che le donne abituate a consumare regolarmente latte e derivati, hanno meno problemi di ovulazione.

Yogurt – ricco di calcio, magnesio e proteine. Recenti studi dimostrano che mangiare regolarmente yogurt abbassa i rischi di sviluppare il diabete e l’ipertensione. Grazie alla presenza di importanti probiotici, lo yogurt rappresenta un ottimo aiuto per la digestione favorendo la proliferazione della flora intestinale.

Uova – Le uova contengono grandi quantità di vitamina D e di magnesio, importanti perché favoriscono l’assorbimento di calcio e contribuiscono a garantire ossa resistenti.

Pollo – Anche è una buona fonte di proteine e inoltre accelera il metabolismo, favorendo i processi digestivi.

Tacchino – la cui carne risulta essere ricca di selenio, che favorisce l’azione del sistema immunitario. Inoltre contiene anche triptofano, un elemento che garantisce un buon riposo notturno.

Sale, attenzione. Dieta ricca corrode le ossa

Pubblicato il 21 Dic 2018 alle 6:20am

Una dieta ricca di sale, comune in molti paesi avanzati, non soltanto può causare l’ipertensione e malattie cardiovascolari, ma anche corrodere le ossa dall’interno riempendole di buchi. E’ il risultato preliminare a cui è arrivata una nuova ricerca australiana, che se confermato conferisce una priorità ancora più elevata alla lotta contro la dipendenza di sodio. (altro…)

Vitamina D non solo efficace per le ossa, ma anche per la rigidità delle arterie

Pubblicato il 03 Gen 2018 alle 10:51am

Quando le pareti delle arterie sono molto rigide, il rischio di sviluppare un ictus o un infarto è molto elevato. Per questo motivo è essenziale agire tempestivamente al fine di ridurre al minimo tale probabilità. Una buona notizia, però, arriva dalla vitamina D. (altro…)

Sir, spondiloartriti: 500mila euro per 10 borse di studio a giovani ricercatori

Pubblicato il 30 Nov 2017 alle 6:19am

La Società Italiana di Reumatologia (SIR), grazie ad un educational grant di Novartis, ha consegnato cinquecentomila euro, dieci borse di studio a giovani reumatologi nel biennio 2017-2018, al fine di portare avanti progetti di ricerca sulla diagnosi precoce delle spondiloatriti.

I premi sono stati consegnati durante il 54esimo congresso della Società, chiusosi sabato scorso a Rimini. Per i giovani reumatologi l’iniziativa rappresenta un momento molto importante per la loro crescita professionale. Avranno infatti la possibilità di partecipare ad una formazione di due anni.

La SIR ha infatti identificato come priorità il sostegno alla ricerca nell’ambito delle malattie reumatiche a carattere cronico-infiammatorio, con particolare riferimento alla diagnosi ed al trattamento precoce. “Le spondiloatriti colpiscono le articolazioni e la colonna vertebrale e hanno alcune caratteristiche comuni. – afferma il prof. Mauro Galeazzi presidente nazionale SIR – Possono causare mal di schiena, gonfiore alle dita o alle articolazioni, alterazioni delle unghie e della pelle oltre a essere particolarmente dolorose e debilitanti. Oggi abbiamo a disposizione terapie di ultima generazione che rallentano ed in alcuni casi arrestano la progressione del danno osseo articolare migliorandone i sintomi. Sono ben tollerate e migliorano la qualità di vita dei pazienti. Si tratta di un beneficio molto importante perché le spondiloatriti possono colpire anche persone di soli vent’anni e che quindi hanno davanti a sé ancora molti anni da vivere. Come Società scientifica siamo in prima linea nel sostenere la ricerca e, al tempo stesso, riteniamo necessario informare e sensibilizzare quante più persone possibili attraverso iniziative di sensibilizzazione su tutto il territorio. Proprio al congresso di Rimini è partita #Reumadays la nostra prima campagna nazionale itinerante in 11 città durante la quale incontriamo i cittadini per metterli in guardia sui pericoli delle reumatiche”.

“La ricerca scientifica è il motore trainante di grandi cambiamenti e consentirà passi avanti nella cura e nella gestione delle malattie reumatiche – dichiara Gaia Panina, Chief Scientific Officer di Novartis -. Attraverso il contributo a questa importante iniziativa promossa dalla SIR, Novartis conferma il proprio impegno nel promuovere la formazione di ricercatori altamente qualificati e nel sostenere la ricerca indipendente. Siamo orgogliosi di riconoscere e gratificare il lavoro dei giovani reumatologi che si impegnano a raggiungere traguardi scientifici nel campo delle patologie reumatiche croniche infiammatorie. Queste malattie colpiscono, purtroppo, un’importante fetta della popolazione, tra cui giovanissimi. Nel caso specifico delle spondiloartriti, sono infatti i giovani a partire dai 25 anni ad essere il principale bersaglio. Proprio grazie agli importanti progressi della ricerca scientifica, oggi è possibile non solo un miglioramento costante dei segni e dei sintomi, ma anche limitare la progressione radiologica della patologia”.

Lo smog fa male alla salute delle ossa e incentiva l’osteoporosi

Pubblicato il 14 Nov 2017 alle 9:00am

Secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health, i ricoveri per frattura aumentano al crescere dell’inquinamento atmosferico. Inoltre lo studio, condotto presso la Columbia University’s Mailman School of Public Health, evidenzia che lo smog può essere associato a una perdita di densità ossea (condizione tipica dell’osteoporosi) e ridotta concentrazione di ormone paratiroideo nel sangue (l’ormone che presiede all’assorbimento del calcio e ha un ruolo nella mineralizzazione delle ossa). (altro…)

Magnesio, un amico delle ossa contro le fratture negli anziani

Pubblicato il 16 Apr 2017 alle 7:22am

Il magnesio, un alleato delle ossa proprio come calcio e vitamina D.

Può prevenire il rischio di fratture negli anziani. A sostenerlo i ricercatori delle Università di Bristol e della Finlandia Orientale che hanno condotto uno studio su 2.245 uomini di mezza età per un periodo di 20 anni, scoprendo che quelli che avevano livelli più bassi di magnesio nel sangue avevano anche un aumento del rischio di fratture, in particolare dell’anca. Mentre il rischio di avere una frattura è risultato essere ridotto del 44% negli uomini con elevati livelli di magnesio. (altro…)

Asma, come ridurre i rischi con la vitamina D

Pubblicato il 12 Set 2016 alle 7:46am

I ricercatori della Queen Mary University di Londra, nel Regno Unito, i cui risultati sono stati presentati al congresso internazionale 2016 della European Respiratory Society l’aggiunta di supplementi contenenti vitamina D possono ridurre il rischio di attacchi di asma grave e il numero di ricoveri ospedalieri.

La maggior parte dei pazienti, sottoposti ad esame, aveva un’asma che era da considerata da moderata a grave.

Ebbene, il rischio di ricovero ospedaliero o visita al pronto soccorso a causa di attacchi è risultato ridotto nel 6% – 3% dei casi in coloro che assumevano regolarmente integratori a base di vitamina D per via orale.

Ridotta inoltre anche la necessità di un trattamento con steroidi per attacchi acuti.

Ricordiamo, che gli alimenti più ricchi di vitamina D sono: fegato, olio di pesce, aringa, salmone, sardina, uova, burro e latte. I raggi solari sono degli ottimi attivatori di vitamina D, molto efficace per la salute di denti ed ossa.

Eseguito primo intevento di gomito con ossa di cadavere

Pubblicato il 14 Dic 2015 alle 9:46am

E’ stato eseguito con successo il primo intervento di gomito dalle ossa di un cadavere.

Una nuova soluzione valida a problematiche mediche invalidanti che arriva da una struttura italiana, l’azienda ospedaliera Angelo di Mestre, dove i chirurghi veneti sono riusciti a sopperire ad una grave malformazione al gomito che aveva colpito un 55enne mediante appunto questo tipo di intervento, definito integrale, realizzato grazie alle ossa di un cadavere.

Andando cioè, semplicemnete a prelevare le componenti ossee necessarie al trapianto da un paziente morto, l’equipe di chirurghi guidata dal primario Andrea Niti è riuscita a sostituire l’intera struttura presente nel gomito, senza che l’operazione desse esiti fallimentari dovuti a crisi di rigetto o incompatibilità ossea.

Sfruttando in pratica una tecnica già in uso per altre problematiche localizzate nelle anche sono riusciti a ricostruire il gomito del paziente andando a saldare le ossa recuperate da un cadavere ad una particolare protesi che si trovava già inserita nel copro del paziente, realizzando così quella che viene detta la giuntura “ibrida”.

Perfettamente riuscito, l’intervento si è rivelato in grado di restituire la funzionalità all’arto del paziente,

Carenza di Vitamina D: bambini troppo tempo in casa, devono prendere il sole

Pubblicato il 12 Dic 2015 alle 8:29am

Il 60-70 per cento dei bambini e adolescenti italiani è in uno stato di ipovitaminosi D, ovvero carente di questa vitamina.

La carenza di vitamina D nella sua forma di deficit più estremo è la condizione responsabile del rachitismo carenziale, una patologia pediatrica che deforma le ossa fino a provocarne disabilità.

“La vitamina D è essenziale per la regolazione del metabolismo del calcio: fissa nelle ossa il minerale assunto dall’ambiente, ma tale processo avviene soprattutto nelle prime due decadi”, spiega Giuseppe Saggese, coordinatore scientifico del Consensus.

“La Vitamina D in età pediatrica” è il recente documento stilato con le raccomandazioni ai fini della prevenzione dell’ipovitaminosi D da 0 a 18 anni, presentato ieri dalla Società italiana di pediatria e dalla Società di pediatria preventiva e sociale, in collaborazione con la Federazione Medici Pediatri, Fimp.

“È intorno a 20 anni infatti che si raggiunge il picco di massa ossea: il valore massimo di mineralizzazione dell’osso – osserva Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – quindi tanto maggiore è il picco tanto minore è la probabilità di andare incontro all’osteoporosi nelle età successive della vita, soprattutto dopo la menopausa”.

Per questo motivo è importante assumere alimenti ricchi di vitamina D, praticare sport e una buona esposizione solare sia in inverno che in estate. Per questo i bambini devono uscire più spesso, stare all’aria aperta.

«Gioco e attività fisica all’aria aperta dovrebbero essere maggiormente incoraggiati soprattutto durante la bella stagione, anche perché da novembre a febbraio l’inclinazione dei raggi ultravioletti è insufficiente a favorire la produzione di vitamina D – spiega il dott. Corsello – Il consiglio è rivolto soprattutto agli adolescenti che registrano i deficit più elevati di vitamina D anche a causa di stili di vita errati, come passare molte ore chiusi in casa davanti al computer o alla tv e non fare attività fisica».

Italiani con ossa fragili, i consigli degli esperti per proteggerle da fratture

Pubblicato il 10 Nov 2015 alle 6:08am

Gli italiani hanno le ossa più fragili, è quanto emerge dal Congresso in corso a Roma all’Hotel Ergife indetto dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia.

Dati che sembrano essere molto preoccupanti e che dimostrano come le lesioni e le fratture delle ossa in questi ultimi anni siano aumentate in maniera esponenziale.

Solo nel 2015 si parla di oltre 230 mila fratture in un anno.

Un numero altissimo che provoca in molti casi anche disabilità, temporanea o permanente, o addirittura morte.

Fratture dette da fragilità, un fenomeno che interessa principalmente le donne affette da osteoporosi senile, tipica della menopausa.

Una donna su 4 infatti, durante la menopausa andrebbe incontro ad una frattura, dovuta all’indebolimento dell’apparato scheletrico, principalmente nelle zone più fragili del corpo, rischio che coinvolgerebbe una donna su 3 superati i 60 anni di età.

Le ossa più esposte: femore, polso, omero, caviglia e vertebre, con il rischio del 20% di subire una seconda frattura.

Il femore, l’osso più a rischio, soprattutto negli anziani, si parla infatti di 95mila ricoveri l’anno.

Umberto Tarantino, relatore del congresso e docente all’università di Tor Vergata a Roma, per questo motivo fornisce una serie di accorgimenti per prevenire le fratture.

Come prima cosa, consiglia l’esperto, un’alimentazione ricca di fibre, calcio e vitamina D. Eccellente elisir per le ossa, ricavabile anche dall’esposizione solare. Per questo motivo gli esperti consigliano un’esposizione quotidiana di 10/20 minuti al giorno. Evitare fumo ed alcol, in quanto le tossine possono contrastare l’azione osteoblastica. Bere non più di un bicchiere di vino rosso al giorno che secondo gli ortopedici sembrerebbe avere effetti benefici. Praticare attività fisica, di natura aerobica, o concedersi una lunga passeggiata veloce quotidiana. Stare attenti per gli anziani a cadute, evitare per loro scalini, tappeti e calzature con suola alta.