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Bastano 24 ore senza lavare i denti per avere serie ripercussioni su tutto l’organismo

Pubblicato il 28 Gen 2020 alle 8:49am

Bastano 24 ore senza lavarsi i denti per avere serie ripercussioni su tutto l’organismo. “I primi processi di calcificazione avvengono in 24 ore, quindi non dovrebbero mai passare più di 24 ore senza aver disgregato i batteri presenti in bocca” a spiegarlo è Ugo Covani, direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano (Ist), nel corso di una due giorni a Viareggio, con oltre 400 partecipanti, dedicata alla salute orale.

“Dobbiamo eliminare quel substrato dove possano precipitare i sali di calcio, che creano le premesse per la formazione del tartaro e per la strutturazione di questi batteri che cominciano poi a innescare la gran parte delle patologie parodontali. In altri termini, bastano 24 ore senza lavarsi i denti per mettere a rischio la propria salute orale. In Italia non vi è ancora sufficiente attenzione per questo aspetto. Per colmare questa scarsa informazione serve prevenzione ed educazione verso i più giovani”.

Oggi circa l’80% delle persone sopra i 30 anni presenta una forma di disturbo gengivale; nei dati significa che 750 milioni di persone nel mondo soffrono di patologie del cavo orale. I primi segni di disturbi gengivali si presentano con dolore, rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra l’uno e l’altro.

carie, le lesioni endodontiche, i granulomi, la malattia parodontale sono tutti problemi infettivi. Ne consegue che il controllo dei batteri è la chiave di volta per fare una seria prevenzione in campo odontoiatrico. “Per una cura orale di base è opportuno recarsi dal dentista o dell’igienista dentale due volte all’anno – aggiunge Annamaria Genovesi, professore straordinario Università Guglielmo Marconi di Roma e responsabile del Servizio di igiene e prevenzione orale dell’Istituto Stomatologico Toscano -. Inoltre, sarebbe auspicabile lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Come riscontrato dai professionisti del settore, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%”.

“Un’infezione del cavo orale può voler dire aggravamento di malattie sistemiche, anche letali. Numerosi studi certificano l’importanza dell’igiene orale per tutto l’organismo: ne trae beneficio il cuore, protegge dal diabete e dall’obesità, oltre che naturalmente da patologie come carie, gengiviti, parodontiti, perdita dei denti, di cui soffrono circa 23 milioni di italiani” aggiunge ancora il dott. Genovesi.

“La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che alcune patologie del cavo orale, come ad esempio la malattie delle gengive e del parodonto, aumentino il rischio di contrarre alcune patologie sistemiche come il diabete e le patologie cardiovascolari”, evidenzia ancora la ricercatrice della Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale, Gianna Maria Nardi.

Diabete e frutta secca: 5 dosi a settimana riducono del 20% il rischio di infarto nei malati

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 6:40am

Il rischio di problemi cardiovascolari come ictus e infarto è più alto in persone che soffrono di diabete. Fortunatamente però, uno studio dice che mangiare frutta secca, con una certa frequenza nel corso della settimana, può aiutare l’organismo a prevenirli. La conferma arriva da una ricerca condotta da un team di epidemiologi e nutrizionisti della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, pubblicata sulla rivista scientifica Circulation Research.

Grazie allo studio in questione, che ha riguardato 16.217 uomini e donne, di cui è stata monitorata l’alimentazione nell’arco di diversi anni prima e dopo la diagnosi di diabete, si è scoperto che nel periodo temporale di osservazione, si sono verificati 2.467 infarti e 789 ictus per un totale di 1.1663 decessi per un problema cardiovascolare su un totale di 5.862. E dai dati raccolti gli scienziati hanno anche evinto che il giusto apporto di frutta secca può ridurre del 17% il rischio di patologie cardiovascolari e del 20% quello di possibili infarti.

La frutta secca più giusta per provocare effetti benefici sull’organismo dei diabeti, in termini di riduzione del rischio per le malattie cardiovascolari, sono, come dicono gli scienziati, le noci, di cui bisognerebbe mangiarne almeno “5 manciate” a settimana.