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Onu, allarme clima: cicloni sempre più potenti. Il 27 settembre manifestazioni di studenti in oltre 150 città italiane

Pubblicato il 26 Set 2019 alle 6:03am

Cicloni, uragani e tifoni sono sempre più potenti e preoccupanti. Come d’altronde, anche, l’aumento dei mari sempre più veloce. Megalopoli costiere che subiranno ogni anno catastrofi climatiche. E’ sconfortante il quadro che emerge da un recente rapporto stilato da esperti dell’Onu sul clima. Un grido d’allarme, di dolore che non può lasciare tutti indifferenti e soprattutto i capi di Stato mondiali.

“L’intensità media” dei cicloni tropicali e la percentuale dei cicloni di categoria 4 e 5, che è già aumentata negli ultimi decenni, “dovrebbe aumentare”, anche se i cicloni in generale non dovrebbero essere più frequenti. Aumento del livello dei mari 2,5 volte più veloce che in XX secolo Il livello dei mari è aumentato 2,5 volte più velocemente all’inizio del 21 secolo che nel 20, e continuerà ad aumentare principalmente a causa della riduzione delle calotte di ghiaccio, si legge ancora nel rapporto. Qualunque siano gli scenari, il mare continuerà a salire dopo il 2100. In un mondo a +2 C il tasso di crescita potrebbe stabilizzarsi, raggiungendo circa 1 metro nel 2300, rispetto a diversi metri se le emissioni di gas serra continueranno allo stesso ritmo di oggi, secondo tale documento. Entro il 2050 megalopoli costiere subiranno ogni anno catastrofi climatiche entro il 2050, e piccole nazioni insulari subiranno un’aggressiva riduzione delle emissioni di gas serra. Più di un miliardo di persone, entro la metà del secolo, vivranno in zone soggette a cicloni, inondazioni su larga scala ed altri eventi meteorologici estremi amplificati dall’innalzamento dei mari, come previsto dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici.

“Quanto costa proteggere le coste?” Costruire una protezione contro l’innalzamento del livello dell’acqua potrebbe ridurre il rischio di inondazioni da 100 a 1.000 volte, se investisse “da decine a centinaia di miliardi di dollari all’anno”, dice ancora il rapporto Onu.

Venerdì prossimo, 27 settembre, migliaia di studenti italiani scenderanno in piazza con Cortei e manifestazioni, flash-mob per dire basta “proteggiamo il clima”. Sarà uno sciopero generale di tutte le categorie che rischia di creare non pochi disagi a servizi pubblici, scuole, sanità e servizi vari tra i quali anche i trasporti. E’ il “Global Strike For Climate”, il terzo sciopero globale per il clima, indetto a livello mondiale per il 27 settembre dal movimento ambientalista Fridays For Future (FFF), guidato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg: dopo una settimana di mobilitazioni in concomitanza con il vertice Onu sul clima che si è tenuto pochi giorni fa a New York.

La manifestazione più grande si volgerà a Roma, con un corteo di studenti che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 9.30 per raggiungere poi Piazza della Madonna di Loreto, dove si terrà un sit-in fino alle ore 14.30. Manifestazioni di questo tipo previste anche in oltre 150 città italiane. Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti con una circolare ha auspicato che le scuole, nella loro autonomia, possano giustificare l’assenza dalle lezioni, motivata dalla partecipazione alle manifestazioni, “stante il valore civico che la partecipazione riveste”. –

Greta Thunberg da Francesco: ‘Il Papa mi ha detto di andare avanti’

Pubblicato il 18 Apr 2019 alle 6:03am

Greta Thunberg, la giovane attivista svedese diventata il simbolo della protesta contro i mutamenti climatici, arrivata a Roma accompagnata dalla madre Malena Ernman, è scesa alla Stazione Tiburtina e con il suo cartellone “Skolstrejk for Klimatet”, zaino in spalla e le treccine legate è subito andata ieri in piazza San Pietro dove, al termine dell’Udienza generale, si è incontrata con il santo padre, papa Francesco. (altro…)

Meteo, inizio 2019 con gelo anche a bassa quota al Sud e sulle isole

Pubblicato il 30 Dic 2018 alle 10:41am

Il Centro Europeo parla di un Capodanno 2018/19 con temperature miti ma di un avvio di Gennaio dal sapore tipicamente invernale: l’alta pressione di questo mese di dicembre si spingerà fin verso la Scandinavia nei primi giorni del 2019 favorendo la discesa di aria polare verso il bacino del Mediterraneo, e quindi anche verso l’Italia. (altro…)

Clima, anche il Papa attacca Trump: “Nessuno può imporre la sua visione del pianeta”

Pubblicato il 03 Giu 2017 alle 10:41am

Dure critiche da parte del Vaticano nei confronti dell’amministrazione Usa guidata da Donald Trump, dopo l’annuncio sul dietrofront sugli accordi sul clima stipulati a Parigi lo scorso anno. (altro…)

Naso, forma influenzata dai geni e dal clima

Pubblicato il 20 Mar 2017 alle 10:04am

Sulla rivista scientifica Plos Genetics i ricercatori della Penn State University, coordinati da guidati da Mark Shriver, hanno spiegato il modo in cui sono riusciti a costruire una sorta di banca dati delle misure e delle proporzioni del naso in diverse popolazioni, catalogando i dati raccolti relativi a larghezza e distanza delle narici, lunghezza e sporgenza della cresta, area esterna. (altro…)

Record di CO2 nell’atmosfera: rischi per il clima e il pianeta

Pubblicato il 26 Ott 2016 alle 6:50am

Superata anche la quota 400. Prima della rivoluzione industriale nell’atmosfera in media erano presenti solo 278 parti per milione di anidride carbonica. (altro…)

Allarme surriscaldamento globale, la Terra può esplodere

Pubblicato il 04 Set 2016 alle 9:24am

“E’ molto difficile che il pianeta – spiega Gavin Schmidt, coordinatore dei climatologi dell’agenzia americana – riesca a rimanere entro un limite di aumento di temperatura di 1,5-2 gradi come concordato nel dicembre scorso alla Conferenza mondiale dell’Onu sul clima a Parigi da 195 paesi”.

Il nostro pianeta si sta riscaldando ad un ritmo velocissimo, mai visto negli ultimi millenni. In questo 2016 la temperatura media globale ha raggiunto il picco 1,38 gradi centigradi rispetto ai livelli registrati nel XIX secolo.

“Mantenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi richiede significativi e consistenti tagli di emissioni di CO2 o interventi coordinati di geo-ingegneria”. Oltre tale limite, osserva ancora l’esperto, il riscaldamento del pianeta può provocare effetti devastanti”.

Secondo Gavin Schmidt, c’è “il 99% di probabilità” che l’intero 2016 stabilirà un nuovo record annuale sul termometro, “superando” il 2014 e il 2015.

Il rischio è quello di un ritmo crescente del riscaldamento globale, che porterà la Terra a riscaldarsi nei prossimi cento anni a una velocità di “almeno 20 volte superiore” rispetto alla media storica, secondo la Nasa.

Buone notizie, il buco nell’ozono in Antartide si richiude

Pubblicato il 05 Lug 2016 alle 7:20am

Buone notizie dal punto di vista ambientale: il buco nell’ozono sopra l’Antartide si sta riducendo. Ricercatori del Mit e di altri istituti internazionali, secondo quanto riferisce il sito dello stesso Massachusetts Institute of Technology, avrebbero osservato lo scorso settembre un ridimensionamento del buco di oltre 4 milioni di chilometri quadrati, circa la metà degli Stati Uniti, dal 2000 in poi.

Una contrazione dell’area “malata” che ha subito alcuni rallentamenti grazie anche alle eruzioni vulcaniche particolarmente importanti, e grazie ad un isnieme di fattori ambientali sotto osservazione.

Valutati infatti dagli scienziati i cambiamenti dell’area con criteri stagionali e di altitudine relativamnete ad osservazioni fatte nel mese di settembre.

Un miglioramento, che lo studio pubblicato su Science, sottoliena sia dovuto certamente anche agli effetti del Protocollo di Montreal relativi alla riduzione delle sostanze che minacciano lo strato di ozono, entrato in vigore nel 1989.

Clima, Hollande: “Non deludiamo il mondo”. Obama: “Usa inquinatori pentiti, ci assumiamo responsabilità”

Pubblicato il 30 Nov 2015 alle 1:56pm

In una capitale francese blindata si è aperto oggi il summit Cop21, sul clima.

Per i 150 leader mondiali riuniti oggi a Parigi fino al prossimo 11 dicembre, si tratta dell’ultima occasione per salvare il nostro pianeta.

Una sfida colossale ma non impossibile da affrontare che porti ad un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico onde evitare ripercussioni irreversibili.

Francois Hollande: “Ai nostri figli dobbiamo lasciare un pianeta preservato dalle catastrofi e sostenibile”. “Abbiamo un obbligo di successo”, ha detto il ministro degli Esteri francese e presidente della Conferenza Laurent Fabius.

Mentre il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon rivolgendosi ai capi di stato ha avvertito: “Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”, trovando un accordo per arginare entro i due gradi l’aumento delle temperature del pianeta causato dalle emissioni inquinanti. Per farlo i leader dovranno cercare “il compromesso, il consenso e, se è necessario, anche la flessibilità”.

Tra i leader intervenuti per primi anche il presidente americano Barack Obama, che ieri sera insieme ad Hollande si è recato al Bataclan per rendere omaggio alle vittime del 13 novembre.

“Sono venuto di persona come rappresentante della prima economia mondiale e del secondo inquinatore per dire che noi, Stati Uniti, non solo riconosciamo il nostro ruolo nell’aver creato il problema ma che ci assumiamo anche la responsabilità di fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso. Bisogna “agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine”.

Presente al summit anche il premier italiano Matteo Renzi che dopo la stretta di mano con il segretario dell’Onu ha postato su Facebook la foto dell’incontro commentando: “L’Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra. Quattro miliardi di dollari da qui al 2020, lo sforzo delle istituzioni e delle aziende a cominciare da Eni e Enel, un grande investimento educativo per le nuove generazioni. Siamo tra i paesi leader nella ricerca con scienziati di altissimo livello. Siamo tra i protagonisti della Green economy. Abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni. Sull’efficienza energetica, con i contatori intelligenti, puntiamo alla leadership mondiale. Dunque, noi facciamo la nostra parte. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile”.

Clima, allarme Wwf “Sulle Alpi il 40% di ghiaccio in meno in 50 anni”

Pubblicato il 22 Set 2015 alle 11:17am

La superficie dei ghiacciai delle Alpi si sarebbe ridotta del 40% in poco più di 50 anni, passando dai 519 km quadrati del 1962 agli attuali 368 km. (altro…)