smog

Inquinamento, respirare aria di città e come fumare un pacchetto di sigarette

Pubblicato il 28 Ago 2019 alle 6:41am

Respirare aria inquinata nelle nostre città può provocare seri danni ai polmoni. Come fumare un pacchetto di sigarette al giorno. È questo in estrema sintesi il risultato che emerge da uno studio condotto dall’Università di Washington negli Usa.

Dati questi che potrebbero spiegare perché sempre più spesso non fumatori stanno avendo problemi ai polmoni, tra i quali anche il tumore.

Lo studio in questione si è concentrato soprattutto sull’enfisema polmonare. Patologia cronica e progressiva, che porta a un graduale peggioramento della funzionalità dell’apparato respiratorio.

Sindrome dell’occhio secco, più casi in Pianura Padana che al Centro-Sud, ecco perché

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:38am

La sindrome dell’occhio secco è molto più diffusa in Pianura Padana piuttosto che altrove, lo dice anche la scienza in una ricerca che sostiene che la colpa sia da attribuire allo smog e alla tecnologia, più diffusi in questa area.

Si tratta infatti dell’esito emerso nel corso di una campagna di prevenzione promossa dall’8 maggio al 14 giugno dal Centro italiano occhio secco (Cios) di Milano in collaborazione con la Clinica oculistica dell’università dell’Insubria di Varese, sotto la guida del ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano e Società italiana di oftalmologia (Soi). Nata con l’obiettivo di «informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare molto diffusa, ma ancora sottovalutata e poco conosciuta», l’iniziativa ha permesso di eseguire gratuitamente 745 screening nei 15 centri aderenti in tutta la Penisola.

«Gli esami diagnostici – riferiscono gli organizzatori – hanno rilevato che l’83% dei pazienti dei centri dell’area della Pianura Padana (Milano, Varese, Torino e Padova), dove l’inquinamento ambientale e l’utilizzo delle tecnologie è più diffuso, presentava la sindrome dell’occhio secco (nel 29% dei casi in forma moderata), contro il 73% delle persone visitate nelle altre strutture aderenti all’iniziativa (Napoli, Arezzo, Pisa, Bari, Catania, Sassari e Lecce)». Gli screening hanno evidenziato che «l’utilizzo della tecnologia per più di 6 ore al giorno era maggiore tra i pazienti dei centri della Pianura Padana (47%) rispetto al gruppo del Centro e Sud Italia (33%)».

Tra le molteplici cause che scatenano la sindrome dell’occhio secco, fra i quali gli esperti elencano per esempio «invecchiamento, alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo, alcol», rivestono «un ruolo chiave gli inquinanti atmosferici, che possono attivare segnali pro-infiammatori e influenzare la composizione del film lacrimale. L’inquinamento spesso supera la soglia massima consentita soprattutto nei grandi centri abitati», e «nel campione preso in esame il 33% della popolazione della Pianura Padana vive in città con oltre 500 mila abitanti». «Ma può alterare la funzionalità lacrimale – avvertono gli specialisti – anche lo stile di vita: soggiornare a lungo in ambienti con l’aria condizionata oppure usare per molte ore il computer, il tablet o il cellulare. Di fronte a questi dispositivi tecnologici si tende infatti ad ammiccare meno frequentemente, riducendo la produzione del liquido lacrimale».

Inquinamento: un morto ogni 5 secondi, il killer silenzioso ci sta uccidendo

Pubblicato il 09 Mar 2019 alle 7:35am

L’inquinamento è un killer silenzioso che sta uccidendo la popolazione mondiale, in certe aree del pianeta più che in altre. Un morto ogni 5 secondi. E noi restiamo immobili, impassibili a tutto ciò che avviene. Le Nazioni Unite, tramite David Boyd, spiegano la situazione attuale, lanciando un allarme e chiedendo di intervenire subito, prima che sia troppo tardi. (altro…)

L’inquinamento atmosferico fa male ai reni

Pubblicato il 30 Ago 2018 alle 6:22am

Lo smog oltre che ai polmoni fa male anche ai reni. E’ la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori dell’Università del Michigan in uno studio pubblicato su Plos One. (altro…)

Smog e rischio diabete di tipo 2

Pubblicato il 06 Lug 2018 alle 7:09am

Vivere in città, e soprattutto dove l’aria risulta essere molto più inquinata aumenterebbe il rischio di ammalarsi di diabete, al punto che il 14% dei casi che si verificano nel mondo potrebbe essere legato proprio a questa causa.

Ad affermarlo è uno studio condotto dalla Washington University di Sant Louis pubblicato da Lancet Planetary Health.

Durante il quale i ricercatori hanno analizzato i dati di 1,7 milioni di persone seguite in media per 8,5 anni, confrontando il loro stato di salute con i tassi di inquinamento registrati dalle centraline in prossimità delle loro residenze.

Ebbene, dai dati raccolti si è scoperto una forte correlazione tra inquinamento e diabete: circa il 21% dei soggetti esposti ad un livello di smog tra 5 e 10 microgrammi per metro cubo ha sviluppato la malattia, mentre per quelli tra 12 e 14 la percentuale è risultata del 24%. Il maggior rischio è stato poi confrontato con i dati sul diabete di tutto il mondo. “L’inquinamento contribuisce ad almeno 3,2 milioni di casi l’anno – concludono gli autori -, e il rischio è maggiore per i paesi a reddito più basso, come l’India o l’Afghanistan, che non possono mitigarne gli effetti”.

Smog e inquinamento atmosferico rallentano attività del cervello dei bambini

Pubblicato il 12 Giu 2017 alle 6:00am

Lo Smog rappresenta uno dei maggiori mali del 21esimo secolo, un male silenzioso e molto drammatico. Solo in Europa, si stima che ogni anno sono quasi 500 mila le vittime causate da patologie strettamente legate all’inquinamento.

In Italia, invece, secondo gli ultimi dati trasmessi dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) l’inquinamento dell’aria provoca circa 84.400 morti premature.

E secondo un recente studio effettuato da ricercatori Spagnoli, lo smog rallenterebbe le attività del cervello dei bambini. Vivere in città iperattive, tra migliaia di auto, moto, industrie, scarichi, sarebbe molto pericoloso per la salute dei più piccoli.

Esposti allo smog, e all’inquinamento atmosferico, i più piccoli possono avere maggiori difficoltà di concentrazione, una scarsa prontezza di riflessi mentali (capacità di elaborare una risposta immediata ad una precisa domanda), e stanchezza fisica.

Particelle dello smog si accumulano nel cervello e sono dannose per la salute

Pubblicato il 08 Set 2016 alle 8:19am

Il ferro ed altri metalli pesanti contenuti nei gas di scarico delle auto se respirati possono raggiungere anche il cervello, parola di uno studio condotto dall’università di Lancaster pubblicato dalla rivista scientifica Pnas, che ha trovato nei campioni le stesse particelle che alcuni studi legano alla comparsa dell’Alzheimer.

I ricercatori hanno analizzato infatti i campioni di tessuto cerebrale di 37 persone, 29 abitanti di Città del Messico, tra le città più inquinate al mondo, tra 3 e 85 anni, e il resto dei residenti di Manchester, di età compresa tra 62 e 92 anni e in alcuni casi malati di patologie neurodegenerative.

Tutti contenevano grandi quantità di nano-particelle di ossidi di ferro, della stessa forma sferica di quelle che si creano con la combustione, mentre quelle derivanti dal ferro presente nell’organismo si è scoperto che presentavano la forma di cristalli, mentre in misura minore esistevano tracce di altri metalli, come il platino, contenuti nelle marmitte catalitiche.

“E’ estremamente preoccupante – commenta l’autrice dello studio alla Bbc, Barbara Maher. Quando si studia il tessuto si vedono le particelle distribuite fra le cellule, e quando si fa l’estrazione ci sono milioni di particelle in un singolo grammo di tessuto. Sono un milione di opportunità di creare danno. Queste sostanze sono un pericolo per la salute, soprattutto per malattie degenerative come l’Alzheimer, ecc”.

A Milano e a Torino si invecchia prima, è colpa dello smog

Pubblicato il 02 Set 2016 alle 7:58am

L’invecchiamento del cuore e del cervello è quattro volte più veloce in città dove c’è molto più smog. Come nel caso di Milano e Torino rispetto piuttosto a Roma.

La colpa sarebbe della combinazione tra inquinamento dell’aria e il livello di colesterolo nel sangue. A riferirlo Alberico Catapano, presidente della società europea per lo studio dell’aterosclerosi, che cita l’incrocio dei risultati emersi da diversi studi scientifici e i dati sulle polveri sottili forniti dall’istituto superiore per le ricerca ambientale.

Secondo questi ultimi dati infatti la città di Roma ha un minore tasso di inquinamento medio rispetto a Torino e a Milano, dove per l’agenzia Europea dell’ambiente si respira l’aria peggiore d’Europa.

E relativamente alla salute, spiega Catapano “L’inalazione del particolato fine il pm2,5 provoca un processo di infiammazione nei polmoni e nel sangue che si ripercuote sull’arteria principale, la carotide, e va a sommarsi ai danni provocati dall’accumulo di placche di colesterolo, provocando così un più veloce processo di invecchiamento”.

Carie, fra le cause anche la qualita’ dell’aria

Pubblicato il 15 Lug 2016 alle 6:24am

Tra tante cause dell’arrivo della carie, ci sarebbero senza ombra di dubbio anche inquinamento e smog. (altro…)

In arrivo in Piemonte il semaforo anti smog

Pubblicato il 05 Feb 2016 alle 7:05am

E’ in arrivo, in Piemonte, una sorta di semaforo anti smog. Quattro codici di diverso colore, dal giallo al rosso vivo, corrispondenti a sforamenti crescenti nei limiti di Pm10, che andranno ad indicare quali strategie i Comuni dovranno adottare, per cercare di tamponare quanto più possibile tale rischio ambientale.

Questo è quanto deciso dal presidente della Regione, Sergio Chiamparino.

Le nuove misure non saranno imposte, ma i Comuni avranno la possibilità di potervi aderire.

La Regione coinvolgerà i siti meteo delle tv locali, affinché segnalino il livello di smog.

Con il semaforo giallo scatteranno, ad esempio, il blocco dei veicoli Euro 3, la riduzione di un grado del riscaldamento degli edifici pubblici, il divieto di bruciare residui vegetali, di usare caminetti aperti, di spandere liquami da deiezioni animali.

Con l’arancio, il blocco degli Euro 4 e un ulteriore taglio di un grado del riscaldamento.

Con il rosso cinabro, ci sarà il blocco totale dei diesel e il limite di velocità sarà fissato a 90 km/h.

Con il rosso vivo, sarà previsto uno stop alle auto private nei giorni feriali in aree urbane, il blocco totale nelle extraurbane, e dei bus gratuiti.