Palestina

Israele sospende cooperazione con Unesco: Muro del Pianto e Spianata delle mosche non legate all’ebraismo

Pubblicato il 15 Ott 2016 alle 6:19am

La città di Israele ha annunciato ieri di sospendere la cooperazione con l’Unesco dopo la decisione da parte del Comitato esecutivo dell’organizzazione dell’Onu di dichiarare che il Muro del Pianto e la Spianata delle moschee non hanno nulla a che vedere con l’ebraismo.

Dopo la risoluzione del comitato esecutivo dell’Unesco che ha sancito che questi due luoghi storici, sarebbero sacri solo per la religione musulmana, approvando l’utilizzo del solo nome arabo nonostante l'”importanza della città vecchia di Gerusalemme e le sue mura per le tre religioni monoteiste”, il ministro dell’Educazione, Naftali Bennett, ha inviato una lettera alla direttrice Irina Bokova, accusando l’organizzazione di “fornire supporto al terrorismo”.

Nella lettera, pubblicata su Twitter, il ministro annuncia la sospensione, da subito, di “tutte le operazioni con l’Unesco. “Non ci saranno incontri con i suoi rappresentanti” e “non parteciperemo alla conferenze internazionali”, si legge ancora nella nota.

E motivando tale decisione aggiunge “Dopo la vergognosa decisione dei membri dell’Unesco di negare la storia e ignorare migliaia di anni di legami ebraici con Gerusalemme e il Monte del Tempio” (Spianata delle Moschee), ho comunicato alla Commissione nazionale di Israele per l’Unesco di sospendere tutte le attivita’ professionali nell’organizzazione internazionale”.

La risoluzione in questione “presume un sostegno immediato al terrorismo islamista”, sostiene Benet, avvertendo che “coloro che ricompensano i sostenitori della jihad a Gerusalemme, nella stessa settimana dell’assassinio di due israeliani, potrebbero essere anche le prossime vittime”. “I terroristi di domani possono ricevere ispirazione e legittimazione dall’atto deplorevole dell’Unesco”, ha aggiunto ancora il anministro, chiedendo al mondo di opporsi “apertamente e ad alta voce” alla risoluzione approvata dall’agenzia dell’Onu su proposta palestinese.

Giornalisti palestinesi contro Google per aver cancellato dalle carte geografiche il nome della loro terra

Pubblicato il 10 Ago 2016 alle 8:20am

Il Forum dei giornalisti palestinesi ha pubblicato una protesta contro Google “per aver cancellato dalle sua carte geografiche il nome della Palestina e per averlo rimpiazzato con quello di Israele”. A riferirlo è il sito web ‘Memo’ di monitoraggio del Medio Oriente.

Secondo il Forum questo sviluppo, avvenuto il 25 luglio, “rientra nei piani di Israele di fissare il proprio nome come Stato legittimo nelle generazioni a venire ed abolire per sempre quello della Palestina”.

Si tratterebbe, dunque, secondo i giornalisti palestinesi, di una “falsificazione della storia, della geografia e del diritto dei palestinesi alla propria terra”.

Una petizione di sostegno ha già raccolto 136 mila firme. Nelle carte di Google i territori nazionali di Israele, Giordania, Libano ed Egitto sono presentati in maniera evidente, mentre la Cisgiordania e Gaza restano senza una chiara attribuzione.

Entrato in vigore l’accordo tra Vaticano e “stato di Palestina”

Pubblicato il 03 Gen 2016 alle 11:30am

Entra in vigore l’accordo Bilaterale tra Santa Sede e “stato di Palestina, dopo il pre-accordo dello scorso 26 giugno e la ratifica delle due parti.

“In riferimento al comprehensive agreement between the holy see and the state of Palestine, firmato il 26 giugno 2015”, si legge in una nota diramata dalla sala stampa vaticana, “la Santa Sede e lo stato di Palestina hanno notificato reciprocamente il compimento delle procedure richieste per la sua entrata in vigore, ai sensi dell’articolo 30 del medesimo accordo.

L’accordo, costituito da un preambolo e da 32 articoli, riguarda aspetti di vita essenziali e l’attività della chiesa in Palestina, riaffermando il sostegno per una soluzione negoziata e pacifica del conflitto nella regione”.

In un articolo uscito nei mesi scorsi sull’Osservatore Romano, in occasione del pre-accordo, monsignor Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati e capo delegazione della Santa Sede spiegava che “come tutti gli accordi che la Santa Sede firma con diversi Stati, quello attuale ha lo scopo di favorire la vita e l’attività della chiesa cattolica e il suo riconoscimento a livello giuridico anche per un suo più efficace servizio alla società”.

Abbraccio del Papa con Abu Mazen: “Lei sia un angelo della pace”

Pubblicato il 16 Mag 2015 alle 2:54pm

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), in vista della canonizzazione di domani, a piazza San Pietro, delle due prime sante palestinesi dell’epoca contemporanea, e dopo la sigla, mercoledì scorso, di un’intesa bilaterale tra Santa Sede e «Stato di Palestina» che regolerà, con un accordo che verrà firmato nel prossimo futuro, lo statuto della Chiesa nel paese mediorientale. (altro…)